venerdì 22 novembre 2013

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Fukushima: un ammonimento per il mondo



Il Segretario per l'Energia degli Stati Uniti Ernest Moniz e il Presidente Naomi Hirose della Tokyo Electric Power Co indossano tute protettive e ispezionano la centrale nucleare  Fukushima Daiichi di TEPCO.  Foto: REUTERS / Tokyo Electric Power Co

Naomi Hirose, presidente della società che gestisce Fukushima, ha dichiarato che l’industria nucleare britannica deve essere “pronta al peggio”

L’uomo responsabile del collassato impianto nucleare giapponese di Fukushima Daiichi ha messo in guardia che i fatti del 2011 devono rappresentare delle importanti lezioni per il governo britannico ed i suoi programmi per la costruzione di nuovi impianti nucleari

Naomi Hirose, presidente dell’azienda che gestisce Fukushima – la Tokyo Electric Power Company (Tepco) – ha dichiarato che la tripla fusione conseguente al terremoto ed allo tzunami in Giappone è stata un “ammonimento al mondo” ed all’industria nucleare britannica perché “siano pronti al peggio”.

Parlando col Guardian, Hirose ha detto che nonostante quello che il pubblico e l’industria nucleare vogliono credere e far credere, gli impianti nucleari non sono sicuri al 100%. “Dobbiamo spiegare che per quanto la probabilità possa essere piccola, cosa succede se la barriera di sicurezza cede?  Dobbiamo avere un piano per una tale evenienza… è facile dire che il nucleare sia quasi perfetto e perciò non dobbiamo preoccuparcene, ma noi dobbiamo chiederci: e se accadesse qualche catastrofe?”.

Soprattutto,  Hirose ha affermato che a Fukushima si sarebbero potute adottare alcune piccole misure che avrebbero impedito la fusione verificatasi nel marzo del 2011; e che la Tepco vuole condividere con i britannici quanto appreso dall’evento.

“Quanto successo a Fukushima è stato effettivamente un avviso al mondo. Cercate di esaminare tutte le possibilità, per quanto piccole, e di non pensare che possa essere inutile anche una sola contromisura. Pensate invece a tutte le possibili, piccole contromisure, piuttosto che non ad una singola grande soluzione. La singola risposta infatti non esiste. Trovammo un sacco di scuse per noi stessi... ma se guardiamo indietro, ci fossero stati dei sistemi che sigillavano le porte – un piccolo accorgimento – avremmo salvato tutto”.

E recentemente il governo britannico ha impedito la conclusione di un affare con la EDF Energy per la costruzione nel Somerset del primo di una nuova generazione di reattori nucleari
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