<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114</id><updated>2012-02-11T11:13:33.348-08:00</updated><title type='text'>Defenza Sarda</title><subtitle type='html'>DEFENZA SARDA</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>42</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-414663384053271449</id><published>2012-02-09T06:29:00.000-08:00</published><updated>2012-02-09T06:29:06.307-08:00</updated><title type='text'>ITALIA: LA STORIA DEL DEBITO PUBBLICO!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;h1 class="entry-title"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://icebergfinanza.finanza.com/2012/02/09/italia-la-storia-del-debito-pubblico/"&gt;http://icebergfinanza.finanza.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="sociable"&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="sociable-tagline"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;!-- .entry-meta --&gt;           &lt;!-- AddThis Button Begin --&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var addthis_product = 'wpp-261';var addthis_config = {"data_track_clickback":true};&lt;/script&gt;&lt;script src="http://s7.addthis.com/js/250/addthis_widget.js#pubid=wp-4f33d62106a6f722" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;img alt="" height="562" src="http://www.museomentana.it/IMMAGI1.jpg" width="425" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visto che spesso e volentieri in Italia ma non solo, in molti hannola memoria corta e non conoscono la storia, andiamo a dare un’occhiataalle dinamiche del nostro &lt;a class="st_tag internal_tag" href="http://icebergfinanza.finanza.com/tag/debito-pubblico/" rel="tag" title="Post taggati con debito pubblico"&gt;debito pubblico&lt;/a&gt; risalendo sino all’ Unità d’Italia grazie ad un lavoro apparso nel 2008 a disposizione sul sito di &lt;a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31/QEF_31.pdf"&gt;Bancad’Italia&lt;/a&gt; …&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;Questo lavoro presenta i risultati di unaricostruzione del debito pubblico italiano dall’unità del&amp;nbsp;paese a oggi.Le elaborazioni sono effettuate utilizzando una metodologia in lineacon le regole&amp;nbsp;&amp;nbsp;statistiche attuali al fine di ottenere una base datiomogenea e più coerente con le statistiche di&amp;nbsp;contabilità nazionale. Ilsettore di riferimento, a differenza di molti studi precedenti cheprendevano&amp;nbsp;in esame il solo Settore statale, è quello delleAmministrazioni pubbliche e l’aggregato è il debito&amp;nbsp;lordo al valorenominale e consolidato tra e nei sottosettori. La base dati ricostruitainclude le serie&amp;nbsp;storiche mensili per il debito e per le suescomposizioni per sottosettori e strumenti. Per la loro&amp;nbsp;frequenza e illungo periodo considerato, questi dati possono rappresentare un utilestrumento di&amp;nbsp;analisi per gli studiosi di storia economica e economiapubblica.&amp;nbsp;Il lavoro presenta una sintesi degli aspetti metodologici euna breve descrizione dell’andamento del&amp;nbsp;debito negli ultimi 150 anni.Se confrontata con i dati precedenti, la nuova ricostruzionestorica&amp;nbsp;evidenzia un valore del passivo in media superiore.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Chi pensa che non sia possibile riportare il debitosotto controllo dimentica che guerre e depressioni sono l’amaramedicina che l’uomo non ama prendere nell’illusione&amp;nbsp;del debito ma comeha dimostrato la recentissima dinamica storica successiva a Maastrichtè solo questione di volontà e&amp;nbsp;urgenza, un’urgenza che oggi&amp;nbsp;è evidente.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Qualunque considerazione sui metodi e le dinamiche dirientro dal debito , sul peso che ricade spesso e volentieri sui solitinoti è argomento da affrontare in altra sede.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Qui sotto avete una serie di grafici chetestimoniano&amp;nbsp;la dimensione storica del nostro debito dall’Unitàd’Italia, la dinamica del debito&amp;nbsp;dal 1861, quella degli ultimi annie&amp;nbsp;relativi responsabili politici oltre che&amp;nbsp;un’evidenza delle dinamichedel debito della pubblica amministrazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://icebergfinanza.finanza.com/files/2012/02/111.jpg"&gt;&lt;img alt="" height="420" src="http://icebergfinanza.finanza.com/files/2012/02/111.jpg" width="599" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://icebergfinanza.finanza.com/files/2012/02/222.jpg"&gt;&lt;img alt="" height="388" src="http://icebergfinanza.finanza.com/files/2012/02/222.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://icebergfinanza.finanza.com/files/2012/02/333.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignnone size-full wp-image-3062" height="448" src="http://icebergfinanza.finanza.com/files/2012/02/333.jpg" width="623" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://icebergfinanza.finanza.com/files/2012/02/444.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignnone size-full wp-image-3063" height="448" src="http://icebergfinanza.finanza.com/files/2012/02/444.jpg" width="625" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Direi che al di la delle chiacchere da bar ce ne abbastanza per cancellare l’idea che il debito non può che crescere…&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Nel terzo trimestre 2011 il rapporto debito-pildell’Italia, pur restando il secondo dell’Ue dopo la Grecia con 119,6%,ha registrato il maggiore calo (-1,6%) insieme a quello di Maltarispetto ai tre mesi precedenti. È il nuovo dato diffuso da Eurostat,l’Ufficio statistico dell’Unione europea. Il Sole 24 Ore – leggi su &lt;a href="http://24o.it/I4YtM"&gt;http://24o.it/I4YtM&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Suppongo che anche Eurostat sia l’ennesimo sitotelebano che diffonde notizie tendenziose e non veritiere, ma mentrel’Italia fallisce domani mattina, noi attendiamo la nuova ondata dipanico.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E visto e considerato che stiamo giocando a nascondinocon la storia andiamo a dare un’occhiata anche allo sbarco dei Millesenza dimenticare la leggendaria frase di Garibaldi, ristrutturataquesta si dal sottoscritto per l’occasione… Qui si RIFA’ l’Italia o simuore…&lt;/div&gt;&lt;h3&gt;GARIBALDI E I MILLE? UN INVESTIMENTO&lt;/h3&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;La spedizione dei Mille è stato uno degli eventicruciali per l’unificazione d’Italia. Ai tempi non c’era internet ma iltelegrafo, Parigi era la Borsa di riferimento e i prestiti eranoerogati dalle grandi famiglie dei banchieri e non dall’Fmi. Eppuremercati finanziari e debito pubblico ebbero un ruolo nellosgretolamento del regno borbonico e nel successo dei garibaldini. E,col senno di poi, è un po’ come se Garibaldi avesse detto “obbedisco!”non solo al re Vittorio Emanuele, ma anche ai Rothschild.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;Studiando la serie storica delle quotazioni del debito pubblicoborbonico, durante il 1860, è possibile rispondere a una domanda assaiinteressante, anche per i suoi riflessi attuali: i mercati finanziaridell’epoca avevano scontato la spedizione dei Mille?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Indubbiamente, i mercati anticipano accadimenti incerti, chevalutano attraverso la lente deformante delle aspettative. Vi consigliodi continuare l’interessante lettura a &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002764.html"&gt;questo indirizzo&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;In sintesi come spesso abbiamo visto si chiacchera troppo e si dimentica spesso e volentieri le lezioni della storia!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-414663384053271449?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/414663384053271449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=414663384053271449' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/414663384053271449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/414663384053271449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2012/02/italia-la-storia-del-debito-pubblico.html' title='ITALIA: LA STORIA DEL DEBITO PUBBLICO!'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-907862859266266017</id><published>2012-01-29T05:47:00.000-08:00</published><updated>2012-01-29T05:53:35.812-08:00</updated><title type='text'>A CHI LA NIGERIA? A GOLDMAN SACHS</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="sopra"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="piccolo"&gt;Di&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.comidad.org/dblog/autori.asp?chi=comidad"&gt;comidad&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="piccolo"&gt;&lt;img alt="http://cache6.thoughtfulindia.com/wp-content/uploads/2011/01/nigeria.gif?9d7bd4" src="http://cache6.thoughtfulindia.com/wp-content/uploads/2011/01/nigeria.gif?9d7bd4" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="piccolo"&gt;&lt;a href="http://thoughtfulindia.com/2011/01/goldman-sachs-and-nigerian-scam-facebook-invitation-quiz/"&gt;http://thoughtfulindia.com/2011/01/goldman-sachs&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="piccolo"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="giustificato"&gt;Si è stabilita una nuova moda, per la quale ogni personalità politica oistituzionale deve condire i suoi discorsi con inesorabili denuncedello strapotere della finanza globale, che, da "servizio nei confrontidella produzione", è diventata scopo in sé e funzione primaria. Unavolta pronunciata l'astratta denuncia, si può tornare tranquillamentead obbedire alle banche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso più clamoroso di questa schizofrenia, è dato dalla questionedell'inserimento dell'obbligo del pareggio di bilancio nellaCostituzione. Strano che nessun costituzionalista abbia sentito ilbisogno di chiarire che una tale norma è di per sé incostituzionale,poiché uno Stato che accetti di trasformare il pareggio di bilancio dascelta politica in norma vincolante, si consegna in ostaggio ai propricreditori. Tanto vale affermare chiaramente che la sovranità appartienealle banche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la contraddizione non è solo tra il dire ed il fare, è anche internaal discorso. Persino Mario Monti, durante la trasmissione "Che tempoche fa" ha recitato la sua litania sulla necessità di ridimensionare ilpotere della finanza, senza però chiarire come si sia stabilito questopotere, e che cosa abbia indotto i governi a compiere le scelte chehanno finanziarizzato tutte le relazioni economiche e sociali. Ma forseMonti non aveva bisogno di dirlo, dato che è proprio lui uno deimaggiori rappresentanti di quel lobbying bancario che si è insinuato inogni ambito delle istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è affatto dimostrato che il governodel Tanghero di Arcore sia stato abbattuto da una trama della finanzaglobale, né si comprenderebbe il motivo di tanto sforzo; mentre èinvece dimostrabilissimo che dal 1994 tutti i governi italiani sianostati sotto il controllo diretto di poteri finanziari internazionali.Ci si riferisce, tanto per iniziare, a Lamberto Dini, del FondoMonetario Internazionale, che fu ministro del Tesoro del primo governoBerlusconi, e poi egli stesso Presidente del Consiglio. Poi bastascorrere i nomi di Romano Prodi, Gianni Letta e Mario Monti, tutti etre consulenti di Goldman Sachs; ancora si può ricordare Mario Draghi,anche lui di Goldman Sachs, nominato governatore della Banca d'Italiadal secondo governo Berlusconi.&lt;br /&gt;Ed infine una citazione anche perGiuliano Amato, il quale, a posteriori, ci ha rivelato il suo legamecon Deutsche Bank.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La forza del lobbying delle multinazionali non consiste nellastrategia, nella pianificazione o nella lungimiranza, ma semplicementenella onnipresenza e sulla ripetitività dello schema, per cui puòcambiare l'ordine dei fattori, ma il prodotto non cambia. Lo schemacoloniale si applica indifferentemente a tutti i Paesi, e senza troppevarianti. Niente di strano quindi che anche uno Stato africano come laNigeria, nel marzo del 2010, si sia adeguato alla disciplinalobbistica, inserendo nel governo un esponente di Goldman Sachs.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LaNigeria è vicina.[1] &lt;br /&gt;La notizia che Goldman Sachs abbia occupato anche il governo nigeriano,quindi non costituisce uno scoop; anzi sarebbe uno scoop la notiziacontraria. Nulla di strano neppure nella notizia che Robert Zoellick,ex vicepresidente di Goldman Sachs, ex vicesegretario di Stato conBush, ed attualmente presidente del Gruppo Banca Mondiale, abbiaespresso apprezzamento per il fatto che, nel luglio 2011, la direttricegenerale della Banca Mondiale, Ngozi Okonjo-Iweala, sia tornata a farparte del governo nigeriano in qualità di ministro delle Finanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lanotizia è sul sito della Banca Mondiale.[2] &lt;br /&gt;Quindi non bastava Goldman Sachs, ci voleva anche quell'altra sua longamanus che è la Banca Mondiale. Appena arrivata, Okonjo-Iweala ha messosotto ricatto il governo presentando una lettera di dimissioni, che poideve essere stata ritirata, dato che risulta ancora lei il ministrodelle Finanze in carica. Nella lettera Okonjo-Iweala consigliava algoverno di raccomandarsi a Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto professionale.[3] &lt;br /&gt;Oggi la Nigeria è sulle prime pagine dei quotidiani per la vicendadelle aggressioni islamiche nei confronti dei cristiani; ma nel 2008,la notizia era che la Nigeria si trovava nel pieno di un disastroecologico nel delta del fiume Niger, provocato dalla multinazionaleExxon. Ma il Delta del Niger è una zona troppo ghiotta per lecorporation e non manca nessuno: Total ed Eni, Exxon-Mobil, Shell,Chevron-Texaco, StatOil, e naturalmente BP. La maggior parte delpetrolio nigeriano va a finire negli USA; le immense riserve di gas delpaese sono state bruciate con trivellazioni maldestre ed esplosioni chehanno devastato il paese. Secondo stime approssimate per difetto, piùdi 400 milioni di litri di petrolio sono finiti nel delta. Lamanutenzione degli impianti è fatta in economia; così, quando ci sonodelle perdite, le compagnie se la cavano parlando di sabotaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttele corporation assoldano truppe paramilitari che, con la scusa didifendere gli impianti dai sabotaggi, aggrediscono la popolazione inmodo sistematico; villaggi di migliaia di persone sono stati costrettialla fuga dai mercenari.[4] &lt;br /&gt;La popolazione nigeriana, stimata in centocinquantacinque milioni diabitanti, è costretta a vivere nella miseria, mentre la Nigeria èl'ottavo o nono paese esportatore al mondo di petrolio. Uno deidisastri ambientali più recenti è stato provocato dalla Shell, i cuimanager hanno attribuito la rottura di alcune tubature ai "ladri"(forse era un velato riferimento a se stessi).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'altra notizia era che le autorità nigeriane non riuscivano adassumere alcun provvedimento per controllare l'estrazione del petrolio,e ciò a causa dell'attività di lobbying della British Petroleum.[5] &lt;br /&gt;Il governo nigeriano ha preso invece altri provvedimenti, oltre quellidi imbarcare Goldman Sachs e Banca Mondiale nel governo. Va registratainfatti l'istituzione di un fondo federale per far fronte allavolatilità dei prezzi del petrolio; attorno a queste risorsefinanziarie si è scatenato il lobbying di Goldman Sachs e di JP Morganper ottenere la concessione della gestione del fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stampaafricana ne ha diffuso con preoccupazione la notizia, sottolineando leresistenze che questa prospettiva aveva suscitato in Nigerianell'ottobre dello scorso anno.[6] &lt;br /&gt;L'altra misura assunta dal governo, anzi direttamente dal ministrodelle Finanze Okonjo-Iweala, è molto "montiana"; riguarda infattil'aumento del prezzo dei carburanti, che sta causando in Nigeria unmovimento di protesta sindacale molto acceso ed esteso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla questioneil ministro delle Finanze ha concesso un'intervista ad Al Jazeera.[7] &lt;br /&gt;Solo che adesso, a proposito della Nigeria, non si parla più didisastri ecologici causati dalla Exxon o dalla Shell, né del lobbyingdi BP, Goldman Sachs e JP Morgan, né del protettorato imposto dallaBanca Mondiale, e neppure del grande movimento di protesta sindacale,ma della guerra civile fra musulmani e cristiani, e di prospettiva disecessione del Paese tra sud cristiano e nord islamico. Tutto questolobbying e l'invio di un'emissaria di Zoellick, chissà perché, nonhanno portato bene alla Nigeria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto, che c'è di meglio di unconflitto etnico-religioso per neutralizzare un movimento di protestasindacale? &lt;br /&gt;L'indispensabile complemento del lobbying è infatti la psywar, laguerra psicologica: non basta infiltrare un Paese, bisogna confonderglile idee creandogli falsi nemici. Guarda caso, la CIA aveva previsto chele cose non sarebbero andate bene per la Nigeria. Cinque anni fa, unrapporto della CIA profetizzava che la Nigeria non aveva più di diecianni di vita come Stato unitario. Anche questa notizia è stata ripresadalla stampa africana in questi giorni di guerra civile in Nigeria.[8] &lt;br /&gt;Ovviamente il rapporto della CIA aveva un mero scopo scientifico, e nonsarebbe lecito sospettare di nessuna azione della stessa CIA nelfomentare la guerra civile in Nigeria. Neppure è concesso ipotizzareche tutti quei mercenari al servizio delle multinazionali abbianoqualcosa a che vedere con le aggressioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1]http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;sl=en&amp;amp;u=http://www.independent.co.uk/news/world/africa/goldman-sachs-chief-included-in-nigerias-new-cabinet-1927001.html&amp;amp;ei=MzMdT5DFK7GM4gSPwKGLDQ&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=translate&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=4&amp;amp;sqi=2&amp;amp;ved=0CEgQ7gEwAw&amp;amp;prev=/search%3Fq%3Dnigeria%2Bgoldman%2Bsachs%26hl%3Dit%26biw%3D1280%26bih%3D606%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[2]http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;sl=en&amp;amp;u=http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:22958186~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html&amp;amp;ei=kKQdT43DKa754QTpqfnMDQ&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=translate&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=3&amp;amp;ved=0CDoQ7gEwAg&amp;amp;prev=/search%3Fq%3DNigeria%2BWorld%2BBank%2Bzoellick%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[3]http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;langpair=en%7Cit&amp;amp;u=http://www.wazobiareport.com/reports/Ngozi-Okonjo-Iweala-resigns-after-inspecting-federation-accounts&lt;br /&gt;[4] http://234next.com/csp/cms/sites/Next/Home/5258469-146/The_mercenaries_take_over__.csp&lt;br /&gt;[5]http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;sl=en&amp;amp;u=http://www.guardian.co.uk/world/2010/may/30/oil-spills-nigeria-niger-delta-shell&amp;amp;ei=Y0IcT8isAajd4QSkl7yFDQ&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=translate&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=2&amp;amp;ved=0CDMQ7gEwAQ&amp;amp;prev=/search%3Fq%3Dexxon%2Bbp%2Bnigeria%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[6]http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;langpair=en%7Cit&amp;amp;rurl=translate.google.com&amp;amp;u=http://allafrica.com/stories/201110261085.html&amp;amp;usg=ALkJrhjh23E41pPOjG2-wFhirpQEBxdRDg&lt;br /&gt;[7]http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;langpair=en%7Cit&amp;amp;u=http://africaunchained.blogspot.com/2012/01/nigerias-finance-minister-ngozi-okonjo.html&lt;br /&gt;[8]http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;prev=/search%3Fq%3Dnigeria%2Bcia%2Ballafrica%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=en&amp;amp;u=http://allafrica.com/stories/201201120484.html&amp;amp;usg=ALkJrhj57n0jBNGRd7f2nS6TFBCRl-4BqA&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-907862859266266017?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/907862859266266017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=907862859266266017' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/907862859266266017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/907862859266266017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2012/01/chi-la-nigeria-goldman-sachs.html' title='A CHI LA NIGERIA? A GOLDMAN SACHS'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-5578265802934835357</id><published>2012-01-19T09:55:00.000-08:00</published><updated>2012-01-19T09:55:51.555-08:00</updated><title type='text'>Nuovo governo Monti riorienta politica estera verso Washington</title><content type='html'>&amp;nbsp; &lt;!-- 440 pixel column for main page body --&gt; &lt;!-- SHTML page goes here: THERE SHOULD BE NOTHING BELOW THIS LINE --&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id="News_PhotoLite"&gt;&lt;center&gt;&lt;img alt="Il governo Monti il giorno del giuramento" border="0" src="http://www.globalist.it/NEWS_11795.jpg" title="Il governo Monti il giorno del giuramento" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;/div&gt;&lt;h5&gt;Di &lt;span style="color: red;"&gt;Marianne Arens&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h5&gt;&lt;a href="http://www.wsws.org/it/2012/jan2012/ittr-j11.shtml"&gt;http://www.wsws.org/it/ &lt;/a&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h5&gt;&amp;nbsp;&lt;/h5&gt;&lt;br /&gt;Mario Monti, capo del governo italiano dal 16 novembre, hafatto notizia soprattutto per le sue rigide politiche di austerità.Significativi sono tuttavia i cambiamenti nella politica esteradel suo esecutivo.&lt;br /&gt;La politica estera del suo predecessore, Silvio Berlusconi,era spesso considerata imprevedibile. Berlusconi ha mantenutouna stretta amicizia con il primo ministro russo ed ex capo diStato Vladimir Putin e la sua vicinanza all'ex leader libico MuammarGheddafi ha causato irritazione a Washington. Monti sta ora ricostruendostrette relazioni con gli Stati Uniti al fine di avanzare gliinteressi italiani in Libia sotto il nuovo regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A capo del Ministero degli Affari Esteri Monti ha sostituitoFranco Frattini, da lungo tempo confidente di Berlusconi, conGiulio Terzi di Sant'Agata, un conte di discendenza aristocraticalombarda. Terzi ha mantenuto ottimi rapporti con Washington. LaBbc su di lui scrive: "Il nuovo ministro degli Esteri italianoha un’estesa rete di contatti in nord America. Le sue relazionicon la Casa Bianca sono state decisive per la sua nomina".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzi è attivo nei circoli diplomatici da 35 anni eha lavorato presso le ambasciate italiane a Parigi, Canada e Israele,così come presso la NATO e le Nazioni Unite. Il suo ruolopiù recente è stato di ambasciatore italiano negliStati Uniti, dove ha mantenuto rapporti amichevoli con BarackObama. Via Twitter, Terzi sostiene apertamente le sanzioni control'Iran. La sua specialità è la "sicurezza internazionale"e la "guerra al terrorismo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 2002 al 2004, Terzi è stato ambasciatore italianoin Israele. Durante questo periodo, dove l'Italia era alla presidenzadell'Unione Europea (2003), ha svolto una campagna per il miglioramentodelle relazioni UE-Israele. Al culmine della seconda intifada,ha assicurato una visita in Israele per l'ex ministro degli Esteridi Berlusconi, Gianfranco Fini. La visita di Fini in Israele èstata di grande importanza simbolica. A quel tempo, Fini era illeader di Alleanza Nazionale, il partito successore del neo-fascistaMovimento Sociale Italiano (MSI). L'accoglienza a Gerusalemmeè stata ritratta come una rottura con il suo passato eun abbraccio della democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fini oggi è presidente della Camera. Dopo la sua rotturacon Berlusconi e il Popolo delle Libertà (PdL), Fini èora a capo del cosiddetto "Terzo Polo", che comprendeTerzi nei suoi ranghi. A differenza di Fini, però, Terziè rimasto fedele a Berlusconi fino alla fine. Il TerzoPolo è di supporto a Monti e tratta l'autocratico economistacome uno dei suoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008 e nel 2009, Terzi è stato rappresentante permanentedell'Italia presso le Nazioni Unite a New York (dove era statoattivo anche precedentemente, nel periodo 1993-1998). Nel 2007-2008,è stato capo della delegazione italiana al Consiglio disicurezza dell'ONU. La questione chiave di politica estera all'epocaera l’impegno italiano in Afghanistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso 16 dicembre, Terzi si è incontrato a Romacon il leader Consiglio Nazionale di Transizione libico (CNT)Mustafa Abdul Jalil, e ha promesso di liberare € 600 milionidi fondi libici sequestrati in Italia. Jalil è stato ricevutoanche dal primo ministro Monti e il presidente Giorgio Napolitano,e l'Italia ha ufficialmente rinnovato il trattato di amiciziacon la Libia, che Berlusconi aveva forgiato con Gheddafi. Il contrattoera stato annullato dalla guerra in Libia, che l'Italia ha poisostenuto dopo qualche esitazione iniziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, però, l'Italia, ex potenza coloniale, mira a metterele mani sulle risorse di gas naturale e petrolio di cui il paesenordafricano è ricco. Al World Petroleum Congress a Dohaai primi di dicembre, il gruppo petrolifero ENI, che èanche il più grande produttore straniero di petrolio inLibia, ha annunciato che la sua produzione di greggio in quelpaese è stata ripristinata a circa il 70 per cento deilivelli pre-guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amministratore delegato di ENI Paolo Scaroni ha dichiarato:"In questo momento stiamo producendo circa 200.000 barilial giorno, tutto procede bene". Dal rovesciamento di Gheddafi,la produzione di petrolio è ripresa "meglio di quantosperassimo”. Scaroni ha dichiarato che è sempre statoconvinto che il nuovo governo della Libia si sarebbe conformatoai trattati che aveva sottoscritto con l'Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una quota del 30 per cento di ENI rimane ancora nelle manidello Stato italiano. Il Gruppo ENI è presente in Libiadal 1959, e l'Italia è il più grande acquirentestraniero di petrolio e gas libico. Prima della guerra, la produzioneitaliana in Libia era in media di 280.000 barili al giorno. Aquel tempo, la Libia produceva un totale di 1,6 milioni di barilial giorno, di cui 1,3 per l'export.&lt;br /&gt;La Libia ha le maggiori riserve di petrolio in Africa. Il capodel cartello dell'Opec, Abdullah El-Badri, ha detto a Doha chela produzione petrolifera libica dovrebbe raggiungere i livellipre-guerra entro la metà del 2012.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre compagnie petrolifere internazionali che cercano quotedi profitti in Libia sono la società francese Total, laspagnola Repsol, la tedesca Wintershall e l'austriaca OMV. Allafine di settembre, prima ancora della fine ufficiale della guerra,la Total ed l'ENI sono state le prime a riprendere la produzionee il trasporto del petrolio. Insieme alla società di statoLibyan National Oil Company, l'ENI gestisce l'azienda di distribuzioneMellitha Oil &amp;amp; Gas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il CNT vuole escludere la Russia e la Cina dalla sua produzionedi petrolio e gas. Nel fare ciò, è perfettamentein linea con le richieste fatte da Washington.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-5578265802934835357?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/5578265802934835357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=5578265802934835357' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/5578265802934835357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/5578265802934835357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2012/01/nuovo-governo-monti-riorienta-politica.html' title='Nuovo governo Monti riorienta politica estera verso Washington'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-4956542938123535946</id><published>2012-01-13T13:17:00.000-08:00</published><updated>2012-01-13T13:17:40.188-08:00</updated><title type='text'>L' ITALIA E' DIVENTATA FASCISTA ?</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.zerohedge.com/news/guest-post-has-italy-gone-fascist"&gt;&amp;nbsp;www.zerohedge.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mese di agosto di quest'anno, Russell Napier del gruppo finanziario CLSA ha scritto: "L’Italia fa paura - i rendimenti saliranno quando i governi sceglieranno di prendere soldi dai loro risparmiatori - ciò che Russell chiama IL GRANDE FURTO – Aspettatevi una fuga massiccia di capitali".&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Eppure, mentre Russell commentandova la mossa di apertura italiana di repressione del capitale privato, tramite l’applicazione di una tassa sui redditi di capitale, ma non sugli utili del debito pubblico, la situazione è cambiata con tale velocità negli ultimi 5 mesi che la nascita del primo regime fascista dopo le crisi del 2008 probabilmente può ora essere associata con il nuovo governo Monti.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre Doug Casey da consigli su come non restare fregati su queste pagine ( www.zerohedge.com/news/doug-casey), potrebbe essere il momento per gli italiani di portare se stessi ed i loro capitali il più in fretta possibile fuori da Pizzaland.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito sono elencati gli ultimi sviluppi che sono arrivati a velocità straordinaria:&lt;br /&gt;• La nomina a dicembre di un governo non eletto. Questo governo non ha alcuna responsabilità e non si sa nemmeno quanto durerà il suo mandato. Viene presentato come "tecnocratico", ma è in realtà è guidato da un professore universitario che si è distinto per: (I) essere stato a capo della Commissione Europea del Mercato Interno dove ha usato il potere dello Stato per porre restrizioni a Microsoft e ad altri gruppi aziendali perché stavano "diventando troppo grande per i loro stivali"; (II) essere un buon amico di Romano Prodi, un altro professore universitario dell'Università di Bologna dal cuore comunista e ideatore dell’Euro (parleremo di più su di lui in seguito), (III) un buon amico al soldo di Goldman Sachs nonchè amico di Mario Draghi, un altro pupazzo di Goldman che ha liquidato il governo di Berlusconi pochi giorni prima di prendere il timone della BCE, (IV) un fervente credente nella preminenza dello Stato sull'individuo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img align="left" height="180" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/itfas1.jpg" width="180" /&gt;&lt;br /&gt;• Prodi, l'architetto originario di questa catastrofe, fece questo famoso commento nel 2001, indicando che questa cricca di professori sta giocando un gioco davvero molto lungo nel tempo:  “Sono sicuro che l'euro ci obbligherà ad introdurre una nuova serie di strumenti di politica economica. Ciò è politicamente impossibile da proporre adesso. Ma un giorno ci sarà una crisi e nuovi strumenti saranno creati." - Romano Prodi, presidente della Commissione europea, dicembre 2001 &lt;br /&gt;• Grazie alla sua amicizia con Monti e l'attuale governo, è ancora molto coinvolto proprio nelle decisioni su quello che questi nuovi strumenti potrebbero essere;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;• Il passaggio di un editto straordinario che rende le operazioni di cassa superiori ai 1.000 euro illegali (non oggetto di segnalazione - semplicemente illegali). Seguendo un desiderio di Prodi, l'attuale regime ha affermato che questo livello sarà progressivamente ridotto al limite di Euro 300. Quindi il denaro contante forse per la prima volta nella storia non avrà più valore legale (almeno oltre i 1.000 euro, per ora);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• L’obbligo che le aziende di carte di credito segnalino tutte le operazioni effettuate dagli italiani, in Italia e all'estero, alle autorità fiscali;&lt;br /&gt;• Ritardi e rifiuti da parte delle banche nel consentire ai clienti di ritirare saldi di cassa di un minimo di 10.000 euro;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La Guardia di Finanza ha messo le telecamere ai confini fisici con la Svizzera (vedi sotto) per registrare tutte le targhe. In aggiunta, cani addestrati per riconoscere l’odore della carta moneta sono stati dispiegati al confine ( www.cdt.ch/ticino-e-regioni/.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img align="left" height="180" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/itfas2.jpg" width="280" /&gt;Quello che sta accadendo in Italia deve essere oggetto di attenta osservazione. Il paese che ha fatto conoscere al mondo il Fascismo nel 1930 è stato ampiamente ammirato anche da Franklin Delano Roosevelt, il quale aveva grande considerazione di Mussolini e si ispirò senza dubbio a lui in molte delle sue scelte politiche. L'Italia apre ancora una volta la strada, quindi i politici sia europei che statunitensi osservano cosa in essa sta accadendo per vedere cosa possa comportare l’attuazione di politiche oppressive.   E mentre Russell Napier (correttamente) prevede che saranno imposti controlli sui capitali e ha suggerito di depositare i propri dollari a Singapore, gli italiani potrebbero sottrarsi a tutto ciò purchè lo facciano prima che l’attuale gruppo di Professori chiuda tutte le porte. Le cose si muovono più velocemente perfino di quanto uno degli storici leader finanziari del mondo possa prevedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: www.zerohedge.com/Link: http://www.zerohedge.com/news/guest-post-has-italy-gone-fascist6.01.2012Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALESSIA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-4956542938123535946?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/4956542938123535946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=4956542938123535946' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/4956542938123535946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/4956542938123535946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2012/01/l-italia-e-diventata-fascista.html' title='L&apos; ITALIA E&apos; DIVENTATA FASCISTA ?'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-5164751703903341639</id><published>2011-12-26T07:41:00.000-08:00</published><updated>2011-12-26T07:42:45.112-08:00</updated><title type='text'>Draghi e i vampiri... Goldman Sachs governa BCE Italia Grecia...ecc</title><content type='html'>&lt;span class="content_vote"&gt;&lt;input class="button" name="submit_vote" type="submit" value="Vota" /&gt;&lt;input name="task" type="hidden" value="vote" /&gt;&lt;input name="option" type="hidden" value="com_content" /&gt;&lt;input name="cid" type="hidden" value="7405" /&gt;&lt;input name="url" type="hidden" value="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7405-draghi-e-i-vampiri.html" /&gt;&lt;/span&gt;      &lt;br /&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;img alt="badbank" height="200" src="http://www.megachip.info/images/badbank.jpg" style="float: left; margin-bottom: 2px; margin-right: 10px;" width="410" /&gt;di &lt;b&gt;Pino Cabras&lt;/b&gt; – &lt;a href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7405-draghi-e-i-vampiri.html"&gt;Megachip&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Sologli illusi, purtroppo ancora tanti e inguaribili, potevano sperare cheil recente inserimento delle punte di diamante di Goldman Sachs nelcuore della sfera pubblica europea – Draghi, Monti e Papademos - non sisarebbe tradotto in una cuccagna per le banche e in una rovina per leclassi medie. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Nessuno però arrivava a pensare che i protagonisti potessero essere così spudorati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Ma finché avremo presidenti come Napolitano e copertine dell’&lt;i&gt;Espresso&lt;/i&gt; che fanno di Napolitano “l’uomo dell’anno”, lo scandalo sarà sopito e troncato. Cos’è successo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Mettiamolacosì. Ci viene imposto uno “stato di eccezione” che – dicono – deve“cambiare tutto”: niente di quanto abbiamo è acquisito, e ogni nostrasicurezza sociale deve poter precipitare dalla sera al mattino, persalvarci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Viceversa, nessuna urgenza può scalfire le regole immutabili della Banca Centrale Europea. Ci descrivono il sacro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Eil sacerdote Mario Draghi lo ripete: non può prestare soldi agli Stati,non può comprare i buoni del Tesoro. Il debito non può essere ingoiatoin modo diretto dalla sua moneta creata dal nulla. Può esserlo però inun modo indiretto, ad esempio prestando mezzo trilione di euro allebanche, affinché queste corrano ad acquistare i buoni dei PIIGS,maledetti maiali-cicala. Con l’idea che le banche paghino alla BCE untasso dell’1%. E che gli Stati paghino alle banche interessi ben piùcorposi, fino al 7% e oltre: lucro per le banche, tagli per lo statosociale, insostenibilità economica. L’Italia di Monti e Napolitano,insomma. L'Europa di Draghi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Maè possibile che nessuno si ribelli a questo controsenso? Cioèall’assurdità di essere impiccati al profitto preteso da chi dovrebbesolo fallire (se il famoso mercato esistesse davvero)? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Nelmondo alla rovescia ci dicono invece che non può esistere una cosa chefunzionerebbe in modo più semplice e ci toglierebbe il cappio dalcollo: da Francoforte potrebbero prestare quel mezzo trilionedirettamente agli Stati, a tassi di interesse bassissimi. Agli Statisarebbe risparmiato l’affanno di procacciarsi quella provvista suimercati offrendo tassi d’interesse elevatissimi (insostenibili ancheper un’economia in boom, figuriamoci per una in recessione). Lo spettrodel default imminente e lo spettro dei rating sarebbero così debellati,e senza chiamare i ghostbusters. Specie se questi ghostbusters, ibanchieri, sono essi stessi dei morti viventi, in termini di credito.Alle casseforti di Francoforte – per loro prodighe - le banche nonhanno infatti da offrire granché in garanzia, se non “collaterals”buoni per pulirsi il culo. Ma Draghi non solleva nemmeno unsopracciglio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Enemmeno Monti, che si è premurato di controgarantire la loro papiraglia- scoperta come una cabriolet - con un impegno del governo italiano. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Ècome la guerra: mentre nell’ordinamento civile la regola è nonuccidere, in guerra è l’opposto. Allo stesso modo, la guerra deisignori banchieri mette in pratica comportamenti che normalmentesarebbero sanzionati con leggi penali. Per lorsignori, niente manettedella guardia di finanza, il rischio è semmai di diventare uominidell’anno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Ese tanto mi dà tanto, il quadro delle garanzie messo in moto dalgoverno Monti, lungi dal far calare il debito, lo ha incrementato,perché quel che dovevano garantire le banche lo garantiamo noi, inaggiunta a quanto già ci strozzava. Congratulazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Èil capolavoro di un’ideologia apparentemente anti-statalista, chearriva all’assurda intransigenza di non prestare a basso interesse agliStati (le regole sacre della BCE), perché troppo comodo, troppo pocoliberista. Ma che prevede che lo Stato copra tutte le acrobaziespeculative terminali dei superfalliti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Poiè successo che dall’Eurotower un fiume di liquidità si è dovutougualmente riversare a comprare titoli di stato lungo la sponda suddell’Euro: le banche non si stanno scapicollando per acquistarli. Se illupo non perde il vizio, punteranno ancora a qualche alchimia derivataper imbellettare i propri attivi, mostrarsi apparentemente piùsolvibili, e chiedere ancora più soldi, perché mezzo trilione di euro èancora poco per le loro voragini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Comea dire: i mercati non sono mercati. Siamo allo statalismo piùassistenziale e classista che si sia mai visto, riverniciato conun’ideologia liberista. Centinaia di milioni di individui e famiglie,milioni di storie, intere classi, interi insediamenti sociali costruitinel corso di generazioni, dovrebbero essere sacrificati al più costoso,inutile e disordinato programma assistenzialistico della storia, voltoa salvare l’attuale assetto della finanza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Lebanche, il cui mestiere sarebbe assistere con prestiti e affidamentichi investe sul futuro, non sganciano più nulla e anzi sono foraggiate.Una mostruosità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;L’obiezioneche il denaro facile ha spinto gli Stati a indebitarsi troppo puòessere abbattuta da una contro-obiezione: e il denaro facile elargitoalle banche non le spinge forse a debiti che sono perfino multipli diquelli degli Stati? E c’è di peggio. Gli Stati, ormai colonizzati daibanchieri, coprono esattamente quel superdebito con garanzie chenessuno giustificherebbe a cuor leggero, se non Letta Letta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Nel 2012 le scommesse impossibili appariranno nude: &lt;a href="http://www.aldogiannuli.it/2011/12/2012-facciamo-due-conti/"&gt;come calcola Aldo Giannuli&lt;/a&gt;, «&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;nell’annoprossimo, fra titoli sovrani, obbligazioni di enti pubblici minori,corporate bond (debiti d’impresa), obbligazioni bancarie, scadonotitoli per 11.000.000.000.000 (undicimila miliardi) di dollari. Facciograzia degli spiccioli. Ve l’ho scritto con tutti i 12 zeri per farviapprezzare la cifra in tutta la sua imponenza: si tratta di poco menodi un sesto del Pil mondiale e di circa l’11% dell’intero debitomondiale.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Nonsaranno i giochetti degli ometti di Goldman Sachs che potranno salvarcidal debito. Prima ricollocheremo i loro comportamenti nell’ambito delpenale, prima avremo speranza di risorgere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-5164751703903341639?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/5164751703903341639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=5164751703903341639' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/5164751703903341639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/5164751703903341639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2011/12/draghi-e-i-vampiri-goldman-sachs.html' title='Draghi e i vampiri... Goldman Sachs governa BCE Italia Grecia...ecc'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-824599721350375959</id><published>2011-12-21T11:15:00.000-08:00</published><updated>2011-12-21T11:15:53.470-08:00</updated><title type='text'>Creato il supervirus dell'aviaria "No alla pubblicazione dei dati"</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="galleryMain"&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/scienze/2011/12/21/news/virus_aviaria_pubblicazioni_scientifiche-26990966/"&gt;http://www.repubblica.it/scienze/2011/12/21/news/virus_aviaria_pubblicazioni_scientifiche-26990966/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h3&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;Dueesperimenti in Olanda e Usa documentano l'alterazione in laboratoriodell'agente patogeno, molto contagioso e potenzialmente pericoloso perl'uomo. Una commissione governativa americana chiede di censurare partedei dati, pubblicando solo le conclusioni, nel timore di un possibileuso terroristico dell'informazione. E nella comunità scientificascoppia il caso&lt;/h3&gt;&lt;div class="attachment"&gt;&lt;a href="http://www.newnotizie.it/wp-content/uploads/2011/12/virus-aviaria.jpg" rel="attachment" title="Avian flu"&gt;&lt;img alt="Avian flu" class="attachment-500x9999" height="281" src="http://www.newnotizie.it/wp-content/uploads/2011/12/virus-aviaria.jpg" title="Avian flu" width="500" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="attachment"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="attachment"&gt;DA UNA parte il diritto ad essere informati, dall'altro il pericolo chel'informazione, decisamente sensibile, possa finire in mani sbagliatecon conseguenze potenzialmente catastrofiche. A far scoppiare il caso èstata l'irrituale richiesta di censura da parte di una commissione chefa capo al governo statunitense a due riviste scientifiche del calibrodi &lt;em&gt;Science&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Nature&lt;/em&gt;. Il &lt;em&gt;National Science Advisory Board for Biosecurity&lt;/em&gt;- creato ad hoc dopo l'emergenza antrace - sulla scia dellapreoccupazione per un possibile utilizzo terroristico dei dati, hachiesto ai direttori delle due prestigiose pubblicazioni di nondivulgare parte dei dettagli di due studi sperimentali che documentanola realizzazione di un "supervirus" dell'influenza aviaria ottenuto indue laboratori, negli Stati Uniti e in Olanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia sullarealizzazione dell'agente patogeno, aggressivo come l'H5N1 ma molto piùcontagioso tanto da essere definito peggiore dell'antrace, nellacomunità scientifica circolava gia da qualche tempo e aveva giàsuscitato polemiche. Che sono aumentate dopo l'intervento dell'organoconsultivo ufficiale Usa, i &lt;em&gt;National Institutes of Health&lt;/em&gt;: leconclusioni della ricerca possono essere pubblicate, "ma non i dettaglisperimentali e i dati che potrebbero rendere possibile una ripetizionedegli esperimenti di laboratorio", è scritto nella raccomandazioneinviata alle riviste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' la prima volta in assoluto che succede, ricorda il &lt;em&gt;New York Times&lt;/em&gt;. Se è vero che &lt;/div&gt;&lt;div class="adv adv-middle-inline" style="display: none;"&gt;&lt;script src="http://www.repubblica.it/static/js/common/jx_speciale.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;script language="JavaScript" src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/adstream_jx.ads/repubblica.it/nz/scienze/interna/1150026164@Middle"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;il parere della commissione non è vincolante, i direttori delledue principali riviste scientifiche mondiali hanno fatto sapere che"prenderanno in seria considerazione l'avvertimento a patto che sistudi un modo per far arrivare le informazioni agli scienziati che nedovessero aver bisogno", riporta il quotidiano statunitense. Lagiustificazione degli scienziati per aver creato il supervirus èinfatti quella di poter permettere agli esperti di tutto il mondo diprepararsi in anticipo ad un'eventuale nuova pandemia più aggressivadelle precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo gli esperti governativi lapubblicazione dei dettagli potrebbe risultare particolarmenteinteressante per i bioterroristi. L'alterazione del virus messa a puntoin laboratorio ha "maggiori potenzialità di essere contagiosa perl'uomo", avverte l'organo Usa. Da qui la richiesta di togliere "idettagli sperimentali e i dati sulla mutazione che permetterebbero lareplica degli esperimenti". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se gli autori delle pubblicazionie molti altri colleghi difendono il diritto della comunità scientificaad essere informata dei progressi della ricerca, l'Nih replica che faràin modo che tali informazioni siano disponibili per gli esperti con ledovute credenziali. Il sistema, spiega Anthony Fauci alla &lt;em&gt;Bbc&lt;/em&gt;, sarà messo a punto prima della prevista pubblicazione degli studi, a gennaio. Ma se &lt;em&gt;Science&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Nature&lt;/em&gt; decidessero di procedere con la pubblicazione completa, senza censure, ammette, non sarebbe possibile fermarli.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-824599721350375959?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/824599721350375959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=824599721350375959' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/824599721350375959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/824599721350375959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2011/12/creato-il-supervirus-dellaviaria-no.html' title='Creato il supervirus dell&apos;aviaria &quot;No alla pubblicazione dei dati&quot;'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-1290680676918316006</id><published>2011-12-15T07:04:00.000-08:00</published><updated>2011-12-15T07:04:41.201-08:00</updated><title type='text'>I prodigi di Giuseppe Flavio (prima parte)</title><content type='html'>&lt;h2 class="date-header"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="date-posts"&gt;        &lt;div class="post-outer"&gt;&lt;div class="post hentry"&gt;&lt;a href="" name="470883085153872660"&gt;&lt;/a&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;&lt;a href="http://zret.blogspot.com/2011/12/i-prodigi-di-giuseppe-flavio-prima.html"&gt;zret&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="post-body entry-content"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-KzFjtp2MX60/TuTCuOKqSTI/AAAAAAAAMs4/uS_tVrsYscA/s1600/menorah.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684882728980990258" src="http://1.bp.blogspot.com/-KzFjtp2MX60/TuTCuOKqSTI/AAAAAAAAMs4/uS_tVrsYscA/s400/menorah.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 315px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 397px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana; font-size: 85%;"&gt;GiuseppeFlavio (Gerusalemme, 37 o 38 d.C., Roma dopo il 103 d.C.) è il notostorico ebreo. Di ricca famiglia sacerdotale, partecipò alla guerragiudaica: nel 67 fu catturato da Tito Flavio Vespasiano che lo trattòbenignamente per poi liberarlo. Per riconoscenza, Giuseppe assunse ilsoprannome di Flavio. In Palestina con Tito fu testimone della presa diGerusalemme. Accompagnò poi Tito nell’Urbe dove visse per il restodella sua vita. Giuseppe Flavio si prefisse con le sue opere dipromuovere nel mondo ellenistico e romano la conoscenza della realtàebraica. Scrisse la “Guerra giudaica” in sette libri prima in aramaicopoi in greco, mettendo a frutto la sua cognizione diretta dei fatti. Dipiù largo respiro sono le “Antichità giudaiche” in venti libri, ingreco, in cui è ripercorsa la storia dei Giudei dalle origini ai tempidella rivolta, attingendo a fonti ormai scomparse. Nei due libri“Contro Apione”, un grammatico alessandrino che si era pronunciatocontro gli &lt;a href="http://zret.blogspot.com/2010/12/gog-e-magog-seconda-parte.html"&gt;&lt;strong&gt;Ebrei&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;,riprese i motivi tradizionali dell’apologetica giudaica sull’antichitàe la superiorità degli Ebrei rispetto ai Greci. Nell’”Autobiografia”integrò alcune parti delle “Antichità”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo storico, nel VIlibro della “Guerra giudaica”, nel corso della narrazione degli eventi,che si snodano dal dal 60 al 70 d.C., indugia su alcuni episodisbalorditivi occorsi prima del conflitto conclusosi con l’espugnazionedi Gerusalemme per opera dei Romani. La morsa attorno al tempio diSalomone ed agli edifici circostanti, in cui resistono i combattentimessianisti, si stringe sempre più. La situazione per gli assediati èormai disperata: le legioni di Tito attaccano in massa, scorrono fiumidi sangue, i cadaveri dei ribelli si ammucchiano nelle strade, mentrele fiamme avvolgono il santuario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Flavio attribuisce la &lt;em&gt;débâcle&lt;/em&gt;dei ribelli a fanatismo e sprovvedutezza nonché alla predicazione diprofeti mendaci. Secondo l’autore, i suoi correligionari avevanoignorato o interpretato in maniera distorta alcuni prodigi cheavrebbero dovuto stornarli dal prendere le armi contro i Romani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;''Acausare la loro morte fu un falso profeta che in quel giorno avevaproclamato agli abitanti della città che il Dio comandava loro disalire al tempio per ricevere i segni della salvezza. E in veritàallora, istigati dai capi ribelli, si aggiravano tra il popolo numerosiprofeti che andavano predicando di aspettare l'aiuto del Dio e ciò perdistogliere la gente dalla diserzione e per infondere coraggio a chinon aveva nulla da temere da loro e sfuggiva al loro controllo. Nelladisgrazia l'uomo è pronto a credere e, quando l'ingannatore faintravedere la fine dei mali incombenti, allora il misero s'abbandonatutto alla speranza. Così il popolo fu allora abbindolato da ciarlatanie da falsi profeti, senza più badare né prestar fede ai segni manifestiche preannunziavano l'imminente rovina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi fossero statifrastornati dal tuono ed accecati negli occhi e nella mente, noncompresero gli ammonimenti del Dio, come quando sulla città apparveroun astro a forma di spada ed una cometa che durò un anno o come quando,prima che scoppiassero la ribellione e la guerra, essendosi il popoloradunato per a festa degli Azzimi nell'ottavo giorno del mese diXanthico, all'ora nona della notte l'altare e il tempio furonocirconfusi da un tale splendore che sembrava di essere in pieno giornoed il fenomeno durò per mezz'ora. Agli inesperti sembrò di buonaugurio, ma dai sacri scribi fu subito interpretato in conformità diciò che accadde dopo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la stessa festa, una mucca, cheun tale menava al sacrificio, partorì un agnello in mezzo al sacrorecinto; inoltre la porta orientale del tempio, quella che era dibronzo e assai massiccia, sì che la sera a fatica venti uominiriuscivano a chiuderla e veniva sprangata con sbarre legate in ferro eaveva dei paletti che si conficcavano assai profondamente nella sogliacostituita da un blocco tutto d'un pezzo, all'ora sesta della notte fuvista aprirsi da sola. Le guardie del santuario corsero a informare ilcomandante che salì al tempio e a stento riuscì a farla richiudere.Ancora una volta questo parve agli ignari un sicurissimo segno di buonaugurio, come se il Dio avesse spalancato a loro la porta delle suegrazie; ma gli intenditori compresero che la sicurezza del santuarioera finita di per sé e che l'aprirsi della porta rappresentava un donoper i nemici e pertanto interpretarono in cuor loro il prodigio comepreannunzio di rovina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non molti giorni dopo la festa, ilventuno del mese di Artemisio, apparve una visione miracolosa cui sistenterebbe a prestar fede; e in realtà, io credo che ciò che sto perraccontare potrebbe apparire una fola, se non avesse dauna parte ilsostegno dei testimoni oculari, dall'altra la conferma delle sventureche seguirono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima che il sole tramontasse, si videro in cielosu tutta la regione carri da guerra eschiere di armati che sbucavanodalle nuvole e circondavano le città. Inoltre, alla festa che si chiamala Pentecoste, i sacerdoti che erano entrati di notte nel tempiointerno per celebrarvi i soliti riti riferirono di aver prima sentitouna scossa e un colpo e poi un insieme di voci che dicevano: 'Da questoluogo noi andiamo via'''.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-1290680676918316006?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/1290680676918316006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=1290680676918316006' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/1290680676918316006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/1290680676918316006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2011/12/i-prodigi-di-giuseppe-flavio-prima.html' title='I prodigi di Giuseppe Flavio (prima parte)'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-KzFjtp2MX60/TuTCuOKqSTI/AAAAAAAAMs4/uS_tVrsYscA/s72-c/menorah.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-7638235056685001456</id><published>2011-11-23T10:29:00.000-08:00</published><updated>2011-11-23T11:48:27.838-08:00</updated><title type='text'>È in arrivo il super Stato europeo che la Germania prevede di ficcare in gola a forza al resto dell’Europa The Coming European Superstate That Germany</title><content type='html'>&lt;h1 style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;The Coming European Superstate That Germany Plans To Cram Down The Throats Of The Rest Of Europe&lt;/h1&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/the-coming-european-superstate-that-germany-plans-to-cram-down-the-throats-of-the-rest-of-europe"&gt;The economic collapse &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;tradutzioni M.F.&lt;br /&gt;&lt;p class="attachment"&gt;&lt;a href="http://theeconomiccollapseblog.com/wp-content/uploads/2011/11/The-Coming-European-Superstate-That-Germany-Plans-To-Cram-Down-The-Throats-Of-The-Rest-Of-Europe.jpg" title="The Coming European Superstate That Germany Plans To Cram Down The Throats Of The Rest Of Europe"&gt;&lt;img src="http://theeconomiccollapseblog.com/wp-content/uploads/2011/11/The-Coming-European-Superstate-That-Germany-Plans-To-Cram-Down-The-Throats-Of-The-Rest-Of-Europe-300x225.jpg" class="attachment-medium" alt="The Coming European Superstate That Germany Plans To Cram Down The Throats Of The Rest Of Europe" title="The Coming European Superstate That Germany Plans To Cram Down The Throats Of The Rest Of Europe" height="225" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Molti non hanno ben capito cosa intendesse la cancelliera tedesca Angela Merkel quando ha recentemente affermato che la soluzione definitiva alla crisi finanziaria nell’Unione Europea sarebbe stata «più Europa e non meno Europa». Beh, adesso lo abbiamo scoperto: una comunicazione interna del governo – sfuggita – intitolata: Il futuro dell’UE: Richiesti aumenti delle integrazioni politiche per la creazione di una ‘Unione nella stabilità’, propone di fatto la creazione di un Fondo Monetario Europeo al quale verrà affidato il potere di guidare le economie delle nazioni in difficoltà. Questa «Unione nella stabilità», sarà seguita rapidamente dalla creazione di una «unione politica».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stato europeo da far accettare a forza dal resto dell’Europa, piaccia o no. La sovranità nazionale sarà una cosa del passato ed i burocrati europei condurranno tutto. Naturalmente i popoli europei non accetterebbero mai una simile soluzione, perlomeno non fino a quando non sentiranno il morso doloroso dell’imminente collasso finanziario. Già ora però possiamo intravedere un chiaro piano in quello che i tedeschi vogliono realizzare nell’immediatezza della crisi che arriva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti già ipotizzano che se in Europa ci sarà un grosso crollo finanziario, insieme a quello dell’euro, questo significherà la fine dell’euro stesso e dell’Unione Europea. Questo però non è assolutamente quanto progettato dalla Germania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un articolo sul &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/eu/8898213/German-memo-shows-secret-slide-towards-a-super-state.html"&gt;Telegraph&lt;/a&gt;, dettaglia quel memo interno al governo tedesco che è sfuggito. È veramente sorprendente vedere che ai più alti livelli del governo tedesco si discuta di una unione politica europea pienamente matura...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il memo di sei pagine – del ministero degli Esteri tedesco – sostiene che le potenze economiche europee dovrebbero poter intervenire nel merito del come vengano governati i Paesi problematici dell’eurozona. Il documento confidenziale mostra il piano tedesco per  affrontare la crisi del debito dell’eurozona tramite la creazione di una «Unione di stabilità» che sarà «immediatamente seguita da mosse» dirette verso una unione politica. Il che suscita le preoccupazioni che i piani tedeschi per la crisi possano portare ad un super Stato europeo i cui criteri di spesa e di tassazione siano decisi a Bruxelles.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potete immaginarvi che razza di Europa verrà fuori da simili piani? La sovranità nazionale sarà una cosa del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un altro articolo del &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/eu/8898044/Germanys-secret-plans-to-derail-a-British-referendum-on-the-EU.html"&gt;Telegraph&lt;/a&gt;, è detto che nel «memo sfuggito» si propone che sia istituito immediatamente un «fondo monetario europeo» al quale conferire il potere di prendere in mano e dirigere le economie delle nazioni che sono troppo indebitate. Ma, sempre secondo tale memo, questo non sarebbe che un passo intermedio verso la piena «unione politica»...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il memo di sei pagine – del ministero degli Esteri tedesco – predispone i piani per il Fondo Monetario Europeo, insieme al trasferimento della sovranità nazionale fuori dagli Stati membri. Il fondo avrà il potere di indurre le nazioni in difficoltà ad accoglierlo, e quindi a dirigere le loro economie. In modo ancora più controverso il documento, intitolato Il futuro dell’Unione Europea richiede il potenziamento delle politiche per la creazione di una Unione di Stabilità, sostiene che un primo passo è costituito dal cambiamento dei trattati «nel quale (primo passo) l’Unione Europea deve evolversi in una unione politica». «Il dibattito sul percorso che porta all’unione politica deve iniziare non appena sia calendarizzato il procedere verso l’Unione di stabilità», così conclude.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al peggiorare della crisi europea, i tedeschi sono diventati più aggressivi ed il Cancelliere Angela Merkel è diventata il politico più importante in Europa e per reazione alla crisi ha preso in mano la situazione. Come ho già scritto in precedenza, si è molto sentito dire che il presidente francese Nicolas Sarkozy ed il cancelliere tedesco Angela Merkel stessero «complottando segretamente» per creare una «nuova eurozona» destinata a cambiare il modo col quale è governata l’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio, quello che segue è tratto da un articolo recentemente pubblicato sul Telegraph:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia sta mettendo a punto dei piani per creare un’organizzazione dissidente di Paesi europei con il proprio trattato, il proprio parlamento ed i propri quartier generali, una mossa che potrebbe minare significativamente l’Unione Europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quello stesso articolo si parla dei risultati che Francia e Germania sperano di ottenere grazie a quanto sopra...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia  e Germania desiderano rinforzare l’unione fra i Paesi dell’eurozona con nuove tasse e misure legali che, in futuro,  impediscano alle nazioni di fare troppi debiti e troppe spese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente è importante osservare che, per il momento, i popoli europei non potranno aderirvi in nessun modo. Ma dopo aver vissuto per un po’ i dolori di un grosso crollo finanziario, non cambieranno modo di pensare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che è  chiaro è che la situazione attuale non durerà a lungo: qualcosa dovrà cambiare. Sfortunatamente, Germania e Francia sembrano decise a spingere il resto dell’Europa alla creazione di un super Stato europeo. Se volete farvi un’idea di cosa stia accadendo in Europa proprio adesso, basta che andiate a vedere questo video che tratta di un discorso recentemente – 16 novembre 2011 – tenuto da Nigel Farage al Parlamento Europeo. Fidatevi, vale quel paio di minuti che servono per vederlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, prima che in Europa si verifichino questi fondamentali cambiamenti strutturali, dovremo vedere verificarsi un colossale collasso finanziario. Ad ogni giorno che passa, ci sono più segni che le cose stiano accavallandosi rapidamente; ecco alcune delle novità degne di nota emerse in Europa nelle ultime settimane:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Violenti scontri fra contestatori e Polizia in Italia dopo che Mario Monti ha reso noto il suo programma di austerità. Per rendersi conto di come la situazione in Italia stia peggiorando, date un occhio a questo video.&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/fIlmgvc-bUk" allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Esattamente come è accaduto in Grecia alla diffusione del piano di austerità, sembra che ora anche l’Italia punti decisamente verso la recessione. Nel mese di settembre, gli ordinativi del settore industriale italiano sono calati dell’8,5%. Queste sono vere brutte notizie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Il Fondo di Stabilità Europeo è stato costretto ad acquistare grossi quantitativi di propri bonds, il che è un brutto trucchetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Nelle ultime settimane sono state declassate dozzine di grosse banche di tutta Europa. Di recente anche tedesche. L’altro giorno, Moody’s ha declassato 10 delle principali banche tedesche».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un numero crescente di persone che operano nel settore finanziario incomincia ad essere veramente sconvolto da quello che sta accadendo. Ecco quanto Mark Mobius, capo dell’Ufficio Mercati Emergenti della Templeton Asset Management, ha detto di recente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non c’è dubbio che ci sia un’altra crisi dietro l’angolo, non abbiamo risolto nessuna delle cause della crisi precedente».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Willem Buiter, capo economista di Citigroup, è convinto che se non si farà qualcosa molto rapidamente, in Europa ci sarà un crollo finanziario in brevissimo tempo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il tempo scorre veloce, penso che sia questione di pochi mesi – ma potrebbero essere poche settimane o pochi giorni – prima che ci sia il rischio concreto di fallimenti, assolutamente non necessari, di Paesi quali Spagna ed Italia; fallimenti che aprirebbero una voragine finanziaria dentro la quale precipiterebbe tutto il sistema bancario europeo e con esso l’America del Nord. Pertanto, devono agire ora».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ann Barnhardt, del Barnhardt Capital Management, ha di fatto chiuso la sua azienda perchè non poteva più garantire che il denaro investito dai propri clienti nei mercati dei futures e delle options, fosse al sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui sotto troverete degli ampi estratti della lettera aperta che ha recentemente reso pubblica. Di solito io non pubblico estratti così ampi, ma in questo caso ritengo che sia il caso. Quanto scritto dalla Barnhardt dovrebbe suonare come una sveglia per tutti noi. È una boccata di aria fresca – anche se susicta una certa paura – il leggere delle oneste dichiarazioni sulla corruzione del mondo finanziario che provengano da qualcuno che ben conosce quel mondo. Quello che segue è l’inizio della sua lettera...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«È con rammarico e con una risoluta certezza morale che annuncio che la Barnhardt Capital Management ha terminato il proprio operare. Dopo sei anni di lavoro quale broker indipendente, ed otto anni precedenti di brokeraggio, questa mattina, per la prima volta da quando avevo 20 anni, guardo i mercati dei futures e delle opzioni da semplice osservatrice e non da partecipante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragione di questo mio staccare la spina è atrocemente semplice: non posso più dire ai miei clienti che il loro denaro ed i loro investimenti nei mercati di futures ed options sono al sicuro, perchè non lo sono. Questo non vale solo per i miei clienti, ma per qualsiasi posizione in futures ed options negli Stati Uniti. L’intero sistema è stato distrutto dal crollo della MF Global. Data questa triste realtà, in coscienza non posso più andare avanti come broker mobiliare, non posso sollecitare transazioni che so essere incerte o tenere in mano fondi che so essere in difficoltà».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, come è successo che il crollo della MF Global abbia fatto naufragare il sistema? La Barnhardt prosegue e spiega...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«I mercati dei futures sono fortemente surmoltiplicati, il che richiede una solida base sulla quale operare. Tale base era costituita dalla sacrosanta separazione fra i fondi dei clienti e quelli degli istituti operatori, con dei fondi finanziari di sostegno di emergenza forniti dagli stessi operatori di intermediazione. Fino a poche settimane fa, quella base c’era, ed aveva funzionato senza falle. Sorgevano nuovi operatori, altri sparivano, altri saltavano per aria in modi spettacolari, ma ogni qualvolta un operatore saltava, le posizioni dei clienti rimanevano intatte, gli scambi si fermavano – ed ogni transazione con essi – ed i clienti erano liquidi al 100% anche se l’operatore saltava, perchè, nel sistema, veniva rimpiazzato da un altro operatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo poche settimane fa, la situazione è cambiata: un istituto operatore, guidato da un ‘compare’ del regime Obama, ha rubato tutta la liquidità – depositata dai clienti presso l’istituto stesso – che non fosse in carico a copertura delle operazioni mobiliari. Vediamo di non rendere la cosa troppo complicata ed astratta usando termini per iniziati o super-tecnici: ha commesso un crimine bello e buono. Jon Corzine ha rubato i contanti dei clienti della MF Global, Conosco Jon Corzine, conosco l’abbietta ignoranza della legge ed il disprezzo per l’umanità che caratterizza il regime di Obama e dei suoi ‘compari’, quindi non è una vera sorpresa. Quanto è stato una sorpresa è stata la reazione degli organi competenti per i regolamenti e le transazioni: la loro reazione è consistita nel prendere una cattiva situazione e renderla ancora peggiore. In pratica, hanno reso indisponibili i conti ai rispettivi clienti, mentre i mercati continuavano gli scambi, rifiutandosi di permettere loro anche il solo liquidare le proprie posizioni. Il che è incomprensibile. Si è così venuto a creare un precedente di esposizione al rischio che è completamente intollerabile e che ha distrutto l’intero paradigma del sistema. Nessuna persona informata può continuare ad operare in simili mercati, e nessuna persona con una moralità può continuare ad operare invitando i clienti a compiere transazioni in quello che ora altro non è che un gigantesco gioco della Roulette Russa».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che spaventa di più, però, è che la Bernhardt dice che il crollo della MF Global non è che «la punta dell’iceberg» e che ragionevolmente stanno per accadere crolli analoghi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ultima settimana mi sono resa conto che l’MF Global è quasi certamente solo la punta dell’iceberg. C’è una grande esposizione del sistema al debito sovrano spazzatura europeo. Benchè gli altri operatori non dovrebbero essere su posizioni così surmoltiplicate come la MF Global di Corzine – attualmente si ritiene che avesse surmoltiplicato 100:1 – si trovano comunque su posizioni sovraesposte a livelli da suicidio, e nei prossimi giorni e nelle prossime settimane – a fronte dell’inevitabile crollo dell’Europa – potrebbero dover far fronte ad obbligazioni collaterali insostenibili. Sospetto che il motivo per il quale la Chicago Mercantile Exchange non è immediatamente intervenuta per mettere un freno all’implosione della MF Global, risieda nel fatto che sapevano, e sanno, che se lo avessero fatto avrebbero poi dovuto farlo per tutti quegli operatori che prevedono falliranno uno dopo l’altro – nel qual caso il sistema semplicemente non ha soldi abbastanza. In breve, il problema è un problema di sistema e non di questo o quell’operatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, che cosa dice la Barnhardt che noi tutti dovremmo fare? Di fatto, raccomanda che tutti abbandonino i mercati dei futures e delle opzioni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e quindi, eccoci al punto cruciale della questione: i mercati dei futures e delle opzioni non sono più attendibili. Raccomando che tutti i clienti si ritirino prima possibile da tali mercati in modo da aver il massimo di probabilità di proteggere se stessi ed i propri investimenti azionari. Il sistema non sta più funzionando con integrità ed è suicidalmente pieno di rischi. Non esiste legalità, che è stata rimpiazzata da una consorteria politica criminale e senza dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordatevelo: poche settimane fa vi avevo messo in guardia dell’arrivo di un grossa crisi dei derivati. Chiunque stia attualmente operando sui derivati, gioca con il fuoco. La Barnhardt dice che non riaprirà il suo studio finchè Barack Obama non lascerà la presidenza e finchè non saranno realizzate delle riforme sostanziali del sistema finanziario...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Infine, non prenderò in considerazione in nessun caso la riapertura della Barnhardt Capital Management, o di qualsiasi altra attività di brokeraggio, finchè Barack Obama non sarà rimosso dal suo incarico ed il governo degli Stati Uniti non sarà stato sufficientemente riformato – ed occupato da volti nuovi – da ristabilire la mia totale e completa fiducia nel governo, nella sua adesione alla legge e la sua volontà di farla rispettare, nella sua competente e giusta supervisione e regolamentazione del mercato azionario che avrà riformato. Ma finchè rimarrà questo governo criminale, non avrò nessun motivo per ripristinare la mia attività di brokeraggio perchè in un ambiente privo di leggi (è naturale che) si ripresenterebbe la medesima attività di rapina e di frode ed i criminali rimarrebbero impuniti e protetti dall’oligarchia, criminale essa stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo sull’orlo di una crisi finanziaria che potrebbe potenzialmente essere tanto brutta (ma anche peggiore) quanto quella del 2008. Proprio in questo momento, il 2012 si presenta come un anno molto, molto brutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho già detto in precedenza, quando i capi europei hanno proposto che i possessori privati di titoli greci dovessero sostenere una perdita del 50%, hanno pesantemente minato la fiducia nel sistema finanziario europeo. Ora panico e paura sono nell’aria, ed è poco probabile che i mercati finanziari si calmino rapidamente. Ci sono già i primi segni della tipologia di crollo del credito che quasi ci ha portato, nel 2008, nella fine del mondo dei mercati finanziari. Per esempio, un articolo della CNBC postato venerdì, riferisce che in Europa il flusso di credito si stia rapidamente prosciugando...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì, la paura circa l’esposizione delle banche europee ai rischi sovrani ha turbato i mercati ed allarmato i direttori delle banche, insieme all’evaporare dell’attività fra banche di prestiti senza garanzie ed al salire del costo per garantire i prestiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa simile, sta iniziando a succedere anche negli Stati Uniti, come trattato in un recente post su Zero Hedge...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intero mercato del finanziamento in dollari è ora a livelli che non si vedevano dai tempi del crollo Lehman, e si ritrova di fatto congelato. La differenza è che questa volta è molto, molto peggio, perchè mai prima d’ora si era presunto od implicato che il gruppo scelto delle Banche Centrali mondiali agisse da argine al crollo della liquidità globale, liquidità che attualmente è serrata come mai prima nella storia dei mercati di capitali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque che possiamo fare? Dovremmo metterci in azione e prepararci per quanto sta arrivando, sfortunatamente un numero crescente di americani sembra invece essere impegnato a lasciarci la pelle: stando ad un recente sondaggio Gallup, il consumo di alcool negli Stati Uniti ha raggiunto il suo massimo in 25 anni; nella fascia di età sopra i 12 anni, più di un americano su dieci è in cura con antidepressivi; la maggior parte delle famiglie americane passa ore interminabili davanti alla televisione cercando di fuggire dal dolore e dalla frustrazione che prova costantemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente, agendo insieme possiamo aiutare più americani – ed anche più europei – a risvegliarsi, ad alzarsi dai loro divani, ad intraprendere della azioni in modo positivo. Il tempo sta finendo e la crisi economica sta peggiorando rapidamente. Non c’è tempo da perdere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-7638235056685001456?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/7638235056685001456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=7638235056685001456' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/7638235056685001456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/7638235056685001456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2011/11/e-in-arrivo-il-super-stato-europeo-che.html' title='È in arrivo il super Stato europeo che la Germania prevede di ficcare in gola a forza al resto dell’Europa The Coming European Superstate That Germany'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/fIlmgvc-bUk/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-5757817533481578791</id><published>2011-11-20T08:27:00.001-08:00</published><updated>2011-11-20T08:28:50.767-08:00</updated><title type='text'>Il trucco delle tre carte di Monti</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.zerohedge.com/news/mike-krieger-exposes-three-card-monti"&gt;http://www.zerohedge.com/news/mike-krieger-exposes-three-card-monti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;by Tyler Durden&lt;br /&gt;tradutzioni de M. F.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lunga giornata di Mario Monti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="right" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="background-color: white; color: black; font-family: 'times new roman', times; font-size: 13px; line-height: 27px; width: 157px;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;div&gt;&lt;img border="0" height="300" hspace="12" src="http://effedieffe.com/images/stories/foto2009/3_monti.jpg" style="border-bottom-color: rgb(0, 0, 0); border-bottom-style: none; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-color: rgb(0, 0, 0); border-left-style: none; border-left-width: 0px; border-right-color: rgb(0, 0, 0); border-right-style: none; border-right-width: 0px; border-top-color: rgb(0, 0, 0); border-top-style: none; border-top-width: 0px; border-width: initial; height: 531px; margin-bottom: 6px; margin-left: 12px; margin-right: 0px; margin-top: 6px; width: 300px;" vspace="6" width="531" /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #555555; font-family: georgia, serif; font-size: 16px; line-height: 1.6em;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;Questo non è il governo dei poteri forti. Mario Monti alza il volto dai fogli di appunti e si rivolge al Senato per rassicurare «totalmente» chi avesse ancora dei dubbi: dietro alla nascita dell’esecutivo non ci sono «complotti internazionali o poteri forti o superpotenze». C’è semmai la fiducia che gli ha voluto accordare il presidente della repubblica, che ha agito per il bene del Paese «con saggezza, perizia e senso dello Stato». (fonte &amp;gt; &amp;nbsp;www.rainews24.rai.it)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Siamo grati al Washington Post, al The New York Times, al Time Magazine e ad altre pubblicazioni a grande tiratura i cui direttori hanno preso parte alle nostre riunioni ed hanno rispettato l’impegno alla riservatezza per quasi quarant’anni. Sarebbe stato per noi impossibile lo sviluppare il nostro piano per il mondo se in quegli anni fossimo stati sotto i riflettori del dominio pubblico, ma ora il mondo è più sofisticato e pronto a marciare verso un governo mondiale. La sovranità sopranazionale di una cerchia ristretta di intellettuali e di banchieri è certamente preferibile a quella auto-determinazione nazionale che è stata praticata nei secoli passati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- David Rockefeller&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«I gruppi di interessi che stanno dietro all’Amministrazione Bush, quali il CFR, la Trilateral Commission – fondata da Brzezinski per David Rockefeller – ed il Bilderberger Group, hanno predisposto ogni cosa e stanno procedendo alla concretizzazione, nei prossimi cinque anni, di una palese dittatura mondiale. Non stanno combattendo contro i terroristi, stanno combattendo contro i cittadini».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dottor Johannes B. Koeppl&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il Cancelliere Angela Merkel ha detto che la Germania è pronta a cedere parte della propria sovranità per rinforzare l’euro e ripristinare la fiducia nella moneta comune... ‘La Germania, in questo contesto, riconosce il bisogno di mostrare ai mercati ed al pubblico mondiale che le nazioni dell’euro rimarranno insieme, che l’euro deve essere difeso, ma anche che siamo pronti a cedere un pezzettino di sovranità nazionale’, questo ha detto la Merkel. La Germania vuole un’Unione Europea forte ed un euro ‘a 17 Paesi membri che sia altrettanto forte e che ispiri fiducia sui mercati internazionali’».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Bloomberg, articolo del 16 novembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Three Card Monti (1)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio come in quell’imbroglio di gioco delle tre carte che da un mezzo millennio permette a dei truffatori coi loro tavolini agli angoli delle strade di sfilare il sudato denaro dalle tasche della gente, Grecia ed Italia – un tempo nazioni sovrane – sono state ora piazzate sotto la tutela di governi tecnocratici e si trovano nella fase finale del saccheggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È semplicemente triste vedere queste orgogliose nazioni, le cui storie formano il nucleo più profondo della civiltà occidentale, essere abbattute una dopo l’altra, ma quello che è ancora più nauseante è vedere i guru dei media ufficiali allineati e gli analisti di Wall Street e gli esperti finanziari, applaudire alla notizia perchè è indiscutibilmente un «bene per i mercati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per prima cosa, non serve un genio per rendersi conto che nell’attuale struttura economico-politica del mondo occidentale quelli che più fanno danno e casino sono quelli che più fanno carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragione principale di tutto ciò risiede nel programma molto impegnativo di quelli che contano e che consiste nell’utilizzare la crisi per consolidare il proprio potere in un unico governo mondiale, guidato da un’unica Banca Centrale mondiale che emetta un’unica moneta mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti quelli che per decenni ne hanno parlato, sono stati sempre tacciati di essere dei teorici cospirazionisti, ma se guardate a dove siamo arrivati oggi, dovreste essere addormentati per non accorgervi che i bravi ragazzi che comandano sono completamente ed assolutamente decisi a portare a termine un simile piano, per quanto malsano e svitato sembri. Questo è il motivo per il quale il programma procede nonostante le ripetute urla disperate dei cittadini che chiedono di fermarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diamo un occhio a Mario Monti, questo pacato dittatore che quelli che contano hanno messo a comandare gli italiani: è un membro del Bilderberg Group, è il presidente europeo della Trilateral Commission (un pensatoio creato da David Rockefeller nel 1973; rileggetevi ora la citazione di quel David Rockefeller, in testa all’articolo), ed è consigliere internazionale nientedimenoche della Goldman Sachs.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo pacato dittatore è stato messo lì in base ad un piano preciso. Chiunque in Italia, essendosi liberato di Berlusconi, pensi di aver vinto è meglio che ci ripensi: vi hanno tirato addosso la più grossa talpa, il più fidato amicone terrorista finanziario disponibile in circolazione e ve l’hanno messo lì, senza che ne aveste voce in capitolo. Anche per uno come me che queste cose se le aspetta, è disturbante il malo modo con il quale si sono fottuti (letterale nel testo, ndt) l’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando di questo colpo di Stato silenzioso – ed omesso dalla stampa – ecco un piccolo contributo del mio amico Jared Dillian, del Daily Dirtnap, tratto dal suo odierno articolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Così ho recentemente letto che l’Italia non avrebbe avuto elezioni a causa della ‘crisi dei mercati’ o qualcosa di simile – ed io sono l’ultimo che dovrebbe scriverne – dato che io conosco molto poco dei sistemi politici dei Paesi europei; per esempio, come si indice o non si indice un’elezione? Queste cose non hanno un calendario? Dunque, non so di cosa io stia parlando, ma sono preoccupato perchè Grecia ed Italia hanno scelto di non indire elezioni e di non scegliere i propri capi. La cosa mi preoccupa realmente. Non puoi usare la ‘crisi dei mercati’come scusa per non tenere delle elezioni. Anche se le elezioni richiedono tempo e sono incasinate e – cosa ancora più importante – non produrranno i risultati desiderati, questo è parte del ‘gioco’ della democrazia, e se si sospendono le elezioni con motivazioni simili, allora si possono sospendere le elezioni per qualsiasi motivo. Per esempio, se Mario Monti nascondesse una natura dittatoriale, avrebbero appena messo al potere ‘uno’ che non farà mai più tenere un’elezione. Dunque, questo è un pessimo precedente».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Quanto sopra è molto peggio del pessimo precedente come l’ha chiamato correttamente il mio amico Jared Dillian. Dimenticavo, c’è un’altra cosa. Se seguite il mercato dell’oro e vi chiedete come mai sia così debole, smettetela di arrovellarvi: secondo me tutto quello che dovete fare è seguire Mario nel suo gioco delle 3 carte (merito a Gerald Celente per il nomignolo). Se io fossi un chiunque in Italia al quale sta a cuore la situazione, controllerei in continuazione il valore dell’oro: non ho dubbio alcuno che Monti – in nome della stabilità globale e dell’acquisto di titoli sovrani italiani da parte della BCE – farà uscire dalla porta di servizio l’oro italiano, le tonnellate di oro italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi affari fuorivia sull’oro – ai danni del popolo italiano – sono già in corso e sono completamente fuori dalle transazioni ufficiali. Come ho già detto molte volte, il motivo per il quale l’Europa non annuncia una soluzione è che non esiste una soluzione. Inoltre lorsignori sanno bene che non appena dovessero annunciare una massiccia monetizzazione, non ci sarebbero più compratori per oro ed argento e la festa sarebbe finita. Questo è anche il motivo per il quale la FED non ha annunciato il Q3 nonostante il desiderio di farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque la strategia consiste nel non comunicare nulla, nel vendere di nascosto oro sovrano dell’Italia e nell’attuare qualsiasi tipo di manipolazione dei mercati, ma al chiuso, dietro le porte. Mentre nella maggior parte delle nazioni le pecore rimarranno totalmente inconsapevoli fino a ben dopo che il saccheggio sarà terminato, per poi essere abbandonate al caos e da ultimo ad una vera dittatura, i capi di nazioni quali la Cina, la Russia – ed altre – sanno esattamente cosa sta accadendo e si accaparreranno con gioia l’oro italiano (e qualsiasi cosa la Grecia non abbia, senza dirlo a nessuno, di già venduto). Sono estasiato dal come i capi vengano fuori con cose del tipo: «Per creare fiducia, dobbiamo fermare la libertà di parola, dobbiamo manipolare i mercati e dobbiamo derubarvi della sovranità».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa peggiore è che la gente, di fatto, ci casca! Su quale caspita mai di pianeta potrà essere che derubarvi, portarvi via la libertà, e comunicarti che tu ed i tuoi figli sarete schiavi per sempre, su quale caspita mai di pianeta, tutto ciò ispira fiducia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Germania&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si dice pirla in tedesco? Sono serio, lo voglio sapere, mi riferisco alle parole della Merkel in testa all’articolo. Dico, l’ha scritto per lei David Rockefeller? Adoro come i politici stiano apertamente dando via la sovranità nazionale solo per far salire di 50 punti l’indice S&amp;amp;P500. Mi auguro che i tedeschi, per il loro bene, stiano acquistando l’oro fuorvia di Monti (Three Card Monti’s gold nell’originale; alla lettera: l’oro del gioco delle tre carte di Monti, ndt). Dopo tutto, come ha dichiarato Jim Rickards, non vedranno un grammo di qualsiasi oro saranno così stupidi da depositare a New York. Questo è tutto quello che ho da dire dei tedeschi. Disfati dei vicini (e questo è per te, Francia) od affonda con la nave. Gute Nacht.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel Superman di Ben Bernanke&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Banana Ben Bernanke è Superman, non lo sapevate? È lui che impedisce che i crolli economici avvengano tutti in un botto solo... ed è vero!!! Non avete sentito del discorso che ha tenuto ai militari a Dallas (che battuta infelice) sì, sì, così ha detto, cito: «Non sono un credente della teoria, da Vecchio Testamento, dei cicli economici. Penso che se possiamo aiutare la gente, dobbiamo aiutare la gente». Buon Dio, quest’uomo è fuori di testa, ed ha la responsabilità della politica monetaria mondiale e delle riserve mondiali di denaro. Che dio te la mandi buona, se non hai dell’oro.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-5757817533481578791?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/5757817533481578791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=5757817533481578791' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/5757817533481578791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/5757817533481578791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2011/11/il-trucco-delle-tre-carte-di-monti.html' title='Il trucco delle tre carte di Monti'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-4640181940521894789</id><published>2011-11-07T12:50:00.000-08:00</published><updated>2011-11-07T13:04:26.441-08:00</updated><title type='text'>“UN FANTASMA SI AGGIRA PER L’EUROPA”...</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt; &lt;a onclick="readpage(this.href,109);return false;" href="http://wr.readspeaker.com/webreader/webreader.php?cid=6aydfjddsbb3fv7xdvisbik0w0ridg0a&amp;amp;t=blogger&amp;amp;url=http%3A//sadefenza.blogspot.com/2011/11/un-fantasma-si-aggira-per-leuropa.html&amp;amp;title=--UN-FANTASMA-SI-AGGIRA-PER-L-EUROPA-----"&gt;&lt;img alt="Ascolta con webReader" style="border-style: none;" src="http://graphics.readspeaker.com/images/wr/listen_it_it.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div id="WR_109"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;img style="width: 542px; height: 361px;" alt="http://3.bp.blogspot.com/-THFtDbTFwtQ/TfcaUwWMtUI/AAAAAAAAFPg/b1k7i71_bRs/s1600/firenze.jpg" src="http://3.bp.blogspot.com/-THFtDbTFwtQ/TfcaUwWMtUI/AAAAAAAAFPg/b1k7i71_bRs/s1600/firenze.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;Come compagni e compagne di OLGa ribadiamo a tutti i/le  prigionieri/e la&lt;br /&gt;nostra più sincera solidarietà. Convinti che il carcere sia un'istituzione di clas-&lt;br /&gt;se funzionale al mantenimento di un ordine sociale iniquo e oppressivo, lo com-&lt;br /&gt;battiamo non certo per abbellirlo ma per disfarcene. Altrettanto convinti però&lt;br /&gt;che esso sia, qui ed ora, strumento di isolamento e di annientamento per&lt;br /&gt;migliaia di prigionieri/e, crediamo sia importante attivarci adesso per soste-&lt;br /&gt;nere le lotte, anche contingenti ed immediate, dei/lle  detenuti/e, e rompere l'i-&lt;br /&gt;solamento assassino dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER UNA SOCIETÀ SENZA CLASSI NÉ PRIGIONI!&lt;br /&gt;Milano, novembre 2006&lt;br /&gt;È Ora di Liberarsi dalle Galere (OLGa)&lt;br /&gt;olga2005@autistici.org - http://www.autprol.org/olga/&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul significato dell' opuscolo e per la sua continuità, un appello:&lt;br /&gt;La pubblicazione e la circolazione dell'opuscolo hanno ormai superato i 4 anni.&lt;br /&gt;Lo scopo di questo strumento è quello di rompere l'isolamento, amplificare gli&lt;br /&gt;atti di solidarietà, socializzare informazioni interessanti e utili al dibattito che i&lt;br /&gt;media di Stato boicottano e contribuire così a mantenere un legame tra le lotte&lt;br /&gt;che, da una parte e dall'altra del muro, vengono portate avanti.&lt;br /&gt;Le difficoltà che puntuali vengono avanti ad ogni stesura però ci dicono che per&lt;br /&gt;realizzare quell'importante principio qualcosa deve cambiare. Nei fatti la molte-&lt;br /&gt;plicità e l'estensione degli apporti, il "noi" di chi compie le scelte e la composi-&lt;br /&gt;zione sintetica dei temi e dei testi, di chi segue la corrispondenza, diventano&lt;br /&gt;sempre più esili fino ad impoverire l'opuscolo.&lt;br /&gt;Una per tutte: non si può affidare la comprensione della resistenza opposta dalle&lt;br /&gt;popolazioni aggredite alle invasioni degli stati imperialisti, fatto che determina&lt;br /&gt;la guerra, l'emigrazione, lo scenario della lotta di classe - sistema carcero e pro-&lt;br /&gt;cessuale compresi - entro gli stati aggressori, al banale "taglia-incolla". Così di&lt;br /&gt;sicuro non si contribuisce alla conoscenza delle cause e delle conseguenze della&lt;br /&gt;guerra e non si sviluppano l'internazionalismo e la solidarietà di classe.&lt;br /&gt;Facciamo perciò appello all'impegno concreto di chi sia dentro che fuori,&lt;br /&gt;riuscendo a  seguire un determinato tema, a compierne di volta in volta una sin-&lt;br /&gt;tesi adeguata allo scopo dell'opuscolo, può contribuire a confermare l'opuscolo&lt;br /&gt;come momento della lotta comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INDICE&lt;br /&gt;NESSUN FUTURO PER LO JEMEN?&lt;br /&gt;INTERVISTA AL PORTAVOCE UFFICIALE DEL GOVERNO LIBICO&lt;br /&gt;DALLA LOTTA DENTRO E CONTRO I C.I.E.&lt;br /&gt;LETTERA DAL CARCERE DI SAN VITTORE (MILANO)&lt;br /&gt;LETTERE DAL CARCERE DI SANREMO (IM)&lt;br /&gt;LETTERA DAL CARCERE DI OPERA (MILANO)&lt;br /&gt;LETTERE DAL CARCERE DI CARINOLA (CE)&lt;br /&gt;UN SALUTO DAL CARCERE TERNI&lt;br /&gt;LETTERA DAL  CARCERE DI NUORO&lt;br /&gt;LETTERA DAL CARCERE DI CAGLIARI&lt;br /&gt;COMUNICATO DI UN PRIGIONIERO "SOCIALE" SARDO&lt;br /&gt;LETTERA DAL CARCERE DI REGENSDORF (SVIZZERA)&lt;br /&gt;SOLIDARIETÀ ALLA COMPAGNA ANDI&lt;br /&gt;LETTERE DAL CARCERE DI PRATO&lt;br /&gt;DA UNA LETTERA DAL CARCERE DI VELLETRI (ROMA)&lt;br /&gt;LETTERA APERTA ALLA CITTÀ DI COMO SUL CARCERE BASSONE&lt;br /&gt;NOTE SU AMNISTIA E INDULTO&lt;br /&gt;CALIFORNIA: TERZA SETTIMANA DI SCIOPERO DELLA FAME NELLE CARCERI&lt;br /&gt;RIFLESSIONI SULLA MOBILITAZIONE DEL 15 OTTOBRE&lt;br /&gt;PERQUISIZIONI A PADOVA&lt;br /&gt;COMUNICATI DAI PROCESSI IN EUSKAL HERRIA&lt;br /&gt;PAESE BASCO: SGOMBERATO IL C. S. KUKUTZA&lt;br /&gt;MILANO: LA CASA E' DI CHI LA ABITA&lt;br /&gt;CORTEMAGGIORE (PC): GLI OPERAI VINCONO UNA BATTAGLIA&lt;br /&gt;ESSELUNGA BIANDRATE (NO): PER I LAVORATORI SALUTE CORTA!&lt;br /&gt;SCIOPERO AL CENTRO LOGISTICO DELLA ESSELUNGA DI PIOLTELLO (MI)&lt;br /&gt;I DRONI DI MARCHIONNE&lt;br /&gt;CHIEDIAMO A TUTTI/E I/LE PRIGIONIERI/E DI DARCI CONFERMA&lt;br /&gt;DEL RICEVIMENTO DEL PRESENTE OPUSCOLO TRAMITE CARTOLINA&lt;br /&gt;IN MODO DA POTER CONTRASTARE L’OPERA DI CENSURA DELLA&lt;br /&gt;DIREZIONE PENITENZIARIA, SCRIVENDO A:&lt;br /&gt;CP  10241 intesta all'associazione "Ampi Orizzonti" - 20122 Milano&lt;br /&gt;NESSUN FUTURO PER LO JEMEN?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista con Riad Al Qadi, esponente dell'opposizione&lt;br /&gt;Facciamo una breve premessa generale di carattere storico all’intervista.&lt;br /&gt;Il territorio dello Yemen è situato a sud della penisola arabica; è la porta che, attraver-&lt;br /&gt;so il Mar Rosso e il Canale di Suez, collega il Mediterraneo all'Oceano Indiano. La sua&lt;br /&gt;importanza strategico-militare è evidentissima.&lt;br /&gt;Nel 1967 un'insurrezione popolare riuscì a mettere fine all'occupazione coloniale ingle-&lt;br /&gt;se iniziata nel lontano 1839. Essa fu resa possibile dall'unione fra le forze di liberazione&lt;br /&gt;storiche interne con gli stati socialisti, in particolare il loro sistema di aiuto reciproco o&lt;br /&gt;anche "internazionalismo" che si esprimeva sul piano militare con il "Patto di Varsavia"&lt;br /&gt;(Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza che ha origine nel momento stes-&lt;br /&gt;so in cui viene avviata la Nato, 1949, e prende forma soprattutto quando la Germania&lt;br /&gt;Ovest entra nella Nato, maggio 1955; viene sciolto nel 1991) e su quello economico con&lt;br /&gt;il "Comecon" (Consiglio per la Mutua Assistenza Economica 1949-1991).&lt;br /&gt;Gli stati socialisti avevano costruito in quel tempo una base robusta nei paesi arabi,&lt;br /&gt;soprattutto in Egitto, Siria dove sostenevano la formazione delle "repubbliche arabe&lt;br /&gt;socialiste". Fu questo sostegno fermo, permanente, che rese possibile nella parte sud,&lt;br /&gt;da qui il nome di "Repubblica democratica dello Yemen del sud" con capitale Aden, la&lt;br /&gt;costruzione di uno stato socialista.&lt;br /&gt;Il crollo del sistema degli stati socialisti nel 1990 si riflesse anche in questa parte del&lt;br /&gt;mondo, ma, prendendo a paragone la Juogoslavia, in modo alquanto pacifico. I due&lt;br /&gt;Yemen in quell'anno si riunirono in un unico Stato, l'attuale Yemen.&lt;br /&gt;I partiti del nord, le tribù conservatrici di quel territorio, cercarono di imporre la politica&lt;br /&gt;apertamente filo-statunitense dell'Arabia Saudita, che in quel momento, grosso modo&lt;br /&gt;come oggi, consisteva nel sostegno aperto della guerra per la sottomissione, di Iraq,&lt;br /&gt;Somalia, Afghanistan... Da qui la nascita nel sud di un movimento per il distacco dal&lt;br /&gt;neonato Yemen. Queste forze, armi in mano, nel 1994 proclamarono la secessione della&lt;br /&gt;regione meridionale dello Yemen che assunse il nome di Repubblica Democratica dello&lt;br /&gt;Yemen. Non riconosciuto sul piano internazionale, questo tentativo di secessione venne&lt;br /&gt;stroncato dalle forze governative appoggiate dall'Arabia  Saudita e dagli Usa, in due set-&lt;br /&gt;timane di combattimenti.&lt;br /&gt;Le manifestazioni di piazza esplose all'inizio dell'estate 2011, con relativa fuga del pre-&lt;br /&gt;sidente della repubblica Saleh (Ali Abdallah Saleh, presidente dello Yemen del Nord sin&lt;br /&gt;dal 1978, presidente dello Yemen dalla sua riunificazione del 1990), sono, come viene&lt;br /&gt;chiarito nell'intervista che segue, organizzate da Arabia Saudita e Usa. Sono insomma il&lt;br /&gt;tentativo di pilotare dall'alto la rivolta popolare affinché nelloYemen, come invece è&lt;br /&gt;accaduto in Tunisia e Egitto, non si formi un movimento di resistenza apertamente&lt;br /&gt;sganciato dalle istituzioni, tutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Utz Anhalt: Nella città di Sanaa (capitale dello Yemen riunificato dopo il 1990) i combat-&lt;br /&gt;tenti  del clan Al Ahmar danno battaglia alla Guradia nazionale del presidente Saleh. Che&lt;br /&gt;significato ha questo per le frazioni? Che cosa vogliono?&lt;br /&gt;Riad Al Qadi: Al Ahmar è l'ex capo del Parlamento. In questo momento fra la famiglia&lt;br /&gt;Saleh e la famiglia Al Ahmar è in corso una vendetta di sangue. La casa reale saudita&lt;br /&gt;lascia giocare a Saleh il ruolo di marionetta. Entrambe le famiglie vengono finanziate da&lt;br /&gt;50 anni dall'Arabia Saudita. Entrambe provengono dalla tribù Haschit i cui uomini sono&lt;br /&gt;mercenari del regime saudita. L'ambiente familiare di Saleh viene definito dagli uomini&lt;br /&gt;di Al Ahmar come "trouble-maker" (sobillatore). Al Ahmar giustifica il suo tentativo di&lt;br /&gt;colpo di stato, sostenendo che Saleh sarebbe un assassino. Tutti e due hanno ragione.&lt;br /&gt;Al Ahmar tuttavia ha collaborato per 30 anni con questo assassino e ha commesso&lt;br /&gt;assassinii.&lt;br /&gt;Ali Abdullah Saleh è stato colpito gravemente nel corso di un attacco alla sua residen-&lt;br /&gt;za a Sanaa. Che cosa è accaduto esattamente?&lt;br /&gt;Su questo attacco, fino ad ora, non c'è stata alcuna dichiarazione del governo. Le voci&lt;br /&gt;dicono che Saleh stesso lo avrebbe organizzato, compreso il suo stesso ferimento.&lt;br /&gt;Saleh afferma che due missili avrebbero colpito la sua tenuta dall'esterno; ci sono foto&lt;br /&gt;invece che mostrano delle finestre andate a pezzi ma colpite dall'esterno. Può essere&lt;br /&gt;stato Al Ahmar, ma anche qualcun altro. Il portavoce di Saleh  dice che l'attentato è&lt;br /&gt;stato compiuto dal governo degli Usa. In ogni caso Saleh cerca di nascondere la verità&lt;br /&gt;ed è in conflitto con i suoi amici americani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché l'Arabia Saudita finanzia Saleh e Al Ahmar?&lt;br /&gt;I sauditi finanziano Al Ahmar e Saleh dagli anni Cinquanta del secolo scorso per frantu-&lt;br /&gt;mare nello Yemen le organizzazioni democratiche e di sinistra. Adesso Saleh ha ricevu-&lt;br /&gt;to un ultimatum dai sauditi e dal Consiglio di Cooperazione del Golfo affinché rinunci alla&lt;br /&gt;presidenza. Lui ha respinto l'ultimatum. Dopo l'attacco al palazzo presidenziale è stato&lt;br /&gt;ricoverato, gravemente ferito, in un ospedale di Riad (capitale dell'Arabia Saudita). Di&lt;br /&gt;fatto si trova agli arresti militari sotto l'Arabia Saudita.&lt;br /&gt;Perchè? Lui ha lavorato per l'Arabia Saudita.&lt;br /&gt;E' vero, ma lui è insostenibile. I sauditi hanno paura di un avvio democratico nello&lt;br /&gt;Jemen, così come avvenuto in Egitto e Tunisia, e vedono, appunto, che il despota non&lt;br /&gt;è più sostenibile. Gli offrono la possibilità di un asilo lussuoso. Lui può tenere per sé i&lt;br /&gt;suoi miliardi, può escludere di comparire davanti un tribunale, può contare sull'amnistia,&lt;br /&gt;ma deve rinunciare a voler governare.&lt;br /&gt;I sauditi in questo momento ricattano gli insorti nello Yemen: o lasciano salire al potere Al Ahmar o loro rimettono in sella Saleh. Attualmente chi governa il paese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vicepresidente Abdurabo Mansur, un vecchio criminale del governo sudyemenita&lt;br /&gt;responsabile dei massacri di massa compiuti contro i socialisti nel 1986 nel sud del&lt;br /&gt;paese. Il potere reale ad ogni modo si trova nelle mani del figlio e del cugino di Saleh.&lt;br /&gt;Negli anni Settanta Mansur era soltanto un nome.&lt;br /&gt;A cosa aspira Al Ahmar? Che a che fare con il movimento democratico che ha manife-&lt;br /&gt;stato nel Campus dell'università di Sanaa, la piazza Tahrir dello Jemen?&lt;br /&gt;Lui, tanto quanto Saleh, è nemico del movimento di democratizzazione, entrambi rap-&lt;br /&gt;presentano la controrivoluzione. I sauditi in questo momento cercano di portarlo al&lt;br /&gt;potere affinché resti il vecchio potere e non si affermino i democratici. Le squadre arma-&lt;br /&gt;te di Al Ahmar eseguono volentieri il lavoro sporco. In ogni caso, Al Ahmar qui ha lavo-&lt;br /&gt;rato assieme ad Al Qaida. Assieme conducono scontri a fuoco contro la Guardia&lt;br /&gt;Nazionale, ma anche tirano bastonate sui democratici, saccheggiano le abitazioni, si&lt;br /&gt;impongono nelle strade con la violenza delle armi, uccidono le persone critiche. Le squa-&lt;br /&gt;dre di Al Ahmar sono formate da uomini della montagna senza alcuna cultura, i quali&lt;br /&gt;vedono nella vita moderna della città un lusso ad essi sconosciuto; Al Ahmar li lascia&lt;br /&gt;rubare. Per la casa reale saudita quella non è gente sconosciuta. A loro è affidato il com-&lt;br /&gt;pito di distruggere il movimento democratico nello Yemen, per dimostrare alle persone&lt;br /&gt;in Arabia Saudita che "anche il solo tentativo di rivolta non è possibile". Anche là, infat-&lt;br /&gt;ti, è presente il fermento della rivolta. In Arabia Saudita le donne hanno il coraggio di&lt;br /&gt;manifestare sulle strade, di guidare le auto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali chances ha il movimento democratico sorto nel Campus di Sanaa? Nello Yemen&lt;br /&gt;esiste la possibilità di un rivolgimento pacifico come quello di piazza Tahrir in Egitto?&lt;br /&gt;Per il movimento liberale quello attuale è un periodo cupo. In piazza Tahrir il rivolgimen-&lt;br /&gt;to si è affermato quando l'esercito è passato dalla parte dei dimostranti. Questo nello&lt;br /&gt;Yemen non accadrà. La Guardia Nazionale sta dalla parte di Saleh, i mercenari della&lt;br /&gt;montagna seguono Al Ahmar, entrambi sono dislocati a Sanaa proprio per colpire l'e-&lt;br /&gt;mersione democratica. Ciò nonostante gli studenti del Campus hanno festeggiato quan-&lt;br /&gt;do Saleh è fuggito. Il popolo non vuole la guerra civile, ma, al contrario, uno Stato civi-&lt;br /&gt;le. Le richieste di democrazia, di Stato di diritto sono uguali a quelle avanzate in Egitto.&lt;br /&gt;L'Egitto però oggi è, nel suo intimo, una società moderna. Nello Yemen il movimento è&lt;br /&gt;formato dai giovani istruiti delle grandi città. Per la gente armata del nord Yemen la&lt;br /&gt;democrazia non ha alcun senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli uomini delle truppe di Saleh e delle squadre armate di Al Ahmar sono originari tutti&lt;br /&gt;dello Yemen del nord. Che cosa vuole la gente di Aden, dello Yemen del sud? Il paese&lt;br /&gt;qualche decennio fa era diviso; oggi il separatismo sembra diventare più forte. Ci si&lt;br /&gt;trova di fronte ad una nuova separazione?&lt;br /&gt;Nel sud cresce costantemente la volontà di una nuova separazione. A Aden, la capitale&lt;br /&gt;del sud, il movimento ha caratteri democratici. Con Saleh e Al Ahmar non è possibile&lt;br /&gt;alcun Stato civile. Nella separazione vedono una grossa possibilità, meglio una separa-&lt;br /&gt;zione e uno Stato di diritto, quantomeno nello Yemen del sud, che uno Yemen unito con&lt;br /&gt;la dittatura e la guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale ruolo giocano gli americani? Nell'ultimo anno dei piloti americani, a sostegno della&lt;br /&gt;casa regnante in Arabia Saudita hanno pur sempre bombardato i ribelli sciiti Huthi abi-&lt;br /&gt;tanti nello Yemen del nord. Sostengono il movimento democratico? O lo ostacolano?&lt;br /&gt;Gli americani giocano quasi lo stesso ruolo dell'Arabia saudita. Lasceranno cadere Saleh&lt;br /&gt;con le garanzie a una vita lussuosa e libera e sostengono Al Ahmar. Il recente decennio&lt;br /&gt;ha evidentemente lavorato per loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L' "Organizing Commitee Popular Youth Revolution"del Campus di Sanaa, ovvero il portavoce degli studenti democratici, esorta il governoUSA a cambiare subito questa politica, a porsi dalla parte della democrazia. Gli studenti dicono chiaramente di volere un sistema completamente diverso, cioè uno Stato didiritto, e che non accetteranno una nuova dittatura, questa volta di Al Ahmar.&lt;br /&gt;In Tunisia e Egitto un movimento democratico ha abbattuto i tiranni; in Libia ha scate-&lt;br /&gt;nato una guerra civile, in cui la Nato è intervenuta e interviene in modo unilaterale ed&lt;br /&gt;inoltre gli avversari di Gheddafi non sono tutti cavalieri dei diritti umani, anzi, fra loro vi&lt;br /&gt;sono torturatori del regime abbattuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello Yemen il tiranno è fuggito dal paese, dallacapitale Sanaa arrivano immagini, notizie come giungessero da una guerra civile. Chedirezione ha preso la situazione nello Yemen, quella dell'Egitto o quella della Libia?&lt;br /&gt;Purtroppo sembra assumere i caratteri di quanto avviene in Libia. Molto dipende dalla&lt;br /&gt;politica degli americani. Se il governo Usa e il Consiglio di Cooperazione del Golfo cer-&lt;br /&gt;cano di imporre a Al Ahmar, allora esplode la guerra civile, che lui non può perdere poiché gli uomini non istruiti della montagna, che combattono per Al Ahmar, sono armati,&lt;br /&gt;gli studenti invece no - non vogliono armarsi. Essi manifestano in maniera pacifica e in&lt;br /&gt;massa, ma senza violenza. Se gli americani non modificano la loro politica e se dunque&lt;br /&gt;portano al potere Al Ahmar, spengono la luce nello Yemen. Allora si, non c'è nessun&lt;br /&gt;futuro per il nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Utz Anhalt (sozialistische positionen), luglio 2011&lt;br /&gt;da www.sopos.org/aufsaetze/4e23f346de01e/1.phtml&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INTERVISTA AL PORTAVOCE UFFICIALE DEL GOVERNO LIBICO&lt;br /&gt;L’intervista al portavoce del governo libico che proponiamo in italiano e tradotta dalla ver-&lt;br /&gt;sione inglese curata da Alexandra Valiente redattrice di Libya 360°, giunge dopo le voci,&lt;br /&gt;rivelatesi infondate, di una sua fuga o cattura da parte dei ribelli supportati dalla Nato.&lt;br /&gt;Giornalista: E’ in linea con noi il Dr. Ibrahim Moussa, portavoce ufficiale del governo libi-&lt;br /&gt;co. Dottore, vorrei iniziare ringraziando Dio della vostra incolumità. Le menzogne e&lt;br /&gt;inganni dei media affermavano che lei aveva tentato la fuga indossando abiti femmini-&lt;br /&gt;li e un neqab (copricapo femminile che cela il viso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritiene che sia un tentativo di diffamare e infangare l'immagine della resistenza e dei combattenti jihadisti come lei?&lt;br /&gt;Dr. Ibrahim Moussa: La saluto caro fratello e saluto tutti gli spettatori di questo canale&lt;br /&gt;coraggioso. Abbiamo dato le nostre vite e le nostre anime per il bene di questo Paese e&lt;br /&gt;partecipiamo a una causa onorevole e dedita a un progetto di vera civiltà e non mi sor-&lt;br /&gt;prende che queste voci e bugie siano state scorrettamente sostenute dai capi del Consiglio&lt;br /&gt;della vergogna e del tradimento in Libia, né stupisce la diffusione di tali dichiarazioni da&lt;br /&gt;parte dei media che cooperano in modo organizzato con la NATO e i ribelli-NATO.&lt;br /&gt;Cercano di sporcare l’immagine della Gloriosa Gioventù della Libia che ha intrapreso&lt;br /&gt;questa guerra santa contro le più grandi potenze del mondo, ma essa è di gran lunga&lt;br /&gt;più grande e pura. Non abbandoneremo il campo di battaglia. Combatteremo fino alla&lt;br /&gt;morte o fino al trionfo, a Dio piacendo. Queste voci sono falsità. Ero vicino alla linea del&lt;br /&gt;fronte a Sirte e con me stava una squadra di circa 23 grandi e leali combattenti. Otto di&lt;br /&gt;loro arrivavano da Sirte, 2 da Harwara, 2 da Tarhouna, 3 da Werfella e 1 da Wershifana&lt;br /&gt;e 1 da Seesan e 6 dalla coraggiosa Zliten.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo stati investiti da un attacco a sorpresa da parte di una banda di miliziani della&lt;br /&gt;Nato e costretti a riparare in una zona isolata. Il gruppo di giovani che era con me è&lt;br /&gt;rimasto a combattere le milizie Nato, ben attrezzate e armate dal loro malvagio alleato&lt;br /&gt;atlantico, mentre noi usavamo solo armi leggere, ecc. Il combattimento è andato avan-&lt;br /&gt;ti per più di un giorno e mezzo. Hanno annunciato la mia cattura e l'arresto, ma non era&lt;br /&gt;vero. In realtà non sono mai stati vicini a prendermi. I giovani hanno continuato a com-&lt;br /&gt;battere nelle valli dei deserti. Alcuni di loro sono morti come martiri in questa battaglia&lt;br /&gt;coraggiosa e pura: due, uno da Werfella e uno da Seean, mentre con i rimanenti abbia-&lt;br /&gt;mo resistito e ci siamo messi al sicuro. Che Dio possa avere misericordia dei martiri che&lt;br /&gt;accoglierà benevolmente, al contrario della Nato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto detto sopra ci porta ad un'altra visione della linea del fronte di guerra, che testi-&lt;br /&gt;monia la determinazione, abnegazione e l'alto morale dei combattenti. Ma i media&lt;br /&gt;bugiardi cercano di diffondere quante più voci infondate e bugie possibili per abbattere&lt;br /&gt;il morale del movimento di resistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei cogliere l'occasione per dire che ho personalmente assistito con i miei occhi a&lt;br /&gt;come hanno ucciso, Zwaitneeya, Wershifna, Seesan, Werfella, Tarhouna, Hrawa e le&lt;br /&gt;tribù della Sirte che erano mano nella mano, fianco a fianco, e come gli aerei volavano&lt;br /&gt;sopra di noi e come bombardavano senza sosta e come la milizia a terra cercava di&lt;br /&gt;attaccare. Giuro caro fratello, gli occhi di queste persone avevano una scintilla di rabbia&lt;br /&gt;e di lotta e tutti parlavano dei martiri e dei compagni coraggiosi, e parlavano delle loro&lt;br /&gt;famiglie con amore e compassione. E' stato uno spettacolo incredibile. Queste persone&lt;br /&gt;non sono state addestrate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono state addestrate da Al Qaeda, Nato, Francia, Qatar.&lt;br /&gt;Questi sono giovani normali, gente comune come le persone che guardano Al-Rai in&lt;br /&gt;questo momento, che poi cambieranno canale per guardare un programma televisivo,&lt;br /&gt;un film o dei video musicali. Giovani normali sorprendentemente trasformati in leoni ed&lt;br /&gt;eroi perché sentivano di avere ora uno scopo più alto, di dover essere combattenti ed&lt;br /&gt;eroi. Ho chiesto ad alcuni di loro chi erano, da quali famiglie venivano, cosa facevano&lt;br /&gt;nella vita, il loro lavoro. Alcuni erano studenti, insegnanti, imprenditori, tecnici, ecc.&lt;br /&gt;Tutte queste persone non avevano altri obiettivi o aspirazioni tranne che di combattere&lt;br /&gt;questi terroristi e abbattere e rovesciare questa conquista coloniale del loro paese.&lt;br /&gt;Giuro caro fratello mio, anche se molte di queste persone non sono istruite politicamen-&lt;br /&gt;te lo sono però moralmente e capiscono tutto quello che sta succedendo. Essi non pos-&lt;br /&gt;sono essere ingannati da paroloni come "democrazia", "libertà" e "cambiamento", men-&lt;br /&gt;zogne ingannevoli per mascherare i propositi coloniali sulla Libia. Comprendono collet-&lt;br /&gt;tivamente in modo trasparente e onesto che è loro dovere combattere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei mandareancora una volta i miei ossequi ai due martiri che ho menzionato prima e un saluto ai miei fratelli che stanno ancora combattendo sui numerosi fronti di battaglia.&lt;br /&gt;Nemmeno per un secondo abbiamo dubitato che Ibrahim Moussa "il combattente"&lt;br /&gt;sarebbe potuto fuggire dalla battaglia nel momento del bisogno. In ogni caso dottore, i&lt;br /&gt;media diffondono voci secondo cui i civili stanno fuggendo da Sirte. Pensa che si cerchi&lt;br /&gt;di dare l'impressione che la città sia stata evacuata e affermare che tutti sono fuggiti&lt;br /&gt;per poter poi massacrare e ripulire l'intera città e la sua popolazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo fratello mio, hanno già iniziato. Gli spettatori arabi di tutto il mondo, Arabia&lt;br /&gt;Saudita, Emirati, Egitto, Siria, Iraq, Algeria, Marocco, Sudan e tutti i paesi arabi, devo-&lt;br /&gt;no sapere che gli abitanti di Sirte sono stati letteralmente massacrati e spazzati via il&lt;br /&gt;mese scorso mentre erano nelle loro case... e lo voglio ripetere ancora, "nelle loro case",&lt;br /&gt;il numero di morti ha raggiunto le migliaia. Questa "non è un'esagerazione", migliaia di&lt;br /&gt;persone! Ciò è evidente nella misura in cui l'odore della morte, di uccisioni e distruzio-&lt;br /&gt;ne è diventato così opprimente che le organizzazioni internazionali hanno avuto modo&lt;br /&gt;di sperimentarlo anche dai lontani paesi del nemico. L'odore, come si dice in inglese, è&lt;br /&gt;troppo per ignorarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno iniziato ancora una volta il gioco dei media, dicendo che gli abitanti di Sirte stan-&lt;br /&gt;no fuggendo per coprire il fatto che sono loro e non noi a uccidere e bombardare i civi-&lt;br /&gt;li. Si tratta di una strategia chiara portata avanti da Al Jazeera, Al Arabiya e altri che&lt;br /&gt;sono ormai i più qualificati e consumati nella menzogna e l'inganno. Posso dire di esse-&lt;br /&gt;re un esperto a livello mondiale su questi canali e sulle loro capacità, per aver trattato&lt;br /&gt;con loro ampiamente e avendoli osservati da vicino negli ultimi 9 mesi. So che la loro&lt;br /&gt;composizione e il modo in cui operano dall'interno è in realtà solo una parte di questa&lt;br /&gt;operazione internazionale imperiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una parte falsa, cosmetica e preordinata.&lt;br /&gt;La città ha ancora 180.000 dei suoi abitanti. Sono fuggiti in poche centinaia perché le loro&lt;br /&gt;case e vite sono state distrutte. Ma 180.000 rimangono ancora all'interno della città, unito&lt;br /&gt;al fatto che intere tribù sono fuggite verso Sirte perché le bande hanno invaso i loro villaggi e proprio in questo momento vengono bombardati, gli edifici crollano, ecc. Carri&lt;br /&gt;armati, reggimenti e missili Grad, colpiscono senza distinguere fra obiettivi militari e civili.&lt;br /&gt;Caro fratello, ho personalmente avuto colloqui telefonici con le organizzazioni interna-&lt;br /&gt;zionali e alcuni canali televisivi internazionali e ho chiamato le organizzazioni dei diritti&lt;br /&gt;umani, funzionari e ben note autorità delle Nazioni Unite. Ho chiesto a tutti di venire a&lt;br /&gt;Sirte, in considerazione delle precedenti visite in altre città della Libia mentre veniva&lt;br /&gt;condotta questa cospirazione contro di noi. Perché non vengono ora a registrare e rac-&lt;br /&gt;cogliere dati sulla distruzione e i crimini a Sirte? Dicono OK verremo, ci organizziamo e&lt;br /&gt;verremo. E’ passato un mese dalla mia richiesta e non un singolo canale televisivo è&lt;br /&gt;entrato Sirte, non un'organizzazione è entrata a Sirte, non una delegazione della Croce&lt;br /&gt;rossa ha raggiunto Sirte. Non una singola entità islamica o autorità delle Nazioni Unite&lt;br /&gt;ha commentato la distruzione della città di Sirte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cospirazione è chiara a chiunque abbia un cuore o possa ascoltare cosa sta accaden-&lt;br /&gt;do. Per le persone che non hanno cuore e non vogliono conoscere o imparare o analiz-&lt;br /&gt;zare o abbattere questo regime ingiusto globale, sarebbe certo meglio vivere nella beata&lt;br /&gt;ignoranza, ma noi preferiamo estendere la conoscenza e sapere sempre di più.&lt;br /&gt;In ogni guerra, la ricerca della verità è il primo punto e noi siamo dalla parte della veri-&lt;br /&gt;tà, con l'aiuto di Dio!&lt;br /&gt;Dr. Moussa, qual è la situazione sul terreno, in prima linea, soprattutto nelle città resi-&lt;br /&gt;stenti circondate? Voglio dire Bani Walid, Ghadamis e Sirte?&lt;br /&gt;Cercherò di fornirvi una sintesi. Ci sono due tipi di prima linea, di campi di battaglia. Ci&lt;br /&gt;sono i fronti principali, Bani Walid, Sirte e Sabha e ci sono altri fronti nelle città invase.&lt;br /&gt;Partendo da queste ultime, possiamo osservare che il movimento di resistenza è aumen-&lt;br /&gt;tato. Vengono di continuo svolte operazioni a Zliten, Tripoli, Zawiya, Azizia e Tarhouna&lt;br /&gt;e in altre città. Alcune sono operazioni pianificate e organizzate mentre altre di piccole&lt;br /&gt;dimensioni sono portate avanti da pochi individui. Sono tutte riuscite e si vedono risul-&lt;br /&gt;tati positivi. Ci sono state vittime fra i nemici. Ma la cosa più importante è che la ban-&lt;br /&gt;diera della lotta viene sollevata. La continuazione di queste operazioni dimostra che la&lt;br /&gt;Nato non può assumere il controllo della Libia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In termini di fronte principale, grazie a Dio, Bani Walid è stata realmente e completa-&lt;br /&gt;mente ripulita entro un ampio raggio che circonda la città e va detto che in qualche&lt;br /&gt;modo stiamo ancora subendone gli effetti, naturalmente.&lt;br /&gt;Ma i cadaveri dei miliziani della Nato sono rimasti nelle valli e montagne di Bani Walid.&lt;br /&gt;Naturalmente i capi delle forze di terra dei ribelli Nato conoscono bene questo fatto.&lt;br /&gt;L'ospedale Tarhouna, l’Ospedale Tajoura, Il Tripoli Medical Centre sono tutti pieni dei&lt;br /&gt;corpi provenienti dal campo di battaglia di Bani Walid. In considerazione di ciò, per que-&lt;br /&gt;ste bande Bani Walid ha assunto il significato di “morte”. I rapporti da questo fronte&lt;br /&gt;sono eccellenti. L'ultimo attacco a Bani Walid è stato ieri, oggi non ci sono stati attac-&lt;br /&gt;chi. Ieri molti hanno sacrificato le loro vite. Vorrei salutare tutte le tribù di Bani Walid,&lt;br /&gt;soprattutto quella della battaglia nella Valle di Ghalboun e i nostri fratelli Sbaya e&lt;br /&gt;Asahbaa, Kimmat, Qbool, Gwaydaa che ci hanno protetto e difeso.&lt;br /&gt;Dal punto di vista della seconda principale linea del fronte della città resistente di Sirte,&lt;br /&gt;gli attacchi sono stati maggiori. Sono arrivati da cinque diversi punti supportati da&lt;br /&gt;pesanti bombardamenti Nato e sostenuti con armi molto moderne. Ma i giovani di Sirte&lt;br /&gt;sono stati capaci di resistere a quest’attacco. E posso dare un’informazione giunta solo&lt;br /&gt;due ore fa, sui giovani di Sirte che hanno compiuto una forte avanzata nella parte est&lt;br /&gt;della città, costringendo il nemico alla fuga e a ritirarsi di alcuni chilometri e che ha&lt;br /&gt;9&lt;br /&gt;anche portato alla requisizione di alcune delle loro armi. Anche il sud e l’ovest della città&lt;br /&gt;sembra stiano facendo bene.&lt;br /&gt;Nel dire questo, vorrei avvisare i telespettatori che ci aspettiamo che gli attacchi a Sirte&lt;br /&gt;si intensificheranno a partire da domani soprattutto nella zona ovest e sud. Ma, siamo&lt;br /&gt;pronti e contiamo su una forza ragguardevole a ovest e con un duro lavoro sui fronti&lt;br /&gt;sud ed est valutiamo di eliminare completamente la minaccia nei prossimi giorni.&lt;br /&gt;Se posso, vorrei cogliere l'occasione per rilasciare una dichiarazione alle tribù delle città&lt;br /&gt;violate, per esempio l’onorevole popolo di Tarhouna. Sappiamo che il popolo fiero e&lt;br /&gt;patriottico di Tarhouna non può accettare i ribelli della Nato e da loro riceviamo costan-&lt;br /&gt;temente lettere che indicano la loro opposizione alla Nato ma sono costretti al silenzio&lt;br /&gt;contro la loro volontà.&lt;br /&gt;Noi diciamo loro che se non possono e non hanno le capacità per aprire un campo di&lt;br /&gt;battaglia e di resistenza nella città stessa, che almeno i lealisti si muovano a centinaia&lt;br /&gt;da Tarhouna, Wershefanna, Asabeeaa, Seean e Hawamed e da ogni parte per unirsi alla&lt;br /&gt;prima linea a Bani Walid e Sirte. Naturalmente, abbiamo già un gran numero di appar-&lt;br /&gt;tenenti a tali tribù in questi campi di battaglia, ma esse devono continuare a inviare&lt;br /&gt;sempre più persone in modo che le nostre forze possano ingrandirsi e, alla fine, aprire&lt;br /&gt;un fronte di battaglia nella loro città.&lt;br /&gt;Dottore, ringrazio ancora Dio per la vostra incolumità, la ringraziamo per la sua parte-&lt;br /&gt;cipazione e la salutiamo insieme alla vostra resistenza.&lt;br /&gt;Prima di andare vorrei portare le personali condoglianze per conto del nostro Leader&lt;br /&gt;della Rivoluzione, Muammar Gheddafi, alla famiglia dell’eroe Jamal Abdal Nasser per suo&lt;br /&gt;figlio Khalid. Possa Dio avere pietà della sua anima, il Leader Muammar Gheddafi vuole&lt;br /&gt;esprimere il più profondo rispetto alla famiglia di Jamal Abdul Nasser, a tutto il popolo&lt;br /&gt;libero e a tutti gli arabi. E vorremmo rafforzare la lotta che Jamal Abdel Nasser ha con-&lt;br /&gt;dotto per la libertà, l'orgoglio e la lotta che tutti gli arabi affrontano contro gli occupan-&lt;br /&gt;ti stranieri, contro il furto di petrolio, contro la creazione di basi militari in Libia e in qual-&lt;br /&gt;siasi paese arabo. Vorremmo porgere ancora una volta le nostre più profonde condo-&lt;br /&gt;glianze al popolo arabo. Vorremmo dire che, a Dio piacendo, manterremo alta la ban-&lt;br /&gt;diera della libertà, dell'orgoglio, dell'Islam e dell'onestà fino alla vittoria, Inshallah.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;01 ottobre 2011&lt;br /&gt;da libya360.wordpress.com, in www.resistenze.org&lt;br /&gt;Traduzione dall'inglese a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare&lt;br /&gt;DALLA LOTTA DENTRO E CONTRO I C.I.E.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questa volta e unicamente per ragioni di spazio, riportiamo solo parte di quanto&lt;br /&gt;accaduto nei CIE italiani, siamo consapevoli di tralasciare parecchi avvenimenti non&lt;br /&gt;meno importanti. Nella cronologia che segue non sono infatti riportati i numerosi scio-&lt;br /&gt;peri della fame praticati dai prigionieri (come ad esempio lo sciopero della fame e della&lt;br /&gt;sete iniziato lo scorso 13 settembre nel CIE di Bari-Palese) oppure i numerosi tentativi&lt;br /&gt;messi in atto da prigionieri e solidali volti ad impedire le espulsioni (come nel caso di&lt;br /&gt;Sonia a Fiumicino o a Torino)  oppure ancora le varie iniziative e mobilitazioni di quan-&lt;br /&gt;ti non si rassegnano all'esistenza dei CIE ma hanno la precisa volontà di chiuderli (indi-&lt;br /&gt;cativo l'esempio di Torino in cui i solidali che manifestavano sono stati caricati a freddo&lt;br /&gt;dalla polizia). Sempre solidali con le rivoltose e i rivoltosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO, 6 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Rivolta, ieri sera, nel CIE di via Corelli a Milano. Dopo i tentativi di evasione dei giorni&lt;br /&gt;passati i reclusi hanno appiccato incendi in diverse camerate del Centro. Poi in molti&lt;br /&gt;sono saliti sui tetti e la polizia, spenti i fuochi, è entrata nelle sezioni e ha fatto scende-&lt;br /&gt;re la gente a forza di manganellate. A parte dieci ragazzi che sono stati portati via in&lt;br /&gt;ambulanza, gli altri reclusi sono stati radunati nel cortile e fatti inginocchiare nudi, men-&lt;br /&gt;tre la polizia perquisiva le camerate. Pare che nessuno sia riuscito a scappare e non sono&lt;br /&gt;ancora chiari quali danni abbia subito la struttura.&lt;br /&gt;Intorno all'una di notte era di nuovo tutto "tranquillo". Due dei dieci reclusi dall'ospeda-&lt;br /&gt;le sono stati portati a San Vittore. Il loro arresto è già stato convalidato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TRAPANI, 6 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Torna a salire la tensione nel CIE di Trapani Milo, gestito dalla cooperativa “Insieme” del&lt;br /&gt;consorzio “Connecting People”. Dopo le ripetute fughe del mese di agosto, da una set-&lt;br /&gt;timana nel Centro regnava una calma apparente. Diverse decine di reclusi erano stati&lt;br /&gt;liberati con il classico foglio di via di sette giorni per far spazio ai nuovi ragazzi appena&lt;br /&gt;sbarcati a Lampedusa. Alla sera, intorno alle 23, in tanti hanno di nuovo tentato la fuga:&lt;br /&gt;ci sono stati alcuni tafferugli con le guardie, con lanci di bottiglie e pezzi di sedie e tavo-&lt;br /&gt;li da una parte e manganellate dall'altra. Almeno quindici reclusi, forse riconosciuti gra-&lt;br /&gt;zie alle telecamere di videosorveglianza, sono stati prelevati dalle guardie e portati via&lt;br /&gt;dalle sezioni. Nessuno è riuscito a scappare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA, 9 SETTEMBRE&lt;br /&gt;“Ventuno stranieri di diverse nazionalità sono fuggiti ieri sera dal CIE di Ponte Galeria.&lt;br /&gt;La fuga sarebbe avvenuta nel corso di un trasferimento di routine all'interno del Centro.&lt;br /&gt;Le ricerche non hanno dato ancora esito. L'ennesima fuga di migranti da Ponte Galeria&lt;br /&gt;è la conferma di quanto sia complessa la gestione quotidiana degli ospiti del centro&lt;br /&gt;dove, nonostante l'attenzione delle forze dell'ordine e degli operatori che gestiscono la&lt;br /&gt;struttura, è sempre più problematico garantire il rispetto dei diritti umani. Il caldo, l'af-&lt;br /&gt;follamento, la disperazione degli ospiti e, non da ultimo, l'allungamento dei tempi di per-&lt;br /&gt;manenza, sono ingredienti che contribuiscono a creare una miscela esplosiva. Spero che&lt;br /&gt;il governo e, in particolare il ministro dell'Interno, ripensino alla spaventosa situazione&lt;br /&gt;di sofferenza in cui si trovano queste persone e recuperino un senso di solidarietà che&lt;br /&gt;sembra, purtroppo, essersi perduto". Così in una nota il Garante dei detenuti del Lazio,&lt;br /&gt;Angiolo Marroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TORINO, 10 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Questa notte, intorno alle quattro c'è stata un'evasione dal CIE di Torino. A quanto pare&lt;br /&gt;sono riusciti a uscire dalla gabbia che circonda l'area viola dopo aver staccato qualche&lt;br /&gt;sbarra, segata in gran segreto nel corso delle ultime settimane. Una volta nel cortile si&lt;br /&gt;sono lanciati contro le guardie, colte di sorpresa, e hanno iniziato a scavalcare il vecchio&lt;br /&gt;ingresso di Corso Brunelleschi. I militari hanno fermato qualcuno ma in dodici sono&lt;br /&gt;riusciti a scavalcare il cancello. La Questura, a corto di uomini per l'impegno in Val Susa&lt;br /&gt;e a Torino contro i No Tav, ha lanciato l'allarme.&lt;br /&gt;Dopo quest'ultima evasione al CIE di Torino arriva il metal detector. Servirà a ispeziona-&lt;br /&gt;re i pacchi alimentari e i vestiti che amici e familiari portano quasi quotidianamente ai&lt;br /&gt;reclusi. Pare infatti che alla base del piano di fuga escogitato dai reclusi dell'area viola&lt;br /&gt;ci fossero delle lime di ferro che, secondo la polizia, sarebbero entrate di nascosto pro-&lt;br /&gt;prio con dei pacchi di generi alimentari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TORINO, 11 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Il giorno dopo la grande fuga ci hanno provato altri due reclusi. Durante la distribuzio-&lt;br /&gt;ne della colazione, hanno approfittato di un momento di distrazione delle guardie per&lt;br /&gt;accostare la porta della gabbia ma senza far scattare la serratura. E al momento oppor-&lt;br /&gt;tuno hanno riaperto e si sono messi a correre verso il piazzale centrale da dove si sono&lt;br /&gt;lanciati sulla seconda recinzione che bisogna scavalcare per arrivare al muro di cinta su&lt;br /&gt;corso Brunelleschi. Ma li hanno presi prima e li hanno fatti scendere. Per poi menarli sul&lt;br /&gt;posto e portarli direttamente in carcere. Arresto in flagranza di reato con l'accusa di resi-&lt;br /&gt;stenza a pubblico ufficiale e lesioni. Processati per direttissima, si sono presi uno un&lt;br /&gt;mese e l'altro otto. Ma sono stati subito scarcerati, con la condizionale, e riportati al CIE&lt;br /&gt;per essere espulsi nei prossimi 18 mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MODENA, 17 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Dieci vetture della polizia, auto della Municipale, gli uomini dell'esercito, carabinieri e&lt;br /&gt;Finanza. C'erano tutti. E sul tetto, ad osservare due “ospiti” in “assetto” di protesta. Al&lt;br /&gt;primo accenno di rivolta al CIE, la task force è stata mobilitata ed è scesa sul campo.&lt;br /&gt;Verso le 18.30 infatti è stato diramato l'allarme: due tunisini erano riusciti ad arrampi-&lt;br /&gt;carsi sino a raggiungere la zona dei tetti. L'obiettivo finale quello di riuscire a calarsi all'e-&lt;br /&gt;sterno utilizzando delle lenzuola, usando una tecnica e un copione giù utilizzato in&lt;br /&gt;parecchi tentativi. Ma sono stati subito scoperti e sul posto, tanto all'esterno quanto&lt;br /&gt;all'interno, si è creata una grande concentrazione di forze dell'ordine. Lo scopo prima-&lt;br /&gt;rio è stato quello di sedare sul nascere ogni protesta: da una minima scintilla infatti è&lt;br /&gt;possibile, come in effetti è avvenuto qualche mese fa, che dalla protesta si passi ad una&lt;br /&gt;rivolta collettiva, rivolta facilitata dal fatto che tutti i detenuti della struttura sono della&lt;br /&gt;stessa nazionalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LAMPEDUSA, 20 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Lampedusa brucia, ancora. Ogni sincero nemico delle frontiere e delle espulsioni freme&lt;br /&gt;di gioia per questo ennesimo incendio alimentato della rabbia e della voglia di libertà, e&lt;br /&gt;allo stesso tempo trema di rabbia  e di sgomento per le vergognose parole del sindaco&lt;br /&gt;De Rubeis ("Questo è uno scenario di guerra. C'è una popolazione che non sopporta più,&lt;br /&gt;vuole scendere in piazza con i manganelli e difendersi da sola"). Parole che suonano&lt;br /&gt;come una vera e propria istigazione alla guerra civile. Parole che, lo sappiamo tutti molto&lt;br /&gt;bene, possono essere prese molto sul serio. A questo punto, ogni sincero nemico delle&lt;br /&gt;frontiere e delle espulsioni non può limitarsi a contemplare quella che potremmo defi-&lt;br /&gt;nire la "rabbia degli altri", di qualunque segno essa sia. Occorre avere pronte idee e pro-&lt;br /&gt;poste semplici e all'altezza della gravità della situazione, e soprattutto delle sue poten-&lt;br /&gt;zialità. "All'altezza della situazione" significa semplicemente questo: chiunque, in un'ipo-&lt;br /&gt;tetica assemblea, si facesse avanti ora con un discorso genericamente antirazzista,&lt;br /&gt;pieno di tutte le banalità del caso (siamo stati emigranti anche noi, dobbiamo accoglier-&lt;br /&gt;li, e via sbrodolando) e proponesse, per dirne una, un volantinaggio davanti al munici-&lt;br /&gt;pio, ebbene costui correrebbe il rischio concreto di essere preso a sberle, sberle forse&lt;br /&gt;ben meritate. Ma se invece l'idea fosse "il problema è l'esistenza del CIE" e la proposta&lt;br /&gt;fosse "distruggiamo quel che ne resta e impediamone la ricostruzione", ci potrebbe esse-&lt;br /&gt;re qualche concreta possibilità che diversi lampedusani arrabbiati, arrabbiati indistintamente col Governo e con gli immigrati, decidano di mettere da parte i manganelli di De&lt;br /&gt;Rubeis, e di impugnare tronchesine, piedi di porco, mazze, picconi e tutto quel che serve&lt;br /&gt;per terminare una volta per tutte l'opera di demolizione cominciata dai rivoltosi.&lt;br /&gt;Si susseguono, una dopo l'altra, le agenzie di stampa sulla sommossa di Lampedusa. Le&lt;br /&gt;notizie sono ancora frammentate e un po' confuse.&lt;br /&gt;Questo pomeriggio i reclusi hanno dato vita ad una grossa protesta dando fuoco al&lt;br /&gt;Centro che ora sta bruciando, un incendio che non può non riportare alla mente quello&lt;br /&gt;del febbraio 2009. Buona parte dei migranti sono scappati e si sono diretti verso la piaz-&lt;br /&gt;za centrale del paese per continuare la protesta. L'incendio non è ancora stato spento,&lt;br /&gt;ma si parla di due terzi del Centro inagibile e sembra che a causa della grossa nube di&lt;br /&gt;fumo sia stato chiuso l'aeroporto dell'isola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BRINDISI, 20 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Una nuova fuga è avvenuta la notte scorsa dal CIE di Restinco. Una sessantina di immi-&lt;br /&gt;grati sono riusciti a far perdere le proprie tracce. Si tratta dell'ennesima fuga che si veri-&lt;br /&gt;fica nel Cie brindisino. Al momento le forze dell'ordine sono a lavoro per cercare di rin-&lt;br /&gt;tracciare gli uomini che si sono dati alla macchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LAMPEDUSA, 21 SETTEMBRE&lt;br /&gt;È degenerata la protesta di alcune centinaia di tunisini che si stava svolgendo nei pres-&lt;br /&gt;si del porto vecchio di Lampedusa, a due passi da una pompa di benzina. Un gruppo di&lt;br /&gt;tunisini ha preso dal centro di accoglienza alcune bombole di gas e le ha portate nei&lt;br /&gt;pressi di una pompa di benzina al porto vecchio, minacciando di farle saltare in aria.&lt;br /&gt;Immediatamente una cinquantina di lampedusani si sono avventati contro i tunisini ed&lt;br /&gt;è nato un parapiglia. A questo punto le forze dell'ordine, in assetto antisommossa,&lt;br /&gt;hanno caricato i manifestanti. Gli scontri hanno coinvolto anche alcuni abitanti dell'iso-&lt;br /&gt;la, che hanno dato vita a una fitta sassaiola nei confronti degli immigrati, che hanno&lt;br /&gt;risposto lanciando a loro volta pietre e suppellettili. Una decina di migranti presentano&lt;br /&gt;diverse escoriazioni e contusioni. Per uno di loro, in stato di semicoma, il responsabile&lt;br /&gt;sanitario ha chiesto il trasferimento urgente a Palermo in eliambulanza. Altri scontri tra&lt;br /&gt;tunisini e forze dell'ordine sono avvenuti anche all'interno del Centro dove si trovano&lt;br /&gt;ancora un centinaio di immigrati. I reclusi avrebbero lanciato sassi e altro materiale con-&lt;br /&gt;tro gli agenti che presidiano la struttura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NAVI GALERE A PALERMO&lt;br /&gt;È proprio vero che al peggio non c'è mai fine. Dopo i fatti di Lampedusa, dopo quel nau-&lt;br /&gt;fragio dell'umanità che ha portato a una guerra civile fra immigrati e abitanti dell'isola&lt;br /&gt;e alla conseguente espulsione di tutti i tunisini, il governo italiano sta mettendo in atto&lt;br /&gt;un'operazione inaudita, degna dei peggiori regimi dittatoriali. In queste ore, settecento&lt;br /&gt;immigrati che si trovavano a Lampedusa sono stati trasferiti e si trovano attualmente&lt;br /&gt;stipati e detenuti su tre navi ancorate al porto di Palermo: "Moby Fantasy" e "Audacia"&lt;br /&gt;di Grandi navi veloci, e la "Moby Vincent". Il molo Santa Lucia è letteralmente blindato.&lt;br /&gt;Sono 650 gli agenti delle forze dell'ordine impiegati in questo internamento concentra-&lt;br /&gt;zionario su quelli che, burocraticamente, sono definiti "centri di raccolta galleggianti".&lt;br /&gt;L'obiettivo è quello di rimpatriare a poco a poco tutti gli immigrati, ma la cosa agghiac-&lt;br /&gt;ciante è che le autorità stanno cercando di nascondergli come stanno realmente le cose.&lt;br /&gt;I telefonini dei migranti sono stati tutti sequestrati per evitare ogni contatto con l'ester-&lt;br /&gt;no e scongiurare possibili rivolte a bordo delle navi. Nel frattempo, il governo di Tunisi&lt;br /&gt;tiene duro, e le operazioni di rimpatrio stanno subendo un evidente rallentamento.&lt;br /&gt;Sulle navi le condizioni igieniche sono ai limiti della tollerabilità umana e la tensione cre-&lt;br /&gt;sce di ora in ora. Non dovrebbe più stupire nessuno, ma vale la pena di ricordare che&lt;br /&gt;tutto questo avviene al di fuori di ogni minima garanzia legale. Le detenzioni non giusti-&lt;br /&gt;ficate da un provvedimento di un giudice sono contrarie al più elementare ordinamento&lt;br /&gt;giuridico democratico, così come sono legalmente vietate le espulsioni di massa. E inve-&lt;br /&gt;ce, a Palermo, il governo italiano tiene segregate settecento persone su tre navi al porto,&lt;br /&gt;come se fossero appestati in quarantena, in attesa di disfarsene il prima possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TORINO, 22 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Nuova evasione dal CIE di Torino, a meno di due settimane dall'ultima spettacolare fuga:&lt;br /&gt;questa volta si è trattato di una vera e propria sommossa che ha coinvolto quasi tutto&lt;br /&gt;il Centro. Intorno a mezzanotte i ragazzi di tutte le aree maschili hanno sfondato i can-&lt;br /&gt;celli e hanno iniziato a scavalcare le seconde recinzioni. Polizia e militari sono interve-&lt;br /&gt;nuti in forza e molto rapidamente per fermare la sommossa, e ci sono stati duri scon-&lt;br /&gt;tri. A quanto pare le guardie oltre ai classici manganelli hanno utilizzato anche idranti e&lt;br /&gt;spray urticanti. Alla fine si parla di 22 evasi e 10 arrestati, queste le cifre ufficiali forni-&lt;br /&gt;te della Questura e prontamente riportate dai giornali. Anche i  racconti di chi non ce&lt;br /&gt;l'ha fatta riportano più o meno le stesse cifre, ma per i ragazzi ancora reclusi fare la&lt;br /&gt;conta è difficile. Molti sono scappati senza telefoni: alcuni non l'avevano proprio, altri lo&lt;br /&gt;hanno abbandonato volontariamente durante la fuga. Quindi è complicato capire chi è&lt;br /&gt;finalmente libero, chi all'ospedale, chi in carcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MODENA, 27 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Durante la notte appena trascorsa gli stranieri trattenuti presso il CIE (attualmente 57)&lt;br /&gt;hanno tentato, ancora una volta, di scappare ricorrendo a funi artigianalmente realizzate.&lt;br /&gt;Alcuni hanno poi dato fuoco ai materassi posti all'interno di due dei quattro moduli abita-&lt;br /&gt;tivi. Anche tale tentativo non ha avuto alcun esito per l'intervento di due squadre del Vigili&lt;br /&gt;del Fuoco che hanno provveduto a spegnere i focolai d'incendio con danni minimi alle&lt;br /&gt;infrastrutture murarie. E' stato poi arrestato uno degli stranieri, accusato di avere appic-&lt;br /&gt;cato il fuoco, servendosi delle immagini registrate dall'impianto di video-sorveglianza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BRINDISI, 30 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Dopo la fuga nei giorni scorsi di 62 migranti, a Restinco la comunità tunisina lancia una&lt;br /&gt;nuova sfida alle forze dell'ordine: altri 18 sono scappati nella serata di ieri. Cinque fino-&lt;br /&gt;ra gli arrestati. Il resto dei fuggitivi lo cercano ancora nella campagne intorno alla città.&lt;br /&gt;Un allarme che intorno alle 19 di ieri ha fatto scattare diverse divisioni in tenuta antisom-&lt;br /&gt;mossa: erano presenti carabinieri, polizia, guardia di finanza e militari delle Forze arma-&lt;br /&gt;te. Questa volta la protesta degli immigrati tunisini si è limitata inizialmente alla zona&lt;br /&gt;interna della struttura. Poi, nella sera, hanno raggiunto i tetti e cercato quindi la fuga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TORINO, 2 OTTOBRE&lt;br /&gt;Un tentativo di fuga è stato messo in atto in serata dagli immigrati rinchiusi in tutte e&lt;br /&gt;quattro le aree del Cie di Torino ma è stato neutralizzato dalle forze dell'ordine. La pro-&lt;br /&gt;testa é cominciata contemporaneamente in tutte e quattro le aree. Gli immigrati hanno&lt;br /&gt;tentato di sfondare le reti e i cancelli d'ingresso, ma purtroppo sono stati bloccati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BRINDISI, 2 OTTOBRE&lt;br /&gt;Una fuga in massa si è verificata dal CIE di Restinco, alle porte di Brindisi. Diciotto tuni-&lt;br /&gt;sini sono riusciti a dileguarsi nel corso di scontri con le forze dell'ordine che hanno pro-&lt;br /&gt;vocato il ferimento di undici tra poliziotti, finanzieri e militari del Reggimento San Marco.&lt;br /&gt;La rivolta si è protratta per alcune ore all'interno della struttura e ha visto coinvolti gli&lt;br /&gt;84 reclusi, tutti provenienti da Lampedusa. I rivoltosi hanno sradicato le porte per uti-&lt;br /&gt;lizzarle come grimaldello per creare un varco nella recinzione attrttraverso cui sono fuggi-&lt;br /&gt;ti in diciotto. Quattro di loro sono stati rintracciati e ammanettati. Devono rispondere di&lt;br /&gt;violenza, resistenza, minacce, lesioni e a pubblico ufficiale e danneggiamento del patri-&lt;br /&gt;monio dello stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TORINO, 3 OTTOBRE&lt;br /&gt;Dopo la carica di ieri pomeriggio fuori dalle mura del Cie di Torino, questa sera gli idro-&lt;br /&gt;fobi-in-divisa della Questura hanno pensato bene di passare all'attacco pure dentro alle&lt;br /&gt;mura. Non è ancora chiaro se ci sia stato un tentativo di fuga di vero e proprio da parte&lt;br /&gt;dei reclusi, o una protesta dopo un diverbio, oppure ancora una semplice battitura. Sta&lt;br /&gt;di fatto che la reazione è stata pesante: lacrimogeni e idranti contro i prigionieri. In par-&lt;br /&gt;ticolar modo, un lacrimogeno è stato tirato giusto sulla faccia di un recluso ferendolo&lt;br /&gt;seriamente. Il ragazzo colpito dal lacrimogeno è stato ricucito al Martini con cinque punti&lt;br /&gt;di sutura alla faccia per poi tornare dentro alle gabbie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MODENA, 4 OTTOBRE&lt;br /&gt;Arresto, nella notte, per cinque cittadini tunisini del CIE di Modena. I Carabinieri li hanno&lt;br /&gt;arrestati in seguito all'aggressione subita da alcuni militari mentre stavano aiutando i&lt;br /&gt;gestori civili della Misericordia nell'accompagnamento di un recluso nell'infermeria della&lt;br /&gt;struttura.&lt;br /&gt;MILANO, 4 OTTOBRE&lt;br /&gt;Si è tenuta oggi la seconda udienza del processo ai due ragazzi arrestati a Milano in&lt;br /&gt;seguito alla rivolta avvenuta all'interno del CIE lo scorso 6 settembre. I due ragazzi sono&lt;br /&gt;accusati di resistenza aggravata perché il reato sarebbe stato compiuto da più persone&lt;br /&gt;in occasione di una rivolta e per tale ragione la competenza è passata dal tribunale&lt;br /&gt;monocratico a quello collegiale. Durante la prossima udienza, fissata per il 20 ottobre,&lt;br /&gt;verranno ascoltati quattro poliziotti e il responsabile della Croce Rossa che gestisce il&lt;br /&gt;centro. I due ragazzi sono ancora rinchiusi nel carcere di San Vittore perché l'esito del&lt;br /&gt;riesame è stato negativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BARI, 8 OTTOBRE&lt;br /&gt;Tornano a farsi sentire i reclusi del Cie di Bari-Palese. Ad un mese di distanza dallo scio-&lt;br /&gt;pero della fame col quale denunciavano la propria condizione la situazione non è cam-&lt;br /&gt;biata di molto, tra sovraffollamento e pestaggi più o meno quotidiani. Dicono di aver&lt;br /&gt;raggiunto il limite della sopportazione e minacciano atti di autolesionismo di massa.&lt;br /&gt;A far precipitare la situazione, la storia paradossale di un recluso che ha saputo proprio&lt;br /&gt;questa mattina di aver perso la madre e che dunque vorrebbe tornarsene in Tunisia&lt;br /&gt;dalla sua famiglia: nonostante le sue richieste, però, la Questura non lo lascia partire&lt;br /&gt;volontariamente.&lt;br /&gt;Milano, ottobre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTERA DAL CARCERE DI SAN VITTORE (MILANO)&lt;br /&gt;Nahed è stato arrestato nel CIE di via Corelli  (Milano) all'inizio di settembre 2011 con&lt;br /&gt;l'accusa di aver preso parte a una rivolta. Trasferito a San Vittore è ora sotto processo&lt;br /&gt;per "resistenza aggravata perché in concorso con altri", in pratica per rivolta. A&lt;br /&gt;Mohamed è stato riservato lo stesso trattamento conosciuto da Nahed.&lt;br /&gt;Sono Nahed, vengo dalla Tunisia, sono padre di tre bambini. Sin da quando ero picco-&lt;br /&gt;lo mia madre e mio padre si sono separati e ho vissuto parte della mia infanzia negli&lt;br /&gt;istituti. Mi sento davvero a terra a essere in galera e sapere che la mia famiglia non trova&lt;br /&gt;di che mangiare. Devo uscire dal carcere. Non ho colpito l'agente di polizia; non l'ho&lt;br /&gt;potuto fare perché avevo ed ho la mano sinistra fratturata, in seguito a uno scivolone&lt;br /&gt;in una toilette del Centro di via Corelli.&lt;br /&gt;Cari amici, devo dirvi che ancora oggi sento le conseguenze dei colpi di manganello e&lt;br /&gt;dei calci tirati dai poliziotti, che facevano la gara a chi li tirava più forti; sotto la violen-&lt;br /&gt;za di quei colpi sono svenuto, quando ho riaperto gli occhi mi trovavo all'ospedale, dove&lt;br /&gt;mi hanno visitato sommariamente per subito riportarmi al Centro.&lt;br /&gt;Quella sera eravamo almeno cinquanta persone a protestare. Ancora non capisco per-&lt;br /&gt;ché hanno scelto di portare in tribunale il mio amico Mohamed e me. Chiedo a dio di&lt;br /&gt;tirarmi fuori da questa situazione; amo la libertà.&lt;br /&gt;Ringrazio tutte le persone che ci esprimono solidarietà. Ti sono grato della lettera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5 ottobre 2011&lt;br /&gt;Nahed Ferchichi, Mohamed Mraihi, P.za Filangieri, 2 - 20123 Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTERE DAL CARCERE DI SANREMO (IM)&lt;br /&gt;Ciao amici e amiche, chi vi scrive è Adriano Levratto per informarvi che ho inviato alla Corte&lt;br /&gt;d'Europa per i Diritti dell'Uomo (Strasburgo) cinque ricorsi: contro lo stato di polizia italia-&lt;br /&gt;no, uno dei quali contro il sindaco e gli assistenti sociali del comune di Vado Ligure.&lt;br /&gt;Nei ricorsi ho scritto che per anni ho chiesto loro un aiuto riguardante un alloggio e un lavo-&lt;br /&gt;ro, l'opportunità di non andare più a delinquere, spacciando hascisc e cocaina.&lt;br /&gt;Anche da detenuto ho continuato a rivolgermi agli assistenti sociali, compresi gli educatori&lt;br /&gt;della C.C. di Savona.&lt;br /&gt;Vi scrivo anche per chiedere a voi, se potete indicarmi un ente statale cui rivolgermi, per&lt;br /&gt;lamentarmi di tali inadempienze nei miei confronti.&lt;br /&gt;Purtroppo so già che è una battaglia persa, ma io voglio lottare lo stesso.&lt;br /&gt;Sono arrivato al punto che ho deciso che il giorno in cui uscirò, inizierò uno sciopero della&lt;br /&gt;fame e della sete a oltranza, cosa che mette male farla all'interno del carcere repressivo,&lt;br /&gt;dove si avrebbero mille ricatti.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, spero in un vostro aiuto, compagni e compagne, chiedo consigli, quanto&lt;br /&gt;meno su come muovermi.&lt;br /&gt;Nell'attesa vi lascio con la penna ma non con il cuore… un grosso abbraccio da Adriano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 agosto 2011&lt;br /&gt;A chi rifiuta di servire la proprietà privata o viene emarginato con il licenziamento e l'e-&lt;br /&gt;spulsione dal mercato del lavoro, le istituzioni rispondono con il carcere e questa è la fun-&lt;br /&gt;zione che le legittima. Istituzioni e personale che fa funzionare le carceri possono anche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;provare a cercare un posto di lavoro e un alloggio ma questo non le riguarda più di tanto,&lt;br /&gt;ancor meno in un momento di crisi dove licenziamenti e sfratti sovrastano la realtà.&lt;br /&gt;La debolezza della lotta contro questo sistema perverso determina, fra le altre cose, in&lt;br /&gt;chi subisce le istituzioni, aspettative impossibili riposte nelle istituzioni stesse, dispera-&lt;br /&gt;zione, senso di totale impotenza.&lt;br /&gt;Quest’ultima lettera noi l'abbiamo capita così, cioè, come un appello a lottare insieme&lt;br /&gt;per affrontare, risolvendo assieme, anche i problemi immediati ma decisivi, quali l'as-&lt;br /&gt;senza di un alloggio e di un reddito. Per esempio, la mancanza dell'alloggio può essere&lt;br /&gt;vinta dall'occupazione di una casa...&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Compagni/e di Olga, dal TG, sentendo dire da Emma Bonino e Marco Pannella, che dal-&lt;br /&gt;l'inizio dell'anno ci sono stati in carcere cinquanta suicidi, di persone detenute, esseri&lt;br /&gt;umani, giovani, se va bene, tenute in "carceri", prigioni medioevali, per come sono&lt;br /&gt;costruite e gestite. Queste cose a me, perché le vivo, mi toccano nel cuore, mi fanno&lt;br /&gt;vergognare, scusate se lo dico, di essere italiano. Una nazione, l'Italia, che tratta meglio&lt;br /&gt;gli animali degli esseri umani.&lt;br /&gt;Una volta, quando ero più giovane, guardando i cartoni animati Simpson, me la ridevo,&lt;br /&gt;scoppiavo dal ridere per l'assurdità, la pazzia, di come si viveva a Springfield. Oggi, con&lt;br /&gt;un sorriso amaro, realizzo che in Italia la vita è come vivere nei Simpson, però tutto ciò&lt;br /&gt;non fa più ridere, anzi fa piangere. Siamo consci che ragazzi giovanissimi  sono in car-&lt;br /&gt;cere per un pezzo di haschisch (fumo) che fumano loro stessi, al massimo con gli amici.&lt;br /&gt;Questi ragazzi, arrestati come "mafiosi", sono entrati in carcere e ne sono usciti sdraia-&lt;br /&gt;ti, con i piedi avanti. E' stato lo stato italiano mafioso ha fargli il cappotto di noce. Sì, lo&lt;br /&gt;stato li ha messi nella condizione di uccidersi con le proprie mani. Questo è uno stato&lt;br /&gt;assassino. E tutto questo alla popolazione italiana scivola addosso, come l'acqua. Posso&lt;br /&gt;solo dire: vergogna. Compagni/e vi lascio con la penna, ma non con il cuore, un gros-&lt;br /&gt;so abbraccio da Adriano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28 settembre 2011&lt;br /&gt;Adriano Levratto, via Valle Armea, 144 - 18038 - S. Remo (Imperia)&lt;br /&gt;Cento detenuti morti in sei mesi: il numero mai raggiunto nella storia penitenziaria italia-&lt;br /&gt;na […] una lista che giorno dopo giorno inesorabilmente si allunga: nei primi 183 giorni&lt;br /&gt;del 2011 (esattamente metà dell'anno solare) nelle carceri italiane hanno perso la vita 100&lt;br /&gt;detenuti: 32 si sono "suicidati"; dei rimanenti 68 (età media 35 anni) circa la metà è dece-&lt;br /&gt;duta per "malori improvvisi" legati a disfunzioni cardiache, respiratorie, etc., mentre su 23&lt;br /&gt;casi sono in corso inchieste giudiziarie miranti ad accertare le cause dei decessi.&lt;br /&gt;Se l'andamento dovesse proseguire anche nella seconda metà dell'anno a fine 2011 si&lt;br /&gt;registrerebbe il numero più alto di decessi della storia penitenziaria italiana, superando&lt;br /&gt;anche il "record" del 2010, quando si registrarono 186 "morti di carcere".&lt;br /&gt;Nel 2006 e nel 2007, quando per effetto dell'indulto la popolazione detenuta era torna-&lt;br /&gt;ta nei limiti di capienza previsti per il sistema penitenziario, i detenuti morti furono&lt;br /&gt;rispettivamente 134 e 123 (minimo del decennio).&lt;br /&gt;Dal 2000 ad oggi il totale dei detenuti morti è di 1.847 (658 i suicidi)…&lt;br /&gt;Dati elaborati dal Centro Studi di "Ristretti Orizzonti" - Padova&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTERA DAL CARCERE DI OPERA (MILANO)&lt;br /&gt;"SUICIDI", REPARTO DI ISOLAMENTO-CELLA LISCIA-TORTURA&lt;br /&gt;Ciao a tutte e tutti, mi trovo ancora nel reparto isolamento; non sono più nella cella liscia&lt;br /&gt;(cioè, senza alcun suppellettile, solo pareti e pavimenti nudi). Nel frattempo nella cella&lt;br /&gt;liscia sono già passati altri. L'altro giorno è arrivato un ragazzo arabo, lo hanno portato&lt;br /&gt;lì dal centro clinico dove aveva fatto casino. E' classificato AS2, gli manca una mano, ha&lt;br /&gt;il volto sfigurato ed è cieco. Quando si è fatto sera questo ragazzo ha chiamato la guar-&lt;br /&gt;dia, gli ha chiesto un maglione perché aveva freddo, ma la guardia gli ha risposto di non&lt;br /&gt;chiamarla e "non devi rompere il cazzo".&lt;br /&gt;La cella liscia funziona in questo modo: finestra chiusa con bulloni di ferro, niente len-&lt;br /&gt;zuola, niente armadietto, nemmeno porta del bagno, tavolo, sgabello e vestiti; è peg-&lt;br /&gt;gio che stare nei manicomi. Le disposizioni dicono che al detenuto non si può dare nien-&lt;br /&gt;te fino alla visita dello psichiatra.&lt;br /&gt;Il ragazzo ha chiesto il maglione sabato, la visita psichiatrica è il martedì e il giovedì.&lt;br /&gt;L'indomani sono passato all'azione diretta: mi sono messo a udienza con il capoposto,&lt;br /&gt;gli ho raccontato l'accaduto, ho chiesto di trasferire il ragazzo in un reparto adeguato e&lt;br /&gt;di fargli avere un piantone; nell'occasione mi ha consentito di indossare dei guanti e di&lt;br /&gt;lavargli i panni sporchi. Mentre lavavo i panni in doccia con il detersivo sono passati dei&lt;br /&gt;secondini che hanno preso a sfottermi: il lavandaio, il lavandaio…&lt;br /&gt;Queste sono le prigioni italiane, queste sono le patrie galere, e siccome noi siamo senza&lt;br /&gt;patria queste galere le distruggeremo!&lt;br /&gt;Saluti ribelli, un saluto a pugno chiuso a tutti e tutte, l'anarchico William&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28 settembre 2011&lt;br /&gt;William Antonio Pilato, via Camporgnago, 40 - 20090 Opera (Milano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTERE DAL CARCERE DI CARINOLA (CE)&lt;br /&gt;Carissimi compagni, […] Dopo quasi un mese di lotta, in cui sono state fatte battiture&lt;br /&gt;di tre giorni, abbiamo terminato. La lotta era per l'acquisto della spesa. Ma non solo.&lt;br /&gt;Anche per la poca vivibilità che c'è in questo carcere e anche per la solidarietà a Marco&lt;br /&gt;Pannella, per l'abolizione dell'ergastolo e per l'amnistia per i reati minori e per aiutare&lt;br /&gt;quella fascia di detenuti che potrebbero uscire subito.&lt;br /&gt;Lo abbiamo più volte ribadito: le carceri sono diventate discariche dove rinchiudere&lt;br /&gt;esseri umani indesiderati, persone che non hanno commesso alcun reato, che cercano&lt;br /&gt;solo di sopravvivere, che cercano il diritto a una vita dignitosa.&lt;br /&gt;Da molti anni la Gozzini è tecnicamente cancellata e i giudici non concedono più misu-&lt;br /&gt;re alternative alla detenzione carceraria.&lt;br /&gt;Ancora peggiore è la situazione di chi ha pene lunghe, al di là di qualsiasi ipocrisia&lt;br /&gt;democratica, è lo stesso art. 27 della Costituzione che viene deriso! Niente benefici o&lt;br /&gt;programmi di formazione lavorativa. Nessuna prospettiva per il futuro.&lt;br /&gt;Si parla spesso di costruire ancora più carceri, e non riescono a trovare alternative, la&lt;br /&gt;soluzione è molto facile: aprire le porte delle carceri e fare uscire la gente. E' ignobile&lt;br /&gt;tenere persone in questi posti di sofferenza, perché per ogni uomo, anche un solo gior-&lt;br /&gt;no trascorso qui dietro le sbarre, è un giorno di troppo, perché gli uomini devono vive-&lt;br /&gt;re liberi, quindi è un oltraggio a quella libertà e dignità umana la cui difesa esige l'inter-&lt;br /&gt;vento attivo di tutti.&lt;br /&gt;Altro problema, che tocca i carcerati: gli stipendi mensili, la "mercede", di chi lavora den-&lt;br /&gt;tro sono stati dimezzati. Sono una miseria, regolati da non si sa quale contratto sinda-&lt;br /&gt;cale. Si sa come vanno le cose, è tutto un mangia-mangia tra ragioniere-impresa-dire-&lt;br /&gt;zione. Tutti sanno questo, ma a nessuno interessa. Oggi tutti si scandalizzano per la&lt;br /&gt;situazione delle carceri ma nessuno fa qualcosa di concreto oltre a blaterare false pro-&lt;br /&gt;messe. Dopo che è passato il momento di risonanza sulle carceri, si spengono i rifletto-&lt;br /&gt;ri e rimane tutto come prima. Non cambia nulla.&lt;br /&gt;Saluti a tutti da Mario e Antonino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 agosto 2011&lt;br /&gt;Antonino Faro, v. S. Biagio,  6 - 81030 Carinola  (Caserta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“SI MUORE NELL'INDIFFERENZA&lt;br /&gt;Siamo un gruppo di persone detenute nella sezione F del carcere di Carinola e viviamo&lt;br /&gt;confinati in celle le cui dimensioni non superano gli 11-12 metri quadri. E, si badi, che&lt;br /&gt;in questi metri quadri sono inclusi gli spazi occupati da quattro brande e relativi arma-&lt;br /&gt;dietti (in gergo, bilancette), le finestre sono poste in alto e con vetri opachi, che non&lt;br /&gt;consentono la visione diretta all'esterno, l'illuminazione della cella è insufficiente e non&lt;br /&gt;consente di leggere e studiare agevolmente. I servizi igienici non rispettano la dignità&lt;br /&gt;delle persone e in questa condizione siamo costretti a vivere per 20 ore al giorno.&lt;br /&gt;I materassi e i cuscini (in realtà delle spugne) sono sporchi e maleodoranti, nonché pieni&lt;br /&gt;di batteri e microbi e dio sa cos'altro e quando sei costretto a dormirci per anni, non è&lt;br /&gt;questione da poco, ma si tramuta in un vero problema di salute con sviluppo di patolo-&lt;br /&gt;gie, che vanno dalle allergie gravi alle patologie respiratorie.&lt;br /&gt;I colloqui con i nostri familiari si svolgono in locali inadeguati (un sudario d'estate, una&lt;br /&gt;cella frigorifero d'inverno) con un muro divisorio di mussoliniana memoria, che impedi-&lt;br /&gt;sce anche un semplice abbraccio ai nostri cari, con sgabelli fissi in cemento a spigolo&lt;br /&gt;vivo, che sono un pericolo per i nostri bambini.&lt;br /&gt;Una situazione sanitaria che definire da Terzo Mondo è un eufemismo, basti dire che in&lt;br /&gt;questo carcere si muore tra l'indifferenza generale: tre i casi da novembre 2010 a oggi.&lt;br /&gt;Dulcis in fundo, un'ottusa visione di lombrosiana memoria dell'esecuzione penale da&lt;br /&gt;parte dell'illuminata direzione del carcere, non consente alcun tipo di percorso rieduca-&lt;br /&gt;tivi a cui la pena dovrebbe tendere, così come previsto dall'art. 27 della Costituzione”.&lt;br /&gt;I prigionieri della sezione AS1, sempre di Carinola, condividono il comunicato e aggiun-&lt;br /&gt;gono: inoltre, dove ci troviamo noi i passeggi sono chiusi anche in alto con una rete di&lt;br /&gt;ferro, la stessa installata alle finestre delle celle. Questa rete rende molto difficile la&lt;br /&gt;visione verso l'esterno. Da un anno non ci portano più al campo sportivo, non c'è più&lt;br /&gt;(al suo posto hanno costruito una nuova sezione).&lt;br /&gt;21 settembre 2011&lt;br /&gt;Antonino Faro, via S. Biagio, 6  - 81030 Carinola (Caserta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN SALUTO DAL CARCERE TERNI&lt;br /&gt;[…] per il resto, direi che sono ancora in gamba, come penso di voi. Qui dalla speciale&lt;br /&gt;routine del 41-bis seguo con immenso interesse le vicende del mondo e di questo mera-&lt;br /&gt;viglioso paese, per cui, Hasta la Victoria Siempre!&lt;br /&gt;Saluto voi tutte e tutti, con stima, ciao Roberto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18 settembre 2011&lt;br /&gt;Roberto Morandi, v. Delle Campore, 32 - 05100 Terni&lt;br /&gt;LETTERA DAL  CARCERE DI NUORO&lt;br /&gt;Cari compagni, non sapendo la disponibilità che avete, metto più titoli (nella richiesta di&lt;br /&gt;libri). Ciò che fate è molto bello, ricordo quando stavo a 41-bis, solo tre libri in cella,&lt;br /&gt;proprio per cercare di spegnere il cervello. Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11 agosto 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTERA DAL CARCERE DI CAGLIARI&lt;br /&gt;Carissimi compagni […] Qui a Cagliari (Buoncammino) oltre alla battitura, sciopero del&lt;br /&gt;carrello, non si è risolto proprio niente! A mio modesto parere, penso sia inutile dar retta&lt;br /&gt;all'amico Pannella perché sta predicando nel deserto! Viviamo una situazione di strapo-&lt;br /&gt;tere politico-giudiziario, e per questo vi dico che se non adottiamo proteste più drasti-&lt;br /&gt;che non otterremo mai niente di concreto! Addirittura il nostro "illustrissimo" direttore,&lt;br /&gt;tale dott. Pala, ha riferito alla testata giornalistica "L'Unione Sarda" che le nostre fievo-&lt;br /&gt;li proteste, fatte con tutta la rabbia da parte del 60% dei detenuti, non hanno sortito&lt;br /&gt;nessun effetto, anzi! E' stato solo controproduttivo e non abbiamo ottenuto niente!&lt;br /&gt;Cari compagni, qui c'è carenza di tutto! A cominciare dalle carenze igienico-sanitarie e&lt;br /&gt;da tutto ciò che ne conviene.&lt;br /&gt;Il mio modesto consiglio che posso dare a tutti voi, sperando in un tam tam, sarebbe&lt;br /&gt;quello di dare una svolta al sistema lavorativo all'interno del carcere, scopini, portavit-&lt;br /&gt;to, cucina, muratori e idraulici pagati una miseria e trattati come schiavi, sarebbe utile&lt;br /&gt;rifiutarsi categoricamente di farlo, così da obbligare le istituzioni carcerarie a portare&lt;br /&gt;degli esterni, che dovranno pagare il triplo.&lt;br /&gt;Anche se, facendo questi scioperi delle mansioni, noi detenuti andiamo incontro a delle&lt;br /&gt;"punizioni", tipo, negazione dei permessi o perdita giorni (di libertà anticipata) che legal-&lt;br /&gt;mente ci spettano, ma chi se ne frega. Lotteremo sempre. Il  mio invito sarebbe di orga-&lt;br /&gt;nizzarci a  breve termine, massimo due mesi, cioè a novembre. A chi non rispetterà que-&lt;br /&gt;sta nostra giustificata protesta e si abbassa ai ricatti della direzione penitenziaria, dobbia-&lt;br /&gt;mo dire, far capire, da che parte stare. O con noi o con le istituzioni!!! Perché ogni gior-&lt;br /&gt;no dobbiamo patire le angherie da parte loro che ci vogliono piegare, anche se non otter-&lt;br /&gt;ranno mai risultati positivi! Lottiamo fino allo stremo e facciamo valere i nostri diritti!&lt;br /&gt;Vi invio tanti cari saluti e tanta solidarietà… grazie di esistere! Davide&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;22 agosto 2011&lt;br /&gt;Davide Matta, v.le Buon Cammino, 19 - 09123 Cagliari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO LETTO IN AULA DI TRIBUNALE DA UN PRIGIONIERO "SOCIA-&lt;br /&gt;LE" SARDO CHE LO HA CONDANNATO A 12 ANNI DI RECLUSIONE&lt;br /&gt;Come sempre il Tribunale si rivela come teatro autoritario, portato avanti dalla violenza&lt;br /&gt;istituzionale, dove giudici e pm sputano, le loro sentenze e accuse. Vorrebbero farmi&lt;br /&gt;credere che il problema sia io, imponendo con la forza l'esistenza dello stato, come se&lt;br /&gt;tutto questo fosse una cosa normale e giusta. E ora mi rinchiudete perché così ha deci-&lt;br /&gt;so l'ordine democratico dittatoriale. Ve ne fottete anche del vostro linguaggio sul tanto&lt;br /&gt;proclamato stato di diritto che lo manipolate arbitrariamente. Non riconosco dunque&lt;br /&gt;l'autorità di questo Tribunale derivata da un'ideologia repressiva e assassina.&lt;br /&gt;Siamo tutti dei prigionieri sociali, incatenati, dai falsi valori di questa società liberticida,&lt;br /&gt;col potere mediatico che sodomizza le menti, col ricatto salariale spacciato come unico&lt;br /&gt;sbocco per il futuro, che permette di rateizzare la vita, tra idolatrie di consumo, princi-&lt;br /&gt;pi di obbedienza, alinazione quotidiana, desideri artificiali, persecuzioni, e violenze rea-&lt;br /&gt;zionarie di sbirri in divisa e non che devono sempre anche preventivamente reprimere&lt;br /&gt;per proteggere l'ego privato e borghese costruito sulla logica di profitto e di controllo.&lt;br /&gt;Una vita di merda in un'immensa galera a cielo aperto. Anche questo tribunale, così&lt;br /&gt;come tutti gli altri, é l'espressione di quel potere di quella classe dominante che gover-&lt;br /&gt;na le nostre esistenze a discapito dei disadattati, che rende funzionale tutto il sistema&lt;br /&gt;imperialista di oppressione e che realizza il concetto della legge per rappresentare se&lt;br /&gt;stessa, autoproclamandosi come potere assoluto. Ribadisco ciò che ho dichiarato nell'in-&lt;br /&gt;terrogatorio di convalida, ritenendomi prigioniero sociale, e aggiungo, fino a quando non&lt;br /&gt;ci libereremo delle catene che ci opprimono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6 luglio 2011&lt;br /&gt;Davide Delogu, viale Buoncammino, 19 - 09123 Cagliari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTERA DAL CARCERE DI REGENSDORF (SVIZZERA)&lt;br /&gt;Carissime/i compagne/i di Olga […] scusatemi se mi faccio vivo solo adesso dopo tanto&lt;br /&gt;tempo, ma sono stati mesi belli intensi di robe e avvenimenti. Solo di recente sto rimet-&lt;br /&gt;tendo mano alla corrispondenza che nel mentre si è accumulata, dai mesi scorsi in cui&lt;br /&gt;avevamo ancora le forti restrizioni […]. Spero che stiate tutte/i bene, da stampati inter-&lt;br /&gt;net e notizie che raccolgo dalle lettere, sento sempre dell'importante lavoro che viene&lt;br /&gt;fatto su dalle vostre parti, soprattutto con momenti solidali fuori dalle carceri.&lt;br /&gt;In questi giorni si sta celebrando a Bellinzona il processo alla corte del tribunale fede-&lt;br /&gt;rale contro Andi. La stampa sta dando molto risalto al processo. Il procuratore ha chie-&lt;br /&gt;sto 4 anni e mezzo ma per il verdetto ci sarà da aspettare l'8 novembre. Hanno prefe-&lt;br /&gt;rito evidentemente dare la sentenza fuori dal "corpo del processo", dove i momenti soli-&lt;br /&gt;dali si sono fatti sentire come sempre e il senso politico dello stesso è stato espresso&lt;br /&gt;dalla dichiarazione della compagna.&lt;br /&gt;Un forte abbraccio a tutte/i voi. Costa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29 settembre 2011&lt;br /&gt;Costantino Ragusa, Poeschwies Post Fach 3143 - 8105 Regensdorf  (Schweitzerland)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOLIDARIETÀ ALLA COMPAGNA ANDI&lt;br /&gt;Dal 28 al 30 settembre si è svolto, al tribunale federale di Bellinzona, il processo alla&lt;br /&gt;compagna Andi militante del Revolutionaerer Aufbau e del Soccorso Rosso&lt;br /&gt;Internazionale. La compagna è accusata di varie azioni/attacchi incendiari e pirotecnici&lt;br /&gt;contro polizia e rappresentanze straniere in terra elvetica (spagnole, greche, israeliane).&lt;br /&gt;Questi attacchi, che si sono susseguiti per diversi anni, sono stati tutti rivendicati dal&lt;br /&gt;gruppo clandestino "Per una prospettiva rivoluzionaria". L'accusa ha chiesto quattro anni&lt;br /&gt;e mezzo, l'udienza per la sentenza non è ancora stata fissata.&lt;br /&gt;Ad Andi ci lega un percorso di anni, percorso nato, cresciuto e sviluppatosi all'interno di&lt;br /&gt;una comune e condivisa volontà di sostenere i compagni prigionieri, perché non venga&lt;br /&gt;interrotto quel filo che a loro ci unisce. Iniziato con Marco Camenisch, dopo la sua estra-&lt;br /&gt;dizione in Svizzera e proseguito fino ad oggi con la nostra presenza al suo processo, pas-&lt;br /&gt;sando per la lotta in solidarietà a Silvia, Costa e Billy.&lt;br /&gt;Non ci dilungheremo nel rimarcare le capacità straordinarie, l'umanità e la determina-&lt;br /&gt;zione di questa compagna, caratteristiche ben note a chi ha avuto la fortuna di cono-&lt;br /&gt;scerla. Quello che ci preme riaffermare oggi è quel percorso nato anni fa, unendo la&lt;br /&gt;nostra solidarietà a quella espressa a livello internazionale, riconoscendo in tale pratica&lt;br /&gt;un collettivo e necessario patrimonio all'agire rivoluzionario. Convinti ancora più di prima&lt;br /&gt;che sia necessario, di fronte agli attacchi repressivi del nemico, che le diverse compo-&lt;br /&gt;nenti rivoluzionarie rispondano unitariamente aldilà delle differenze, dell'ideologia e del&lt;br /&gt;progetto che caratterizza il loro intervento di lotta.&lt;br /&gt;Andi è una parte fondamentale di questo percorso che sta crescendo ed è anche per&lt;br /&gt;questo che vogliono colpirla. Questo processo rappresenta l'evidente volontà di inter-&lt;br /&gt;rompere e disgregare le relazioni solidali, umane e politiche tessute in questi anni, rap-&lt;br /&gt;presenta la volontà di interrompere il legame tra chi lotta dentro e chi lotta fuori,  rap-&lt;br /&gt;presenta la volontà di voler intimorire le nuove generazioni di compagni che si formano&lt;br /&gt;e crescono in continuità con le precedenti.&lt;br /&gt;Questa strategia repressiva non è certo una novità in Italia, ma per la Svizzera rappre-&lt;br /&gt;senta uno dei primi tentativi di mettere sotto processo l'identità rivoluzionaria dei com-&lt;br /&gt;pagni. Quello che viene giudicato in questi giorni  non è soltanto la compagna comuni-&lt;br /&gt;sta Andi ma anche tutti quegli individui e realtà che hanno condiviso e tutt'ora condivi-&lt;br /&gt;dono con lei la medesima tensione di rivolta. L'apparato repressivo, che si alimenta&lt;br /&gt;anche delle divisioni interne al movimento, spera colpendo Andi di recidere quel filo di&lt;br /&gt;resistenza, lotta e solidarietà che si è tessuto in questi anni, facciamoli intendere, in&lt;br /&gt;maniera forte e chiara, che non sarà così.&lt;br /&gt;Invitiamo tutti a manifestare la propria vicinanza e complicità in questi giorni prima che&lt;br /&gt;la corte si pronunci sul verdetto. Solidarietà con Andi! Solidarietà con Marco, Silvia,&lt;br /&gt;Costa e Billy! Solidarietà a tutti i prigionieri rivoluzionari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 ottobre 2011&lt;br /&gt;Anarchici e Anarchiche di via del cuore, Il Silvestre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTERE DAL CARCERE DI PRATO&lt;br /&gt;Seguono alcune lettere dal carcere di Prato dove viene spiegato come è stato vissuto il&lt;br /&gt;presidio del 10 settembre.&lt;br /&gt;Ciao carissimi ragazzi mentre scrivo queste parole voi siete qui sotto il carcere. Sono&lt;br /&gt;molto contento che siate venuti per combattere per noi e per tenerci un po' di compa-&lt;br /&gt;gnia. Proprio ora ho preso una denuncia per istigazione alla rivolta. Ragazzi, qui nella&lt;br /&gt;5asezione siamo i soliti due che ci rimettiamo sempre, perché siamo quelli che non sop-&lt;br /&gt;portano le minacce di questi secondini di merda. L'altro agisce con molta intelligenza, io&lt;br /&gt;invece quando litigo con loro non ho un confine e degrado sempre la situazione, finisco&lt;br /&gt;sempre nei grossi guai e mai per una cosa che riguarda direttamente me, ma sempre&lt;br /&gt;per i miei compagni detenuti.&lt;br /&gt;Ragazzi, se non vi offendo vorrei tanto farvi una domanda. Oggi avevate paura a man-&lt;br /&gt;darmi un saluto in base al mio alias? (che è Bernardo Provenzano) capisco che è un alias&lt;br /&gt;molto pesante. Nella mia prima lettera vi avevo detto: spero di non essere rifiutato&lt;br /&gt;anche da voi, come mi ha già mi ha già rifiutato la società. Non sono un bravo oratore,&lt;br /&gt;non sono bravo con le parole. Preferisco i fatti. Qui ci sono tanti ma tanti oratori bravi,&lt;br /&gt;ma quando devono prendere parte per qualche compagno più debole non lo fanno, si&lt;br /&gt;fanno i fatti loro. Dicono: perché devo prendere un rapporto e perdere 45 giorni in un&lt;br /&gt;semestre? Perché non sopporto la loro arroganza. E mi dicono: perché non ti fai i c...&lt;br /&gt;tuoi? No, no, miei carissimi. Perché anarchico e ribelle si nasce e non si diventa.&lt;br /&gt;Sono così dalla nascita, non parlo faccio parlare per me la 15 colpi 9x21 e l'AK 47, con-&lt;br /&gt;tro questo stato di merda e gli sbirri di Milano - che gli va troppo bene. Ragazzi, se non&lt;br /&gt;sono bravo a scrivere, ricordate che sono vivo e forte, non dimenticate che io ci sono&lt;br /&gt;sempre. Se vi va di farmi un regalo, che mi dia ancora più carica, mandate un cd con&lt;br /&gt;canzoni come questa che ci avete fatto sentire "Non mi avrete mai", così mi rilasso un&lt;br /&gt;po' anch'io. Ora vi lascio con la penna; vi mando un sincero e caloroso abbraccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10 settembre 2011&lt;br /&gt;Gjinkolas Etmond, v. La montagnola, 76 - 59100 Prato&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salve sono Rosario di 34 anni, ho deciso di scrivervi poiché sono recluso dal 23 maggio&lt;br /&gt;e vivo una situazione paradossale.&lt;br /&gt;Colpito da ictus in data 1 novembre 2010, sottoposto a trattamento "trombolisi", rico-&lt;br /&gt;verato presso il presidio ospedaliero di Vibo Valentia. Entrato in carcere faccio presente&lt;br /&gt;il tutto ai sanitari e, ad oggi, ho avuto un ricovero, un ingresso in PS per "TIA" (Attacco&lt;br /&gt;Ischemico Transitorio), senza contare tutti quelli avuti in sezione e in cella, circondato&lt;br /&gt;da dottori che spesso fanno battute, fino a dirti che fingi, senza prendere i casi per il&lt;br /&gt;verso giusto.&lt;br /&gt;Alla Dogaia la sanità non è presente. Mi sono segnato a visita medica e per ben due&lt;br /&gt;volte non sono stato chiamato. Ti fanno fare le visite e per avere notizie sul da farsi devi&lt;br /&gt;fare denunce a mezzo avvocato oppure sciopero della fame. I medici e il dirigente sani-&lt;br /&gt;tario prendono tutto alla leggera. Posso solo affermare che ho presentato molte doman-&lt;br /&gt;dine per parlare con il dirigente sanitario, ma non si è mai  degnato di farmi sapere qual-&lt;br /&gt;cosa in merito al mio stato di salute. Non capisco come possano giocare con la vita delle&lt;br /&gt;persone. Questo, credo, sia loro concesso perché hanno troppo potere, credono che i&lt;br /&gt;detenuti siano animali, ma i veri animali sono loro.&lt;br /&gt;Ultimo episodio. E' successo stasera. Sono allergico alla tachipirina, alla richiesta di un&lt;br /&gt;antidolorifico, mi viene risposto che non possono dare altro se non la trachipirina.&lt;br /&gt;Devono vergognarsi.&lt;br /&gt;Sono in cella con Domenico che vi saluta tanto (ricambiamo con forza, auguri da noi&lt;br /&gt;tutte e tutti), ora vi lascio con un abbraccio al compagno Valerio, a voi, Vincenzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10 settembre 2011&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari compagni e compagne di Ampi Orizzonti, […] vi aspettavamo alle 5 del pomerig-&lt;br /&gt;gio: il ritardo non ha affievolito la nostra speranza! Da tempo sapevamo che dovevate&lt;br /&gt;tornare; la domanda che martellava la nostra esistenza qui dentro era: verranno?&lt;br /&gt;Il vostro primo presidio/concerto aveva lasciato in noi energia positiva, aveva dato la&lt;br /&gt;prova che non siamo soli a lottare, ma soprattutto aveva risvegliato in noi la voglia di&lt;br /&gt;lottare soppressa e annientata dall'arroganza e dalla prepotenza dei nostri aguzzini,&lt;br /&gt;nonché da un sistema carcerario che a mio parere tende solo alla distruzione.&lt;br /&gt;Alle nostre finestre, la vostra visita ha avuto libero accesso perciò, tranne qualche striscio-&lt;br /&gt;ne illeggibile, non mi dilungherò a raccontare. (Degli striscioni) invece appesi ai cancelli&lt;br /&gt;(delle celle) non avete visto nulla, perciò mi soffermo, anche se c'è poco da raccontarvi.&lt;br /&gt;Stranamente le guardie non ci hanno detto niente di niente. E' passato solo l'ispettore&lt;br /&gt;del reparto per farci togliere le bandiere degli Stati di appartenenza, perché, a suo dire,&lt;br /&gt;fanno scattare l'allarme in sorveglianza! Boh, gli striscioni non fanno scattare l'allarme,&lt;br /&gt;le bandiere sì! Ma sono proprio guardie, non sanno nemmeno mentire!&lt;br /&gt;O forse perché la mia è una bandiera albanese e quella di un mio vicino di cella è del&lt;br /&gt;Senegal? Mi sa che l'ispettore ha voluto mascherare una chiara espressione di razzismo,&lt;br /&gt;senza successo. Forse, non lo so, fatto stà che la mia bandiera ha sventolato a dispet-&lt;br /&gt;to delle merde che volevano il contrario!&lt;br /&gt;Come avete visto e sentito pure voi, abbiamo fatto un gran baccano, bruciato, e, stra-&lt;br /&gt;namente, le guardie non ci hanno detto niente; ci hanno solo guardato! Non sarà che&lt;br /&gt;domani ci arriva la sorpresa? Anche perché, nonostante qui dentro si cerchi di "convi-&lt;br /&gt;vere" con loro, sono così infami che Giuda in confronto era un signore.&lt;br /&gt;Voi, invece, nonostante foste meno numerosi avete portato la stessa carica di adrenalina,&lt;br /&gt;avete portato la stessa gioia e lo stesso calore umano. Con la musica e con le parole ci&lt;br /&gt;avete tenuti carichi tutto il tempo trascorso, nonostante divisi da quel muro maledetto.&lt;br /&gt;La telefonata in diretta dai domiciliari ha fatto riflettere tanti di noi; ed è stata significa-&lt;br /&gt;tiva anche per me che mi ero quasi illuso, non trovando, giustamente, questo governo,&lt;br /&gt;un'alternativa a amnistia e indulto, per un intervento necessario all'ormai in tollerabile&lt;br /&gt;sovraffollamento che investe i lager italiani e il carcere di Prato.&lt;br /&gt;Di fatto, tra noi abbiamo parlato e riparleremo per dare un'efficiente  risposta a un even-&lt;br /&gt;tuale risposta negativa alla domanda di amnistia e indulto avanzata e sostenuta da&lt;br /&gt;Pannella. E a questa speriamo si aggiungano altre carceri d'Italia perché, nonostante il&lt;br /&gt;motivo per cui siamo qui, abbiamo il diritto a scontare la nostra pena con dignità.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il presidio/concerto, la musica  e il trattenimento, è stato graditissi-&lt;br /&gt;mo. Molti di noi sono rimasti sorpresi dai fuochi d'artificio. E' stata una gradita sorpresa.&lt;br /&gt;Qui chiudo la mia lettera, ringraziandovi di cuore assieme a tutta la 5asezione. Questa&lt;br /&gt;volta lo dico io: ALLA PROSSIMA! Non importa in quanti siamo a lottare, l'importante è&lt;br /&gt;lottare! Saluti per tutti coloro che lottano. A testa alta fino alla fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11settembre 2011&lt;br /&gt;Mirgen Krepi&lt;br /&gt;P.S. riporto le scritte su alcuni striscioni:&lt;br /&gt;Libertà per i gladiatori NoTav; In culo allo stato; Stato killer; Stato assassino; Il leone è&lt;br /&gt;ferito, ma non è morto.&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari compagni, chi vi scrive è Toni cà maddalena (di Napoli) e ieri sera ho ascoltato la&lt;br /&gt;vostra musica, soprattutto le vostre parole scandite davanti a questa merda di carcere,&lt;br /&gt;dove mi hanno imprigionato con il loro sistema del cazzo coloro che detengono il potere.&lt;br /&gt;Il vostro gesto ci ha dato una carica di energia a tutti, ma questa è solo una piccola goc-&lt;br /&gt;cia. Ci vorrebbero azioni più forti e decisive, ma la società non ancora pronta ad accet-&lt;br /&gt;tare l'idea che persone imprigionate possano tornare a vivere una vita normale.&lt;br /&gt;Vi voglio chiedere se la prossima volta che ci fare visita, vi tratterete dall'altra parte del&lt;br /&gt;carcere, dove ci sono le sezioni pari. Vi garantisco che saremo molto più calorosi, nel&lt;br /&gt;senso letterale della parola. Ci conto.&lt;br /&gt;Questa lettera non ve la manda un assassino, ma un ragazzo sfortunato di 22 anni a cui&lt;br /&gt;piaceva e piace fumarsi qualche canna in tranquillità; per questo mi hanno arrestato con&lt;br /&gt;l'accusa di "coltivazione illegale di canapa indiana", che non ho capito cosa aveva di&lt;br /&gt;indiano, visto che la terra, l'acqua e il sole erano di Napoli.&lt;br /&gt;Un bacione a tutti, in particolare alle ragazze, a presto. Hasta la Victoria Sempre!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11 settembre 2011&lt;br /&gt;Antonio Piedimonte&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;Ciao ragazzi, mi chiamo Manu, sono di Parigi […] siete troppo forti a venire due volte a&lt;br /&gt;trovarci. E' come una bolla di ossigeno, per tutti noi.&lt;br /&gt;Essendo di Parigi sono cresciuto a pane e hip-hop e mi ha fatto strippare sentire il track&lt;br /&gt;di Cut -Killer "La Haine", tanti ricordi per me.&lt;br /&gt;Non vi conosco però vi capisco di brutto. Ho passato più di 10 anni nell'underground a&lt;br /&gt;organizzare free-party con i Kamikaze Sound System, una posse di stranieri; abbiamo&lt;br /&gt;pure fatto alcune feste memorabili a Milano, e siamo stati parcheggiati con il camion alla&lt;br /&gt;cascina di via Ripamonti un posto occupato per anni, però credo che lo hanno chiuso&lt;br /&gt;dopo un blitz (sì, purtroppo è proprio così).&lt;br /&gt;Sono qui da 2 anni e mezzo per qualche spinello di troppo, cazzo di legge Fini-&lt;br /&gt;Giovanardi; spero di uscire prima della vostra prossima visita. Ho ancora un anno da&lt;br /&gt;tirare e penso di andare ai domiciliari a Firenze - e se non esco, sarò contento di risen-&lt;br /&gt;tirvi. Portateci qualche birra la prossima volta…ah…ah…ah…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 settembre 2011&lt;br /&gt;Manu Del Campo&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carissimi/e compagni/e di Ampi Orizzonti, ho seguito su radio radicale le comunicazioni&lt;br /&gt;e il conseguente dibattito sul sistema carcerario e sui problemi della giustizia (il giorno&lt;br /&gt;21 settembre) e vorrei replicare, consapevole che non mi leggeranno, al ministro Nitto&lt;br /&gt;Palma e al senatore Vallardi della Lega Nord.&lt;br /&gt;Dal presidio siamo stati informati che Nitto Palma è un burattino di Berlusconi, messo&lt;br /&gt;su quella poltrona affinché non venga arrestato il suo boss; e quindi nulla di buono c'è&lt;br /&gt;da aspettarsi da questo governo e dal suo sistema.&lt;br /&gt;Tanti interventi dei senatori sono sembrati pro-indulto/amnistia; gli interventi di questa&lt;br /&gt;gente, facente parte di una classe politica (a mio parere da rottamare) sembravano&lt;br /&gt;avere la forma della redenzione davanti al creatore, più che essere segni o simboli di&lt;br /&gt;assunzione di responsabilità da parte di una classe rappresentativa, che della civiltà e&lt;br /&gt;della giustizia ne sa pronunciare solo i nomi. Parole, discussioni e soprattutto riflessio-&lt;br /&gt;ni, la cui unica funzione è di rendere ridicoli gli eletti dal popolo sovrano. Eppure lo&lt;br /&gt;sanno, ma tendono a destreggiarsi, sempre. L'intervento che mi ha colpito di più è stato&lt;br /&gt;25&lt;br /&gt;quello del senatore Vallardi, il quale invita a far lavorare i prigionieri, facendo loro puli-&lt;br /&gt;re i boschi, o tagliare l'erba lungo i fossi o ai bordi delle strade, anche perché al suo&lt;br /&gt;governo costiamo 10 milioni di euro al giorno. Siamo, secondo lui, una risorsa di mano&lt;br /&gt;d'opera da sfruttare, pure negli ultimi tre anni - che potremmo giustamente e per dirit-&lt;br /&gt;to scontare in affidamento ai servizi sociali con un lavoro dignitoso e con un altrettanto&lt;br /&gt;dignitoso stipendio.&lt;br /&gt;Insomma, rispuntano le idee (peraltro già attuate nell'ambito carcerario, ma come lavo-&lt;br /&gt;ro di volontariato, per poter beneficiare di qualche permesso) di un capitalismo che i pri-&lt;br /&gt;gionieri non si limita a ucciderli e a succhiar loro il sangue, ma vuole anche il loro midol-&lt;br /&gt;lo osseo. Senza vergogna e senza pensarci sopra, quel senatore ha detto: "chi sbaglia&lt;br /&gt;deve scontare ed espiare interamente la pena per risarcire la comunità danneggiata dal&lt;br /&gt;proprio comportamento delittuoso."&lt;br /&gt;E i millecinquecento prigionieri uccisi dallo stato negli ultimi dieci anni? Chi è che risar-&lt;br /&gt;cisce le loro famiglie? Ma, soprattutto, lo stato espierà interamente la pena per la lugu-&lt;br /&gt;bre contabilità che il DAP tiene nei suoi lager.&lt;br /&gt;Vallardi è come un senatore-Caino che si veste di onore e gloria davanti ai suoi simili e&lt;br /&gt;che durante il mese di agosto li invita a visitare i cimiteri delle vittime di reato [il sena-&lt;br /&gt;tore probabilmente si riferiva  agli "stati socialisti" di un tempo, ndr], anziché le prigio-&lt;br /&gt;ni italiane.&lt;br /&gt;E i millecinquecento Abele uccisi dallo stato, chi è chi li visita? Ma questo stato non ha&lt;br /&gt;mai fatto l'esame di coscienza  nei confronti delle vittime di reato in Italia? Chi ha con-&lt;br /&gt;dotto Caino a uccidere Abele?&lt;br /&gt;Pensandoci bene forse è colpa di questo sistema messo in piedi da uno stato senza scru-&lt;br /&gt;poli, che del potere fa uno strumento per arricchirsi, anziché servire il suo sovrano elet-&lt;br /&gt;tore. Un sistema basato su sfruttamento, repressione e ingiustizie, non deve mai atten-&lt;br /&gt;dersi dai suoi lager uomini adeguatamente recuperati, ma bensì uomini che, durante le&lt;br /&gt;ingiustizie e le prevaricazioni subite passivamente non hanno fatto altro che affilare il&lt;br /&gt;coltello del loro riscatto!&lt;br /&gt;Un saluto a voi e ai prigionieri che lottano. A testa alta fino alla fine!&lt;br /&gt;23 settembre 2011&lt;br /&gt;Mirgen Krepi, via La Montagnola, 76 - 59100 Prato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DA UNA LETTERA DAL CARCERE DI VELLETRI (ROMA)&lt;br /&gt;Cari compagni/e, […] Qui è la solita rottura, non si lavora, non si frequentano scuole,&lt;br /&gt;ogni tanto arriva la Digos a perquisire la cella e tutto fila nella più assoluta monotonia.&lt;br /&gt;Grazie all'opuscolo mi è permesso di conoscere le altre realtà carcerarie, corrisponde-&lt;br /&gt;re con alcuni prigionieri e così tenere vivo quel po' di umano che il carcere ancora non&lt;br /&gt;ha annientato.&lt;br /&gt;Anche se in ritardo, esprimo la mia gioia per i compagni e le compagne del Fuoriluogo,&lt;br /&gt;che hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Provo invece profonda tristezza nel leggere&lt;br /&gt;della morte del compagno (Luigi Fallico, trovato morto nel carcere di Viterbo) avvenuta&lt;br /&gt;il 23 maggio 2011, dopo due anni di carcerazione, senza che fosse oltretutto intervenu-&lt;br /&gt;ta una sentenza.&lt;br /&gt;Il mio pensiero va ancora a lui, anche se non lo conoscevo personalmente e ai suoi fami-&lt;br /&gt;liari che si sono visti strappare un proprio caro dal carcere.&lt;br /&gt;Anche a Velletri, circa un mese fa è morto un detenuto, non ha sopportato il caldo infer-&lt;br /&gt;nale e non ce l'ha fatta. Tutto è stato fatto passare in silenzio. Si è saputo pochissimo,&lt;br /&gt;è stato ricordato a Messa, nient'altro di più.&lt;br /&gt;Ecco, queste sono le profonde tristezze che genera il carcere, in barba a una presunta&lt;br /&gt;giustizia ed agendo nel pieno dell'illegalità. Colgo l'occasione per solidarizzare con i&lt;br /&gt;detenuti e le detenute… solidarizzo inoltre con il Movimento NoTav, ultimamente preso&lt;br /&gt;di mira dal "nostro" ministro Maroni.&lt;br /&gt;Un abbraccio fraterno a tutti/e.&lt;br /&gt;Andrea Orlando, v. Campo Leone, 97 - 00049 Velletri (Roma)&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AGGIORNAMENTI DA BOLOGNA&lt;br /&gt;Cogliamo llo spunto di quest’ultima lettera per dare un aggiornamento da Bologna.&lt;br /&gt;Ricordiamo che il 6 aprile 2011 un'operazione di polizia aveva portato ad una sessanti-&lt;br /&gt;na di perquisizioni in tutta Italia, con accuse fumose e inconsistenti.&lt;br /&gt;Con l'accusa di “associazione a delinquere” erano finiti in carcere in cinque, due com-&lt;br /&gt;pagne e tre compagni, accusati di aver promosso, organizzato e diretto un'organizza-&lt;br /&gt;zione che si ritrovava al Fuoriluogo (i cui locali vennero e sono tuttora posti sotto seque-&lt;br /&gt;stro) finalizzata al compimento di violenze, lesioni, danneggiamenti e manifestazioni non&lt;br /&gt;autorizzate. A maggio c'era stato un altro arresto con le stesse accuse. A metà luglio&lt;br /&gt;però le compagne ed i compagni erano stati messi ai domiciliari con pesanti restrizioni&lt;br /&gt;(divieti d'incontro, divieto di utilizzare telefoni, divieto di corrispondenza ecc.). Ora final-&lt;br /&gt;mente sono tutti liberi per scadenza dei termini anche se con obblighi di firma o di dimo-&lt;br /&gt;ra. Resta ancora in carcere la compagna arrestata a maggio. A tutte e tutti loro un caro&lt;br /&gt;abbraccio e tutta la nostra solidarietà!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTERA APERTA ALLA CITTÀ DI COMO SUL CARCERE BASSONE&lt;br /&gt;Buongiorno a tutti e a tutte, siamo il Collettivo Dintorni Reattivi, un gruppo di ragazzi e&lt;br /&gt;ragazze di Como e provincia. Tra i vari ambiti di cui ci occupiamo ci interessiamo da circa&lt;br /&gt;due anni del carcere Bassone, in particolare delle condizioni di vita dei detenuti.&lt;br /&gt;Stanchi dell'indifferenza nei confronti del carcere che regna in città, abbiamo deciso di&lt;br /&gt;impegnarci in prima persona per contrastare l'isolamento, cercando informazioni,  intes-&lt;br /&gt;sendo relazioni con familiari e amici e creando contatti diretti con i detenuti.&lt;br /&gt;Per riuscire in questo intento abbiamo iniziato ad andare al Bassone tutte le settimane,&lt;br /&gt;durante gli orari dei colloqui, per distribuire volantini e chiacchierare con i parenti in&lt;br /&gt;attesa di incontrare i propri cari. Grazie a ciò abbiamo ottenuto dei contatti a cui scrive-&lt;br /&gt;re le cui testimonianze ci hanno spinto ad organizzare dei presidi di solidarietà fuori dalle&lt;br /&gt;mura, che ora organizziamo mensilmente.&lt;br /&gt;Le informazioni ottenute sono molte e ci mostrano come le condizioni detentive siano al&lt;br /&gt;limite della violazione dei diritti fondamentali dell'uomo. I detenuti con cui riusciamo ad&lt;br /&gt;avere una corrispondenza ci raccontano che sono costretti a vivere stipati come sardi-&lt;br /&gt;ne, che spesso manca l'acqua e in ogni caso non è sufficiente a garantire l'igiene per-&lt;br /&gt;sonale quotidiana, che le pareti di docce e celle sono ricoperte di muffa e che il caldo&lt;br /&gt;torrido estivo e il gelo invernale mettono continuamente a rischio la salute dei detenu-&lt;br /&gt;ti, senza parlare dell'assistenza sanitaria che risulta spesso inefficace a causa della cro-&lt;br /&gt;nica carenza di personale e delle condizioni in cui versa la struttura carceraria. I medi-&lt;br /&gt;ci, dipendenti dell'ospedale S. Anna, in servizio all'interno del carcere parlano di un&lt;br /&gt;ambulatorio dai muri scrostati, quindi totalmente anti-igienici, di visite ed interventi ese-&lt;br /&gt;guiti con giacca e guanti, poiché il riscaldamento non consente una temperatura supe-&lt;br /&gt;riore ai 15 gradi, e la continua carenza di personale li obbliga a turni che compromet-&lt;br /&gt;tono il loro operato e a mansioni di non loro competenza.&lt;br /&gt;Alle pessime condizioni di vita si aggiunge la quasi assenza di momenti e spazi aggre-&lt;br /&gt;gativi e di socialità, unita alla difficoltà nell'ottenere colloqui con il personale educativo&lt;br /&gt;e assistenza psicologica.&lt;br /&gt;A tutto questo si aggiungono le restrizioni introdotte durante il periodo di direzione di&lt;br /&gt;Maria Grazia Bregoli, la quale ha dimezzato l'ora d'aria (da 2h a 1h) e ha imposto note-&lt;br /&gt;voli limitazioni riguardo l'ingresso di cibo nell'istituto. È infatti da oltre un anno che è&lt;br /&gt;permesso introdurre solo cibi sottovuoto e di produzione industriale, quindi non posso-&lt;br /&gt;no entrare cibi e pietanze cucinati in casa o prodotti artigianalmente, aggravando così&lt;br /&gt;ulteriormente il peso economico del denuto sulla propria famiglia. Questo evidentemen-&lt;br /&gt;te è un disumano espediente per garantire un guadagno per le casse del carcere dato&lt;br /&gt;che i detenuti sono costretti ad acquistare tutto ciò di cui hanno bisogno all'interno, con&lt;br /&gt;prezzi maggiorati rispetto all'esterno. Ora la signora Bregoli se n'è andata dal Bassone.&lt;br /&gt;Consapevoli che il suo è stato uno dei periodi peggiori della storia di questo carcere, ci&lt;br /&gt;auguriamo che la futura direzione ripari, perlomeno, ai danni commessi e che non spe-&lt;br /&gt;culi più sulla pelle dei detenuti e delle loro famiglie.&lt;br /&gt;Come ben sapete il Bassone si trova fuori dalla città, scelta strategica volta a tenerlo&lt;br /&gt;lontano dai nostri occhi, per creare quell'isolamento che è fondamentale per l'esistenza&lt;br /&gt;e il funzionamento del sistema carcerario. I vari direttori di turno contano infatti sull'in-&lt;br /&gt;differenza della cittadinanza per continuare indisturbati a guadagnare sulla pelle dei&lt;br /&gt;detenuti e dei loro familiari.&lt;br /&gt;Noi non ci stiamo! E vorremmo non dover fare l'amara scoperta di essere gli unici.&lt;br /&gt;Questa lettera pertanto si rivolge, con serenità ma senza mezzi termini, a tutte quelle&lt;br /&gt;individualità, realtà, associazioni ecc che non vogliono più far finta di non vedere quel-&lt;br /&gt;lo che accade a due passi da noi, nella penombra di quelle sbarre, e che non accettano&lt;br /&gt;la logica egoistica per la quale la vita dei detenuti non riguarda tutta la società nel senso&lt;br /&gt;più ampio del termine.&lt;br /&gt;Il nostro messaggio è semplice: mobilitiamoci, incontriamoci, cerchiamo un punto di sin-&lt;br /&gt;tesi tra le diverse visioni della questione e tra le varie modalità di lotta. È un impegno&lt;br /&gt;ambizioso, lo sappiamo, ma vogliamo credere, in tutta onestà, di non essere i soli a sen-&lt;br /&gt;tire nostra questa grossa responsabilità. Con spirito di evasione salutiamo,&lt;br /&gt;10 ottobre 2011&lt;br /&gt;Collettivo Dintorni Reattivi&lt;br /&gt;c.p. 86, 22077 Olgiate Comasco (co), dintornireattivi@autistici.org&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTE SU AMNISTIA E INDULTO&lt;br /&gt;Con queste note  vogliamo fare in modo di metterci tutte e tutti, dentro e fuori, nella&lt;br /&gt;condizione di sapere, di capire insieme, a che cosa ci si riferisce quando si parla di amni-&lt;br /&gt;stia e di indulto; di riuscire così a costruire una comunicazione da cui può sorgere&lt;br /&gt;soprattutto la lotta comune per la liberazione generalizzata. Questo l'intento dichiarato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHECOS'ÈL'AMNISTIA?&lt;br /&gt;L'amnistia è una causa di estinzione del reato e della pena, e consiste nella rinuncia, da&lt;br /&gt;parte dello Stato, a perseguire determinati reati. Si tratta di un provvedimento genera-&lt;br /&gt;le di clemenza, ispirato, almeno originariamente, a ragioni di opportunità politica e paci-&lt;br /&gt;ficazione sociale ma, a volte, in strumento di periodico sfoltimento delle cause penden-&lt;br /&gt;ti e anche delle carceri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;APPLICAZIONEDELL'AMNISTIANELLALEGISLAZIONEITALIANA&lt;br /&gt;L'amnistia in Italia è prevista dall'art. 79 della Costituzione, e cioè: "L'amnistia e l'indul-&lt;br /&gt;to sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di&lt;br /&gt;ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale. La legge che concede&lt;br /&gt;l'amnistia o l'indulto stabilisce il termine per la loro applicazione. In ogni caso l'amnistia&lt;br /&gt;e l'indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione&lt;br /&gt;del disegno di legge".&lt;br /&gt;E' normata dall'articolo 151 del Codice penale, ossia: "L'amnistia estingue il reato e, se&lt;br /&gt;vi è stata condanna fa cessare l'esecuzione della condanna e le pene accessorie. Nel&lt;br /&gt;concorso di più reati, l'amnistia si applica ai singoli reati per i quali è concessa.&lt;br /&gt;L'estinzione del reato per effetto dell'amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il gior-&lt;br /&gt;no precedente la data del decreto, salvo che questo stabilisca la data diversa. L'amnistia&lt;br /&gt;può essere sottoposta a condizioni o ad obblighi. L'amnistia non si applica ai recidivi, nei&lt;br /&gt;casi previsti dai capoversi dell'articolo 99 Codice Penale, né ai delinquenti abituali, o pro-&lt;br /&gt;fessionali o per tendenza,  salvo che il decreto disponga diversamente.&lt;br /&gt;L'art.99 è quello della recidiva, dice: "Chi, dopo essere stato condannato per un reato,&lt;br /&gt;ne commette un altro, può essere sottoposto a un aumento fino ad un sesto della pena&lt;br /&gt;da infliggere per il nuovo reato. La pena può essere aumentata fino ad un terzo:&lt;br /&gt;1) se il nuovo reato è della stessa indole (c.p.101);&lt;br /&gt;2) se il nuovo reato è stato commesso nei cinque anni dalla condanna precedente;&lt;br /&gt;3) se il nuovo reato è stato commesso durante o dopo l`esecuzione della pena, ovvero&lt;br /&gt;durante il tempo in cui il condannatosi sottrae volontariamente all`esecuzione della pena.&lt;br /&gt;Qualora concorrano più circostanze fra quelle indicate nei numeri precedenti, l`aumen-&lt;br /&gt;to di pena può essere fino alla metà. Se il recidivo commette un altro reato, l`aumento&lt;br /&gt;della pena, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, può essere fino alla&lt;br /&gt;metà e, nei casi preveduti dai nn. l) e 2) del primo capoverso, può essere fino a due&lt;br /&gt;terzi; nel caso preveduto dal n. 3) dello stesso capoverso può essere da un terzo ai due&lt;br /&gt;terzi. In nessun caso l`aumento di pena per effetto della recidiva può superare il cumu-&lt;br /&gt;lo delle pene risultante dalle condanne precedenti alla commissione del nuovo reato".&lt;br /&gt;A partire dal 1992 l'amnistia viene disposta con legge dello Stato, votata a maggioran-&lt;br /&gt;za dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera. Precedentemente era prerogativa&lt;br /&gt;del presidente della repubblica. Le figure di reato interessate dall'amnistia vengono di&lt;br /&gt;regola individuate con riferimento al massimo della pena ma possono essere utilizzate&lt;br /&gt;altre modalità: possono essere previste preclusioni oggettive (p.e. rispetto ad alcuni&lt;br /&gt;"reati" - e allora sono "ostative" - nei confronti di chi "promuove associazioni con fina-&lt;br /&gt;lità di terrorismo"(art. 270), "promuove associazioni di stampo mafioso", chi recidivo&lt;br /&gt;infraquinquennale specifico, ecc.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AMNISTIECONCESSEINITALIANELL'ULTIMOMEZZOSECOLO(ANNO- BENEFICIARI)&lt;br /&gt;1966: reati con pena reclusiva fino a 3 anni&lt;br /&gt;1970: reati in ambito di manifestazioni, e puniti con pena fino a 5 anni&lt;br /&gt;1978: reati con pena reclusiva fino a 3 anni, con eccezioni&lt;br /&gt;1981: reati con pena reclusiva fino a 3 anni, con eccezioni&lt;br /&gt;29&lt;br /&gt;1990: reati con pena reclusiva fino a 4 anni, non finanziari. Rissa senza lesioni, truffa,&lt;br /&gt;violazione di domicilio, violenza a pubblico ufficiale.&lt;br /&gt;A questo punto è già chiaro che dall'amnistia per sua natura sono esclusi determinati&lt;br /&gt;"reati" e determinati "delinquenti"; in breve, essa è parte del sistema della differenzia-&lt;br /&gt;zione, della premiazione su cui ruota tutto il sistema carcere. Che negli ultimi 55 anni di&lt;br /&gt;media non è mai stata superiore a 3 anni e mezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHE COS'È L'INDULTO?&lt;br /&gt;L'indulto consiste in un provvedimento generale che condona (condonare sta per&lt;br /&gt;"rimettere", "perdonare" e "liberazione" dalla pena in parte o anche totale; puzza di&lt;br /&gt;chiesa, di senso di colpa come un cesso scoperto) con il vincolo fissato in genere nella&lt;br /&gt;legge che lo mette in vigore, che a chi ne usufruisce, a differenza dell'amnistia, se&lt;br /&gt;entro i 5 anni successivi viene condannato ad una nuova pena superiore a 2 anni più&lt;br /&gt;1 giorno, viene negato l'indulto; così dovrà scontare gli anni o mesi rimessigli dall'in-&lt;br /&gt;dulto più la nuova condanna.&lt;br /&gt;L'indulto nell'ordinamento italiano è previsto dall'art. 174 del codice penale, che recita:&lt;br /&gt;"L'indulto o la grazia condona, in tutto o in parte, la pena inflitta, o la commuta in un'al-&lt;br /&gt;tra specie di pena stabilita dalla legge. Non estingue le pene accessorie salvo che il&lt;br /&gt;decreto disponga diversamente, e neppure gli altri effetti penali della condanna. Nel&lt;br /&gt;concorso di più reati, l'indulto si applica una sola volta, dopo cumulate le pene, secon-&lt;br /&gt;do le norme concernenti il concorso dei reati. Si osservano, per l'indulto, le disposizioni&lt;br /&gt;contenute nei tre ultimi capoversi dell'articolo 151" [vedi sopra, lo stesso che si riferisce&lt;br /&gt;all'amnistia].&lt;br /&gt;In senso proprio l'indulto è un provvedimento con il quale il Parlamento condona o com-&lt;br /&gt;muta parte della pena per i reati commessi prima della presentazione del disegno di&lt;br /&gt;legge di indulto. La Costituzione richiede una maggioranza dei due terzi dei componen-&lt;br /&gt;ti di ciascuna Camera, per la sua approvazione. Per l'applicazione dell'indulto è compe-&lt;br /&gt;tente il giudice dell'esecuzione, il quale procede secondo la procedura prevista anche&lt;br /&gt;per l'amnistia. L'indulto è un provvedimento di indulgenza a carattere generale e si dif-&lt;br /&gt;ferenzia dall'amnistia perché si limita a condonare in parte o in tutto la pena principale,&lt;br /&gt;che appunto non viene cancellata ma condonata, o commutata in altra specie di pena&lt;br /&gt;consentita dalla legge e pertanto non estingue (a differenza dell'amnistia) le pene&lt;br /&gt;accessorie (*), salvo che la legge di concessione non disponga diversamente e, a mag-&lt;br /&gt;gior ragione, lascia sussistere gli altri effetti penali della condanna.&lt;br /&gt;[* Le "Pene accessorie" sono previste dall'art. 19 del cp, consistono: nell’interdizione dai&lt;br /&gt;pubblici uffici, nell’interdizione da una professione o da un’arte, nell’interdizione legale,&lt;br /&gt;nell’interdizione, ecc. ecc. interdicendo].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'INDULTO DEL 2006&lt;br /&gt;Il 29 luglio 2006 il Parlamento ha approvato con un'ampia maggioranza trasversale la&lt;br /&gt;legge 241/2006 che ha introdotto un provvedimento di indulto per i reati commessi fino&lt;br /&gt;al 2 maggio dello stesso anno. In particolare è stato concesso un indulto non superiore&lt;br /&gt;ai tre anni per le pene detentive e fino a 10.000 euro per le pene pecuniarie. Sono stati&lt;br /&gt;esclusi dal beneficio i reati in materia di "terrorismo" (compresa l'associazione eversiva),&lt;br /&gt;strage, banda armata, schiavitù, prostituzione minorile, pedo-pornografia, tratta di per-&lt;br /&gt;sone, violenza sessuale, sequestro di persona; riciclaggio, produzione, traffico e deten-&lt;br /&gt;zione di sostanze stupefacenti, usura e quelli concernenti la mafia. La legge stabilisce&lt;br /&gt;anche che (diversamente dall'amnistia) l'indulto non si applica alle pene accessorie, come&lt;br /&gt;l'interdizione dai pubblici uffici. Il Consiglio superire della magistratura denunciò che il&lt;br /&gt;provvedimento di indulto, azzerando la pena senza estinguere il reato, rende comunque&lt;br /&gt;necessario il completamento dell'iter processuale, distogliendo le risorse degli uffici giu-&lt;br /&gt;diziari da altri processi sui quali non di rado "gravano concreti rischi di prescrizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHE COS'È LA GRAZIA?&lt;br /&gt;La grazia, a differenza dell'amnistia e dell'indulto, è un provvedimento di clemenza indi-&lt;br /&gt;viduale, cioè beneficia soltanto un determinato condannato detenuto o internato, con-&lt;br /&gt;donandogli, con o senza condizioni, la pena principale in tutto o in parte o sostituendo-&lt;br /&gt;la con altra meno grave. In Italia, la grazia viene concessa dal Presidente della&lt;br /&gt;Repubblica (art. 87 comma 11 della Costituzione) con atto controfirmato dal Ministro&lt;br /&gt;della Giustizia (art. 89 della Costituzione). Il procedimento relativo alla concessione della&lt;br /&gt;grazia è disciplinato dall'art. 681 del codice di procedura penale. Insomma, è un arne-&lt;br /&gt;se per soluzioni individuali, non adatto alla lotta contro il carcere che invece richiede una&lt;br /&gt;crescente spinta, entusiasmo, determinazione collettiva.&lt;br /&gt;Milano, settembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CALIFORNIA: TERZA SETTIMANA DI SCIOPERO DELLA FAME NELLE CARCERI&lt;br /&gt;Lo sciopero della fame nelle carceri di stato californiane, questo lunedì (10 ottobre),&lt;br /&gt;entra nella terza settimana. Il 26 settembre scorso i prigionieri hanno ripreso la prote-&lt;br /&gt;sta contro le intollerabili condizioni esistenti nelle carceri sovraffollate e per l'abolizione&lt;br /&gt;dell'isolamento illimitato.&lt;br /&gt;La protesta è ripartita dopo che le direzioni delle carceri non hanno mantenuto le pro-&lt;br /&gt;messe fatte in luglio, strappate in una settimana di sciopero a cui si erano uniti a rota-&lt;br /&gt;zione ben 12mila prigionieri. Adesso in 1.200 hanno ripreso la protesta.&lt;br /&gt;L'organo responsabile delle carceri nello stato della California - California Department of&lt;br /&gt;Corrections and Rehabilitation (CDCR) - tenta di ridurre, attraverso trucchi, il numero uffi-&lt;br /&gt;ciale di coloro che prendono parte alla protesta; per esempio, ha cancellato dalla lista chi&lt;br /&gt;ha bevuto liquidi loro assolutamente necessari o chi ha assunto compresse mediche&lt;br /&gt;distribuite dall'infermeria. Già dopo i primi dodici giorni tanti prigionieri sono stati colpiti&lt;br /&gt;da momenti di debolezza, svenimento e forti perdite di peso. Un prigioniero nel carcere&lt;br /&gt;Pelican Bay è stato portato di urgenza in una clinica in seguito ad un attacco al cuore.&lt;br /&gt;Nello stesso tempo aumentano le rappresaglie contro chi protesta. Gli avvocati, che&lt;br /&gt;nelle scorse settimane hanno potuto visitare i loro assistiti, informano che nonostante&lt;br /&gt;la temperatura calda, il riscaldamento rimane acceso, una condizione che accelera, unita&lt;br /&gt;allo sciopero della fame, la disidratazione dei prigionieri.&lt;br /&gt;I trascinatori dello sciopero sono stati trasferiti nel braccio di isolamento di Pelican Bay.&lt;br /&gt;L' "esilio" serve anche per interrompere la comunicazione fra i prigionieri, oltre a crea-&lt;br /&gt;re difficoltà con i propri avvocati. Il CDCR accusa i difensori di "mettere in pericolo sicu-&lt;br /&gt;rezza e ordine negli istituti". L'avvocatessa  Carol Strickman, una delle esiliate, ha dichia-&lt;br /&gt;rato che crescono le rappresaglie e i tentativi di intimidazione: "Ora i prigionieri vengo-&lt;br /&gt;no apertamente minacciati e i loro contatti con gli avvocati tagliati".  E' un modo violen-&lt;br /&gt;to di procedere contro gli scioperanti, per intimorirli. In una lettera al governatore Jerry&lt;br /&gt;Brown gli avvocati chiedono di mettere un freno all'eskalation e lanciano un appello:&lt;br /&gt;"Possiamo e dobbiamo mettere immediatamente fine alla tortura nelle carceri californiane". A questa richiesta si è unita anche Amnesty International.&lt;br /&gt;La direzione del carcere di Corcoran, non perde occasione per mettere in mostra il pro-&lt;br /&gt;prio potere. I prigionieri raccontano che essa li perseguita con misure disciplinari sulla&lt;br /&gt;base dell'idea della "formazione di bande". Così, vengono loro cancellate le ore d'aria,&lt;br /&gt;viene aperta la corrispondenza con gli avvocati, vietata la lettura e consultazione dei&lt;br /&gt;codici, delle leggi  (della letteratura giuridica), del cambio degli abiti; vengono minac-&lt;br /&gt;ciati con la sospensione del diritto di colloquio con gli avvocati e i famigliari. "Cercano&lt;br /&gt;di provocare in noi reazioni violente", scrive in una lettera un prigioniero.&lt;br /&gt;I parenti e il movimento di solidarietà chiamano a tenere ogni giovedì, a partire da gio-&lt;br /&gt;vedì 13 ottobre, manifestazioni e veglie. Una prima grossa iniziativa ha avuto luogo già&lt;br /&gt;mercoledì scorso davanti al parlamento di Sacramento (capoluogo della California).&lt;br /&gt;Manuel La Fontaine del Comitato di Solidarietà in proposito sottolinea: "In gioco ci sono&lt;br /&gt;i diritti umani, da qui la repressione per tenere lontano tutte e tutti dalla lotta per affer-&lt;br /&gt;mare le richieste dei prigionieri." Sono arrivati a questa conclusione anche gli "studenti&lt;br /&gt;contro gli arresti in massa" alla Howard University di Washington D.C., i quali stabilisco-&lt;br /&gt;no un rapporto fra gli arresti di massa compiuti dalla polizia nel corso delle iniziative&lt;br /&gt;attuate a New York dal movimento "Occupy Wall Street"(*) e lo sciopero della fame in&lt;br /&gt;California, con cui si dichiarano solidali.&lt;br /&gt;Jürgen Heiser, 10 ottobre 2011&lt;br /&gt;Da www.jungewelt.de/2011/10-10/031.php&lt;br /&gt;(*) E' un movimento apparso nel cuore di New York e Washington, proprio per  con-&lt;br /&gt;trapporsi al pugno di persone ricche che lì abitano e trafficano, all'inizio di settembre&lt;br /&gt;2011; è formato soprattutto da giovani lavoratori-lavoratrici, studentesse-studenti senza&lt;br /&gt;reddito e prospettive, immersi invece nella precarietà come altre figure sociali quali i&lt;br /&gt;"veterani", le centinaia di migliaia di persone disoccupate. Man mano che il movimento&lt;br /&gt;cresce, perché questo avviene, i sindaci di diverse città lo criminalizzano, tentano di cac-&lt;br /&gt;ciarlo dai parchi in cui si è attendato; hanno voluto arrestare centinaia di manifestanti.&lt;br /&gt;Anche in quei parchi come nelle carceri della California, comunque, la lotta va avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUAL È LA VERA VIOLENZA?&lt;br /&gt;Riflessioni sulla mobilitazione del 15 ottobre&lt;br /&gt;In questi mesi abbiamo visto mobilitarsi, contro le politiche di governi, UE, e banche&lt;br /&gt;centrali, tutti quei soggetti sociali ai quali si vuole fa pagare i costi della crisi: noi lavo-&lt;br /&gt;ratori (o studenti-lavoratori) prima dovremmo “pagare il debito”, e poi rinunciare a&lt;br /&gt;buona parte dei nostri diritti, e del nostro salario, per permettere a imprese, banche e&lt;br /&gt;speculatori di tornare a fare profitti.&lt;br /&gt;Di fronte a questo scenario, l’opposizione è ampia e articolata, dalla Grecia, alla Spagna&lt;br /&gt;alla Gran Bretagna, sino a lambire l’altra costa dell’Atlantico. Questo perché ovunque, di&lt;br /&gt;fronte alla crisi, i governi agiscono tutti allo stesso modo: salvano le banche e buttano&lt;br /&gt;a mare i lavoratori.&lt;br /&gt;La grande partecipazione al corteo di Roma ci dimostra quanto ampie siano le contrad-&lt;br /&gt;dizioni sociali e, soprattutto, quanta poca fiducia riponiamo nelle “ricette” dei governi.&lt;br /&gt;Loro, del resto, non sembrano prestare molto ascolto quando protestiamo secondo le&lt;br /&gt;“regole”. Contro la svendita dell’università pubblica per esempio, abbiamo fatto di tutto:&lt;br /&gt;dai cortei, alle lezioni in piazza, a manifestazioni di ogni genere. Ma solo quando la pro-&lt;br /&gt;testa ha assunto un carattere più “incisivo” (cortei selvaggi, blocchi, ecc.) la questione&lt;br /&gt;è uscita con forza. Nonostante tutto, poi, la riforma è comunque passata …&lt;br /&gt;Qual è la violenza legittima?&lt;br /&gt;Noi non accettiamo lezioni di “confronto democratico” dai signori che siedono in parla-&lt;br /&gt;mento e che decidono sulle nostre teste. Nessuno di loro ci ha mai chiesto se ci va bene&lt;br /&gt;essere sfruttati, precari a vita, in un call center, in una cooperativa, o in qualsiasi altro&lt;br /&gt;posto di lavoro. Volutamente, mantengono decine di migliaia di migranti, per i quali non&lt;br /&gt;è possibile ottenere un permesso di soggiorno, in una condizione di totale ricattabilità.&lt;br /&gt;Destinano poi milioni di euro per interventi militari che implicano immani sofferenze per&lt;br /&gt;le popolazioni che li subiscono. Tagliano le risorse per scuole e università, mentre inve-&lt;br /&gt;stono miliardi nelle grandi opere che devastano il territorio (come la TAV).&lt;br /&gt;Questa è la democrazia. Non solo abbiamo una cricca di governanti corrotti che vivono&lt;br /&gt;sulle nostre spalle; ora, distruggono perfino il nostro futuro. E’ questa la legalità che&lt;br /&gt;difendono. E si indignano pure di fronte alla legittima e concreta protesta di coloro che,&lt;br /&gt;nei loro piani, devono soltanto tacere.&lt;br /&gt;Lunedì mattina, dopo il corteo, sono partite in varie città decine di perquisizioni, giusti-&lt;br /&gt;ficate dall’articolo 41 Tulps (testo unico leggi di pubblica sicurezza; un arnese recupera-&lt;br /&gt;to direttamente dal ventennio fascista). Suddetto articolo permette la perquisizione da&lt;br /&gt;parte delle forze di polizia “che abbiano avuto notizia, anche indiziaria, di armi, muni-&lt;br /&gt;zioni o materiali esplodenti in qualsiasi luogo pubblico o privato”. Un modo per “piega-&lt;br /&gt;re” le leggi che loro stessi scrivono qualora non convenga osservare. Non ci sorprende&lt;br /&gt;un tale evento, al contrario lo vediamo come un disperato tentativo di intimidire le&lt;br /&gt;migliaia di persone che hanno occupato piazza San Giovanni ed estraniarle dalle centi-&lt;br /&gt;naia di migliaia che hanno riempito Roma. Il solito trucco del “divide et impera” dal&lt;br /&gt;tempo dei romani alle democrazie odierne resta sempre attuale. Vorrebbero farci crede-&lt;br /&gt;re che si trattò di provocatori o di delinquenti. Ma come scrive una compagna, la quale&lt;br /&gt;citiamo volentieri, “vorrei chiedervi l’umiltà di comprendere che più di 10.000 persone&lt;br /&gt;oggi hanno caricato e controcaricato la polizia, la finanza e i carabinieri… e lo hanno&lt;br /&gt;fatto compatti, spalla a spalla, metro per metro. Come si fa tra compagni, non tra guar-&lt;br /&gt;die o aspiranti tali”.&lt;br /&gt;Continuiamo la lotta contro l’aziendalizzazione dell’università e la precarietà sui luoghi di&lt;br /&gt;lavoro, in totale solidarietà con gli studenti e i lavoratori che ovunque nel mondo si&lt;br /&gt;oppongono alle politiche neoliberiste del governo di turno.&lt;br /&gt;La vera violenza è precarietà, guerra e sfruttamento. Libertà per tutti gli arrestati!&lt;br /&gt;19 ottobre 2011&lt;br /&gt;Assemblea Studenti Scienze Politiche&lt;br /&gt;scienzepolitichemilano@inventati.org&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PERQUISIZIONI A PADOVA&lt;br /&gt;Mercoledì 28 settembre, alle 6 del mattino, polizia e digos hanno perquisito le case di quat-&lt;br /&gt;tro compagni del Collettivo Politico Gramigna e la sede dell’Associazione Culturale Nicola&lt;br /&gt;Pasian, sequestrando computer, vestiti, volantini e vari oggetti. I compagni sono stati poi&lt;br /&gt;condotti in questura per foto segnaletiche ed impronte. L’operazione era dovuta, come si&lt;br /&gt;legge nel decreto di perquisizione, a presunte minacce nei confronti del sindaco  di Padova&lt;br /&gt;Flavio Zanonato attraverso l’affissione di un manifesto dove “il Tribunale Popolare&lt;br /&gt;Antifascista di Padova” condannava il sindaco a “lavorare per anni 20 in fonderia”.&lt;br /&gt;33&lt;br /&gt;Gli indizi a carico del sindaco erano fondati: concessione di spazi pubblici al partito neo-&lt;br /&gt;fascista Casapound e alla Lega nord, militarizzazione della città, emarginazione degli&lt;br /&gt;immigrati, collusione con la speculazione edilizia cittadina, appoggio alla guerra impe-&lt;br /&gt;rialista in Libia e molti altri capi d’accusa!&lt;br /&gt;Queste pretestuose perquisizioni colpiscono una realtà di compagni che ha sempre&lt;br /&gt;denunciato l’asservimento della giunta padovana e del partito che rappresenta agli inte-&lt;br /&gt;ressi della classe padronale nell’abbandono degli spazi pubblici, nella politica del cemen-&lt;br /&gt;to con le imprese amiche e nella gestione clientelare delle case popolari. Non a caso&lt;br /&gt;quest’attacco è rivolto anche all’attività politica svolta dall’Associazione Culturale Nicola&lt;br /&gt;Pasian nel quartiere dov’è presente e agli abitanti con cui stanno rendendo viva una&lt;br /&gt;zona popolare di Padova, da anni abbandonata al degrado.&lt;br /&gt;Crediamo che quanto avvenuto sia sintomatico della fase che stiamo vivendo, periodo&lt;br /&gt;in cui ogni situazione di lotta autorganizzata che critica la putrefazione di questa classe&lt;br /&gt;dirigente e il loro sistema di produzione, e che può rappresentare un’alternativa e un&lt;br /&gt;punto di riferimento per i lavoratori e i proletari, va colpita duramente. Ne sono un&lt;br /&gt;esempio gli operai denunciati a Roma e quelli manganellati nelle altre città così come gli&lt;br /&gt;attivisti NO TAV arrestati.&lt;br /&gt;Per i padroni come Zanonato  lavorare in fonderia per 20 anni è un male ingiusto men-&lt;br /&gt;tre per i proletari condannati dal capitalismo si chiama democrazia, la stessa che condan-&lt;br /&gt;na i popoli a morire sotto le bombe della guerra imperialista in Iraq, Afghanistan e Libia.&lt;br /&gt;Pensiamo che tutto ciò si sia verificato prima della manifestazione del 15 ottobre per cri-&lt;br /&gt;minalizzare e isolare i compagni. Crediamo sia importante partecipare per rilanciare la&lt;br /&gt;lotta e dare un forte segnale a questa classe dirigente che non ha più niente da dare e&lt;br /&gt;a questo sistema corrotto fondato sulla barbarie.&lt;br /&gt;SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI PERQUISITI!!!&lt;br /&gt;CONTRO LA REPRESSIONE NON SI TACE, NESSUNA GIUSTIZIA NESSUNA PACE!!!&lt;br /&gt;29 settembre 2011&lt;br /&gt;Collettivo Politico Gramigna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATI DAI PROCESSI IN EUSKAL HERRIA&lt;br /&gt;Di seguito due comunicati da Euskal Herria sugli attuali processi contro divers* attivist*&lt;br /&gt;basch*.&lt;br /&gt;COMUNICATO DEI RAGAZZI IN ATTESA DI PROCESSO A IRUÑERRIA&lt;br /&gt;Qualche giorno fa l'avvocato ci ha comunicato che il processo che l'Udienza Nazionale&lt;br /&gt;voleva fare il 4, 5, 6, 17, 18 e 19 ottobre contro gli 11 giovani di Iruñerria è stato posti-&lt;br /&gt;cipato. Alla luce di questa novità, vogliamo sottolineare due cose:&lt;br /&gt;- Da un lato, questo atteggiamento del tribunale ci fa incazzare, dato che ci usa come&lt;br /&gt;fantocci, come fa del resto con tutti i baschi. Con il suo potere violento, un giorno qual-&lt;br /&gt;siasi possono prendere, incomunicare, torturare, incarcerare e giudicare qualunque cit-&lt;br /&gt;tadino per il suo impegno politico. Ieri eri convocato, oggi ti posticipano, domani ti con-&lt;br /&gt;dannano... Noi cittadini non lo possiamo accettare. Siamo lavoratori, non abbiamo sti-&lt;br /&gt;pendi pubblici per poter essere disponibili qualunque giorno; nel caso non si siano&lt;br /&gt;accorti ci tocca guadagnarci da mangiare!&lt;br /&gt;Adesso hanno deciso che non era il momento politico appropriato per questo processo&lt;br /&gt;politico. Ci lasciano in attesa per poter utilizzare il nostro processo quando ne avranno&lt;br /&gt;bisogno. Bisogna inoltre aggiungere che hanno sospeso il processo perchè si sono resi&lt;br /&gt;conto che si devono analizzare le denunce di torture o che non si possono fare proces-&lt;br /&gt;si politici, secondo la costituzione di questa falsa "democrazia". No! Che sia chiaro al tri-&lt;br /&gt;bunale franquista (Audiencia Nacional): ci avrete sotto cauzione, agli arresti domiciliari&lt;br /&gt;o in carcere, ma non ci avrete mai fermi, non smetteremo mai di lottare!&lt;br /&gt;- Dall'altro lato, da parte di tutti i processati, la nostra più forte gratitudine di cuore, a&lt;br /&gt;chi da Iruñerria, Nafarroa, Euskal Herria e da tutte le parti del mondo ci ha fatto arriva-&lt;br /&gt;re la propria solidarietà. Questo è l'esempio, il popolo lavoratore ha mostrato che è&lt;br /&gt;pronto e che sa percorrere il suo cammino. È chiaro che l'attacco a uno è l'attacco a&lt;br /&gt;tutti; abbiamo imparato che la lotta contro un processo, così come la lotta di tutto un&lt;br /&gt;popolo e le sue rivendicazioni sono presenti in tutti i paesi, a San Fermin, nella ribiera&lt;br /&gt;di Nafarroa, nella Sakana, nelle parti di Estella, Baztan... Grazie mille anche a chi anche&lt;br /&gt;da più lontano ci ha fatto arrivare la solidarietà, per unirsi a noi nella lotta, facendo&lt;br /&gt;diventare ancora più potente la nostra rivendicazione.&lt;br /&gt;E allora animo! Forza! Per continuare strada facendo! Fermiamo i processi politici!&lt;br /&gt;Gioventù basca libera e legale ora! L'1 ottobre, tutti a Iruñea!&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO DEI PORTAVOCE DELLA SINISTRA ABERTZALE&lt;br /&gt;Condannati a 10 anni di carcere (processo Bateragune) per cercare una via d'uscita al&lt;br /&gt;conflitto basco che dura ormai da più di 50 anni nel cuore d'Europa.&lt;br /&gt;Innanzitutto vogliamo trasmettere la nostra gratitudine più forte a tutti quelli che ci hanno&lt;br /&gt;fatto arrivare la loro solidarietà e appoggio, oggi e in queste ultime settimane. Vogliamo&lt;br /&gt;condividere quella solidarietà sia con i prigionieri politici baschi, sia con tutti i rivoluziona-&lt;br /&gt;ri che in altre parti del mondo sono criminalizzati per il loro impegno militante.&lt;br /&gt;Siamo stati incarcerati due anni fa e adesso ci hanno condannato al carcere con delle&lt;br /&gt;grosse pene… Questo dimostra una cosa: che la strategia politica messa in moto due&lt;br /&gt;anni fa non si è fermata. L'obiettivo di queste operazioni di polizia è che Euskal Herria&lt;br /&gt;non conosca la pace e la democrazia. Con le detenzioni di due anni fa cercavano d'im-&lt;br /&gt;pedire che il cambio di strategia nella sinistra abertzale si facesse in maniera coesa e&lt;br /&gt;ordinata. Oggi, con questa dura sentenza, perseguono solo un obiettivo: cercare d'im-&lt;br /&gt;pedire che nelle prossime settimane e mesi facciamo altri passi che siano coerenti con&lt;br /&gt;la nuova strategia adottata che garantiscano il nuovo scenario politico in Euskal Herria,&lt;br /&gt;in forma irreversibile e definitiva. Non sono ci riusciti la prima volta e non permettere-&lt;br /&gt;mo che ci riescano ora.&lt;br /&gt;Abbiamo avuto occasione di trasmettervi, dalle celle della Udienza Nazionale, che&lt;br /&gt;avremmo desiderato offrire un ramo di ulivo al tribunale che ci ha giudicato e condan-&lt;br /&gt;nato; non ci è stato permesso; questo non è altro che una metafora altamente signifi-&lt;br /&gt;cativa dell'obiettivo che perseguono: far cadere questo ramo d'ulivo, recuperare così&lt;br /&gt;scenari di scontro armato, che offrano nuovamente loro il pretesto per nascondere la&lt;br /&gt;loro assoluta debolezza politica e il loro carattere autoritario e reazionario che non offre&lt;br /&gt;al Popolo Basco altra alternativa che non sia la crisi economica, la negazione dei suoi&lt;br /&gt;diritti e la repressione più crudele.&lt;br /&gt;Si!!!! Dobbiamo dirlo chiaro e forte: esistono ancora potenti forze installate nei diversi&lt;br /&gt;ambiti dello Stato che maneggiano un'agenda che ha come unico obiettivo impedire la&lt;br /&gt;pace in Euskal Herria. Ora vogliono farci credere che è la repressione che obbliga la sini-&lt;br /&gt;stra abertzale a fare questi passi mentre noi vogliamo ribadire chiaro e forte che sono&lt;br /&gt;le iniziative unilaterali della sinistra abertzale che obbligano lo stato ad aumentare la&lt;br /&gt;repressione, aumentando il suo discredito di fronte al Popolo Basco e alla comunità&lt;br /&gt;internazionale, mostrando chiaramente il suo carattere autoritario e profondamente rea-&lt;br /&gt;zionario. Gli agenti che maneggiando questa agenda politica della menzogna e della&lt;br /&gt;provocazione cercano di impedire che si materializzino nuovi passi, di carattere definiti-&lt;br /&gt;vo e irreversibile, verso il processo democratico aperto in Euskal Herria. Non ci riusci-&lt;br /&gt;ranno!! Perche sì, signori Lopez, Ares, Rubalcaba… la Pace non viene né verrà in Euskal&lt;br /&gt;Herria dalla mano dell'inesistente Stato di Diritto spagnolo, ma dalla mano di chi riven-&lt;br /&gt;dica il Diritto di essere Stato del Popolo Basco.&lt;br /&gt;Per questo chiamiamo a raccolta tutti quelli che sono a favore del processo democrati-&lt;br /&gt;co basco: portate avanti la strada decisa e eseguite le decisioni e gli impegni - presi con&lt;br /&gt;il nostro popolo e con la comunità internazionale - perché la risposta migliore è portare&lt;br /&gt;avanti la strategia da noi scelta.&lt;br /&gt;Ed infine vogliamo far arrivare i nostri auguri più sentiti al popolo Palestinese per la pro-&lt;br /&gt;posta presentata in modo unilaterale alle Nazione Unite; siamo con voi… Gora palesti-&lt;br /&gt;nar herria!&lt;br /&gt;Inoltre, mentre scriviamo questa lettera, siamo passati dalla prigione di Burgos e ci sono&lt;br /&gt;venuti in mente diversi ricordi: il processo di Burgos (un bacio a Itziar, Arantza, Txutxo,&lt;br /&gt;Julen, un abbraccio grande Jokin!); anche Angel Otaegi, che fecero uscire da quel car-&lt;br /&gt;cere il 27 settembre 1975 per fucilarlo (con Txiki e 3 compagni del FRAP)… quante lotte,&lt;br /&gt;quanta sofferenza… ma andiamo per la buona strada e non dimenticheremo mai quel-&lt;br /&gt;lo che disse il bertsolari a Elgoibar: sorridere è un'altra forma di mostrare i denti!&lt;br /&gt;Sorridete, vinceremo!!!!&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO SUL PROCESSO "BATERAGUNE"&lt;br /&gt;Apprendiamo che il tribunale spagnolo ha acccettato l'impianto accusatorio del pubbli-&lt;br /&gt;co ministero comminando dagli 8 ai 10 anni di carcere ai compagni del processo&lt;br /&gt;"Bateragune" (Arnaldo Otegi, Rafa Diez, Arkaitz Rodríguez, Miren Zabaleta y Sonia&lt;br /&gt;Jacinto) accusati di appartenere a un "gruppo selezionato tra le fila della sinistra abert-&lt;br /&gt;zale che in pieno accordo e seguendo le superiori direttive di ETA, nella quale di sono&lt;br /&gt;integrati, progettavano una strategia di accumulazione di forze".&lt;br /&gt;Questa stessa motivazione della sentenza dà il segno di quanto la condanna sia basata&lt;br /&gt;su un impianto tutto politico, senza alcuna riscontro oggettivo, perchè naturalmente l'in-&lt;br /&gt;tenzione primaria è quella di colpire quell'avanzato processo di aggregazione popolare&lt;br /&gt;che oggi sta trovando così tanto consenso in tutto il paese basco.&lt;br /&gt;Alla proposta determinata e di massa del popolo basco finalizzata ad una soluzione poli-&lt;br /&gt;tica del conflitto, la risposta del governo spagnolo dell'"illuminato" Zapatero, è la chiu-&lt;br /&gt;sura di ogni confronto e l'accellerazione di una pratica repressiva e di criminalizzazione&lt;br /&gt;che colpisca l'intero movimento Basco.&lt;br /&gt;In questa fase di crisi complessiva delle società capitaliste, la repressione del movimen-&lt;br /&gt;to basco in tutte le sue espressioni politiche sociali e sindacali assume ancora maggior&lt;br /&gt;peso perchè punta a demolire le riposte popolari alle misure neo liberiste per superare&lt;br /&gt;la crisi stessa. Ma la repressione non fermerà le lotte del popolo basco e la nostra soli-&lt;br /&gt;darietà militante. Ci sentiamo vicini ad ogni compagno e compagna colpiti dalla repres-&lt;br /&gt;sione a loro mandiamo il nostro abbraccio solidale! Tanti popoli un'unica lotta...&lt;br /&gt;21 settembre 2011&lt;br /&gt;da www.ehlitalia.com&lt;br /&gt;EHLINFO - Informazione su Paese Basco e solidarietà con Euskal Herria, dai comitati&lt;br /&gt;"Euskal Herriaren Lagunak / Amici e Amiche del Paese Basco".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PAESE BASCO: SGOMBERATO IL C. S. KUKUTZA&lt;br /&gt;Di seguito un resoconto dela vicenda, a cura del CAU, Collettivo Autorganizzato&lt;br /&gt;Universitario di Napoli.&lt;br /&gt;Il 21 settembre a Bilbao è stato sgomberato il Kukutza, storico "Gaztetxeak" (centro&lt;br /&gt;sociale) della città basca. Alle 5 del mattino sono iniziate le operazioni dell'antisommos-&lt;br /&gt;sa che è riuscita ad entrare nell'edificio (guardate il video per vedere i mezzi blindati che&lt;br /&gt;hanno utilizzato) ed a spezzare la resistenza degli occupanti. Diversi arresti sono stati&lt;br /&gt;eseguiti una volta che, verso le 8, gli agenti della Ertzaintza sono riusciti ad arrivare sul&lt;br /&gt;tetto dell'edificio, dove si erano asserragliate alcune decine di militanti.&lt;br /&gt;Il senso dell'operazione sembra ben riassunto in una delle frasi che uno degli agenti&lt;br /&gt;dell'Ertzaintza ha rivolto ad uno degli occupanti: "Etarras (appartenenti all'ETA), voi&lt;br /&gt;avete dichiarato la tregua, ma noi no!"&lt;br /&gt;Nel frattempo centinaia di persone cominciavano ad affollare le strade intorno al&lt;br /&gt;Kukuzta, palesando un legame che il centro sociale è riuscito a creare con il quartiere&lt;br /&gt;nel corso di questi anni. 6 mila metri quadrati. Mensa a prezzi popolari, teatro, scuola&lt;br /&gt;di giocoleria, scuola di danza, biblioteca, sala computer, palestra, sala per le arrampica-&lt;br /&gt;te e altre decine di attività che hanno riempito dal 1998 la vita di Errekalde, il quartie-&lt;br /&gt;re in cui si trova l'ex fabbrica che per 13 anni ha visto l'esperienza del Kukutza. La poli-&lt;br /&gt;zia ha reagito con la violenza che sono soliti utilizzare in Euskal Herria: proiettili di&lt;br /&gt;gomma ad altezza d'uomo e cariche ripetute.&lt;br /&gt;Ma il numero delle persone che hanno manifestato la propria solidarietà con il Kukutza&lt;br /&gt;è continuato ad aumentare: un corteo di migliaia di persone si è disteso per le strade&lt;br /&gt;della città per protestare contro l'azione delle forze repressive dello stato. E anch'esso&lt;br /&gt;è andato incontro alla brutalità della polizia.&lt;br /&gt;Purtroppo la reazione ha vinto questa battaglia. E' iniziata l'opera di distruzione fisica&lt;br /&gt;del Kukutza. Ma una guerra non termina con una sola battaglia.&lt;br /&gt;29 settembre 2011&lt;br /&gt;EHLINFO - Informazione su Paese Basco e solidarietà con Euskal Herria, dai comitati&lt;br /&gt;"Euskal Herriaren Lagunak / Amici e Amiche del Paese Basco" - www.ehlitalia.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO: LA CASA E' DI CHI LA ABITA&lt;br /&gt;Lunedì 10 Ottobre 2011 intorno alle 13, in via Borsi 10, dei funzionari dell'Aler e delle&lt;br /&gt;pattuglie di polizia intervengono con l'intento di sgomberare un appartamento occupa-&lt;br /&gt;to nei giorni precedenti. Dopo che il giovane occupante invalido ha esibito i documenti&lt;br /&gt;per essere identificato, si è ritrovato ammanettato e picchiato solo per aver rivendicato&lt;br /&gt;con l'occupazione il diritto ad avere una casa (che il più delle volte vengono lasciate&lt;br /&gt;chiuse invece di essere assegnate).&lt;br /&gt;L'intervento degli abitanti del quartiere e del Comitato di Lotta Casa e Territorio ha impe-&lt;br /&gt;dito che l'agire violento di polizia  e Aler continuasse a discapito dell'occupante.&lt;br /&gt;Dopo l'arrivo dell'ambulanza, polizia Aler e carabinieri, che nel frattempo erano soprag-&lt;br /&gt;giunti, sono andati via e il giovane ha potuto recarsi al pronto soccorso avendo evidenti segni di percosse. Viene dimesso con 10 giorni di prognosi.&lt;br /&gt;Ancora una volta ci troviamo davanti alla prepotenza dell'Aler che invece di migliorare la&lt;br /&gt;vivibilità dei quartieri popolari, lascia alloggi sfitti, lamierati, affitti sempre più alti, priva-&lt;br /&gt;tizza i servizi aumentandone le spese. Ancora una volta, l'Aler, con il pretesto della "lega-&lt;br /&gt;lità" agisce con prepotenza e violenza verso i più "deboli". Dov'è la "legalità" di chi con-&lt;br /&gt;sapevolmente lascia alloggi vuoti a favore di affaristi e palazzinari, privatizzando un bene&lt;br /&gt;comune come quello della casa?&lt;br /&gt;Qual'è la "legalità" di chi in divisa entra in una casa ammanettando e picchiando chi la&lt;br /&gt;abita? La vostra "legalità" è violenza, quella violenza che nega diritti e libertà.&lt;br /&gt;La nostra "legalità" significa continuare la lotta dal basso, attraverso la solidarietà atti-&lt;br /&gt;va, per l'acquisizione di un diritto come quello della casa, con ogni mezzo necessario.&lt;br /&gt;LA VOSTRA VIOLENZA NON FERMERA' LA LOTTA PER LA CASA&lt;br /&gt;BASTA SFRATTI - CONTRO IL CARO AFFITTI - SANATORIA SUBITO&lt;br /&gt;Domenica 23 ottobre 2011 - ore 17: assemblea per il diritto alla casa.&lt;br /&gt;Tutti i martedì sportello legale casa  ore 18 - 19:30&lt;br /&gt;Comitato di lotta casa e territorio&lt;br /&gt;Via Torricelli, 19 - Milano (cortile interno)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CORTEMAGGIORE (PC): GLI OPERAI VINCONO UNA BATTAGLIA&lt;br /&gt;Dopo cinque giorni di picchetto permanente alla Ceva di Cortemaggiore, la situazione si&lt;br /&gt;è finalmente sbloccata a favore degli operai che hanno rifiutato prima i turni di riposo&lt;br /&gt;forzati (e non retribuiti) e poi la Cassa Integrazione (di cui l'azienda si rifiutava di inte-&lt;br /&gt;grare la perdita salariale che ne sarebbe derivata). Questa mattina, a fronte di una set-&lt;br /&gt;tantina di operai in picchetto, sostenuti oltre che dal SI.Cobas anche dalle federazioni&lt;br /&gt;del Prc di Piacenza e Cremona, le forze dell'ordine di zona hanno mobilitato le loro forze&lt;br /&gt;(tutta la direzione di Digos e questura, oltre a 3 cellulari e un paio di macchine, fra poli-&lt;br /&gt;zia e carabinieri). A capeggiare la delegazione, il questore in persona che, con fare suf-&lt;br /&gt;ficientemente arrogante e minaccioso, intimava lo sgombero del picchetto, per lasciar&lt;br /&gt;passare i camion e gli operai (solo quelli decisi dall'azienda, ovviamente), in cambio di&lt;br /&gt;un incontro in provincia per le 12 di oggi stesso.&lt;br /&gt;Dopo alcune convulse fasi, animate da assemblee, comizi, slogan, trattative e, soprat-&lt;br /&gt;tutto, provocazioni poliziesche (cancellazione del materiale fotografico registrato, per-&lt;br /&gt;quisizioni, identificazioni) la determinazione dei lavoratori si è condensata in un paio di&lt;br /&gt;cordoni ed un sit-in di fronte al gazebo situato davanti ai cancelli, avanzando, momen-&lt;br /&gt;taneamente, la proposta di una semplice "trasformazione del picchetto in un presidio,&lt;br /&gt;ma solo a condizione che tutti i lavoratori dello stabilimento entrino a lavorare".&lt;br /&gt;E così alla fine è stato, facendo saltare per la seconda volta la logica dei turni di riposo,&lt;br /&gt;ovvero della riduzione dell'orario e del salario a fronte di un presunto calo di lavoro (sap-&lt;br /&gt;piamo degli spostamenti di merce altrove) e di un'ancor più presunta crisi (nessuno della&lt;br /&gt;cordata LG-Ceva-CAL, ha presentato finora bilanci economici che la motivassero).&lt;br /&gt;Si torna a lavorare, dunque. Ma solo per il momento, vale la pena aggiungere. Già!&lt;br /&gt;Perchè il fantomatico incontro delle 12 in realtà era una bufala. Ciò che c'è sul tappeto&lt;br /&gt;è solo un tentativo di intermediazione della provincia per arrivare ad un prossimo incon-&lt;br /&gt;tro fra le parti e cercare di giungere ad un accordo.&lt;br /&gt;Nel frattempo è stato chiarito tramite altoparlante e davanti ai rappresentanti dello stato&lt;br /&gt;(in divisa) e dell'azienda che ogni prossimo tentativo di applicazione di turni di riposo&lt;br /&gt;(coperti o meno dalla CIG), produrranno nuovi blocchi il cui meccanismo è ormai roda-&lt;br /&gt;to e pare funzionare.&lt;br /&gt;D'altra parte è anche vero che le forze dell'ordine hanno mostrato, al pari dei padroni,&lt;br /&gt;un certo nervosismo di fronte ad una mobilitazione operaia che, a più riprese, li ha tenu-&lt;br /&gt;ti sotto scacco, mentre il SI.Cobas allarga progressivamente il suo consenso fra i lavo-&lt;br /&gt;ratori dello stabilimento. C'è quindi da aspettarsi nuove fiammate, tanto nell'immediato&lt;br /&gt;(se l'azienda non andrà incontro alle richieste degli operai e non si assumerà i costi del&lt;br /&gt;suo calo produttivo) tanto in un futuro prossimo (verso la data del 31/12/2011, quan-&lt;br /&gt;do scadranno gli appalti tra il CAL e Ceva e, allo stesso tempo, fra LG e Ceva). Fiammate&lt;br /&gt;che ci dovranno vedere ancor più attenti e concentrati nel far convergere tutte le forze&lt;br /&gt;disponibili del sindacato per dare pieno appoggio ad una lotta che, come sempre, non&lt;br /&gt;riguarda solo i suoi principali protagonisti.&lt;br /&gt;Intanto gli operai possono in qualche modo assaporare il gusto di una vittoria (seppur&lt;br /&gt;parziale e momentanea) e rilanciare a tutti l'idea-forza che solo la lotta permette di&lt;br /&gt;avanzare nell'organizzazione indipendente e dal basso per potersi difendere meglio&lt;br /&gt;(oggi) e pensare ad una seria controffensiva (speriamo non troppo in là).&lt;br /&gt;Segue il comunicato fatto dal S.I. Cobas.&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il ritorno al lavoro alla Ceva di Cortemaggiore, la provincia di Piacenza, mediatri-&lt;br /&gt;ce di turno, ha convocato un tavolo di trattativa per mercoledì alle ore 14 presso l'uffi-&lt;br /&gt;cio per l'impiego di Piacenza. Come S.I. Cobas manteniamo ferme le nostre posizioni:&lt;br /&gt;l'unico accordo possibile non deve prevedere alcuna riduzione di salario per gli operai.&lt;br /&gt;In altri termini, la loro crisi, vera o presunta che sia, non la paghiamo noi. Ripetiamo&lt;br /&gt;quindi che le soluzioni possibili sono solo tre:&lt;br /&gt;1) Blocco degli straordinari e dell'utilizzo di manodopera esterna, garantendo ai 48 ope-&lt;br /&gt;rai di Ceva le 8 ore giornaliere previste dal contratto.&lt;br /&gt;2) Cassa integrazione in deroga, con turni di riposo che non superino una settimana al&lt;br /&gt;mese per ogni operaio e con l'integrazione del salario perduto a carico dell'azienda.&lt;br /&gt;3) Trasferimento temporaneo, con turni a rotazione e spese di viaggio a carico dell’a-&lt;br /&gt;zienda, degli operai dichiarati in eccesso, presso altri stabilimenti gestiti dalla cordata&lt;br /&gt;Ceva-CAL.&lt;br /&gt;Detto questo, ci pare doveroso aggiungere alcune considerazioni "a margine".&lt;br /&gt;Per dovere di cronaca va ricordato che la Ceva Logistica si è servita per diversi anni della&lt;br /&gt;Morgan, il cui principale dirigente, Fumagalli, è finito in manette per truffa e concussio-&lt;br /&gt;ne insieme all'allora dirigente dell'Ufficio Provinciale del Lavoro Filosa, e con il coinvolgi-&lt;br /&gt;mento del segretario CISL Salerno. Ci pare quindi vergognoso che, di fronte alla sacro-&lt;br /&gt;santa protesta degli operai, i Confederali non trovino di meglio che... schierarsi con l'a-&lt;br /&gt;zienda. Tra appelli alla ragionevolezza degli operai, che con gli scioperi metterebbero a&lt;br /&gt;rischio l'azienda, a chi arriva a invocare l'intervento delle forze dell'ordine per ripristinare&lt;br /&gt;la legalità, passando per chi si rifugia nella rivendicazione del regolamento per l'applica-&lt;br /&gt;zione della CIG, siamo stati testimoni oculari della loro opera di costante crumiraggio cul-&lt;br /&gt;minata, mentre era in corso il picchetto, in una discussione con l'azienda sulle tabelle di&lt;br /&gt;produttività minime da imporre agli operai per fronteggiare le difficoltà dell'azienda.&lt;br /&gt;Se non fossimo abituati a tali meschinità, se non infamie, ci sarebbe da gridare allo&lt;br /&gt;scandalo. Ma così non è; questo è il normale operato di chi è passato, armi e bagagli,&lt;br /&gt;con i padroni, abbandonando i lavoratori al loro destino di operai schiavizzati.&lt;br /&gt;Per fortuna la maggioranza dei nuovi schiavi ha deciso, a Cortemaggiore come altrove,&lt;br /&gt;di alzare la testa, mettendo a nudo il re e la sua infame politica.&lt;br /&gt;Sappiamo cioè che dietro la rigidità aziendale (disposta a rischiare il loro principale clien-&lt;br /&gt;te come l'LG, pur di non cedere alla richiesta degli operai autorganizzati) c'è una que-&lt;br /&gt;stione prettamente politica: vogliono liquidare lo stabilimento perchè troppo sindacaliz-&lt;br /&gt;zato e quindi ostacolo per i piani di rilancio della cordata padronale che lo gestisce.&lt;br /&gt;Gli operai di Cortemaggiore lo hanno ben capito e, con i fatti, hanno dimostrato di esse-&lt;br /&gt;re l'unica reale alternativa ad un sistema di sfruttamento e corruzione che dilaga e che&lt;br /&gt;sta portando l'intero paese (e non solo) sull'orlo del tracollo economico, per non parla-&lt;br /&gt;re del livello morale.&lt;br /&gt;Avranno un bel da fare costoro (e le istituzioni statali che li difendono) per cercare di&lt;br /&gt;dimostrare che gli operai sono criminali perchè bloccano dei camion e un'esigua mino-&lt;br /&gt;ranza di crumiri legati a doppio filo con le mafie padronali oppure schiacciati dal ricatto&lt;br /&gt;del permesso di soggiorno. La festa per loro è finita. Ma non andranno in pace.&lt;br /&gt;Mercoledì la loro ultima via d'uscita per salvare un briciolo di dignità, se gliene è rima-&lt;br /&gt;sto. Ma è più che lecito dubitarne.&lt;br /&gt;26 settembre 2011&lt;br /&gt;S.I. Cobas - Piacenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESSELUNGA BIANDRATE (NO): PER I LAVORATORI SALUTE CORTA!&lt;br /&gt;Il profitto ad ogni costo non fa sconti a nessuno; nè ai consumatori che dagli scaffali dei&lt;br /&gt;supermercati restituiscono con gli interessi quanto guadagnano, in maggioranza lavora-&lt;br /&gt;tori che nella crisi pagano con stipendi sempre più bassi e tasse sempre più alte, (l’ul-&lt;br /&gt;tima finanziaria sottrarrà dalle tasche dei lavoratori in Italia, di qualsiasi colore, circa&lt;br /&gt;1.500 euro all’anno solo di iva in più), nè  alle migliaia di lavoratori che nei depositi&lt;br /&gt;Esselunga, Bennet, Auchan e Ipercop,  sgobbano di notte e di giorno per assicurare gua-&lt;br /&gt;dagni sempre in aumento ai Caprotti di tutta la grande distribuzione e alle decine di pre-&lt;br /&gt;sidenti delle cooperative, soci onorari e responsabili di ogni tipo.   &lt;br /&gt;Un esercito di operai, inquadrato e controllato in modo militaresco e repressivo, che&lt;br /&gt;oltre a pagare la crisi con quanto avete appena letto, devono piegare le loro schiene a&lt;br /&gt;ritmi di lavoro sempre in aumento; non serve essere giovani o meno giovani, la quanti-&lt;br /&gt;tà di colli da spostare ogni ora, in alcuni casi, non deve  essere inferiore ai 300 all’ora,&lt;br /&gt;e aumentare  secondo i bisogni dei consumatori.&lt;br /&gt;Soldi e potere che si devono accumulare senza sosta da una parte;  umiliazione, sotto-&lt;br /&gt;salario e malattie professionali per le centinaia di lavoratori  pachistani, indiani, filippini,&lt;br /&gt;ucraini,  arabi ed italiani, gli unici posti di riguardo vengono riservati ai sindacalisti acco-&lt;br /&gt;modanti, e ai lavoratori che  si prestano ad esercitare il controllo politico sui propri com-&lt;br /&gt;pagni di classe.  &lt;br /&gt;Le lotte che i lavoratori di questo settore stanno conducendo non devono servire  solo&lt;br /&gt;ad ottenere la paga contrattuale, ma a proporre delle rivendicazioni salariali oltre la con-&lt;br /&gt;certazione sindacale sempre pronta a “comprendere” i bisogni aziendali e a sottoscrive-&lt;br /&gt;re accordi che non intaccano i profitti dei padroni.&lt;br /&gt;Anche la lotta iniziata nel deposito Esselunga di Biandrate (Novara) ha evidenziato le&lt;br /&gt;problematiche urgenti e salariali dei lavoratori che chiedono: il recupero dei soldi degli&lt;br /&gt;sgravi fiscali sugli straordinari, in modo da non farne beneficiare i padroni della coope-&lt;br /&gt;rativa, come è successo per la Coopital e la Gamma Service ecc., che con la trasferta&lt;br /&gt;esente  non hanno restituito ai lavoratori queste spettanze.&lt;br /&gt;Una piattaforma rivendicativa aziendale che porti in tasca ai soci lavoratori di tutte le&lt;br /&gt;cooperative presenti, soldi veri che recuperino la perdita del potere d’acquisto, e gli&lt;br /&gt;aumenti non siano come quelli del CCNL figli della concertazione e del collaborazioni-&lt;br /&gt;smo sindacale.&lt;br /&gt;Creare condizioni di lavoro che mettano al primo posto la sicurezza e la salute dei lavora-&lt;br /&gt;tori, con ritmi di lavoro umani, rispetto delle persone, cancellando per sempre le umilia-&lt;br /&gt;zioni a cui sono  sottoposti tutti, il richiamo con il fischio come si fa con i  cani, la caccia-&lt;br /&gt;ta dopo solo una ora  dal posto di lavoro a secondo dell’umore del capo squadra o per&lt;br /&gt;reprimere chi si iscrive al sindacato di base, le offese le minacce per chi non piega la testa.&lt;br /&gt;Decine di cooperative che si  alternano e si integrano nei depositi del trasporto e della&lt;br /&gt;distribuzione merci, con retribuzioni e trattamenti diversi, per evitare che i lavoratori si&lt;br /&gt;uniscano e creino seri problemi alla società committente; l’importanza di mescolare gli&lt;br /&gt;uomini e i trattamenti per confondere tutti,  l’ha ricordato Primo Levi in “Se Questo è un&lt;br /&gt;Uomo”, oggi nelle moderne democrazie e civiltà del benessere e della libertà si usano&lt;br /&gt;ancora sistemi e comportamenti che la storia ha condannato senza appello.&lt;br /&gt;I padroni del consorzio Safra  delle cooperative Asso e SGI, l’Apollo; l’Alma Group delle&lt;br /&gt;coop. Gamma Service, poi della Sintesi coop, della  Rapida, della Saga, della Coopital,&lt;br /&gt;e della Long Service,  tutte presenti nel deposito Esselunga di Biandrate,  sono benefat-&lt;br /&gt;tori il 50% dei guadagni che realizzano i circa 1.500 lavoratori presenti,  servono per&lt;br /&gt;comprare Mercedes di lusso e ville al mare o in montagna, oltre a profumati stipendi per&lt;br /&gt;decine di dirigenti che controllano tutte queste aziende.&lt;br /&gt;Dobbiamo collegare  la battaglia che conducono questi lavoratori alla classe operaia ita-&lt;br /&gt;lana, oggi più che mai serve che i proletari di tutti i paesi si uniscano perche le forme&lt;br /&gt;di divisione stanno  pasando attraverso il ritorno a mentalità razziste, nazionaliste e&lt;br /&gt;discriminatorie.&lt;br /&gt;La lotta di questi lavoratori per la libertà e la dignità  deve inorgoglire  anche coloro che&lt;br /&gt;conoscono i supermercati solo quando vanno a fare la spesa, perchè i prodotti arrivano&lt;br /&gt;sugli scaffali a prezzo di sacrifici e dove migliaia di operai giovani e meno giovani si con-&lt;br /&gt;sumano con il rischio di non percepire neanche la pensione e di finire senza lavoro, una&lt;br /&gt;volta che le condizioni di salute,  grazie alle malattie professionali, non consentono più&lt;br /&gt;il loro impiego con profitto.&lt;br /&gt;Riprendere le iniziative di lotta è necessario per rivendicare il diritto alla salute e il dirit-&lt;br /&gt;to ad una retribuzione al passo coi tempi, lavorando per  unire  tutti i lavoratori del depo-&lt;br /&gt;sito di Biandrate, per creare un comitato di lotta di tutte le cooperative presenti in col-&lt;br /&gt;legamento con i depositi sparsi nel Nord Italia, in modo da scongiurare appalti al ribas-&lt;br /&gt;so, ed infine costringere i committenti ad assumere direttamente i lavoratori delle spe-&lt;br /&gt;dizioni e dei trasporti.&lt;br /&gt;ABOLIAMO LA MODERNA SCHIAVITU', BASTA CON IL CAPORALATO !!&lt;br /&gt;11 ottobre 2011&lt;br /&gt;SLAI COBAS coop. ASSO, SGI, Coopital, Biandrate e Origgio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCIOPERO AL CENTRO LOGISTICO DELLA ESSELUNGA DI PIOLTELLO (MI)&lt;br /&gt;Venerdì 7 ottobre, presso i magazzini della ESSELUNGA di Pioltello, gli operai delle&lt;br /&gt;cooperative del consorzio SAFRA (Apollo, Asso e Servizi Generali Italia) hanno sciopera-&lt;br /&gt;to concentrandosi davanti alla porta del reparto drogheria. Sfidando il colosso Esselunga&lt;br /&gt;di padron Bernardo Caprotti, che tradizionalmente tende ad escludere qualsiasi relazione sindacale con i lavoratori impiegati nei suoi magazzini e supermercati dove vige un&lt;br /&gt;vero e proprio regime da caserma, gli operai sono pienamente consapevoli di aver intra-&lt;br /&gt;preso una dura battaglia.&lt;br /&gt;Circa quindici anni fa, infatti, la lotta che si era sviluppata presso gli stessi magazzini da&lt;br /&gt;parte di circa 80 lavoratori, in maggioranza asiatici, fu stroncata dai licenziamenti.&lt;br /&gt;Nonostante queste difficoltà un nucleo di lavoratori oggi presenti nel sito ha deciso di&lt;br /&gt;aprire un nuovo percorso di lotta.&lt;br /&gt;Lo sciopero, partito alle 17.00 e terminato alle 04.00 di oggi, ha coinvolto gli operai del&lt;br /&gt;turno pomeridiano e serale e ha prodotto un significativo ritardo nello stoccaggio e nella&lt;br /&gt;movimentazione delle merci. Gli oltre 120 operai immigrati scesi in sciopero contro i&lt;br /&gt;licenziamenti politici (una richiesta è il rientro di Worynwon Ezekil) e l'arbitrio dei capo-&lt;br /&gt;rali, per migliori condizioni di lavoro e salariali e per difendere l'agibilità sindacale che il&lt;br /&gt;consorzio e la committenza vorrebbero loro negare, hanno ricevuto il sostegno di una&lt;br /&gt;sessantina di  operai di altre cooperative, giunti dalla Fiege Borruso di Brembio, dalla&lt;br /&gt;TNT di Piacenza, dalla PAM di Trezzano, dalla Ortofin di Trezzano e Liscate, dalla Ceva&lt;br /&gt;di Corte Maggiore, dalla Star di Agrate, dalla GLS di Cerro al Lambro e del coordinamen-&lt;br /&gt;to milanese di sostegno alle lotte delle cooperative.&lt;br /&gt;Contrastato dall'arrivo massiccio di carabinieri e forze di polizia in assetto antisommos-&lt;br /&gt;sa (sempre pronti ad intervenire  nei confronti degli operai in lotta e sordi e ciechi din-&lt;br /&gt;nanzi agli abusi padronali e all'infiltrazione e gestione mafiosa delle cooperative), lo scio-&lt;br /&gt;pero con picchetto è stato il passaggio conseguente al rifiuto delle cooperative del con-&lt;br /&gt;sorzio di non riconoscere la sindacalizzazione degli operai ed aprire un tavolo per discu-&lt;br /&gt;tere le rivendicazioni contenute nella piattaforma sindacale.&lt;br /&gt;Contrastare il sindacato significa non soltanto negare le rivendicazioni economiche ma&lt;br /&gt;la possibilità che i lavoratori della logistica alzino  la testa. Come un delegato afferma in&lt;br /&gt;una dichiarazione rilasciata a IL GIORNO sabato 8 ottobre, «Noi con questo sciopero&lt;br /&gt;chiediamo innanzitutto la dignità del lavoratore in azienda. Noi qui siamo trattati come&lt;br /&gt;animali, sfruttati e anche ricattati. Veniamo lasciati a casa tre giorni su sei per riposo,&lt;br /&gt;ma senza giustificazioni. Lo fanno per tenerci buoni e per farci capire che non dobbia-&lt;br /&gt;mo alzare troppo la testa, altrimenti veniamo licenziati».&lt;br /&gt;Nell'assemblea che ha concluso lo sciopero che, secondo l'azienda ha causato un danno&lt;br /&gt;economico di «50mila euro per ogni mezz'ora di blocco» gli operai hanno deciso il man-&lt;br /&gt;tenimento dello stato di agitazione,  la preparazione di nuove azioni di lotta,  sin quan-&lt;br /&gt;do non riceveranno dei segnali soddisfacenti dalla controparte, e di rispondere con scio-&lt;br /&gt;peri immediati nel caso si verificassero rappresaglie anche contro un solo lavoratore.&lt;br /&gt;Milano, 8 ottobre 2011&lt;br /&gt;Sindacato Intercategoriale COBAS, Esselunga di Pioltello&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTERA APERTA AI LAVORATORI DEL CONSORZIO SAFRA&lt;br /&gt;- Basta con turni incontrollati e definiti a piacimento dei caporali!&lt;br /&gt;- Basta coi carichi di lavoro insopportabili imposti col ricatto&lt;br /&gt;- Basta con l’autoritarismo dei responsabili interni&lt;br /&gt;- Pieno riconoscimento del sindacato dei lavoratori&lt;br /&gt;Questi sono gli obiettivi su cui è stato organizzato lo sciopero del 7 ottobre ai magazzi-&lt;br /&gt;ni Esselunga di Pioltello durato tutta la notte e che evidentemente ha inciso sul porta-&lt;br /&gt;foglio dei padroni (Il quotidiano “il giorno” riporta che i danni ammontano a circa&lt;br /&gt;60.000€ ogni mezz’ora) ma che soprattutto ha visto oltre 100 operai determinati nel&lt;br /&gt;volerla fare finita con il potere aziendale e di poter incidere sull’organizzazione del lavo-&lt;br /&gt;ro imposta da Caprotti &amp;amp; co.&lt;br /&gt;Per questo il consorzio SAFRA ha reagito allo sciopero con una ritorsione (del tutto ille-&lt;br /&gt;gale!!) nel momento in cui ha deciso di sospendere senza motivazione né documenti&lt;br /&gt;scritti quegli operai che si erano presi la responsabilità di organizzare l’inizio della bat-&lt;br /&gt;taglia. Una reazione tanto infame quanto debole politicamente perché mette in luce&lt;br /&gt;tutta la loro paura di fronte alla lotta e all’organizzazione degli operai&lt;br /&gt;L’obiettivo è evidente: intimorirci, eliminare alla radice le basi del sindacato, dividere i&lt;br /&gt;lavoratori e quindi liquidare ogni forma di opposizione al regime schiavistico di lavoro&lt;br /&gt;con cui Caprotti fanni i miliardi sulla pelle dei lavoratori.&lt;br /&gt;Ma noi non ci faremo intimorire, né dividere, né tantomeno intendiamo rinunciare a por-&lt;br /&gt;tare avanti la battaglia appena cominciata per i nostri diritti e per migliorare le nostre&lt;br /&gt;condizioni di lavoro e di vita. Una battaglia che è nell’interesse di tutti i lavoratori, così&lt;br /&gt;come è interesse di tutti, unirsi per respingere le ritorsioni e imporre il rientro immedia-&lt;br /&gt;to degli operai sospesi senza motivo.&lt;br /&gt;Caprotti, Longo, DeSiena… siete avvisati!&lt;br /&gt;La lotta continuerà e si farà sentire ancora più forte!&lt;br /&gt;11 ottobre 2011&lt;br /&gt;I delegati e gli operai del S.I. Cobas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I DRONI DI MARCHIONNE&lt;br /&gt;L'uscita della Fiat da Confindustria conferma fin nei dettagli la contraddizione tra inte-&lt;br /&gt;ressi delle grandi multinazionali e imprese “nazionali”, per quanto export oriented.&lt;br /&gt;Il punto su cui si è verificata la “rottura” non poteva essere più esplicito: per Marchionne&lt;br /&gt;l'art. 8 della manovra – che prevede la possibilità di derogare a contratti e leggi, quindi&lt;br /&gt;la totale e incontrattabile libertà di licenziare - è l'unica garanzia del comando assoluto&lt;br /&gt;sulla forza lavoro. E quindi è la condizione più volte posta - con i referendum di&lt;br /&gt;Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco – per rimanere in Italia.&lt;br /&gt;Per Confindustria - che ha ratificato l'accordo del 28 giugno con Cgil, Cisl e Uil – vanno bene&lt;br /&gt;entrambe le cose: l'art. 8 in casi estremi, la “concertazione” con gli unici sindacati ricono-&lt;br /&gt;sciuti a prescindere come titolari della rappresentanza in tutte le situazioni “gestibili”.&lt;br /&gt;Si nota qui una preoccupazione che Fiat urla di non avere più: il problema della “coesio-&lt;br /&gt;ne sociale”, della governabilità di un paese guidato sulla via dell'impoverimento a tappe&lt;br /&gt;forzate. Alla multinazionale basta uno sguardo dall'alto: se gli piacciono determinate&lt;br /&gt;regole sociali, bene, altrimenti si va altrove. Per la Marcegaglia e persino Bombassei, un&lt;br /&gt;qualche filo di mediazione molto oculata e da posizioni di forza è comunque bene tener-&lt;br /&gt;lo; le loro imprese come la stragrande maggioranza delle grandi, medie o piccole – stan-&lt;br /&gt;no qui e non possono trasferirsi altrove. Condividono naturalmente l'esigenza di compri-&lt;br /&gt;mere il costo del lavoro, abbattere il salario e azzerare le tutele legali dei lavoratori, ma&lt;br /&gt;hanno paura di sbagliare i passaggi e ritrovarsi con un paese inselvatichito, con una con-&lt;br /&gt;flittualità anomala quanto a forme o prevedibilità.&lt;br /&gt;Il “manifesto di Confindustria” è un concentrato di questi interessi, di questo tipo di&lt;br /&gt;imprese. Combacia perfettamente con l'impianto della “lettera della Bce”, permette a un&lt;br /&gt;Della Valle di sbraitare un “basta” degno più di Masaniello che non di un “principe del&lt;br /&gt;lusso”, aprendo la volata per la discesa in campo politico del suo socio in affari, Luca Cordero di Montezemolo.&lt;br /&gt;Questa borghesia “nazionale per debolezza strutturale” non è “progressista”. Il suo pro-&lt;br /&gt;gramma coincide al millimetro con quello di Marchionne. Ma si distingue per le modali-&lt;br /&gt;tà di raggiungimento degli obiettivi. Dobbiamo dire grazie alla Marcegaglia per essere&lt;br /&gt;stata così sincera: ci vuole un “lubrificante” per far passare certe “riforme”. Qui i sinda-&lt;br /&gt;cati “complici” sono chiamati a dare il meglio di sé, in quanto a “scorrevolezza”. Tenendo&lt;br /&gt;buoni i lavoratori, buttando fumo negli occhi ai precari, tamponando alla meglio l'incaz-&lt;br /&gt;zatura dei pensionandi (e dei pensionati, se si dovesse arrivare a “misure greche” come&lt;br /&gt;la riduzione d'autorità degli assegni).&lt;br /&gt;Alla Fiat americana tutto ciò non interessa. E' “politica”, e se ne ritrae annoiata. Quel&lt;br /&gt;che accade nella società non è affar suo. Il “modello Marchionne” ha introiettato il prin-&lt;br /&gt;cipio basilare della “guerra civile globale” innescata dalla crisi. E che fa di qualsiasi socie-&lt;br /&gt;tà un insieme informe senza struttura e corpi sociali intermedi. Governabile anche a&lt;br /&gt;distanza e dall'alto.&lt;br /&gt;Basta avere droni a sufficienza.&lt;br /&gt;04 ottobre 2011&lt;br /&gt;da www.contropiano.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-4640181940521894789?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/4640181940521894789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=4640181940521894789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/4640181940521894789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/4640181940521894789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2011/11/un-fantasma-si-aggira-per-leuropa.html' title='“UN FANTASMA SI AGGIRA PER L’EUROPA”...'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-THFtDbTFwtQ/TfcaUwWMtUI/AAAAAAAAFPg/b1k7i71_bRs/s72-c/firenze.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-2826852185242075468</id><published>2011-06-21T09:15:00.000-07:00</published><updated>2011-06-21T09:31:09.799-07:00</updated><title type='text'>Affiora la prova forense che il superbatterio e.coli in Europa è stato ingegnerizzato per provocare decessi</title><content type='html'>PAOLO DE BERNARDI&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.debernardi.splinder.com"&gt;&lt;i&gt;debernardi.splinder.com&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ quasi sicuramente una escherichia GM, geneticamente modificata nei laboratori di Fort Dietrich in Maryland, resistente a otto tipi di antibiotici, resa virulenta quanto la peste. Di solito è innocua e da bambini ne abbiamo mangiata tutti a chili, giocando col cane, col gatto, con le galline, le pecore, ecc. E’ il batterio tipico del mondo naturale, del mondo di campagna, di chi vive a contatto con la terra e con gli animali. Non a caso è attraverso questo batterio che si è voluto mandare il messaggio al mondo rurale: devi sparire. Il messaggio che deve arrivare alla gente è il seguente. Dividiamolo in punti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 1. Non è affatto vero che il mondo rurale e di campagna offra condizioni più vivibili, sane e sicure delle megalopoli degradate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Non è affatto vero che i prodotti a filiera corta (cioè prodotti non lontano da casa) siano più sani e sicuri di quelli sterilizzati e trattati per la conservazione, che vengono da l’altro capo del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 3. Non è affatto vero che l’agricoltura organica offra cibo più sano e sicuro di quella convenzionale fatta di chimica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Rifiutare di introdurre in Europa gli Ogm, oppure gli animali trattati con ormoni della crescita, oppure rifiutare animali allevati a Ogm, oppure rifiutare animali clonati, o partite di carne irradiate col nucleare ai fini della maggiore conservazione, per attenersi ad allevamenti “naturali” non è vero che sia stata la miglior scelta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. La Germania è uno dei paesi leader in Europa per la produzione e il consumo di cibo biologico, fatto con metodi tradizionali, senza chimica e Ogm, ritenuto al pari di una medicina preventiva, anche e soprattutto perché le verdure vanno consumate fresche, altrimenti perdono i valori nutrizionali e terapeutici; ebbene non deve esser vero che questo sia cibo più sano di quello trattato e cellofanato che viene dall’India o dall’Egitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. I grandi banchieri di Wall Street hanno da tempo investito in aziende agricole in India e Nordafrica, dove un melone o un kilo di peperoni si producono per pochissimi centesimi. Quello che compro in India ad un centesimo lo rivendo in Europa a due o tre euro. E’ un affare immenso, posto che gli europei accettino di diventare una colonia alimentare e posto che si tolgano dalla testa tutte quelle menate sul cibo naturale, a filiera corta, biologico, fresco, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Se non lo capiscono con le buone lo capiranno con le cattive, quando vedranno i propri figli languire e agonizzare in un ospedale a seguito di una diarrea emorragica, conseguente al fatto che vi ostinate a dar loro cibo biologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Questo messaggio non solo è stato messo in groppa al batterio dell’escherichia, bensì al batterio è stato ordinato di portarlo, non a caso, in una importante azienda biologica della Germania, non in un qualsiasi supermercato (i servizi segreti tedeschi dormono i sette sonni. Ancora non sono riusciti a beccare i bioterroristi che girano per il paese).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Il messaggio finale all’uomo contemporaneo è il seguente: è molto meglio per lui starsene in qualche grattacielo delle metropoli degradate a mangiare hamburger e cola per pochi centesimi, piuttosto che andare a tentare l’avventura in un pericolosissimo mondo naturale e rurale dove può accadere di tutto.(virus e batteri terribili-letali)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. I registi dell’operazione terroristica possono contare sulla stupidità di scienziati e intellettuali europei, ben abbeverati, sin da bambini, alle idiozie di Darwin (come Veronesi, lo “scienziato” che l’Occidente si merita), ai quali, i vari "Corrieri della serva", mandano a dire che “sicuramente” si tratta di una “evoluzione” darwiniana che il batterio ha fatto nel corpo di qualche animale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distogliendo tutti dal pensare che quelle “evoluzioni” al batterio gliele hanno fatte fare gli squadroni della morte (medici e ricercatori), addestrati da Robert Gallo a ingegnerizzare virus e batteri animali, affinché diventino letali sull’uomo. Una volta si diceva che per gli stupidi non c’è medicina. Quindi i servizi segreti europei dormono. Se i batteri darwinianamente evolvono, noi che c’entriamo? Dormiamo tranquilli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://informarexresistere.fr/"&gt;informarexresistere&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a target="_blank" href="http://informarexresistere.fr/wp-content/uploads/2011/06/e-coli_thumb1.jpg"&gt;&lt;img class="alignleft size-full wp-image-71323" title="e-coli_thumb[1]" src="http://informarexresistere.fr/wp-content/uploads/2011/06/e-coli_thumb1.jpg" alt="" height="244" width="201" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;di Mike Adams, the Health Ranger&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.naturalnews.com/" target="_blank"&gt;NaturalNews.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(NaturalNews) Anche se la gara per dare la colpa ai vegetali è attualmente in corso in tutta l’UE, dove un ceppo di E. Coli super resistente sta facendo ammalare pazienti e riempendo gli ospedali in Germania, praticamente nessuno sta parlando di come l’E.coli è magicamente diventato resistente a otto diverse classi di farmaci antibiotici e poi, improvvisamente, è apparso nella catena alimentare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questa particolare variante dell’E.coli è un membro del ceppo &lt;strong&gt;O104,&lt;/strong&gt; e i ceppi O104 non sono quasi mai (normalmente) resistenti agli antibiotici. Per acquisire tale &lt;strong&gt;resistenza, devono essere ripetutamente esposti agli antibiotici&lt;/strong&gt; al fine di fornire la “pressione di mutazione” che li spinga verso l’immunità completa al farmaco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quindi, se siete curiosi di conoscere le origini di tale ceppo, potete in sostanza  analizzare in dettaglio il codice genetico dell’E.coli e  determinare con sufficiente precisione a quali antibiotici è stato esposto durante il suo sviluppo. Questo passo è stato fatto (vedi sotto), e quando si guarda la decodificazione genetica di questo ceppo O104 che ora minaccia i consumatori di prodotti alimentari in tutta l’UE, emerge un quadro affascinante di come è stato generato.&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Il codice genetico rivela la storia&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;Quando gli scienziati del &lt;em&gt;Robert Koch Institute&lt;/em&gt; in Germania hanno decodificato la struttura genetica del ceppo O104, hanno trovato che è resistente a tutte le classi e le combinazioni di antibiotici:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;• penicilline&lt;br /&gt;• tetraciclina&lt;br /&gt;• acido nalidixico&lt;br /&gt;• trimetoprim-sulfamethoxazol&lt;br /&gt;• cefalosporine&lt;br /&gt;• amoxicillina / acido clavulanico&lt;br /&gt;• piperacillina-sulbactam&lt;br /&gt;• piperacillina-tazobactam&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Inoltre, questo ceppo O104 posseiede una capacità di produrre particolari enzimi che gli conferiscono quella che potrebbe essere chiamata “superpotenza batterica” nota tecnicamente come &lt;strong&gt;ESBL:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“I Beta-Lattamasi a Spettro Esteso  (ESBL) sono enzimi che possono essere prodotti dai batteri e li rendono resistenti alle cefalosporine, ad esempio, cefuroxima, cefotaxime e ceftazidime – che sono gli antibiotici più utilizzati in molti ospedali”, spiega la Health Protection Agency del Regno Unito ( &lt;a href="http://www.hpa.org.uk/Topics/InfectiousDiseases/InfectionsAZ/ESBLs/" target="_blank"&gt;http://www.hpa.org.uk/Topics/Infect…&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per di più, questo ceppo O104 possiede due geni – &lt;strong&gt;TEM-1 e CTX-M-15&lt;/strong&gt; – che “hanno fatto rabbrividire i medici dal 1990″, scrive &lt;em&gt;The Guardian&lt;/em&gt; (&lt;a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2011/jun/05/deadly-ecoli-resistance-antibiotic-misuse" target="_blank"&gt;http://www.guardian.co.uk/commentis…&lt;/a&gt;). E perché fanno rabbrividire i medici? Perché sono così mortali che molte persone infette da tali batteri sperimentano &lt;strong&gt;l’insufficienza critica di un organo &lt;/strong&gt;e semplicemente muoiono.&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Creare biologicamente un superbatterio mortale&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;Come, esattamente, nasce un ceppo batterico  che è resistente a &lt;strong&gt;più&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;un dozzina di antibiotici in otto classi di farmaci differenti&lt;/strong&gt; ed è caratterizzato da  due mutazioni genetiche mortali, nonché dalla capacità di produrre enzimi ESBL?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In effetti c’è un solo modo in cui questo accade (e uno solo) – si deve &lt;em&gt;esporre questo ceppo di E. coli&lt;/em&gt; a tutte le otto classi di farmaci antibiotici. Di solito questo non avviene contemporaneamente, naturalmente: prima si espone alla penicillina e si trovano le colonie superstiti che sono resistenti alla penicillina. Poi si prendono le colonie sopravvissute e si espongono alla tetraciclina. Le colonie superstiti sono diventate resistenti sia alla penicillina che alla tetraciclina. Poi si espongono a un sulfamidico e si raccolgono le colonie sopravvissute, e così via. Si tratta di un processo di &lt;strong&gt;selezione genetica&lt;/strong&gt; effettuata in un laboratorio con un risultato desiderato. Si tratta essenzialmente di come alcune &lt;strong&gt;armi biologiche&lt;/strong&gt; sono costruite dall’esercito degli Stati Uniti nella sua struttura di laboratorio a Ft. Detrick, nel Maryland (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/National_Biodefense_Analysis_and_Countermeasures_Center" target="_blank"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/Nation…&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche se il processo reale è più complicato di questo, il risultato è che la &lt;strong&gt;creazione di un ceppo di E. coli  resistente a otto classi di antibiotici&lt;/strong&gt; richiede ripetute, prolungate esporsizioni a tali antibiotici. E’ praticamente impossibile immaginare come questo possa accadere del tutto spontaneamente nel mondo naturale. Ad esempio, se questo batterio è nato nel cibo (come ci è stato detto), allora da dove ha  acquisito tutta questa resistenza agli antibiotici in considerazione del fatto che gli &lt;strong&gt;antibiotici non sono utilizzati nelle verdure?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quando si considera la prova genetica che ora è di fronte a noi, è difficile immaginare come questo possa accadere “in natura”. Mentre la resistenza a un antibiotico singolo è comune, la creazione di un ceppo di E. coli che è resistente a &lt;strong&gt;otto diverse classi di antibiotici&lt;/strong&gt; – in combinazione – sfida semplicemente le leggi della &lt;em&gt; permutazione &lt;/em&gt;&lt;em&gt;genetica &lt;/em&gt;&lt;em&gt;e combinazione&lt;/em&gt; in natura. In poche parole, questo ceppo di superbatteri e.coli non avrebbe potuto essere creato in natura. E questo lascia solo una spiegazione per cui in realtà proveniva da: &lt;strong&gt;il laboratorio.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Progettato e poi rimesso in libertà&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;Le prove ora puntano verso il fatto che questo ceppo mortale di E.coli è stato &lt;em&gt;progettato&lt;/em&gt; e poi  rilasciato nella catena alimentare o in qualche modo è usciito da un laboratorio finendo nelle scorte alimentari inavvertitamente. Se non siete d’accordo con tale conclusione – e siete sicuramente benvenuti – allora siete costretti a concludere che questo superbatterio octobiotico (immune a otto classi di antibiotici) si è sviluppato &lt;em&gt;in modo casuale per suo conto&lt;/em&gt; … e questa conclusione è molto più spaventosa della spiegazione della “bioingegneria”, perché significa che superbatteri octobiotici possono semplicemente apparire ovunque e in qualsiasi momento senza motivo. Questa sarebbe una teoria davvero molto esotica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La mia conclusione ha effettivamente più senso: questo ceppo di E. coli è stato quasi certamente costruito e poi immesso in forniture alimentari &lt;em&gt;per un fine specifico.&lt;/em&gt; Quale potrebbe essere tale fine? E ‘ovvio, spero.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E&lt;em&gt;‘&lt;/em&gt; in funzione&lt;em&gt; &lt;/em&gt;il solito metodo&lt;em&gt; problema,  reazione,  soluzione&lt;/em&gt;. Prima si causa  un problema (un ceppo mortale di Escherichia coli nel rifornimento alimentare). Poi si aspetta  la reazione del pubblico (enorme clamore in quanto la popolazione è terrorizzata dall’E. Coli). In risposta a questo, si mette in atto la soluzione desiderata (il controllo totale della fornitura globale di cibo e la messa fuori legge di germogli crudi, latte crudo e verdure crude).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ tutto quì, ovviamente. La FDA ha invocato lo stesso fenomeno negli Stati Uniti quando ha fatto pressione per la sua recente “Legge di Modernizzazione per la sicurezza alimentare” che in sostanza, mette fuori legge le piccole aziende organiche familiari  a meno che non lecchino le scarpe alle autorità di regolamentazione della FDA. La FDA è stata in grado di schiacciare la libertà agricola in America aggiungendo il timore diffuso che ha seguito la diffusione di focolai di E.coli nella catena alimentare statunitense. Quando le persone hanno paura, ricordate, non è difficile far loro accettare qualsiasi livello di regolamentazione tirannica. E rendere la gente spaventata dal loro cibo è una cosa semplice … pochi comunicati stampa del governo inviati via e-mail ai media mainstream affiliati,  è tutto quello che serve.&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Prima il divieto della medicina naturale, quindi l’attacco alle scorte alimentari&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;Ora, ricordate: &lt;strong&gt;tutto questo sta accadendo sulla scia del divieto europeo per piante medicinali e integratori alimentari&lt;/strong&gt; – un divieto che palesemente mette fuorilegge terapie nutrizionali che aiutano a mantenere le persone sane e libere da malattie. Ora che tutte queste erbe e supplementi sono fuorilegge, il passo successivo è quello di rendere la gente anche spaventata dagli alimenti freschi. Questo perché &lt;strong&gt;gli ortaggi freschi sono medicinali,&lt;/strong&gt; e fintanto che il pubblico ha il diritto di acquistare ortaggi e legumi freschi, puo sempre prevenire le malattie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma se si rende la gente SPAVENTATA dalle verdure fresche – o se si mettono  fuorilegge del tutto – allora è possibile forzare l’intera popolazione ad una dieta di &lt;strong&gt;cibi morti&lt;/strong&gt; e prodotti alimentari trasformati che favoriscono le malattie degenerative e sostengono i profitti delle potenti aziende farmaceutiche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fa tutto parte dello stesso programma, evidentemente: Rendere le persone malate, negare loro l’accesso ad erbe medicinali e integratori, poi approfittare delle loro sofferenze per mano dei cartelli dei farmaci a livello mondiale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli OGM svolgono un ruolo simile in tutto questo, naturalmente: Sono progettati per contaminare le scorte alimentari con un codice genetico che causa&lt;strong&gt; infertilità diffusa&lt;/strong&gt; tra gli esseri umani. E coloro che sono in qualche modo in grado di riprodursi dopo l’esposizione agli OGM soffrono anche di malattie degenerative che arricchiscono le case farmaceutiche attraverso le “cure”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ricordate quale paese è stato preso di mira in questo recente allarme e.coli? La Spagna. Perché la Spagna? Ricordiamo che le rivelazioni trapelate da Wikileaks hanno messo in luce che la &lt;strong&gt;Spagna ha resistito all’introduzione degli OGM&lt;/strong&gt; nel suo sistema agricolo, anche se il governo degli Stati Uniti, di nascosto, ha minacciato ritorsioni politiche per la sua resistenza. Questa falsa accusa alla Spagna per i morti da E.coli è probabilmente una  &lt;strong&gt;rappresaglia&lt;/strong&gt; per la mancata  volontà della Spagna di saltare sul carro OGM.&lt;br /&gt;( &lt;a href="http://www.naturalnews.com/030828_GMOs_Wikileaks.html" target="_blank"&gt;http://www.naturalnews.com/030828_G…&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questa è la vera storia dietro la devastazione economica dei coltivatori di vegetali spagnoli. E ‘una delle sottotrame perseguite attraverso questo intrigo del superbug e.coli.&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Il cibo come arma di guerra – creato da Big Pharma?&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;A questo proposito, la spiegazione più probabile per cui questo ceppo di E. coli è stato ingegnerizzato è che i giganti farmaceutici hanno potuto farlo nei propri laboratori. Chi altro ha accesso a tutti gli antibiotici e alle attrezzature necessarie per gestire le mutazioni mirate di probabili migliaia di colonie di e.coli? Le aziende farmaceutiche sono in una posizione unica per attuare questa trama e trarne profitto. In altre parole, essi hanno i mezzi &lt;em&gt;e il movente&lt;/em&gt; per impegnarsi proprio in tali azioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oltre alle case farmaceutiche, forse solo le autorità di regolamentazione delle malattie infettive hanno questo tipo di capacità di laboratorio. Il CDC, per esempio, probabilmente avrebbe potuto attuare questo, se avesse voluto davvero.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La prova che &lt;em&gt;qualcuno&lt;/em&gt; ha manipolato biologicamente questo ceppo di Escherichia coli è scritta proprio nel DNA dei batteri. Queste sono &lt;strong&gt;prove giudiziarie,&lt;/strong&gt; e quello che rivelano non può essere negato. Questo ceppo ha subìto ripetute e prolungate esposizioni a otto diverse classi di antibiotici, e quindi in qualche modo è riuscito ad apparire nella catena alimentare. Come si arriva a questo se non attraverso un programma ben pianificato condotto da scienziati canaglia? Non esiste una cosa come la “mutazione spontanea” in un ceppo che è resistente alle principali otto classi di farmaci antibiotici di marca, venduti oggi da Big Pharma. Tali mutazioni devono essere deliberate.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ancora una volta, se non siete d’accordo con questa valutazione, allora state dicendo che NO, non è stato fatto volutamente … è accaduto &lt;em&gt;accidentalmente!&lt;/em&gt; E di nuovo, dico che è ancora più spaventoso! Perché significa che la contaminazione da antibiotici del nostro mondo è adesso a un tale livello estremo di annientamento che un ceppo di E. coli in natura puo essere saturato con otto diverse classi di antibiotici, fino al punto da trasformarsi naturalmente nel suo stesso  superbatterio mortale. Se è questo  che la gente crede, allora è  una teoria quasi più spaventosa della spiegazione bioingegneristica!&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Una nuova era è cominciata: armi biologiche nel vostro cibo&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;Ma in entrambi i casi – non importa cosa credete – la semplice verità è che il mondo affronta oggi una nuova era &lt;strong&gt;a livello mondiale di&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;ceppi di superbatteri &lt;/strong&gt; di batteri che non possono essere trattati con farmaci conosciuti. Tutti possono, ovviamente, essere facilmente uccisi con &lt;strong&gt;l’argento colloidale,&lt;/strong&gt; che è esattamente il motivo per cui la FDA e le autorità di regolamentazione mondiale della sanità hanno violentemente attaccato le aziende di argento colloidale in tutti questi anni: essi non possono permettere che il pubblico metta  le mani su antibiotici naturali che funzionano veramente, evidentemente. Verrebbe vanificato l’obiettivo di rendere tutti malati, in primo luogo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In effetti, questi ceppi di superbatteri E.coli possono essere abbastanza facilmente trattati con una combinazione di &lt;strong&gt;antibiotici naturali a spettro completo&lt;/strong&gt; ricavati da piante come l’aglio, lo zenzero, la cipolla e le erbe medicinali. Primi tra tutti, &lt;strong&gt;i probiotici&lt;/strong&gt; possono aiutare l’equilibrio della flora del tubo digerente ed “eliminare” il mortale e.coli. Un sistema immunitario sano e un tratto digerente ben funzionante possono combattere un’infezione da superbatterio  E.coli, ma questo è ancora un altro fatto che la comunità medica non vuole farvi sapere. Essi preferiscono di gran lunga che voi rimaniate &lt;strong&gt;una vittima inerme&lt;/strong&gt; che giace in ospedale, in attesa di morire, senza opzioni a vostra disposizione. Questa è la “medicina moderna” per voi. E’ causa dei problemi che essi pretendono di trattare, e che poi non saranno nemmeno trattati con tutto ciò che essenzialmente funziona.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quasi tutti i decessi attribuibili a questo focolaio di Escherichia coli sono facilmente e prontamente evitabili. Queste sono  &lt;strong&gt;morti per ignoranza.&lt;/strong&gt; Ma ancor più, esse possono anche essere morti causate da una nuova era di armi biologiche su base alimentare, scatenata o da un gruppo di scienziati pazzi o dall’agenda portata avanti da un’istituzione che ha dichiarato guerra contro la popolazione umana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.naturalnews.com/032622_ecoli_bioengineering.html" target="_blank"&gt;NaturalNews.com&lt;/a&gt; 6 Giugno 2011&lt;br /&gt;Traduzione: Dakota Jones&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-2826852185242075468?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/2826852185242075468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=2826852185242075468' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/2826852185242075468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/2826852185242075468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2011/06/affiora-la-prova-forense-che-il.html' title='Affiora la prova forense che il superbatterio e.coli in Europa è stato ingegnerizzato per provocare decessi'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-6367025736964870314</id><published>2011-03-28T08:35:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T08:44:14.068-07:00</updated><title type='text'>Ma quanta energia nucleare importiamo?</title><content type='html'>&lt;h3 class="storytitle"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=133662993323841#%21/group.php?gid=131832316850943&amp;amp;ref=mf"&gt; &lt;img alt="SARDINIA NUCLEARE? NO GRATZIAS!" id="Image7_img" src="http://1.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/TC5geldOrGI/AAAAAAAAA-0/PwQsKanZQzA/S350/28241_128330127202176_100000755682829_134282_3771975_s.jpg" height="130" width="130" /&gt; &lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;&lt;a href="http://folliaquotidiana.wordpress.com/2011/03/21/ma-quanta-energia-nucleare-importiamo/"&gt;folliaquotidiana&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="storycontent"&gt;   &lt;p align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-uzeWPG318Go/TZCsv46rpoI/AAAAAAAABJ4/7anqCIV7-H0/s1600/DSCN3507.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-uzeWPG318Go/TZCsv46rpoI/AAAAAAAABJ4/7anqCIV7-H0/s200/DSCN3507.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589157076299130498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Negli ultimi giorni, a seguito del disastro di Fukushima, gli esperti favorevoli al nucleare hanno sottolineato che l’Italia importa energia elettrica prodotta da centrali nucleari. La domanda retorica che segue il ragionamento è: perché non la produciamo direttamente noi invece di comprarla? Si potrebbe obiettare che produrre non è sempre meglio che comprare, e infatti nella gestione d’impresa si studia il problema “make or buy”, che non ha soluzioni predefinite. In ogni caso sono state sparate strane cifre sulla percentuale di energia nucleare importata dall’estero.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;In particolare, il ministro dello sviluppo economico Romani &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-03-15/marcegaglia-barra-dritta-energia-211249.shtml?uuid=AaxtkoGD" target="_blank"&gt;ha precisato in una riunione dei ministri europei a Bruxelles&lt;/a&gt;, che “&lt;em&gt;il 19% dell’energia che consumiamo in Italia è prodotta dal nucleare&lt;/em&gt;” poiché “&lt;em&gt;tutti i paesi europei hanno centrali&lt;/em&gt;”.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ora, anche se fosse vero che tutti i paesi europei hanno tali centrali (cosa che non è vera: Austria, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Grecia e i paesi dell’ex Jugoslavia non ne possiedono), come è possibile avere il 19% dell’energia proveniente dal nucleare quando ne importiamo circa il 14% ?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;I dati Terna &lt;a href="http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=VwAE%2bmEq1B4%3d&amp;amp;tabid=418&amp;amp;mid=2501" target="_blank"&gt;del 2009&lt;/a&gt; e quelli &lt;a href="http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=zuvz3fV0FiQ%3d&amp;amp;tabid=649" target="_blank"&gt;provvisori del 2010&lt;/a&gt; forniscono valori diversi: nel 2009 il consumo di energia in Italia è stato pari a 319,037 TWh di cui 47,071 TWh ricevuta da fornitori esteri pari al 14,75%, mentre nel 2010 il consumo è stato di 305,500 TWh di cui 45,761 TWh da fornitori esteri pari al 14,97%. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ma la vera quantità di energia proveniente dal nucleare che viene importata in Italia è inferiore, poiché i fornitori esteri non producono il 100% della loro energia tramite centrali nucleari. Esistono 5 interconnessioni tra l’Italia e i paesi esteri, rispettivamente Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Grecia. &lt;a href="http://www.autorita.energia.it/it/dati/eem49.htm" target="_blank"&gt;Secondo l’autorità per l’energia&lt;/a&gt;, nel 2009 abbiamo importato 47,071 TWh dall’estero, ma se calcoliamo la percentuale di energia elettrica prodotta dal nucleare nel paese di origine, si ottengono questi valori:&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;table border="1" cellspacing="0" width="80%"&gt; &lt;thead&gt; &lt;tr&gt; &lt;th&gt;&lt;br /&gt;&lt;/th&gt; &lt;th&gt;Quantità totale importata (TWh)&lt;/th&gt; &lt;th&gt;Percentuale prodotta da nucleare&lt;/th&gt; &lt;th&gt;Quantità da nucleare importata (TWh)&lt;/th&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/thead&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;th&gt;Francia&lt;/th&gt; &lt;td&gt;11,939&lt;/td&gt; &lt;td&gt;78%&lt;/td&gt; &lt;td&gt;9,312&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;th&gt;Svizzera&lt;/th&gt; &lt;td&gt;24,975&lt;/td&gt; &lt;td&gt;39%&lt;/td&gt; &lt;td&gt;9,740&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;th&gt;Austria&lt;/th&gt; &lt;td&gt;1,192&lt;/td&gt; &lt;td&gt;0%&lt;/td&gt; &lt;td&gt;0&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;th&gt;Slovenia&lt;/th&gt; &lt;td&gt;6,773&lt;/td&gt; &lt;td&gt;40%&lt;/td&gt; &lt;td&gt;2,709&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;th&gt;Grecia&lt;/th&gt; &lt;td&gt;2,192&lt;/td&gt; &lt;td&gt;0%&lt;/td&gt; &lt;td&gt;0&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;th&gt;Totale&lt;/th&gt; &lt;th&gt;47,071&lt;/th&gt; &lt;th&gt;&lt;br /&gt;&lt;/th&gt; &lt;th&gt;21,761&lt;/th&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt; &lt;/table&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quindi la quantità di elettricità proveniente dal nucleare è pari a 21,761 TWh, pari al 6,82%. Che è circa &lt;em&gt;un terzo&lt;/em&gt; rispetto a quello dichiarato dal nostro ministro.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-6367025736964870314?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/6367025736964870314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=6367025736964870314' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/6367025736964870314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/6367025736964870314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2011/03/ma-quanta-energia-nucleare-importiamo.html' title='Ma quanta energia nucleare importiamo?'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/TC5geldOrGI/AAAAAAAAA-0/PwQsKanZQzA/s72-c/28241_128330127202176_100000755682829_134282_3771975_s.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-5849879613868993693</id><published>2011-02-04T11:28:00.000-08:00</published><updated>2011-02-04T11:30:43.089-08:00</updated><title type='text'>Problemi tecnici in vista per i depositi nucleari scandinavi</title><content type='html'>&lt;a href="http://folliaquotidiana.wordpress.com/"&gt;http://folliaquotidiana.wordpress.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema proposto in Svezia e Finlandia per la costruzione di un deposito geologico a lungo termine ospitante rifiuti nucleari ad alto livello (High Level Waste) è stato messo in discussione da un gruppo di ricercatori che hanno fatto esperimenti sulla corrosione del rame con cui saranno rivestiti i contenitori delle scorie. Il rame potrebbe infatti corrodersi più velocemente di quanto prevedono i progettisti ed esporre le scorie, compromettendo la sicurezza del deposito. Ma la SKB, la joint venture formata dalle industrie energetiche svedesi incaricata della costruzione, rigetta le accuse sostenendo la bontà del progetto [1].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnologia per l’immagazzinamento delle scorie in un deposito geologico profondo è chiamata KBS-3 e prevede l’inserimento delle scorie nucleari in un contenitore rivestito di rame. Il deposito viene scavato ad una profondità di 500 m in un ambiente geologico che deve rispettare requisiti stringenti. Nelle profondità del sito vengono successivamente scavati buchi cilindrici nel terreno dove sono impilati i contenitori. Lo spazio tra il contenitore e la parete del buco viene riempita con bentonite e, una volta riempito, viene depositato un "tappo" di bentonite. Ad una certa distanza viene preparato un nuovo buco per i contenitori successivi. disposal_tunnel&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le barriere che devono isolare le scorie dall’ambiente esterno sono principalmente 3:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a href="http://folliaquotidiana.files.wordpress.com/2011/01/disposal_tunnel.gif"&gt;&lt;img style="border-width: 0pt; margin: 15px 0pt 0pt 15px; background-image: none; padding-left: 0pt; padding-right: 0pt; display: inline; float: right; padding-top: 0pt;" title="disposal_tunnel" alt="disposal_tunnel" src="http://folliaquotidiana.files.wordpress.com/2011/01/disposal_tunnel_thumb.gif?w=408&amp;amp;h=458" align="right" border="0" height="458" width="408" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;   1.&lt;br /&gt;     il rivestimento di rame&lt;br /&gt;  2.&lt;br /&gt;     lo strato di bentonite che circonda i contenitori&lt;br /&gt;  3.&lt;br /&gt;     le rocce circostanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nemico principale è costituito dai flussi d’acqua sotterranei, che possono corrodere i contenitori e trasportare le sostanze radioattive fuori dal sito attraverso le rocce. Per questo motivo è necessario che il sistema geologico possieda flussi d’acqua scarsi e che i contenitori siano impermeabilizzati e a prova di corrosione. L’impermeabilizzazione avviene attraverso la bentonite, e il rame provvede alla protezione dalla corrosione.&lt;br /&gt;Sembrerebbe tutto relativamente semplice, se non si considera l’enorme quantità di tempo in gioco. I fusti devono resistere alla corrosione per almeno 100 mila anni, periodo necessario per far decadere i materiali radioattivi ad un livello paragonabile a quello emesso da un giacimento di uranio naturale. In questo periodo di tempo sono previste delle ere glaciali, durante le quali la Finlandia e la Svezia saranno ricoperte da uno strato di ghiaccio spesso alcuni km e in grado di creare una pressione elevatissima sulle rocce del deposito [5]. Viene quindi richiesto di conoscere e modellare la situazione idrogeologica attuale e le modifiche che subirà nei prossimi 100 mila anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo SKB, le caratteristiche del sito dopo la sua chiusura (che avviene quando il deposito si riempie completamente, circa dopo 100 anni) è tale da impedire la corrosione del rivestimento di rame. Infatti l’ambiente del sito sarà privo di ossigeno e quindi, secondo SKB, tale da non causare corrosione in modo significativo. Ma un gruppo di ricercatori al Royal Institute of Technology di Stoccolma ha scoperto che il rame può invece corrodersi in acqua pura anche in tale ambiente [4].&lt;br /&gt;Meccanismi di corrosione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il trascorrere dei secoli, la bentonite viene saturata dall’acqua presente nelle rocce. La bentonite reagisce gonfiandosi e diventando una barriera impermeabile. Ma con il trascorrere del tempo è impossibile impedire all’acqua di penetrare, sebbene in piccole quantità.  A tale profondità l’acqua è priva di ossigeno, anche se piccole quantità di ossigeno sono presenti nei pori della bentonite prima della saturazione. Il rame reagisce con l’ossigeno presente nella bentonite per formare ossido di rame. Quando l’ossigeno si è consumato, il rame reagisce con l’acqua contenente ioni solfuri che si trovano in modo naturale nella bentonite formando solfuro di rame. Successivamente entrano in gioco ioni di cloruro dell’acqua formando idrossidi di rame. Queste reazioni chimiche sono accettate senza particolari dibattiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto della situazione è la presenza di un altra reazione che avviene in un ambiente libero da ossigeno [1]: la reazione tra il rame e le molecole d’acqua che forma altri idrossidi di rame e idrogeno in forma gassoso. Inoltre l’idrogeno può essere assorbito dal metallo, fenomeno che causerebbe un aumento della fragilità del rivestimento del rame. La reazione chimica che avverrebbe è la seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cu + H2O -&gt; Idrossidi di Cu + H2 + H (nel rame)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e rappresenterebbe un’ulteriore fase di corrosione del metallo, che proseguirebbe fino al raggiungimento dell’equilibrio della pressione dell’idrogeno, ad un valore pari a circa 1 mbar [1]. Hultqvist ha affermato che sono state trovate prove scientifiche della presenza di un prodotto di reazione e che l’idrogeno molecolare può essere misurato sia nella forma gassosa che all’interno del metallo [1].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Szakálos questi risultati non sono in conflitto con i principi della termodinamica e possono essere spiegati con la formazione di un idrossido di rame amorfo. Sempre secondo il ricercatore, la corrosione del rame in acqua libera da ossigeno è un fenomeno ben noto nelle industrie che impiegano il rame in sistemi di raffreddamento e nei sincrotroni, poiché tutti questi tipi di sistema presentano una corrosione del rame che procede ad un ritmo di circa un micrometro per anno [1].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel novembre 2009 uno speciale gruppo di esperti è stato riunito per fare chiarezza sulla questione [3]. Gli esperti hanno proposto diversi esperimenti per confermare la formazione di idrogeno, studiare le condizioni sperimentali di Hultqvist e Szakálos, esaminare i prodotti di reazione, misurare la resistenza del rame e quantificare nel tempo lo spessore del rivestimento.&lt;br /&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché due delle tre barriere (bentonite e roccia) sono pensate solo per ritardare la fuoriuscita dei radionuclidi nell’ambiente, la barriera più importante è costituita dall’involucro. Infatti la bentonite non rappresenta una barriera permanente, ma un mezzo per rallentare la penetrazione dell’acqua nei pressi del contenitore. Inoltre, la stessa SKB [6], rileva che “oggi non è possibile escludere la possibilità che la bentonite venga erosa se l’acqua possiede una salinità bassa. Al giorno d’oggi, nel sito di Forsmark, questa condizione non si verifica. Tuttavia, durante una futura era glaciale, la salinità sarà sufficientemente bassa in entrambi i siti [Forsmark e Laxemark ndr], anche se è meno probabile a Forsmark. Inoltre, poiché i flussi idrologici sono inferiori a Forsmark, questo fenomeno coinvolgerà un numero inferiore di siti di deposizione rispetto a Laxemar. Se lo strato di bentonite scomparisse, il contenitore potrebbe essere danneggiato in un periodo di tempo molto lungo dalla corrosione causata dai solfuri” [6]. La corrosione citata non è sufficiente secondo SKB a danneggiare i contenitori nell’arco di tempo considerato, ma le analisi non considerano le recenti scoperte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo rende ancora più importante la necessità di effettuare esperimenti ed analisi esaustive sul nuovo fenomeno di corrosione. Esso dimostra come l’immagazzinamento permanente dei rifiuti radioattivi ad alto livello in un deposito geologico permanente non rappresenta una soluzione completamente risolta. La soluzione è particolarmente difficile a causa dell’enorme intervallo di tempo nel quale le tre barriere devono funzionare. Per fare un piccolo paragone, l’homo sapiens sapiens è comparso 50 mila anni fa. Se il primo essere umano moderno avesse costruito un deposito simile, oggi saremmo solo a metà del periodo previsto di isolamento delle scorie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;[1] Nuclear Engineering Institute “&lt;a href="http://www.neimagazine.com/story.asp?storyCode=2057723" target="_blank"&gt;The Copper Controversy&lt;/a&gt;”, 6 nov 2010    &lt;br /&gt;[2] SKB, "&lt;u&gt;Long-term safety for KBS-3 repositories at Forsmark and Laxemar – a first evaluation&lt;/u&gt;" Technical Report TR-06-09, October 2006,  &lt;a href="http://www.skb.se/upload/publications/pdf/TR-06-09webb.pdf" target="_blank"&gt;http://www.skb.se/upload/publications/pdf/TR-06-09webb.pdf&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;[3] Swedish National Council for Nuclear Waste, “&lt;u&gt;Mechanisms of Copper Corrosion in Aqueous Environments&lt;/u&gt;”, November 16, 2009, &lt;a href="http://www.mkg.se/uploads/Swedish_National_Council_for_Nuclear_Waste_Report_2009-4e_Mechanisms_of_Copper_Corrosion_in_Aqueous_Environments.pdf" target="_blank"&gt;http://www.mkg.se/uploads/Swedish_National_Council_for_Nuclear_Waste_Report_2009-4e_Mechanisms_of_Copper_Corrosion_in_Aqueous_Environments.pdf&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;[4] P. Szakálos, G. Hultquist, G. Wikmark, "&lt;u&gt;Corrosion of Copper by Water&lt;/u&gt;", Electrochemical and Solid-State Letters, 10 (11) C63-C67 (2007) DOI: 10.1149/1.2772085    &lt;br /&gt;&lt;a href="http://mkg.nu/pdf/Corrosion_Copper_Water_Hultquist_Szakalos_Wikmark_2007.pdf" target="_blank"&gt;http://mkg.nu/pdf/Corrosion_Copper_Water_Hultquist_Szakalos_Wikmark_2007.pdf&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;[5]  &lt;a href="http://spectrum.ieee.org/energy/nuclear/finlands-nuclear-waste-solution/0"&gt;Finland’s Nuclear Waste Solution&lt;/a&gt;, IEEE Spectrum, dic 2009    &lt;br /&gt;[6]  SKB – &lt;a href="http://www.skb.se/f0a51b8e-d851-492c-a218-32bd7a857b1b.fodoc"&gt;Final repository for spent fuel in Forsmark – basis for decision and reasons for site selection&lt;/a&gt;, June 2009, pag 4     &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-5849879613868993693?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/5849879613868993693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=5849879613868993693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/5849879613868993693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/5849879613868993693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2011/02/problemi-tecnici-in-vista-per-i.html' title='Problemi tecnici in vista per i depositi nucleari scandinavi'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-6541534686508160258</id><published>2011-01-05T14:54:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T15:21:23.311-08:00</updated><title type='text'>Il Ministero della Difesa del Petrolio</title><content type='html'>Non è educato dirlo, ma se gli americani sapessero quanti bilioni i loro militari spendono veramente per la protezione del petrolio, non ci starebbero più&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="5" height="150"&gt;   &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;  &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;  &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=812&amp;amp;lg_pp=it"&gt;&lt;img src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/aut_812.jpg" border="0" height="150" /&gt;&lt;/a&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;  &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr&gt;  &lt;td colspan="3" align="center"&gt;    &lt;span class="auteur"&gt;   &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=812&amp;amp;lg_pp=it"&gt;Peter  Maass&lt;/a&gt;     &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;   &lt;tr&gt;  &lt;td colspan="3" align="center"&gt;  &lt;span class="trad"&gt;   Tradotto da &lt;b&gt; &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=805&amp;amp;lg_pp=it"&gt;Raffaella  Selmi &lt;/a&gt;    &lt;/b&gt; &lt;/span&gt;             &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;    &lt;tr&gt;  &lt;td colspan="3" align="center"&gt;  &lt;span class="trad"&gt;   Editato da &lt;b&gt; &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=2&amp;amp;lg_pp=it"&gt;Fausto  Giudice&lt;/a&gt;    &lt;/b&gt; &lt;/span&gt;    &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;   &lt;p&gt; &lt;/p&gt;      &lt;span class="texte1"&gt;  &lt;p style="font-size: 18px; margin-left: 40px; margin-right: 40px; font-style: italic;"&gt;Poco dopo che i Marines erano entrati a Bagdad  abbattendo una statua di Saddam Hussein, ho visitato il ministero del  petrolio. Le truppe americane avevano circondato l'edificio dalle pareti  color sabbia, proteggendolo come un gioiello d’importanza strategica.  Intanto, non lontano di là, i saccheggiatori alleggerivano il Museo  Nazionale dei suoi veri gioielli. Baghdad era allora teatro di saccheggi  diffusi. Davanti al cordone delle truppe americane si erano radunati  qualche dozzina d’iracheni che lavoravano per il Ministero del petrolio e  uno di questi, osservando la protezione di cui godeva il posto in cui  lavorava, e la mancanza di protezione degli altri edifici, mi ha rivolto  quest’osservazione: "E’ tutta una questione di petrolio."&lt;/p&gt; &lt;div&gt;Quest’uomo ha centrato il punto fondamentale per comprendere quanto  paghiamo effettivamente un litro di benzina. La marea nera della BP nel  Golfo del Messico ha ricordato agli americani che il prezzo della  benzina al distributore è solo un acconto; un calcolo onesto dovrebbe  includere l’inquinamento di acque, terra e aria. E il calcolo è ancora  incompleto se non prendiamo in considerazione altri fattori, e in primo  luogo quello che è forse il più importante fra i costi esterni: il  fattore militare. In quale misura il petrolio è legato alle guerre e al  mezzo bilione (500 miliardi) di dollari annuo di spese militari? In  questo periodo di enorme deficit, probabilmente non è inutile chiedersi  cosa paghiamo e quanto.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_1435.jpg" height="350" width="355" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Il dibattito si limita spesso a una disputa da bambini: “Hai detto  una bugia/no,l’hai detta tu”. Donald Rumsfeld, ex Segretario della  difesa insisteva che: l'invasione dell'Iraq non aveva " nulla a che fare  con il petrolio". Ma anche Alan Greenspan, ex Presidente della Federal  Reserve, ha respinto l’affermazione: &lt;i&gt;"È imbarazzante politicamente  ammettere ciò che sanno tutti"&lt;/i&gt;, scrive Greenspan nel suo libro di  memorie . &lt;i&gt;"La guerra dell'Iraq è essenzialmente una guerra per il  petrolio."&lt;/i&gt; Anche se fosse &lt;i&gt;“solo in parte”&lt;/i&gt; vero che abbiamo  invaso l'Iraq per il petrolio e che i nostri militari e la nostra Marina  sono là oggi per questo scopo, quanto ci costa? Questo è uno dei  principali problemi, i costi nascosti, il che spiega in parte la nostra  dipendenza dal greggio: non ne conosciamo il prezzo reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, se vogliamo, possiamo conoscerlo. Un approccio innovativo  proviene da Roger Stern, geografo economico all'Università di Princeton.  In aprile 2010, ha pubblicato uno studio , oggetto di una revisione  paritaria, dei costi di manutenzione delle portaerei degli Stati Uniti  nel Golfo Arabo-Persico dal 1976 al 2007. Poiché le portaerei  pattugliano il Golfo per proteggere il traffico petroliero, Stern  attribuisce al petrolio il costo della loro presenza. Si tratta di un  ottimo metodo di stima. Attraverso una dettagliata analisi dei dati del  Dipartimento della Difesa – cosa non facile perché il Pentagono non  disaggrega le spese per missione o regione – arriva a un totale, in  oltre tre decenni, di 7,3 bilioni (7300 milliardi) di dollari. Bilioni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E si tratta ancora di una stima parziale delle spese sostenute perlopiù  in tempo di pace. È molto più complicato stabilire in che misura le  guerre in America sono collegate al petrolio e stimarne così il costo  indirettamente. E se Donald Rumsfeld, oggi in pensione, finisse con  l’ammettere, in un momento di “abbandono”, che l'invasione dell'Iraq ha  avuto qualche cosa a che fare con il greggio? Uno studio pubblicato nel  2008 dal premio Nobel Joseph Stiglitz e da Linda Bilmes, (Università di  Harvard) esperta di finanza pubblica, stima il costo di questa guerra –  sommando quanto è già stato speso e quanto sarà probabilmente speso nei  prossimi anni - in un minimo di 3 bilioni di dollari (e probabilmente  molto di più). Ancora una volta bilioni.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;p  align="center" style="font-size:12px;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img style="width: 483px; height: 352px;" alt="" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_1437.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;Basi e campi militari delle forze d'occupazione USA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Naturalmente dovremo aspettare a lungo prima di trovare una  presentazione PowerPoint al Pentagono o alla Casa Bianca  (indipendentemente dal partito al potere), sui costi legati alla difesa  del greggio. Così come sono un tabù i tagli alla previdenza sociale, le  spese militari per il petrolio non vengono mai menzionate nei corridoi  del potere. E’ un terreno scivoloso per i politici come per generali;  facendo riferimento alla questione troppo apertamente, si rischia di  ridurre a mal partito il concetto chiave della politica estera degli  Stati Uniti: "La nostra unica ambizione è di costruire un mondo  migliore". È molto più facile fare della retorica che parlare di cifre  concrete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si deve tornare indietro di quasi 20 anni per trovare qualcosa sul tema  nel GAO (Government Accountability Office), la sezione investigativa del  Congresso che, nel 1991, ha stimato che tra il 1980 e il 1990 gli Stati  Uniti hanno speso un totale di 366 miliardi di dollari per difendere le  forniture di petrolio dal Medio Oriente. La relazione del GAO era  un’istantanea di una regione in un determinato periodo, quando l'America  non era coinvolta in una guerra maggiore. Sarebbe stato un buon inizio,  se a questo studio ne fossero seguiti altri più approfonditi, ma non è  accaduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ quindi necessario basarsi su studi di artigiani, di esperti non  governativi come Stiglitz e Stern per trovare i parametri che misurano  le connessioni tra petrolio e guerra, corruzione e povertà. Tra questi  esperti, Paul Collier dell'Università di Oxford, autore di The Bottom  Billion, Michael Ross dell’UCLA, Michael Watts dell’Università di  Berkeley, Ian Gary a Oxfam e Sarah Wykes, in precedenza componente dell’  O.N.G. Global Witness, (che tenta di far luce sui legami tra lo  sfruttamento delle risorse naturali e la corruzione che lo accompagna).  Le loro aree di competenza - economia, geografia, scienze politiche,  corruzione - e i dati su cui lavorano sono simili agli scenari e alle  idee non convenzionali degli esperti invitati dal generale David  Petraeus [&lt;em&gt;comandante delle operazioni militari in Iraq e poi in  Afghanistan N.d.T.&lt;/em&gt;] per ripensare i dati e la pratica della guerra  antinsurrezionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il petrolio deve ancora trovare il suo Petraeus; perché il problema oggi  rimane difficile da quantificare. L’astrazione del riscaldamento  globale, lo spettacolo pietoso dei pellicani invischiati nel petrolio e  persino quello dei morti in combattimento in Iraq non hanno modificato  in modo concreto la nostra dipendenza dal dio petrolio. Gli Stati Uniti  consumano più benzina oggi che il giorno dell’invasione dell'Iraq e  dell’incidente sulla piattaforma della BP nel Golfo del Messico. Se, per  ogni volta che un politico ha affermato -come ha fatto il Presidente  Obama nel discorso sull’energia tenuto nello Studio Ovale in giugno- che  "L’ora è venuta di avviarci ad un futuro di energia pulita", io avessi  un dollaro, potrei costruire un parco eolico. Un atteggiamento più  onesto ci costringerebbe, molto più che queste banalità ripetute fino  all’usura, a confrontarci con il problema dei costi nascosti, quelli che  non vediamo al distributore. E dopotutto, il sistema migliore per  attirare l'attenzione dei consumatori passa attraverso il loro  portafoglio.&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img style="width: 474px; height: 324px;" alt="" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_1436.jpg" align="middle" /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt; &lt;p style="font-size: 12px;" align="center"&gt;&lt;strong&gt;Dove sono le riserve  di petrolio nel mondo?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-6541534686508160258?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/6541534686508160258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=6541534686508160258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/6541534686508160258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/6541534686508160258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2011/01/il-ministero-della-difesa-del-petrolio.html' title='Il Ministero della Difesa del Petrolio'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-4435232609688903571</id><published>2010-11-01T03:00:00.000-07:00</published><updated>2010-11-01T03:04:12.509-07:00</updated><title type='text'>Il nuovo Manifesto di Hezbollah</title><content type='html'>&lt;p style="padding: 0cm 0cm 0.14cm; margin-bottom: 0.53cm; line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(23, 55, 94);"&gt;&lt;span style="font-family:Cambria,Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size:x-large;"&gt;Manifesto di Hezbollah&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="entry"&gt;      &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 255);"&gt;&lt;a href="http://sottoosservazione.files.wordpress.com/2010/07/hezbollah_flag1.jpg"&gt;&lt;img style="width: 450px; height: 294px;" class="alignleft size-full wp-image-15725" title="hezbollah_flag" src="http://sottoosservazione.files.wordpress.com/2010/07/hezbollah_flag1.jpg?w=400&amp;amp;h=260" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;2009 d.C. /1430 H&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;em&gt;In nome di Allah il Clemente e Misericordioso, Lode sia ad Allah, il Signore dei Mondi. Sia pace sul Sigillo dei Profeti, il nostro Maestro Maometto e sulla sua nobile Famiglia sui suoi Compagni e tutti i profeti e i messaggeri.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Allah ha detto nel Suo Libro Sacro:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;“&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;em&gt;E quelli che si battono in Nostro Nome, Noi li guideremo certamente per le Nostre Vie perché in&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;em&gt;verità Allah è con coloro che fanno il bene” (Il Ragno);&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;“&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;em&gt;O voi che credete, fate il vostro dovere verso Allah, cercare i mezzi di giungere a Lui, e vi impegnate con tutte le forze nella Sua causa, possiate voi prosperare” (La Tavola Imbandita).&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h1 class="western"&gt;Introduzione&lt;/h1&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il nuovo documento politico di Hezbollah mira a definire la visione politica del partito. Esso comprende le nostre visioni e prese di posizione e le aspirazioni, le aspettative e le paure che nutriamo. Questo documento politico arriva anche a seguito dell’importanza delle azioni e della responsabilità del sacrificio che abbiamo vissuto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;In un momento eccezionale, carico di trasformazioni, non è più possibile affrontare questi cambiamenti senza prendere in considerazione la posizione particolare che la nostra resistenza ha conseguito o le conquiste realizzate dal nostro percorso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Affronteremo queste trasformazioni con un approccio tra due percorsi contraddittori e la proporzionalità indiretta tra loro:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;la via della resistenza e dell’opposizione, che è in fase ascendente e che si basa sulle vittorie militari e i trionfi politici, così come il consolidamento del modello di resistenza a livello popolare e politico e la fermezza delle posizioni politiche assunte nonostante i massicci attacchi e le gigantesche sfide a cui è sottoposta.... fino a raggiungere la collocazione delle forze nello scacchiere regionale a fianco della resistenza e dei suoi sostenitori.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;il sentiero del dominio e dell’egemonia statunitense-israeliana in tutte le sue varie dimensioni ed alleanze ed estensioni dirette ed indirette, che sta andando incontro a sconfitte militari, fiaschi e delusioni che mostrano il conseguente fallimento delle strategie e dei piani degli Stati Uniti. Questo ha portato ad uno stato di collisioni, ritirate e incapacità nel dirigere ed amministrare gli sviluppi e gli eventi nel nostro mondo arabo e islamico.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Questo dato si integra in un più ampio scenario internazionale, che contribuisce a sua volta a mostrare la crisi degli Stati Uniti e il recedere dell’egemonia unipolare a favore di un multipolarismo le cui caratteristiche non sono ancora chiare.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ciò che aggrava ancor più la crisi del sistema egemonico internazionale sono i collassi dei mercati finanziari statunitensi ed internazionali e il crollo dell'economia degli Stati Uniti in una situazione di fallimento. Questo dà una chiara immagine del picco della crisi strutturale dell’arrogante modello capitalista.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Pertanto è possibile dire che siamo nel mezzo di trasformazioni storiche che segnano il recedere del ruolo degli Stati Uniti come potenza predominante e la caduta dell’arrogante unipolarismo e l'inizio della progressiva scomparsa storica dell'entità sionista.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;I movimenti di resistenza sono al centro di queste trasformazioni internazionali ed emergono come un fattore strategico nel panorama internazionale, dopo aver ricoperto un ruolo centrale nella generazione o promozione di queste trasformazioni nella nostra regione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La resistenza in Libano, compresa la Resistenza Islamica, è stata la prima a combattere l'egemonia e l’occupazione per più di due decenni e mezzo. Ha aderito a questa scelta in un momento che sembrava essere l'inaugurazione dell'era degli Stati Uniti - che vi erano prove per descrivere come la fine della storia. Alla luce dei bilanci di forza e delle circostanze allora in vigore, alcuni videro la scelta della resistenza come una sorta di illusione o avventatezza politica o un'inclinazione che si opponeva al razionalismo e alla logica.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Nonostante ciò, la resistenza si mosse nel suo processo di jihad con l’assoluta certezza della giustezza della propria causa e della propria capacità di conseguire la vittoria, credendo in Allah ed avendo fiducia in Lui, come parte dell’intera nazione avente a cuore gli interessi nazionali libanesi, nonché avendo fiducia nel proprio popolo e tenendo alti i valori umani di rettitudine, giustizia e libertà.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Attraverso il suo lungo cammino di jihad e le sue note vittorie - a cominciare dal ritiro della occupazione israeliana da Beirut e dal Monte Libano, le fughe da Sidone, Tiro e Nabatiyeh, l’aggressione del luglio 1993, l’aggressione dell’aprile 1996, la liberazione del maggio 2000 la guerra del luglio 2006 - la resistenza ha garantito la credibilità del proprio modello prima ancora di conseguire le sue vittorie. Il progetto della Resistenza è cresciuto da una forza di liberazione ad una forza di equilibrio e contrapposizione ed infine ad una di difesa e di dissuasione, oltre al suo influente ruolo politico interno di pilastro della costruzione di uno stato giusto e capace.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Contemporaneamente era indispensabile che lo status politico e umano della Resistenza si evolvesse: si è sviluppato da un valore nazionale libanese ad un valore arabo e islamico diffuso ed è diventato oggi un valore umano internazionale; il suo modello viene seguito e le sue conquiste vengono prese ad esempio da tutti coloro che cercano la libertà e l’indipendenza in tutto il mondo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Pur essendo a conoscenza di queste trasformazioni promettenti e vedendo che il nemico oscilla tra una inetta strategia di guerra e l'incapacità di raggiungere un accordo con le condizioni che pone, Hezbollah non sottovaluta la dimensione delle attuali sfide palesi e delle minacce, la difficoltà del percorso dello scontro e i grandi sacrifici ritenuti necessari dal percorso della resistenza per ristabilire i diritti e prendere parte alla resurrezione nazionale. Davanti a ciò, Hezbollah è diventata ora più chiara nelle sue scelte, più determinata nella sua volontà e più fiduciosa nel suo Signore, nel popolo ed in se stessa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;In questo contesto, Hezbollah definisce le principali linee guida, che costituiscono un quadro politico e intellettuale per la sua visione e le prese di posizione nei confronti delle sfide da affrontare.&lt;/p&gt; &lt;h1 class="western"&gt;Capitolo 1: L’Egemonia ed il Risveglio&lt;/h1&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Primo: L’Egemonia statunitense, occidentale e mondiale&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti si sono impossessati di un progetto di polarità primaria centralizzata. Questo progetto è stato assistito fortemente dallo sviluppo degli USA nei mezzi di dominio e da un’egemonia senza precedenti nella storia, basata sui risultati ottenuti ai vari livelli della conoscenza, fra cui l’educazione, la scienza, la tecnologia, l’economia e l’ambito militare, sostenuti da un sistema economico che vede il mondo solo come un libero mercato che deve rispettare le leggi americane.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;L'aspetto più pericoloso della logica egemonica Occidentale in generale e degli Stati Uniti in particolare, è, in sostanza, la convinzione che il mondo sia una loro proprietà e che hanno il diritto di dominare sulla base della loro superiorità in più di un campo. Così la strategia di espansione occidentale —e in particolare statunitense— accoppiata con il progetto economico capitalistico, si riduce ad una avida strategia internazionale priva di limiti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il controllo delle potenze capitalistiche selvagge presente soprattutto nelle reti internazionali di monopolizzazione che reclutano compagnie inter-raziali e persino intercontinentali ed istituzioni internazionali varie (in particolare le istituzioni finanziarie supportate dalla superiore potenza militare) ha portato a sempre maggiori contraddizioni e lotte radicali fra cui non ultime oggi sono la lotta fra identità, culture e civiltà, oltre alla lotta fra ricchezza e povertà.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il capitalismo selvaggio ha trasformato la globalizzazione in un meccanismo per diffondere disparità e instillare discordia, demolire le identità e imporre il tipo più pericoloso di sfruttamento civile, culturale, economico e sociale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La globalizzazione ha raggiunto il suo aspetto più pericoloso quando si è trasformata in una globalizzazione militare guidata da coloro che seguono il piano di dominazione occidentale, che si è in gran parte manifestato in Medio Oriente, a partire dall’Afghanistan per continuare in Iraq, Palestina e Libano, e di cui una parte integrante è stata l’aggressione del luglio 2006 per mano israeliana.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La dominazione ed il progetto di egemonia degli Stati Uniti non ha mai raggiunto livelli così pericolosi come ha fatto recentemente, soprattutto dall'ultimo decennio del ventesimo secolo in poi, lungo un percorso ascendente che ha preso il via dalla disgregazione e caduta dell'Unione Sovietica (che ha costituito una possibilità storica per l’idea statunitense di essere l’unico polo alla guida del progetto di egemonia internazionale che chiamano responsabilità storica), senza distinguere tra gli interessi del mondo e gli interessi degli Stati Uniti e spacciando pertanto tale egemonia come un interesse per tutti gli altri stati e nazioni invece che come un interesse esclusivo degli Stati Uniti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Questo piano ha trovato il suo apice con l’affermazione del movimento neoconservatore sotto l'amministrazione di George Bush figlio. Questo movimento ha espresso i suoi particolari punti di vista attraverso il "Progetto del Nuovo Secolo Americano", scritto prima delle elezioni USA del 2000. Il progetto ha trovato la sua via di esecuzione dopo che l’amministrazione di Bush figlio prese il potere negli Stati Uniti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Non era né strano né sorprendente che ciò che tale documento – che divenne ben presto la guida dell'amministrazione Bush – sollecitava era soprattutto la ricostruzione delle capacità degli Stati Uniti che riflettono una visione strategica della sicurezza nazionale USA. Era cristallino che si concentrava sulla costruzione di strategie militari, non solo come forza di deterrenza, ma anche come una forza di azione e di intervento sia come azione di precauzione attraverso attacchi preventivi che come mezzo di gestione delle crisi dopo che queste hanno avuto luogo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;In seguito agli attentati dell'11 settembre, l'amministrazione Bush ha realizzato che era l'occasione opportuna per esercitare la più grande influenza possibile per realizzare la sua visione di una strategia di egemonia mondiale unipolare con lo slogan della "guerra universale contro il terrorismo". Ha quindi compiuto molti tentativi che sono stati inizialmente considerati come successi dai seguenti punti di vista:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;massima  militarizzazione della propria politica estera e delle relazioni  internazionali;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;sottrazione al quadro multilaterale e assunzione del monopolio sul processo decisionale strategico e sul coordinamento, quando necessario, con gli alleati in posizione subordiata;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;rapida conclusione della guerra in Afghanistan per potersi dedicare interamente al successivo e più importante passo nel progetto di egemonia, l’assunzione del controllo dell'Iraq. L’Iraq era considerato il pilastro fondamentale per la fondazione del progetto di Nuovo Medio Oriente che andava incontro ai desideri mondiali dopo l'11 settembre. Questa amministrazione non si è mai tirata indietro dal ricorrere a tutti i mezzi di inganno, menzogne ed aperte falsificazioni per giustificare le sue guerre ed in particolare la guerra in Iraq e contro ogni stato, movimento, forza o personalità che resite al suo progetto neocoloniale. In questo quadro, l'amministrazione Bush ha cercato di stabilire una conformità tra il terrorismo e la resistenza, per togliere a quest'ultima la sua legittimità umana e legale, e quindi giustificare qualsiasi guerra contro i suoi movimenti, cercando di rimuovere l'ultima fortezza a cui i popoli e gli Stati ricorrono per difendere il proprio diritto a vivere con libertà, dignità e orgoglio, per difendere la loro ineccepibile sovranità e per avanzare attraverso le proprie esperienze ed assumere il proprio status e ruolo nei movimenti umani storici a livello culturale e politico.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La definizione di "terrorismo" si è trasformata in un pretesto USA per praticare l'egemonia attraverso i seguenti mezzi: la cattura o l’arresto e la detenzione arbitraria in assenza degli elementi primari di un processo equo, come nella Base di Guantanamo, attraverso l'intervento diretto al di sopra della sovranità degli Stati, trasformandolo in un chiaro segno di incriminazione arbitraria,nonchè la decisione di infliggere pene ad intere nazioni e popoli e, infine, la concessione a sé stessi del diritto assoluto di lanciare guerre distruttive, che non distinguono tra innocente e criminale, bambino e anziano e uomo e donna.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Le guerre al terrorismo degli Stati Uniti sono finora costate all'umanità milioni di persone, nonché aree di distruzione totale che non ha colpito solamente il suolo e le infrastrutture, ma anche le basi della società che sono state disintegrate, spingendo all’indietro il processo di sviluppo storico, in un processo di ricaduta che ha generato guerre civili con infiniti conflitti fra fazioni, confessioni ed etnie. Ciò senza dimenticare l’attacco al patrimonio culturale e civile di questi popoli.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Non c'è dubbio che il terrorismo degli Stati Uniti è l'origine di ogni aspetto del terrorismo in tutto il mondo. L'amministrazione Bush ha trasformato gli Stati Uniti in un pericolo che minaccia il mondo intero ad ogni livello ed in ogni campo. Se oggigiorno venissero condotti dei sondaggi internazionali, gli Stati Uniti si rivelerebbero la nazione più ripugnante in tutto il mondo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il fallimento subito nella guerra in Iraq e lo sviluppo della resistenza in quel paese, oltre al risentimento regionale e internazionale per l'andamento di questa guerra e il fiasco della cosiddetta "guerra al terrorismo" in particolare in Afghanistan, nonchè il ritorno impetuoso del movimento Talebano ed il dover riconoscere il suo ruolo e cercare di concludere accordi con esso, così come il grande fallimento della guerra degli Stati Uniti (per mano di Israele) contro la resistenza in Libano e Palestina, ha portato all'erosione del prestigio degli Stati Uniti a livello internazionale ed ad una ritirata strategica della capacità degli Stati Uniti di intraprendere o impegnarsi in nuove avventure.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Tutto quanto detto sopra non significa che gli Stati Uniti lasceranno la scena facilmente. Faranno invece tutto il possibile per proteggere ciò che chiamano "interessi strategici". Questo perché le politiche di egemonia degli Stati Uniti si basano su considerazioni ideologiche e progetti teorici alimentati da correnti estremiste che sono alleati con un complesso industriale-militare caratterizzato da una avidità ed un materialismo senza fine.&lt;/p&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Secondo: La nostra regione ed il progetto statunitense&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Se tutto il mondo ritenuto debole era sotto la morsa dell’arrogante egemonia, la morsa era ancora più stretta e dura sul nostro mondo arabo e islamico, per molte considerazioni legate alla sua storia, civiltà, disponibilità di risorse e ubicazione geografica.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Per secoli il nostro mondo arabo e islamico è sempre stato oggetto di infinite guerre selvagge. Tuttavia, le sue fasi più pericolose sono iniziate con l'insediamento dell’entità sionista nella regione, nel quadro di un progetto di disintegrazione di questa regione per affrontare e far guerra a vario titolo alle varie entità. Il picco di questa fase è stato raggiunto quando gli Stati Uniti hanno ereditato il vecchio colonialismo della regione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;L'obiettivo centrale dell’egemonia americana risiede nel dominare totalmente le nazioni: sia politicamente, economicamente, culturalmente o attraverso il saccheggio delle loro risorse, soprattutto il petrolio (che è il principale strumento di controllo dell’economia internazionale). Si prefigge di conseguire il controllo con qualsiasi mezzo che non rispetti le norme morali e le condizioni umane, tra cui l'uso eccessivo della forza militare, sia direttamente che indirettamente (attraverso uno strumento).&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Per raggiungere questo obiettivo, gli USA sono ricorsi a diverse politiche generali e strategie operative, tra cui:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Fornire all'entità sionista tutti i tipi di garanzie di stabilità in quanto base avanzata e pilastro per il progetto di egemonia degli Stati Uniti che mira a disintegrare la regione, nonchè sostenere questa entità con tutti gli elementi di forza e di continuità e dotandola di una rete di sicurezza per la sua stessa esistenza che le consente di svolgere il ruolo di ghiandola tumorale che esaurisce le capacità della nazione, diffonde le sue capacità e disperde le sue aspettative e speranze.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Distruggere le capacità spirituali e la civiltà e le culture dei nostri popoli e cercare di indebolire la nostra morale attraverso i media e le guerre psicologiche che prendono di mira i valori e le figure della jihad e della resistenza.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Sostenere i regimi  subordinati e le dittature della regione.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Prendere possesso della terra e del mare geograficamente strategici nella regione, e delle basi aeree che costituiscono i punti di collegamento decisivi, nonchè diffondere le basi militari nei punti vitali del territorio, affinchè si rivelino utili alle sue guerre e a sostenere i suoi strumenti.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Sopprimere qualsiasi rinascita della regione che consenta di possedere mezzi di potere e progresso e svolga un ruolo storico a livello internazionale.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Impiantare tutti i tipi di sedizione e divisione nella regione, specialmente quelli confessionali tra musulmani per produrre infinite lotte civili interne.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;È chiaro che non c'è modo di leggere ogni lotta in ogni regione del mondo se non attraverso un punto di vista strategico internazionale. Il pericolo degli Stati Uniti non è locale o specifico per una regione e non un altra. Di conseguenza anche il fronte che si contrappone a questo pericolo statunitense deve necessariamente essere globale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Non c'è dubbio che questo scontro è difficile e critico. Si tratta di una lotta di dimensione storica e di conseguenza è una lotta di generazioni che ha bisogno di fare uso di ogni potere potenziale. La nostra esperienza in Libano ci ha insegnato che difficile non significa impossibile. Al contrario, i popoli vitali e attivi dietro una guida saggia e consapevole e pronta a tutte le possibilità scommettono sull’acumulare i successi e conseguire una vittoria dopo l'altra. Così come ciò è vero verticalmente lungo la storia, è vero anche orizzontalmente nell’espansione geografica e geopolitica.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;L'arroganza americana non ha lasciato altra scelta alla nostra nazione e al nostro popolo che la scelta della resistenza, almeno per una vita migliore e per un futuro umanitario migliore, un futuro governato da relazioni di fraternità, solidarietà e al tempo stesso diversità, in un mondo di pace e di armonia, come descritto da tutti i profeti e i grandi riformisti nella storia e com’è aspirazione dello spirito umano giusto e sublime.&lt;/p&gt; &lt;h1 class="western"&gt;Capitolo 2: Il Libano&lt;/h1&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Primo: La Patria&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il Libano è la nostra patria e la patria dei nostri padri e antenati. È anche la patria dei nostri figli, nipoti e delle generazioni future. È il paese per la cui sovranità, orgoglio, dignità e liberazione abbiamo offerto i nostri sacrifici più preziosi e i più cari martiri. Vogliamo questa nazione per tutti i libanesi. Vogliamo abbracciarli, avere spazio per loro e essere orgogliosi per le loro offerte.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Vogliamo che sia uno e unico nella sua terra, popolo, stato e istituzioni. Noi rifiutiamo ogni forma di segregazione o di federalismo, esplicita o mascherata. Vogliamo che il Libano sia sovrano, libero, indipendente, forte e capace. Vogliamo anche che sia forte, attivo e presente nella geopolitica della regione. Vogliamo anche che dia un contributo fondamentale nel fare il presente ed il futuro, come è sempre stato attivo nel fare la storia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Una delle condizioni più importanti per la creazione e la continuità di una patria di questo tipo è quella di avere uno stato equo, capace e forte, nonché un sistema politico che rappresenti veramente la volontà del popolo e le sue aspirazioni per la giustizia, la libertà, la sicurezza, la stabilità, il benessere e la dignità. Questo è ciò che tutto il popolo libanese vuole, e ciò che lavora per ottenere, e noi siamo una parte di esso.&lt;/p&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Secondo: La Resistenza&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Israele rappresenta una minaccia eterna per il Libano - lo Stato e l'entità - e un reale pericolo per il paese per quanto riguarda le sue ambizioni storiche nella sua terra ed acqua, in particolare poichè il Libano è considerato un modello di convivenza tra i seguaci delle religioni monoteiste in una formula unica che è in contrasto con l'idea di stato razzista che si esprime nella entità sionista. Inoltre, la presenza del Libano ai confini della Palestina occupata e in una regione instabile a causa della lotta con il nemico israeliano ha reso inevitabile l’assumersi responsabilità nazionali e pan-arabe.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La minaccia israeliana a questo paese è iniziata sin dall'istituzione della entità sionista nella terra di Palestina. È un entità che non ha mai esitato a rivelare le sue ambizioni di occupare alcune zone del Libano e di prendere la sua ricchezza, in particolare la sua acqua. Quindi, ha cercato di realizzare gradualmente queste ambizioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Questa entità ha iniziato la sua aggressione contro il Libano a partire dal 1948, dal confine fin nel profondo del paese, dal Massacro di Hula nel 1949 all'aggressione all’aeroporto internazionale di Beirut nel 1968. Tra questi eventi ci sono stati lunghi anni di attacchi alle aree di confine, alla loro terra, popolazione e ricchezza. Questo è stato un preludio all’impadronirsi direttamente della terra mediante ripetute invasioni, che hanno condotto all'invasione del marzo 1978 e all'occupazione della zona di frontiera, che ha reso la popolazione di quell’area soggetta alla loro autorità a livello di sicurezza, politico ed economico, nel quadro di un preludio integrato al processo di sottomissione di tutto il paese durante l'invasione del 1982.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Tutto ciò stava avvenendo con il pieno sostegno degli Stati Uniti ed il disinteresse, cresciuto al livello di complicità, da parte della cosiddetta "comunità internazionale" e delle sue istituzioni, in mezzo al sospetto silenzio ufficiale del mondo arabo e all'assenza dell’autorità libanese che ha abbandonato la terra ed il popolo all’occupazione ed ai massacri israeliani, senza assumersi le proprie responsabilità e i propri obblighi nazionali.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Nell'ambito di questa grande tragedia nazionale, le sofferenze del popolo, l'assenza dello stato e l’abbandono internazionale, i Libanesi leali verso la propria patria non hanno avuto altra scelta che utilizzare il proprio diritto a procedere per il proprio dovere nazionale, morale e religioso a difendere la propria terra. Così, la loro scelta è stata quella di lanciare una resistenza popolare armata per affrontare il pericolo sionista e l'aggressione permanente contro la loro vita, ricchezza e futuro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;In tali difficili circostanze, il processo di ripristino della nazione attraverso la resistenza armata è cominciato spianando la strada per liberare la terra e l’iniziativa politica dalle mani dell'occupazione israeliana, come preludio per ripristinare lo stato e costruire le sue istituzioni costituzionali. Ancor più importante è stato ristabilire i valori nazionali su cui la nazione è stata costruita, in cima ai quali ci sono la dignità e la sovranità nazionale. Ciò ha dato alla libertà la sua dimensione reale, non lasciandola limitata ad uno slogan; piuttosto, la resistenza si è consacrata mediante l'atto di liberare la terra e gli uomini, e quindi questi valori nazionali si sono trasformati in pilastri per la costruzione del Libano moderno. In quanto tale, il Libano ha ripristinato la propria posizione sulla mappa del mondo e restaurato il suo ruolo di paese da rispettare ed i cui figli sono orgogliosi di appartenervi, in quanto nazione della libertà, della cultura, dell'istruzione e della diversità, nonché nazione di orgoglio, rispetto, sacrifici ed eroismo. La Resistenza ha coronato tutte queste dimensioni insieme raggiungendo la liberazione nel 2000 e la storica vittoria nel luglio 2006, presentando al mondo intero una vera esperienza nella difesa patria, un'esperienza che si è trasformata in un esempio dal quale le nazioni e gli stati possono trarre beneficio per difendere il proprio territorio, proteggere la propria indipendenza e mantenere la propria sovranità.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Questo risultato nazionale della resistenza è stato realizzato grazie al sostegno reale di un popolo e un esercito nazionale leale, frustrando così gli obiettivi del nemico ed infliggendogli una sconfitta storica che ha permesso alla Resistenza di celebrare insieme ai suoi combattenti e martiri, così come a tutto il Libano, attraverso la nazione e l'esercito, la grande vittoria che ha spianato la strada a una nuova fase nella regione, imperniata sul ruolo e la funzione centrale della resistenza nel dissuadere il nemico, garantire la salvaguardia dell'indipendenza e della sovranità del paese, difendere il suo popolo e completare la liberazione del resto dei territori occupati.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il ruolo della Resistenza è una necessità nazionale, fino a quando continueranno le minacce israeliane e le loro ambizioni di prendere le nostre terre e acque, in assenza di uno stato forte ed efficace, ed in presenza di uno squilibrio strategico tra lo Stato ed il nemico; questo squilibrio in realtà obbliga gli stati ed i popoli deboli che sono bersaglio delle minacce degli stati forti e dominanti a ricercare formule attraverso cui beneficiare delle capacità e potenzialità disponibili. Perciò le continue minacce israeliane obbligano il Libano ad adottare una strategia difensiva che accoppi una resistenza popolare che partecipa a difendere il paese a un esercito che preserva la difesa del paese e salvaguardia la sua sicurezza e stabilità in un processo complementare che nelle fasi precedenti si è dimostrato vincente nel condurre la lotta con il nemico, ottenere risultati per il Libano e fornirlo di mezzi per proteggere se stesso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Questa formula, che è inclusa nella strategia difensiva, costituisce un ombrello di protezione per il Libano, in particolare dopo il fallimento delle speculazioni su altri ombrelli, siano essi internazionali o arabi, o cercati attraverso la negoziazione con il nemico. L'adozione del percorso di resistenza in Libano ha raggiunto il suo ruolo nella liberazione della terra, nel ripristino delle istituzioni statali, nella salvaguardia della sovranità e nel raggiungimento della vera indipendenza. In questo quadro, i libanesi di tutti i partiti politici, le classi sociali, le categorie di istruzione e gli organismi economici si preoccupano di salvaguardare e mantenere questa formula, perché il pericolo israeliano minaccia il Libano in tutte le sue componenti, e ciò richiede la più ampia partecipazione dei Libanesi nell'assumersi le responsabilità della difesa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il successo dell'esperienza di resistenza nella lotta contro il nemico ed il fallimento di tutti i piani e gli schemi di abolire i movimenti di resistenza, di confiscare la loro scelta e disarmarli da un lato e la continuazione delle minacce israeliane contro il Libano dall'altro rendono inevitabile che la Resistenza faccia del suo meglio per rafforzare le sue capacità e consolidare le sue forze per assumersi le proprie responsabilità nazionali e partecipare a liberare le terre ancora sotto l'occupazione israeliana nelle Fattorie di Shebaa e nelle Colline Kafasrshouba e la città libanese di Ghajar, così come a liberare i detenuti e le persone scomparse e i corpi dei martiri e prendere parte a difendere e salvaguardare la terra e il popolo.&lt;/p&gt;&lt;h2 class="western"&gt;Terzo: Lo Stato ed il sistema politico&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il principale problema del sistema politico libanese che impedisce la sua riforma, sviluppo ed aggiornamento continuo è il settarismo politico. L'istituzione del regime su base settaria costituisce di per sé stesso un forte ostacolo al raggiungimento di una vera democrazia, in cui la maggioranza eletta possa governare e la minoranza elettorale possa opporsi, aprendo la porta ad una corretta circolazione di potere tra la lealtà e l'opposizione o le varie coalizioni politiche. Perciò l’abolizione del settarismo è una condizione fondamentale per una vera democrazia. In questo quadro, l'Accordo di Taif prevede la costituzione di un consiglio supremo nazionale per conseguire l'abolizione del settarismo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Tuttavia, e fino a quando i libanesi potranno raggiungere attraverso il loro dialogo nazionale questo significativo risultato - cioè l'abolizione del settarismo politico - e dato che il sistema politico in Libano si basa su fondamenta confessionali, la democrazia consensuale rimane la base fondamentale per la governabilità del Libano, perché è l'incarnazione reale dello spirito della Costituzione e l'essenza della Carta di Coesistenza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Perciò qualsiasi approccio alle questioni nazionali secondo l'equazione di maggioranza e di minoranza attende il raggiungimento delle condizioni storiche e sociali per l'esercizio della democrazia effettiva in cui il cittadino diventa un valore di per se stesso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La volontà libanese di vivere insieme in dignità e pari diritti e obblighi richiede una cooperazione costruttiva al fine di consolidare il principio del vero e proprio partenariato, che costituisce la formula più adeguata per proteggere la diversità e la piena stabilità dopo un periodo di instabilità causata dalle diverse politiche basate sulla tendenza verso il monopolio, la cancellazione e le esclusioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La democrazia consensuale costituisce una formula politica approppriata per garantire vero partenariato e contribuisce ad aprire le porte a chiunque per accedere alla fase della costruzione dello stato rassicurante che da’ a tutti i suoi cittadini la sensazione che sia costituito per il loro bene.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Di seguito la nostra visione dello Stato che ci auguriamo di poter costruire insieme a tutti i Libanesi.&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che  preserva le libertà pubbliche e offre l'ambiente adatto per  metterle in pratica.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che è  forte della sua unità nazionale e coerenza.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che è in grado di proteggere la sua terra, il suo popolo e la sua sovranità e che ha un esercito nazionale forte e titolato e organismi di sicurezza attivi che rispettano la sicurezza del popolo e dei suoi interessi.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che è strutturato sulla base di istituzioni moderne, efficaci e cooperative che hanno poteri e competenze definiti e chiari.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che si impegna nell'applicazione delle leggi nei confronti di tutti i suoi cittadini senza distinzione di religione, provenienza geografica od orientamento politico, in un quadro di rispetto delle libertà e di giustizia verso i diritti e i doveri dei cittadini.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che garantisce una rappresentanza parlamentare corretta e giusta, che non può essere ottenuta se non attraverso una legge elettorale moderna che consenta agli elettori di scegliere i propri rappresentanti al di fuori del controllo del denaro, del fanatismo e delle varie pressioni e renda possibile la più ampia rappresentanza dei vari tessuti popolari libanesi.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che si affida a persone dalle capacità qualificate e senza pregiudizi a prescindere dal loro credo religioso e che imposta meccanismi attivi ed energici per combattere senza compromessi la corruzione e i corruttori nella pubblica amministrazione.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che gode di una autorità giudiziaria indipendente e non politicizzata in cui giudici competenti e senza pregiudizi esercitano il loro critico dovere di diffondere la giustizia tra la gente.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo Stato che basa la sua economia principalmente sui settori produttivi e lavora al loro consolidamento, soprattutto quelli agricolo e industriale, dando loro una quota adeguata nei piani e nei progetti di sviluppo, e sostenendo tutto ciò che conduce al miglioramento dei prodotti e gli strumenti della loro commercializzazione che offrono opportunità di lavoro adeguate e sufficienti soprattutto nelle zone di campagna.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che adotta e applica il principio di uno sviluppo equilibrato tra tutte le regioni e cerca di colmare i divari economici e sociali tra loro.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che si preoccupa per il suo popolo e opera per fornirgli servizi adeguati: istruzione, cure mediche, alloggio, benessere, combattendo la povertà, offrendo opportunità di lavoro...&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che si prende cura delle nuove generazioni che crescono, aiuta i giovani a sviluppare le proprie capacità e talenti, li orienta verso obiettivi umanistici e nazionali e li protegge dalla delinquenza e dal vizio.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che opera per consolidare il ruolo delle donne a tutti i livelli nell’ottica di beneficiare delle loro caratteristiche nel rispetto del loro status.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che ha a cuore l'istruzione e lavora per rafforzare le scuole ufficiali e l’Università Libanese a tutti i livelli, applicando il principio dell’insegnamento obbligatorio e gratuito.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che adotta un sistema decentrato che dà ampi poteri amministrativi alle varie unità amministrative (province/distretti/comuni), con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo e facilitare gli affari e le transazioni senza consentire la successiva trasformazione di questa decentralizzazione in una sorta di federalismo.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che lavora duramente per arrestare l'emigrazione dei giovani e delle famiglie e il drenaggio di cervelli mediante un piano esaustivo e razionale.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo stato che custodisce i suoi soggetti in tutto il mondo, li protegge e trae beneficio dalle loro posizioni per il servizio della causa nazionale.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La creazione di uno stato basato su queste specifiche e requisiti è il nostro obiettivo e lo scopo di ogni persona libanese onesta e sincera. In Hezbollah, eserciteremo tutti gli sforzi possibili, in cooperazione con le forze popolari e politiche, per raggiungere questo nobile obiettivo nazionale.&lt;/p&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Quarto: Il Libano e le relazioni libanesi-palestinesi&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Una delle tragiche conseguenze della costruzione dell’entità sionista sulla terra di Palestina e dello spostamento dei suoi abitanti è il problema dei profughi palestinesi che si sono trasferiti in Libano per vivere temporaneamente sul suo territorio come ospiti dei loro compagni libanesi fino a ritornare al loro paese e alle case da dove furono espulsi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La causa originale e diretta della sofferenza dei libanesi e dei palestinesi è stata in realtà l'occupazione israeliana della Palestina, che ha provocato tragedie e calamità che hanno afflitto i popoli della regione e non solo i palestinesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Inoltre, le sofferenze dei profughi palestinesi in Libano non sono limitate al dolore della migrazione forzata, ma sono dovute anche ai selvaggi massacri e alle atrocità israeliane che hanno distrutto uomini ed edifici (come quello che è stato commesso nel Campo di Nabatiyeh, che è stato completamente distrutto), alle difficoltà della vita in campi che mancano delle condizioni minime per un dignitoso benessere, alla privazione di tutti i diritti civili e sociali, alla non assunzione da parte dei governi libanesi succedutisi delle loro responsabilità verso i rifugiati palestinesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Questo status quo malsano impone ora alle autorità libanesi di assumersi le proprie responsabilità e, pertanto, edificare relazioni libanesi-palestinesi su basi giuste, solide e legali, che rispettino le norme della giustizia, del diritto e dei giusti interessi di entrambe le nazioni. È imperativo che il rapporto libanese-palestinese non resti disciplinato dai capricci e dagli stati d'animo così come da considerazioni di ordine politico spicciolo, da interazioni interne e interventi internazionali.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Noi crediamo che questa missione possa essere realizzata attraverso i seguenti punti:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;dialogo  libense-palestinese diretto;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;invitare i Palestinesi in Libano ad accordarsi su una sola autorità che li rappresenti in questo dialogo, oltrepassando le disparità dello status generale palestinese.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;garantire ai Palestinesi in Libano i loro diritti sociali e civili, che migliorino le loro condizioni umane e salvaguardino la loro personalità, identità e causa.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;impegnarsi per il  Diritto al Ritorno e rifiutare i negoziati.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Quinto: il Libano e le relazioni col mondo arabo&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il Libano ha una identità e un’appartenenza araba che considera come una condizione originale naturale nel processo di edificazione sociale libanese.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Inoltre, l’ambito vitale, la geopolitica, la dimensione strategica, le politiche di integrazione regionale e gli interessi nazionali – che sono le specifiche strategiche ed i maggiori interessi della posizione politica del Libano - hanno reso inevitabile per il Libano di impegnarsi per le cause arabe giuste ed eque, fra le quali primeggia la causa palestinese e il conflitto con il nemico israeliano.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Per di più, c'è un urgente bisogno di sforzi concertati per superare i conflitti che attraversano i ranghi arabi. La contraddizione di strategie e la differenza di alleanze, nonostante la loro gravità e intensità, non giustificano le politiche di mirare o impegnarsi in progetti esterni basati sull’aggravare le discordie, incitare al settarismo e agitare i fattori di divisione e di disgregazione, che portano all'esaurimento della nazione e di conseguenza fanno gioco al nemico sionista e rafforzano le trame statunitensi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lo sviluppo di praticare una politica che si basa sul limitare o dare ordine ai conflitti ed evitare il loro proliferare in lotte aperte è una scelta degna di essere adottata per maturare un approccio qualitativo responsabile nel trattare le cause panarabe. In quanto tale, cerca di promuovere punti comuni e fornire opportunità per una comunicazione costruttiva pubblica e ufficiale, al fine di ottenere il più ampio quadro di solidarietà al servizio delle nostre cause.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La scelta della Resistenza costituisce ancora una volta la necessità centrale e un fattore obiettivo di rafforzamento della posizione araba e di indebolimento del nemico, a prescindere dalla natura delle strategie o contrattazioni politiche.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Basandosi su tutto ciò che è stato summenzionato, la resistenza non intrapprende alcuna offensiva per generalizzare il risultato di un uso della scelta di resistenza per raggiungere le varie posizioni arabe, a patto che tali risultati siano nel quadro di un indebolimento del nemico e rafforzamento della posizione araba.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;In questo contesto, la Siria ha fatto registrare una distintiva fermezza nella lotta con il nemico israeliano, ha sostenuto i movimenti di resistenza nella regione, è stata accanto a noi nelle circostanze più difficili e ha cercato di unificare gli sforzi arabi per garantire gli interessi della regione e affrontare le sfide.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Vogliamo sottolineare come la necessità di stringere notevoli rapporti tra Libano e Siria sia un’esigenza politica, di sicurezza ed economica dettata dai due paesi, dai due popoli, dagli imperativi geopolitici, dai requisiti per la stabilità del Libano e per far fronte alle sfide comuni. Ci appelliamo, inoltre, perché si ponga fine a tutti i sentimenti negativi che hanno intralciato i rapporti bilaterali in questi ultimi anni e queste relazioni ritornino al loro stato normale il più presto possibile.&lt;/p&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Sesto: il Libano e le relazioni col mondo islamico&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il mondo arabo e islamico si trova ad affrontare sfide che si estendono per raggiungere la nostra società nelle sue varie componenti, il che rende necessario che noi non ne pregiudichiamo l'efficacia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;In effetti, i conflitti e le tensioni settarie creati artificiosamente, in particolare tra sunniti e sciiti, la creazione di contrasti razziali tra curdi, turcomanni ed arabi e tra iraniani ed arabi... l’intimidire e terrorizzare le minoranze, il continuo drenaggio cristiano dall’Oriente arabo ed in particolare dalla Palestina e dall’Iraq oltre che dal Libano, sono tutti fattori che minacciano la coesione delle nostre società, indebolendo le sue forze e incrementando le difficoltà per una loro rinascita e sviluppo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Invece di essere una fonte di ricchezza sociale e di vitalità, le diversità confessionali sembrano essere sfruttate come fattori di incitamento alla divisione sociale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La situazione risultante da tale abuso sembra essere il risultato dell'intersezione di deliberate politiche occidentali - soprattutto americane - e di visioni interne fanatiche ed irresponsabili, oltre che di un ambiente politico instabile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Sembra inevitabile prendere in considerazione tali fatti. È inoltre necessario elencarli tra le preoccupazioni basilari nelle piattaforme delle forze e dei movimenti essenziali, fra cui sono i movimenti islamici a doversi assumere una particolare responsabilità nell’impegnarsi in queste sfide e affrontare tali crisi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Hezbollah sottolinea la necessità di cooperare con gli stati islamici ai vari livelli per ottenere la forza di contrastare i progetti di egemonia. Tale cooperazione serve anche ad affrontare l'invasione culturale della comunità e dei media, e incoraggia gli stati islamici a sfruttare le loro risorse per un proficuo scambio tra questi paesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;In questo contesto, Hezbollah considera l'Iran come uno stato centrale nel mondo islamico, dal momento che è lo stato che ha abbattuto con la sua rivoluzione il regime dello Shah e i suoi preogetti statunitensi-israeliani. È anche lo stato che ha sostenuto i movimenti di resistenza nella nostra regione e che si è schierato con coraggio e determinazione al fianco delle cause arabe e islamiche, fra le quali primeggia la causa palestinese.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La politica della Repubblica Islamica è chiara e ferma nel sostenere la causa primaria, centrale e più importante per gli arabi ed i musulmani, vale a dire la Causa Palestinese. Dopo l'annuncio della vittoria benedetta della rivoluzione sotto la guida del Al Wali Al Faqih Imam Khomeini (possa Allah benedire la sua anima) e la creazione della prima ambasciata palestinese al posto della Ambasciata d'Israele, questo sostegno è continuato in varie forme fino ai giorni nostri sotto la leadership di Al Wali Al Faqih Imam Khamenai (possa Allah prolungare la sua vita). Ciò ha portato a conseguire importanti vittorie per la prima volta nella storia della lotta contro gli aggressori sionisti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La fabbricazione di contraddizioni nella Repubblica Islamica in Iran da parte di alcuni partiti arabi rappresenta un esempio di autolesionismo e danneggiamento delle cause arabe. Ciò non è utile che ad "Israele" e agli Stati Uniti d'America.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;L'Iran, che ha formato il suo credo politico e costruito il suo ambito vitale nell’avere come suo nucleo la causa palestinese, l'ostilità ad "Israele", l’ostacolare le politiche degli Stati Uniti e l’integrazione con l'ambiente arabo e islamico, deve essere trattato con la volontà di cooperare fraternamente. Bisogna confrontarsi con esso su una base di rinascita. Deve essere il centro del bilancio strategico. Deve essere considerato come un esempio di sovranità, indipendenza e libertà che sostiene il progetto moderno di indipendenza arabo-islamica e come una potenza che aumenta la fermezza e la forza degli stati e dei popoli della nostra regione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il mondo islamico cresce più forte con le sue coalizioni e la cooperazione tra i suoi stati. Rivendichiamo l'importanza del fare uso degli elementi di forza politici, economici ed umani che esistono in ogni Stato nel nostro mondo islamico, su una base di integrazione e patrocinio e per non essere soggetti a arroganti egemonie.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ricordiamo l'importanza dell'unità tra i musulmani. Allah il Possente dice nel Sacro Corano: &lt;em&gt;“E aggrappatevi tutti insieme alla corda di Allah e non dividetevi tra voi”&lt;/em&gt;. Bisogna stare attenti a tutto ciò che causa discordia tra i musulmani, come le istigazioni settarie, specialmente tra sunniti e sciiti. Scommettiamo sulla consapevolezza dei popoli musulmani nell’affrontare le congiure e le ordalie tessute contro di loro in questa prospettiva.&lt;/p&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Settimo: il Libano e le relazioni internazionali&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Le norme di disaccordo, conflitto e lotta secondo il punto di vista e l'approccio di Hezbollah si basano primariamente su questioni politiche e morali: tra l'arrogante e il supposto debole, tra l'autorevole e il soggiogato e tra l'occupante arrogante e coloro che chiedono libertà e indipendenza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Inoltre, Hezbollah ritiene che l'egemonia unilaterale del mondo rovescia l'equilibrio e la stabilità internazionali, nonché la pace e la sicurezza internazionali.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il sostegno illimitato degli Stati Uniti ad Israele e la sua copertura dell'occupazione israeliana dei territori arabi, oltre al dominio americano delle istituzioni internazionali e al dualismo nell’emissione e nell’implementazione delle risoluzioni internazionali, la politica di interferenze negli affari degli altri Stati, la militarizzazione del mondo e l’adozione del principio delle guerre circolanti nei conflitti internazionali, che provocano disordine e turbolenze in tutto il mondo, hanno posto l'amministrazione americana in una posizione ostile alla nostra nazione ed ai nostri popoli e la rendono in sostanza responsabile di provocare il caos nel sistema politico internazionale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Per quanto riguarda le politiche europee, esse oscillano tra l'incapacità e l'inefficienza da un lato e la sottomissione ingiustificata alle politiche statunitensi dall'altro, cosa che sta portando in realtà ad annullare la tendenza moderata in Europa a favore dell'interesse della egemonia atlantica con il suo sfondo coloniale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Essere sottomessi alle politiche statunitensi - in particolare nella fase del loro fallimento storico - è un errore strategico che porterà solo ad altre crisi, complicazioni e ostacoli alle relazioni euro-arabe.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Una particolare responsabilità grava sull’Europa a causa del patrimonio coloniale che ha inflitto alla nostra regione, con danni enormi le cui ripercussioni i nostri popoli stanno ancora soffrendo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Dato che ci sono popoli europei che hanno lunga storia di resistenza agli invasori, è un obbligo umano e morale dell’Europa, ancor prima di essere un obbligo politico, quello di riconoscere il diritto dei popoli a resistere all'occupante sulla base della distinzione tra resistenza e terrorismo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Dal nostro punto di vista, i presupposti della stabilità e della cooperazione europea-araba richiedono la costruzione di un approccio europeo più indipendente, giusto ed obiettivo. È impossibile costruire un comune ambito vitale politico e di sicurezza senza questa trasformazione che garantisca di affrontare i difetti che causano le crisi e l’instabilità.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;D'altra parte, abbiamo osservato con molta attenzione e rispetto lo sforzo indipendente e libero che si oppone all'egemonia sugli stati latino-americani. Ci sono vasti punti in comune tra i loro progetti ed i progetti dei movimenti di resistenza nella nostra regione, che contribuiscono a costruire un sistema internazionale più equilibrato e giusto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Tali sforzi sono promettenti a livello internazionale per una identità umana collettiva e un comune background politico e morale. In questo quadro, lo slogan dell’ “l'unità dei supposti deboli” rimane uno dei pilastri della nostra concezione politica per costruire la nostra consapevolezza, le nostre relazioni ed i nostri atteggiamenti verso le cause internazionali.&lt;/p&gt;&lt;h1 class="western"&gt;Capitolo 3: La Palestina ed i negoziati per un accordo&lt;/h1&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Primo: La Causa Palestinese e l’entità sionista&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Sin dalla usurpazione della Palestina e dalla cacciata del suo popolo nel 1948 con il sostegno e l’appoggio delle potenze allora egemoniche, l'entità sionista ha rappresentato una aggressione diretta, un grave pericolo e una minaccia per la sicurezza e la stabilità di tutta la regione araba ed i suoi interessi. I danni non sono limitati solo al popolo palestinese o agli stati e popoli confinanti la Palestina. Le aggressioni, le tensioni e le guerre a cui la nostra regione ha assistito a causa delle tendenze aggressive e delle effettive aggressioni israeliane sono una prova concreta della massiccia oppressione che ha colpito il popolo palestinese, gli arabi ed i musulmani a causa dei crimini contro l'umanità perpetrati dall'Occidente quando ha impiantato questa strana entità nel cuore del mondo arabo e islamico, creando al tempo stesso una violazione aggressiva ed una posizione avanzata per l’arrogante progetto occidentale in generale, e una base per il controllo e l'egemonia pratica sulla regione in particolare.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il movimento sionista è un movimento razzista a livello sia pratico che teorico. È il prodotto di una mentalità arrogante, opprimente e dominante. Il suo progetto è fondamentalmente un progetto di giudaizzazione mediante espansione degli insediamenti. Ancor di più, l'entità che è stata costituita in base a questo movimento, è cresciuta diventando sempre più forte ed è riuscita a sopravvivere mediante l'occupazione, l'aggressività, i massacri ed il terrorismo, sostenuta ed appoggiata dagli stati coloniali ed in particolare gli Stati Uniti d'America, che sono ad essa legati da un'alleanza strategica che li ha resi un suo vero e proprio partner in tutte le sue guerre, i suoi massacri e le sue pratiche terroristiche.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La lotta in cui noi e la nostra nazione ci siamo impegnati contro il progetto coloniale sionista in Palestina sta adempiendo all'obbligo di autodifesa contro l'occupazione coloniale di Israele, l'aggressione e l'oppressione che minacciano la nostra esistenza e prendono di mira i nostri diritti ed il nostro futuro. Non si basa, da parte nostra, sullo scontro religioso o razziale, semmai è così per i coloni sionisti: il progetto coloniale non ha mai esitato a coinvolgere la religione ed a sfruttare i sentimenti religiosi come mezzo per raggiungere i propri obiettivi e traguardi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;In effetti, la stessa richiesta del presidente degli Stati Uniti Bush, del suo successore Obama e dei leader dell'entità sionista a palestinesi, arabi e musulmani di riconoscere uno "Stato di Israele" ebreo, non è altro che la prova più evidente di ciò.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il risultato naturale e inevitabile è che questa entità costituita sull’usurpazione vive una crisi esistenziale che preoccupa i suoi dirigenti ed i suoi sostenitori, perché si tratta di un neonato innaturale e di un’entità incapace di vivere e durare e soggetta alla distruzione. Ciò impone la responsabilità storica alla nazione ed ai suoi popoli di non riconoscere questa entità, indipendentemente dalle pressioni e dalle conseguenti sfide. Piuttosto, la nazione ed i suoi popoli devono continuare a lavorare per liberare tutte le terre usurpate e ripristinare tutti i diritti sequestrati, non importa quanto tempo e quanti sacrifici ciò richiederà.&lt;/p&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Secondo: Al Qods (Gerusalemme) e la Moschea di Al Aqsa&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il mondo intero è a conoscenza dell’importanza e della santità di Al Qods (Gerusalemme) e della Moschea di Al Aqsa. Al Aqsa è il Primo dei due Kiblah ed è terza solo alle due Moschee Sacre. È la destinazione del viaggio notturno del Profeta (pace su di lui e la sua famiglia). Nessuno tra i musulmani nega il suo grande status come uno dei luoghi più sacri, che ha un profondo rapporto con l'Islam come uno dei più importanti simboli islamici sulla Terra.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La città di Al Qods (Gerusalemme) incarna insieme molti luoghi santi islamici e cristiani, cosa che la rende sublime sia per i musulmani che per i cristiani.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La continua occupazione israeliana della città santa, insieme alle trame ed ai progetti di giudaizzazione, all'espulsione dei suoi abitanti, alla confisca delle loro case e dei loro possedimenti, al suo accerchiamento con quartieri, cinture e blocchi di insediamenti ebraici ed al suo soffocamento con il Muro di Separazione razzista, ed in aggiunta agli incessanti tentativi israeliani e statunitensi di consacrarla come la capitale eterna internazionalmente riconosciuta dell'entità sionista, tutte queste sono misure aggressive che vanno respinte e condannate.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Per di più, le incessanti e ripetute aggressioni pericolose alla benedetta Moschea di Al Aqsa, gli scavi eseguiti in tale area ed i progetti di demolirla costituiscono un serio pericolo reale che minaccia la sua esistenza e sopravvivenza e preannuncia pericolose ripercussioni in tutta la regione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Sostenere Al Qods (Gerusalemme) e difendere e salvaguardare la Moschea di Al Aqsa è un obbligo religioso e una responsabilità morale e umana che devono essere assunti da ogni persona nobile e libera nella nostra nazione araba e islamica e da tutti i popoli liberi e nobili del mondo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ci appelliamo agli arabi edai musulmani a livello pubblico e ufficiale ed a tutti gli stati che hanno a cuore la pace e la stabilità mondiali perchè esercitino ogni sforzo possibile per liberare Al Qods (Gerusalemme) dall'occupazione sionista e per preservare la sua vera identità ed i suoi luoghi sacri islamici e cristiani.&lt;/p&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Terzo: La Resistenza Palestinese&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il popolo palestinese, mentre è impegnato nella battaglia di autodifesa e di lotta per ripristinare i propri legittimi diritti nazionali in Palestina - nel suo significato e nella sua posizione geografica storici - sta in realtà esercitando un diritto legittimo approvato e reso necessario dalle missioni divine, dalle leggi internazionali e dai codici e dalle norme umani.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Tale diritto include la resistenza in tutte le sue forme – prima fra tutte la resistenza armata - e con tutti i mezzi che le fazioni della resistenza palestinese sono in grado di utilizzare, in particolare in queste condizioni di squilibrio di forze a vantaggio dell’entità sionista, che è armata con le più avanzate armi di distruzione e che le usa uccidendo, attaccando e distruggendo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Questi tentativi hanno costituito una prova evidente che non lascia spazio a dubbi, lungo tutto il processo di lotta e di scontro tra la nostra nazione e l'entità sionista sin da quando ha usurpato la Palestina fino ad oggi: l'importanza e l'efficacia della scelta di resistenza jihadista e la lotta armata contro le aggressioni e per liberare le terre, ripristinare i diritti e raggiungere un equilibrio che colmi il divario di superiorità strategica attraverso i ribilanciamenti che la resistenza ha imposto sfruttando le capacità disponibili, la forza di volontà e la determinazione nel campo di battaglia. La miglior prova di ciò sono le vittorie consecutive conseguite dalla resistenza in Libano e le conquiste militari e morali che hanno segnato tutto il suo processo jihadista, in particolare costringendo i sionisti a mettere in scena nel maggio 2000 un massiccio ritiro israeliano dalla maggior parte dei territori libanesi occupati ed il fiasco assoluto dell'esercito sionista nel corso dell’aggressione del luglio 2006, quando la Resistenza ha ottenuto una vittoria divina, storica e strategica che ha cambiato radicalmente la forma della lotta e ha inflitto una sconfitta al nemico israeliano che è la prima del suo genere, poichè ha spazzato via la leggenda dell’esercito imbattibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;L’altra prova è ciò che ha ottenuto la resistenza in Palestina: conquiste successive che sono iniziate con il tentativo di rivoluzione palestinese, la scelta della resistenza armata che ha adottato, la prima e la seconda Intifada, fino a costringere alla ritirata l’esercito israeliano nel corso del totale ritiro dalla striscia di Gaza nel 2005, un ritiro incondizionato, non conseguente ad alcuna trattativa od accordo e privo di alcun risultato politico, geografico o a livello di sicurezza. Quella è stata la prima grande (a livello geografico) vittoria sul campo di questo tipo. Il significato del fatto che la scelta della resistenza in Palestina sia stata la prima a costringere ad un ritiro israeliano, dovuto alla resitenza all’interno dei confini storici della Palestina, è molto importante a livello strategico nel processo di lotta tra noi e l'entità sionista. Per di più, la brillante fermezza del popolo palestinese in lotta e la sua resistenza a Gaza contro il nemico sionista nel 2008, sono una lezione per le generazioni a venire e un avvertimento per gli invasori e gli aggressori.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Se questa è stata l'efficienza della resistenza in Libano e Palestina, qual è stata l'efficienza della scelta dei negoziati e degli accordi? Quali sono gli esiti, gli interessi ed i risultati ottenuti dai negoziati in tutte le loro fasi e attraverso tutti gli accordi conclusi? Non sono forse una maggiore arroganza e posizione dominante israeliana, e maggiori condizioni, interessi e conquiste a vantaggio di Israele?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Come abbiamo sottolineato il nostro sostegno permanente e fermo al popolo ed alla causa palestinese con i suoi dati storici, geografici e politici, così rimarchiamo definitivamente e decisamente il nostro sostegno e supporto a questo popolo ed ai movimenti di resistenza palestinesi ed alla loro lotta contro il progetto israeliano.&lt;/p&gt; &lt;h2 class="western"&gt;Quarto: I negoziati per un accordo&lt;/h2&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La nostra posizione nei confronti del processo di negoziazione e degli accordi prodotti dai negoziati di Madrid (l’“Accordo di Wadi Arabah”) con le sue appendici, degli “Accordi di Oslo” con le loro appendici e prima ancora dell’“Accordo di Camp David” con le sue appendici è sempre stata e sempre sarà quella di un rifiuto assoluto al principio stesso di un accordo con l'entità sionista che si basi sul riconoscimento della legittimità all'esistenza di questa entità e sulla rinuncia a suo favore alle terre che ha usurpato alla Palestina araba ed islamica.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Questa nostra posizione è una posizione finale, definitiva e permanente, che non è oggetto di negoziazione o ritiro, anche se il mondo intero dovesse riconoscere "Israele".&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Perciò, in nome della fratellanza e della responsabilità, ci appelliamo a tutte le autorità arabe perchè si impegnino a rispettare le scelte del loro popolo, riconsiderando la scelta dei negoziati e rivedendo i risultati degli accordi conclusi con il nemico sionista, in modo da abbandonare in modo decisivo e definitivo il processo illusorio verso una soluzione di oppressione che viene falsamente chiamato "processo di pace"; in particolare coloro che hanno trattato credendo nel ruolo dei governi statunitensi succedutesi di partner o mediatori imparziali e giusti per il processo, hanno visto senza dubbi che sono venuti meno a tale ruolo, hanno esercitato pressioni su di loro o addirittura li hanno ricattati. Anche questa amministrazione statunitense ha dimostrato ostilità verso i loro popoli, le loro cause ed i loro interessi, e si è schierata totalmente ed apertamente con il suo alleato strategico, l'entità sionista.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Per quanto riguarda l'entità sionista con cui ritengono di poter fare pace, ha dimostrato in tutte le fasi dei negoziati che non cerca od auspica la pace. Piuttosto, sta sfruttando i negoziati per imporre le sue condizioni, promuovere la sua posizione, ottenere i propri interessi e rompere l'ostilità e il blocco psicologico dei loro popoli verso di sè. Per conseguire ciò, mira ad una aperta normalizzazione ufficiale e pubblica, che renda possibile la convivenza naturale e la sua integrazione nel sistema regionale e la imponga come uno status quo nella regione, che quindi la dovrebbe accettare e dovrebbe riconoscere la sua legittimità all'esistenza, dopo averle lasciato le terre palestinesi che ha usurpato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Perciò chiediamo, ci aspettiamo e ci auguriamo che tutti gli arabi ed i musulmani, a livello ufficiale e pubblico, possano considerare nuovamente la Palestina e Al Qods (Gerusalemme) come la loro causa centrale, attraverso cui possano unirsi tutti ed impegnarsi a liberarla dalla abominevole ed oppressiva occupazione sionista. Ci auguriamo che espletino i loro obblighi religiosi, fraterni ed umani nei confronti dei loro santuari in Palestina e del suo popolo oppresso, che gli forniscano tutti i mezzi di sostegno per salvaguardare la fermezza del popolo palestinese, che gli consentano di proseguire nella sua resistenza e rifiutino e facciano fallire tutti i piani di normalizzazione con il nemico sionista e rispettino il diritto al ritorno per tutti i rifugiati palestinesi alle loro terre ed alle loro case da cui sono stati espulsi, rifiutino decisamente tutte le proposte alternative senza possibilità di accordi, risarcimenti o compensazioni…, si attivino immediatamente per la revoca dell'assedio imposto al popolo palestinese ed in particolare dell'assedio totale sulla Striscia di Gaza e adottino la causa degli oltre 11 mila prigionieri nelle carceri israeliane e mettano in opera piani per liberarli.&lt;/p&gt; &lt;h1 class="western" style="margin-bottom: 0.42cm;"&gt;Conclusione&lt;/h1&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Questi sono i nostri punti di vista e le nostre aspettative. Nel delinearli, abbiamo cercato di appellarci alla giustizia ed alla verità. Queste sono le nostre posizioni ed i nostri impegni. Abbiamo cercato, nel definirli, di essere delle persone leali, sincere e fiduciose nella giustizia, che parlano chiaro, difendono la giustizia e si sacrificano per ottenerla, fino al martirio. Noi non ci aspettiamo altro, nel farlo, che l'approvazione del nostro Creatore e Dio, il Signore degli Orizzonti e della Terra. Non ci aspettiamo che di migliorare il nostro popolo e la nostra nazione ed il loro benessere e la felicità in questo Mondo e nell'Aldilà.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;O Allah! Tu sai che non lo abbiamo fatto per competere per il potere o andare in cerca di relitti mondani. Solo per rilanciare la giustizia e battere la menzogna, per difendere i nostri schiavi oppressi e diffondere la giustizia nella Tua terra, in cerca della Tua approvazione e cercando di avvicinarci a Te. Per questo i nostri martiri sono stati onorati con il martirio e per questo andiamo avanti e continuiamo la nostra lotta e la nostra jihad, e Tu ci ha promesso uno dei due lieto fine: la vittoria o essere onorati dalla riunione con Te, tinti del nostro sangue.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La nostra promessa a Te, Nostro Signore, e a tutti i Tuoi schiavi oppressi è quella di essere sempre uomini sinceri, che mantengono i loro giuramenti, ed attendono il loro compimento fermamente e senza esitazioni.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-4435232609688903571?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/4435232609688903571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=4435232609688903571' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/4435232609688903571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/4435232609688903571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2010/11/il-nuovo-manifesto-di-hezbollah.html' title='Il nuovo Manifesto di Hezbollah'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-152415029579208164</id><published>2010-09-21T10:26:00.000-07:00</published><updated>2010-09-21T10:30:26.665-07:00</updated><title type='text'>Basta ipocrisie, chiamiamola guerra quella afghana</title><content type='html'>Piccolo frammento tratto dal film "IL NUOVO SECOLO AMERICANO" che trovate su Luogocomune.net spiega il vero motivo della guerra in Afghanistan e del perchè i  soldati muoiono ....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oumXwGVsPJw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/oumXwGVsPJw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="385" width="480"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel giorno dei funerali a Roma del tenente Romani, ucciso in battaglia in Afghanistan la settimana scorsa, ieri Falco Accame, presidente dell'Associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle forze armate e famiglie dei caduti ha dichiarato «Se quella in Afghanistan fosse considerata una guerra, agli orfani e alle vedove spetterebbero i trattamenti previsti per una situazione di guerra. L'ipocrisia con cui mascheriamo come operazioni di pace quelle che sono operazioni di guerra fa sì che si adotti il codice di pace e che quindi non si abbia il dovuto risarcimento per le vittime, che in condizioni di guerra ricevono trattamenti molto più adeguati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ilmanifesto.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-152415029579208164?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/152415029579208164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=152415029579208164' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/152415029579208164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/152415029579208164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2010/09/basta-ipocrisie-chiamiamola-guerra.html' title='Basta ipocrisie, chiamiamola guerra quella afghana'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-1461126751393401268</id><published>2010-07-14T09:54:00.000-07:00</published><updated>2010-07-14T12:49:22.569-07:00</updated><title type='text'>Afghanistan vaste riserve di gas naturale e petrolio ", la guerra è valsa la pena"</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;Michel  Chossudovsky&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/www.mondialisation.ca/"&gt;www.mondialisation.ca/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bombardamenti e l'invasione dell'Afghanistan nel 2001, sono stati presentati all'opinione pubblica mondiale come una guerra giusta, una guerra contro i talebani e Al Qaeda, una guerra per eliminare il "terrorismo islamico" e stabilire una stile democrazia occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dimensione economica della "guerra globale al terrore" (GWOT) sono raramente menzionati e la "campagna contro il terrorismo" post 11 settembre è servito a nascondere i veri obiettivi della guerra degli Stati Uniti e la NATO.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.capobelsky.it/blog/uploaded_images/DSC04986-702893.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 411px; height: 295px;" src="http://www.capobelsky.it/blog/uploaded_images/DSC04986-702893.JPG" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La guerra contro l'Afghanistan è un programma a scopo di lucro: è una guerra di conquista e di saccheggio economico, una guerra delle risorse ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se l'Afghanistan è riconosciuto come un focus strategico in Asia centrale fino ai confini dell'ex Unione Sovietica, Cina e Iran al centro delle autostrade, gasdotti e grandi riserve di petrolio e gas naturali, le sue enormi ricchezze minerarie e le sue riserve di gas naturale non sfruttate rimasta completamente sconosciuta al pubblico americano fino al giugno del 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo un rapporto congiunto del Pentagono, l'Unione Sportiva Geological Survey (USGS) e USAID, si dice che l'Afghanistan oggi ha certamente risorse minerali e "finora sconosciuto, stimati a un miliardo di conclusivamente di dollari. (New York Times, U. S. Identifica Vasto minerale ricco in Afghanistan - NYTimes.com , 14 GIUGNO 2010. Vedi anche BBC, 14 Giugno 2010).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'ignoto depositi in precedenza, tra cui vene gigante di ferro, rame, cobalto, oro e metalli industriali come il litio cruciale, sono così grandi e così contenere molti minerali essenziali per i rappresentanti dell'industria moderna i cittadini americani credono che l'Afghanistan potrebbe alla fine essere trasformato in uno dei centri minerari più importanti del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nota interna del Pentagono indica, per esempio, che l'Afghanistan potrebbe diventare "l'Arabia Saudita del litio, una materia prima fondamentale per la fabbricazione di batterie per computer portatili e BlackBerry.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricchezza minerale parte di quelli in Afghanistan, è stato scoperto da una piccola squadra di funzionari del Pentagono e gli americani geologi.  Il governo afghano Hamid Karzai e il Presidente sono stati informati di recente, ha detto che i funzionari americani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se lo sviluppo di una industria estrattiva può richiedere molti anni, il potenziale è così grande che i funzionari e leader del settore ritengono che potrebbe attrarre investimenti significativi anche prima che le miniere sono redditizie, creare posti di lavoro potrebbe distrarre una popolazione in guerra da generazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Vi è un potenziale sensazionale," ha detto il generale David H. Petraeus, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti [...] "Ci sono molti" se ", naturalmente, ma penso che questa è potenzialmente molto importante"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il valore dei depositi di minerali di recente scoperta riduce al minimo le dimensioni della attuale economia afghana, sprecato dalla guerra e in gran parte basato sulla produzione di oppio e il traffico di stupefacenti, nonché l'assistenza da parte degli Stati Uniti e gli altri paesi industrializzati. Il prodotto interno lordo dell'Afghanistan è solo di circa 12 miliardi di dollari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Questa diventerà la spina dorsale dell'economia afghana", ha detto Jalil Jumriany, consigliere del ministro delle Miniere afgano. (New York Times, op. cit.) (New York Times, op. Cit.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il New York Times, l'Afghanistan potrebbe diventare   « l'Arabie Saoudite du lithium ». "L'Arabia Saudita del litio.  "Il litio è una risorsa più critica, usato nelle batterie di tutti i generi, dai telefoni cellulari ai computer portatili, e svolge un ruolo chiave nel futuro delle auto elettriche".  Attualmente, Cile, Australia, Cina e Argentina sono i principali fornitori di litio sul mercato mondiale.  Bolivia e Cile sono i paesi con le maggiori riserve conosciute di litio.&lt;br /&gt;"Il Pentagono sta conducendo le indagini sul campo in Afghanistan occidentale." Funzionari del Pentagono ha detto loro prima analisi in una località nella provincia di Ghazni ha dimostrato il potenziale dei giacimenti di litio grandi come quelli di Bolivia ( Unione Sportiva Identifica Vasta minerale ricco in Afghanistan - NYTimes.com , 14 giugno 2010, si veda anche Li - Wikipedia, l'enciclopedia libera )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Depositi di minerali precedentemente sconosciuti" in Afghanistan&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La "stima" di "depositi precedentemente sconosciuto" a quasi un miliardo di dollari dal Pentagono è una cortina fumogena utile. L'importo di un miliardo di avanzata dal Pentagono, che ha stimato di più battuto: "Sapevamo che c'era, abbiamo avuto un occhio veloce e si chiese che cosa sarebbe oggi in termini di denaro. L'importo di un miliardo sembrava degno di menzione nelle notizie. "(The Times Domenica, Londra, 15 giugno 2010, è autore l'accento che la)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, i risultati di uno studio del USGS (citata nella nota del Pentagono), sulla ricchezza minerale dell'Afghanistan sono stati rivelati tre anni fa in una conferenza organizzata nel 2007 dalla Camera di commercio americana e Afghanistan . Tuttavia, la questione della ricchezza minerale non è stata considerata degna di essere riportata alla stampa al momento.&lt;br /&gt;Quello che il governo degli Stati Uniti riconosce che sia venuta a conoscenza della vasta ricchezza mineraria del paese dopo la pubblicazione del rapporto 2007 del USGS è una palese schiva. I minerali e le risorse energetiche in Afghanistan (compreso il gas naturale) erano note sia le élite degli affari e americani prima che il governo sovietico-afgana Guerra (1979-1988).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Studi geologici condotti dall'Unione Sovietica negli anni 1970 e 1980, primi confermare l'esistenza di grandi ris&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.libertiamo.it/wp-content/uploads/2009/07/afghanistan.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 385px; height: 350px;" src="http://www.libertiamo.it/wp-content/uploads/2009/07/afghanistan.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;erve di rame (tra le più grandi in Eurasia), il minerale di ferro con alto tenore di cromo, uranio, berillio, bario, il piombo, zinco, fluorite, bauxite, litio, tantalio, smeraldo, oro e argento (Afghanistan, di data mining di revisione annuale, La Gazzetta Mining, giugno 1984). Questi studi suggeriscono che il valore attuale di tali riserve potrebbero infatti essere notevolmente superiore al "preventivo" di un miliardo di dollari annunciato dal Pentagono studio, USGS e USAID.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più di recente, in una relazione del 2002, il Cremlino ha confermato quanto era già noto: "Non è un segreto che l'Afghanistan ha riserve ricche, in particolare del rame Aynak deposito di minerale di ferro Khojagek, l'uranio, minerale polimetallici, petrolio e gas "(RIA Novosti, 6 Gennaio 2002)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'Afghanistan non è mai stato una colonia di nessuno: nessuno straniero è mai" scavato "qui prima del 1950.  I minerali si trovano tra le montagne dell'Hindu Kush, che si estende, con i loro piedi, una vasta area in Afghanistan.  Negli ultimi 40 anni, varie decine di depositi sono stati scoperti nel paese e la maggior parte di queste scoperte sono stati sensazionali. Essi sono, tuttavia, è rimasto segreto, ma alcuni fatti sono ancora stati resi pubblici di recente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il se trouve que l'Afghanistan possède des réserves de métaux ferreux et non-ferreux, et de pierres précieuses qui, si elles étaient exploitées, pourraient possiblement même remplacer les revenus de l'industrie de la drogue. E 'che l'Afghanistan ha riserve di sassi ferrosi e non ferrosi e preziosi, se sfruttate, potrebbero anche sostituire gli introiti provenienti dal settore della droga. On dit du gisement de cuivre d'Aynak au sud de la province d'Helmand qu'il est le plus grand du continent eurasien et son emplacement (à 40 km de Kaboul) rend son exploitation bon marché. Ha detto che il deposito di rame Aynak sud della provincia di Helmand, che è il più grande del continente eurasiatico e la sua posizione (40 km da Kabul) fa il suo buon uso. Le gisement de minerai de fer à Hajigak, dans la province centrale de Bamian, offre pour sa part du minerai d'une très grand qualité et dont les réserves sont estimées à 500 000 tonnes. Il deposito di minerale di ferro Hajigak nella provincia centrale di Bamian, offre la propria quota di minerale di grande qualità e le cui riserve sono stimate a 500.000 tonnellate. Un gisement de charbon a également été découvert non loin de là. Un deposito di carbone è stato scoperto nelle vicinanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On dit de l'Afghanistan qu'il est un pays de transit pour le pétrole et le gaz. Toutefois, peu de gens savent que les spécialistes soviétiques y ont découvert d'énormes réserves de gaz dans les années 1960 et ont construit le premier gazoduc du pays pour approvisionner l'Ouzbékistan . Si dice che l'Afghanistan è un paese di transito di petrolio e gas. Tuttavia, pochi sanno che gli esperti sovietici hanno trovato enormi riserve di gas nel 1960 e costruito il primo oleodotto il paese a fornire Uzbekistan. À l'époque, l'Union Soviétique recevait annuellement 2,5 billion de mètres cube de gaz afghan. Al momento, l'Unione Sovietica ha ricevuto ogni anno 2.500 miliardi di metri cubi di gas in Afghanistan. Durant cette même période, on a découvert d'importants gisements d'or, de fluorine, de baryte et de marbre onyx d'une composition très rare. Durante questo stesso periodo, si è scoperto grandi depositi di oro, fluorite, barite e onice composizione in marmo molto rara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cependant, les gisements pegmatitiques découverts à l'est de Kaboul sont véritablement sensationnels. Tuttavia, i depositi pegmatitici trovato a est di Kabul sono davvero sensazionali. Des gisements de rubis, de béryllium, d'émeraude, de kunzite et d'hiddénite que l'on ne trouve nulle part ailleurs s'étendent sur des centaines de kilomètres. Depositi di rubini, berillio, smeraldo, Kunzite Hiddenite e che non possono trovare altrove tratto centinaia di chilometri. Par ailleurs, les pierres contenant les métaux rares que sont le béryllium, le thorium, le lithium et le tantale sont d'une importance stratégique (on les utilise dans la fabrication d'aéronefs et d'astronefs). Inoltre, rocce, contenenti metalli rari come il berillio, il torio, litio e tantalio sono di importanza strategica (sono usati nella fabbricazione di aeromobili e veicoli spaziali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerre en vaut la peine (Olga Borisova, "Afghanistan - the Emerald Country", Karavan, Almaty, original en russe, traduit par BBC News Services, 26 avril 2002. p. 10, c'est l'auteur qui souligne.) La guerra è la pena (Olga Borisova, "Afghanistan - il paese di Smeraldo", Karavan, Almaty, in originale russo, tradotto da BBC News Service, 26 aprile 2002. P. 10, enfasi aggiunta.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alors qu'on a nourri l'opinion publique d'images d'un pays en développement déchiré par la guerre et sans ressources, la réalité est tout autre : l'Afghanistan est un pays riche tel que le confirment les études géologiques de l'ère soviétique. Poi hanno alimentato l'immagine pubblica di un paese in via di sviluppo lacerato dalla guerra e senza risorse, la realtà è ben diversa: l'Afghanistan è un paese ricco come gli studi geologici confermano l' dell'era sovietica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La question des « gisements jusqu'alors méconnus » perpétue un mensonge. La questione delle "sorgenti precedentemente sconosciuto" perpetua una bugia. La grande richesse minérale est exclue d'un casus belli justifiable. La ricchezza minerale vasto è governato un casus belli giustificabile. Cet énoncé affirme que le Pentagone a seulement appris récemment que l'Afghanistan faisait partie des pays les plus riches en ressources minérales et qu'il est comparable à la République démocratique du Congo ou l'ex-Zaïre du temps de Mobutu. Questa dichiarazione afferma che il Pentagono ha da poco appreso che l'Afghanistan è stato uno dei paesi più ricchi di risorse minerarie ed è paragonabile alla Repubblica democratica del Congo o dello Zaire Mobutu tempo. Les rapports géopolitiques soviétiques étaient connus. Le relazioni sovietico geopolitiche, sono noti. Durant la guerre froide, toute cette information était avouée dans les moindres détails : Durante la Guerra Fredda, tutte queste informazioni è stata ricoverata in più piccoli dettagli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] Lors de l'exploration soviétique à grande échelle, de superbes cartes géologiques ont été produites ainsi que des rapports dressant la liste de plus de 1400 affleurements minéraux et d'environ 70 gisements commercialement viables […] L'Union Soviétique a par la suite consacré plus de 650 millions de dollars à l'exploration et au développement de ressources en Afghanistan avec des projets incluant une raffinerie de pétrole capable de produire un demi million de tonnes annuellement, ainsi qu'un complexe métallurgique pour le gisement d'Aynak, lequel devait produire 1,5 millions de tonnes de cuivre par an. [...] Durante la navigazione su larga scala Sovietica, superbo carte geologiche sono stati prodotti e che le relazioni di cui oltre 1.400 minerali affioramenti di più e circa 70 depositi commercialmente praticabile [...] L'Unione Sovietica successivamente ha speso più di 650 milioni dollari per l'esplorazione e sviluppo delle risorse in Afghanistan con progetti che includono una raffineria di petrolio in grado di produrre mezzo milione di tonnellate all'anno, e un complesso metallurgico orebody 'Aynak, che producono 1,5 milioni di tonnellate di rame all'anno. Dans la foulée du retrait des Soviétiques, une analyse subséquente de la Banque mondiale projetait que la production de cuivre d'Aynak pourrait éventuellement absorber annuellement à elle seule jusqu'à 2 % du marché mondial. Dopo il ritiro sovietico una successiva analisi della Banca Mondiale prevede che la produzione di rame Aynak potrebbero assorbire annualmente da solo fino al 2% del mercato globale. Le pays jouit par ailleurs d'énormes gisements de charbon, dont l'un d'eux, le gisement de fer d'Hajigak dans la chaîne de montagnes de l'Hindu Kush à l'ouest de Kaboul, est jugé comme étant l'un des plus grands gisements à teneur élevée au monde. Il paese ha anche enormi giacimenti di carbone, uno di loro, i depositi di ferro del Hajigak nelle montagne dell'Hindu Kush a ovest di Kabul, è considerato come il uno dei più grandi depositi di alta qualità nel mondo. (John CK Daly,  Analysis: Afghanistan's untapped energy, UPI Energy, 24 octobre 2008, c'est l'auteur qui souligne) (CK John Daly, Analisi: l'energia non sfruttate in Afghanistan, UPI Energia, 24 ottobre 2008, è enfasi dell'autore)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le gaz naturel afghan Afghan gas naturale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Afghanistan est un pont terrestre. L'Afghanistan è un ponte di terra. L'invasion et l'occupation de l'Afghanistan menée par les États-Unis en 2001 a été analysée par des critiques de la politique étrangère étasunienne comme un moyen de sécuriser le contrôle du couloir de transport stratégique transafghan, liant le bassin de la mer Caspienne et la mer d'Oman. L'invasione e occupazione di Afghanistan guidata dagli Stati Uniti nel 2001 è stato analizzato dai critici della politica estera degli Stati Uniti come un mezzo per assicurarsi il controllo del corridoio di trasporto transafghan strategica, che collega Bacino del Mar Mar Caspio e del Mare Arabico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Plusieurs projets de pipelines et de gazoducs transafghans ont été envisagés, dont le projet de pipeline TAPI (Turkménistan, Afghanistan, Pakistan, Inde) de 1900 km et d'une valeur de 8 milliards de dollars, lequel transporterait le gaz naturel turkmène par l'Afghanistan dans ce que l'on a décrit comme un « couloir de transit crucial ». Diversi progetti di gasdotti e gasdotti transafghans sono state considerate, tra cui il gasdotto TAPI (Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan e India) del 1900 e un valore di 8 miliardi di dollari, che sarebbe il trasporto del gas naturale turkmeno da Afghanistan in quella che fu descritto come un "corridoio di transito vitale». (Voir Gary Olson, Afghanistan has never been the 'good and necessary' war; it's about control of oil, The Morning Call, 1 er octobre, 2009). (Cfr. Gary Olson, l'Afghanistan è mai stato la 'buona e' guerra necessaria, si tratta di controllo del petrolio, la chiamata di mattina, 1 ottobre 2009). L'escalade militaire dans le cadre de la guerre étendue d'« Afpak » est liée au TAPI. L'escalation militare nella guerra estesa a "Afpak" è legato al TAPI. Le Turkménistan possède la troisième plus grande réserve de gaz naturel après la Russie et l'Iran. Il Turkmenistan ha la terza più grande riserva naturale di gas dopo la Russia e l'Iran. Le contrôle stratégique des voies de transport sortant du Turkménistan fait partie des plans de Washington depuis l'effondrement de l'Union Soviétique en 1991. il controllo strategico delle vie di fuori del Turkmenistan è uno dei piani di Washington dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cependant, on a rarement considéré dans la géopolitique des pipelines que l'Afghanistan est non seulement voisin de pays riches en pétrole et en gaz naturel, (par exemple le Turkménistan), mais qu'il possède aussi sur son territoire d'assez grandes réserves inexploitées de gaz naturel, de charbon et de pétrole. Tuttavia, è stato raramente visto nella geopolitica dei gasdotti che l'Afghanistan non è solo dei paesi vicini ricchi di petrolio e gas naturale (ad esempio, Turkmenistan), ma ha anche nel suo territorio grandi riserve sufficienti gas naturale non sfruttate, carbone e petrolio. Dans les années 1970, les Soviétiques évaluaient « les réserves gazières afghanes "explorées" (confirmées ou probables) à environ 5 billions de pieds cube. Nel 1970, i sovietici è stato votato "riserve di gas afghano esplorato" (confermato o probabile) di circa 5 miliardi di metri cubi. Les réserves initiales d'Hodja-Gugerdag étaient évaluées à un peu moins de 2 billions de pieds cube » (Voir, The Soviet Union to retain influence in Afghanistan, Oil &amp;amp; Gas Journal,  2 mai, 1988). riserve iniziali di Nasreddin-Gugerdag sono state stimate a poco meno di due miliardi di piedi cubi (V., L'Unione Sovietica a conservare influenza in Afghanistan, Oil &amp;amp; Gas Journal, 2 maggio 1988).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Agence d'Information sur l'Énergie (Energy Information Administration ou EIA) a reconnu en 2008 que les réserves de gaz naturel d'Afghanistan sont « substantielles » : L'agenzia di informazione sull'energia (Energy Information Administration o EIA) ha riconosciuto nel 2008 che le riserve di gas naturale in Afghanistan sono "sostanziale":&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Puisque le nord de l'Afghanistan est "une extension du sud du bassin centrasiatique très fécond d'Amu Darya, susceptible de contenir du gaz naturel", l'Afghanistan possède des réserves de gaz naturel confirmées et probables d'environ 5 billions de pieds cube. » (UPI, John CK Daly, Analysis: Afghanistan's untapped energy, 24 octobre, 2008) "Come nord dell'Afghanistan è" l'estensione del bacino meridionale dell'Asia centrale di Amu Darya molto produttivo, che possono contenere gas naturale ", l'Afghanistan ha confermato le riserve di gas naturale e probabile circa 5.000 miliardi piedi cubici. "(UPI, CK John Daly, Analisi: l'energia non sfruttate in Afghanistan, 24 ottobre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dès le début de la guerre soviéto-afghane en 1979, l'objectif de Washington a été de conserver un point d'ancrage géopolitique en Asie centrale. Fin dall'inizio della guerra in Afghanistan nel 1979, l'obiettivo di Washington era quello di mantenere un punto di appoggio nella geopolitica dell'Asia Centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le trafic de drogue du Croissant d'or Il traffico di droga dalla Mezzaluna d'Oro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerre clandestine des États-Unis, à savoir son soutien aux moudjahidines, « combattants de la liberté » (alias Al Qaida), était également destinée au développement du trafic des opiacés du Croissant d'or, utilisé par les services de renseignement étasuniens afin de financer l'insurrection contre les Soviétiques [1]. La guerra segreta degli Stati Uniti, vale a dire il suo sostegno Mujahadeen "combattenti per la libertà" (conosciuto anche come Al Qaeda), è stato anche finalizzato allo sviluppo del traffico di oppiacei dalla Mezzaluna d'Oro, che viene utilizzato dai servizi segreti americani per per finanziare l'insurrezione contro i sovietici [1].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Instauré au début de la guerre soviéto-afghane et protégé par la CIA, le trafic de drogue est devenu au fil des ans une entreprise extrêmement lucrative de plusieurs milliards de dollars. Introdotto all'inizio della guerra sovietico-afgana e protetti dalla CIA, il traffico di droga è diventata nel corso degli anni in un business altamente lucrativo di diversi miliardi di dollari. Il s'agissait de la pierre angulaire de la guerre clandestine étasunienne dans les années 1980. E 'stata la pietra angolare della guerra segreta degli Stati Uniti nel 1980. Aujourd'hui, sous l'occupation militaire des États-Unis et de l'OTAN, le trafic de drogue génère des revenus monétaires de plus de 200 milliards de dollars dans les marchés occidentaux. Oggi, sotto l'occupazione militare degli Stati Uniti e della NATO, il traffico di droga genera entrate di cassa di oltre 200 miliardi dollari nei mercati occidentali. (Voir Michel Chossudovsky, America's War on Terrorism, Global Research, Montreal, 2005, voir aussi Michel Chossudovsky, Heroin is "Good for Your Health": Occupation Forces support Afghan Narcotics Trade , Global Research, 29 avril 2007) (Si veda Michel Chossudovsky, America's War on Terrorism, Global Research, Montreal, 2005, vedi anche Michel Chossudovsky, eroina è "buono per la salute": Professione forze di appoggio afghano commercio degli stupefacenti , Global Research, 29 aprile 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso una economia di rapina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In coro, i media statunitensi hanno confermato che la "recente scoperta" delle risorse minerarie in Afghanistan è una "soluzione" allo sviluppo dell'economia, decimata dalla guerra e un mezzo per sradicare la povertà.  L'invasione degli Stati Uniti e della NATO nel 2001 e l'occupazione, ha spianato la strada per l'appropriazione di ricchezza mineraria e da conglomerati di energia West.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra contro l'Afghanistan è una "guerra delle risorse" a scopo di lucro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto l'occupazione degli Stati Uniti e alleati, questa ricchezza di minerali è destinato ad essere saccheggiato da una manciata di conglomerati multinazionali minerarie volta che il paese è pacificato. Secondo gli scritti di Olga Borisova dopo l'invasione nel mese di ottobre 2001 "guerra contro il terrorismo" condotta dagli Stati Uniti, "[si trasformerà] nella politica coloniale di un paese influenzano enormemente ricco". (Borisova, op cit). (Borisova, op cit).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parte del piano degli Stati Uniti e la NATO è inoltre prima o poi prendere possesso di riserve di gas naturale in Afghanistan e prevenire lo sviluppo di interessi energetici russi, l'Iran e la Cina nel paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per vedere la mappa delle risorse minerali, &lt;a href="http://mecanoblog.files.wordpress.com/2009/11/carte-des-ressources-afghanes.gif"&gt;clicca qui&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.  Il traffico di oppiacei dalla Mezzaluna d'Oro è ormai il fulcro dell'economia di esportazione dell'Afghanistan. Il traffico di eroina, istituito presso l'inizio della guerra in Afghanistan nel 1979 e protetti dalla CIA, genera un reddito di cassa superiore a 200 miliardi all'anno in mercati occidentali.  Dall'invasione del 2001, la produzione di stupefacenti in Afghanistan è aumentata di oltre 35 volte.  Nel 2009, la produzione di oppio pari a 6.900 tonnellate, rispetto a meno di 200 tonnellate nel 2001.  A questo proposito, il fatturato di diversi miliardi di dollari derivanti dalla produzione di oppio afghano sono generati in gran parte al di fuori del paese. Secondo i dati delle Nazioni Unite, i ricavi da traffico di droga indietro per l'economia locale sono l'ordine da 2 a 3 miliardi di euro all'anno, rispetto a tutto il mondo le vendite di eroina da oppiacei illeciti afghana, che superano 200 miliardi. ( (Si veda Michel Chossudovsky, Guerra America's al Terrorismo ", Global Research, Montreal, 2005)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo originale inglese, "La guerra è Worth Waging" Afghanistan Le riserve di minerali e gas naturale, la guerra in Afghanistan è orientato al profitto "Resource War", pubblicato 16 giugno 2010.&lt;br /&gt;Traduzione a cura di Julie Lévesque Mondialisation.ca .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michel Chossudovsky è direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione e Professore di Economia all'Università di Ottawa.  Egli è l'autore di Guerra e globalizzazione, la verità dietro 11 settembre e la globalizzazione della povertà e il Nuovo Ordine Mondiale (best-seller internazionale pubblicato in 12 lingue).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-1461126751393401268?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/1461126751393401268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=1461126751393401268' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/1461126751393401268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/1461126751393401268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2010/07/afghanistan-vaste-riserve-di-gas.html' title='Afghanistan vaste riserve di gas naturale e petrolio &quot;, la guerra è valsa la pena&quot;'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-2979556601785207946</id><published>2010-06-14T04:59:00.000-07:00</published><updated>2010-06-14T05:22:20.382-07:00</updated><title type='text'>RIPUDIAMO IL DEBITO</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;DI VALERIO LO MONACO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 204, 204);"&gt;ilribelle.com&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento nel quale andiamo in stampa, se non già da tempo, dovrebbe essere chiaro a tutti - e certamente lo è ai lettori del Ribelle - che le misure prese - meglio, non prese - dai vari governi e soprattutto a livello europeo per tentare in qualche modo di superare lo stato di crisi nel quale abbiamo iniziato a entrare &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://noipensiamo.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/debito-pubblico-e-patto-di-stabilit%C3%A0-noipensiamo.-com1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 375px; height: 253px;" src="http://noipensiamo.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/debito-pubblico-e-patto-di-stabilit%C3%A0-noipensiamo.-com1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;decisamente da qualche anno, non sono adatte alla situazione. Di più, sono nella migliore delle ipotesi insufficienti ma, molto più probabilmente, del tutto controproducenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finanza e politica a essa collegata - e di converso tutti noi che subiamo e l'una e l'altra senza poter fare nulla - si sono buttate a capofitto nel creare l'ultima bolla possibile per cercare, per un po' di tempo, di mantenere in piedi una impalcatura sistemica destinata matematicamente al collasso. Il che significa esattamente l'opposto di ciò che chi guida i popoli dovrebbe fare. A misure di lungo corso, sebbene drastiche, si è preferito utilizzare manovre di piccolo cabotaggio. La maggior parte di queste, peraltro, sulle spalle di tutti i cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parliamo naturalmente della bolla del debito pubblico della quale abbiamo già accennato lo scorso mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i Paesi sono indebitati con Banche e altri Paesi che hanno acquistato i titoli. La ratio alla base dei titoli pubblici venduti promettendo interesse è la fede nel fatto che in un futuro non meglio precisato, vi sia così tanta crescita economica da poter non solo ripagare i debiti contratti, ma anche gli interessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dà il fatto, però, che oltre a varare politiche di portata mondiale, in pratica, su un atto di fede, la cosa non possa funzionare per due motivi, il primo logico il secondo matematico. La parte logica impone convincersi che non si può crescere all'infinito in uno spazio finito. La parte matematica che non è possibile, in una direttrice in evidente discesa, sperare in una non meglio precisata - e infatti non è precisata affatto - ripresa dell'economia al fine non solo di far cambiare direzione verso un segno positivo della crescita, ma talmente tanto da poter ripagare anche i debiti e gli interessi sui debiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo si aggiunge che, nello stesso momento in cui si parla ormai tranquillamente - ah, gli ultimi arrivati... - di crisi sistemica, ciò c&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/c/ce/NoEuro.png"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 288px; height: 290px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/c/ce/NoEuro.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;he si fa non è, come logica vorrebbe, il varo di norme in grado di cambiare il sistema, quanto continuare imperterriti a fare né più né meno di ciò che si è sempre fatto e che ha portato al collasso attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sa - scrive Serge Latouche - che i drogati siano i primi sostenitori della droga. Ma il fatto è che ciò comporta conseguenze anche per chi dalla "droga" vorrebbe stare alla larga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, questa l'aggravante, al sistema si sacrifica tutto. La vita e il futuro delle persone che attualmente vivono sulla faccia della terra e quelle che verranno dopo di noi. A vantaggio, naturalmente, dei soliti noti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa Bce presta alle Banche tutto il denaro di cui fanno richiesta al solo 1% di interesse, ciò non gli impedisce, però, di prestarlo alla Grecia al 6%. Come dire, naturalmente, il favore lo faccio alle Banche, alle quali presto denaro a costo irrisorio, mentre ai cittadini greci (ed europei in genere) cerco di succhiare tutto il succhiabile, per via diretta o per via indiretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chiudere il cerchio, per chi fosse ancora poco convinto di quanto scritto, il fatto che sperare in una ripresa economica quando le economie private sono in profonda crisi (tagli degli stipendi, dei servizi, disoccupazione, crisi sociale) grazie a dove ci ha portato il sistema, e grazie ai tagli che "l’Europa" impone ai vari Stati per uscire dalla crisi del debito che il sistema stesso crea, è un po' come sperare che partendo da Roma si arrivi a Milano, in automobile, quando la velocità di crociera cala, il serbatoio è agli sgoccioli, e i distributori sono chiusi oppure non ci venderanno un solo litro di benzina perché materialmente non abbiamo il denaro per acquistarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un atto di fede, appunto, più adatto a un pellegrinaggio che a una direttrice politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le misure da prendere sarebbero invece molto diverse e drastiche, e imporrebbero un rovesciamento del sistema finanziario, industriale e capitalistico che dirige il mondo (di queste misure parleremo il prossimo mese). Inutile sperare, in ogni caso, che la cosa possa essere sostenuta proprio da quei dracula finanziari, industriali e capitalistici che in questo momento stanno facendo, pur in periodo di crisi, un lauto pasto banchettando sulla vita dei popoli europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scelte, per farla breve, dovrebbero insomma essere politiche. O meglio, ancora prima, metapolitiche. Ovvero decidere in che direzione sarebbe bello e giusto che andasse il mondo, e di conseguenza prendendo decisioni politiche, anche se impopolari, al fine di indirizzare il tutto in tal modo. Per esempio, una cosa su tutte, relegare l'economia al ruolo che dovrebbe avere, e certamente non quello centrale e supremo che ha ora e che ha portato allo stato attuale delle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I singoli Paesi, in teoria (ci torneremo a breve) possono molto poco. Ammesso e concesso che vogliano e siano in grado di farlo. Dovrebbe pensarci l'Europa, per quanto riguarda il nostro continente. Ma l'Europa non c'è, o meglio, non c'è mai stata. Anche sostenendo (e noi, al contrario di Ciampi, Draghi, Prodi &amp;amp; Co., oltre che tutti gli esponenti politici attuali, non lo sosteniamo) che ci debba essere una moneta unica, il punto è che la moneta senza una politica economica e ancora di più senza una politica generale per un grande spazio come l'Europa, ovvero la condizione attuale, non c'è mai stata né, su queste basi, ci sarà, è inutile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il massimo che si è riusciti a fare in Europa, al momento, è stato pendere dalle labbra della Bce, che impone, oltre allo scandaloso signoraggio bancario (e dunque l'attentato alla sovranità monetaria degli stati) delle politiche economiche restrittive ai vari Stati che essa stessa (e le Banche e la finanza) ha concorso a indebitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Breve inciso: è ridicolo e avvilente anche solo fare qualche accenno allo stato pietoso della politica nel nostro misero paese - per farlo basta leggere, o m&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://luigiboschin.files.wordpress.com/2010/01/national-debt1.gif"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 537px; height: 402px;" src="http://luigiboschin.files.wordpress.com/2010/01/national-debt1.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;eglio saltare a piè pari, la prima metà dei quotidiani italiani - per capire che nessuno Stato europeo, men che meno il nostro dove operano "politici" del calibro di Berlusconi, Alfano, D'Alema &amp;amp; Co. (che si stanno preparando per le meritate ferie d'Agosto mentre il mondo crolla) sono in grado di prendere alcun tipo di decisione che possa davvero essere definita politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è insomma chiaro: gli Stati - tutti - sono oberati di debiti (chi più chi meno) e le Banche sono piene di titoli che non verrano - per logica e matematica, come avevamo detto prima - onorati. Tutti sono indebitati con tutti senza nessuna speranza di poter avere indietro nulla. O quasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, e questa la cosa più importante, i cittadini di tutti gli Stati (ora la Grecia, la Spagna e il Portogallo, domani l'Italia e dopodomani tutti gli altri a seguire) stanno subendo e subiranno sempre in misura maggiore il salasso economico della crisi e delle misure imposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista economico (e sociale) insomma, ci stiamo dirigendo verso la catastrofe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto per salvare questo sistema e per salvare l'Euro. Totem funesto che ci è stato imposto e che ci viene posto come ultimo baluardo da tenere in piedi. Non fosse che per tenerlo in piedi stiamo buttando in schiavitù le nostre vite e quella dei nostri figli e dei nostri nipoti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una via d'uscita c'è: il ripudio del debito. L'uscita dall'Euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tecnicamente molto semplice. Eticamente sacrosanto, visto quanto ci ha fatto di male sino a ora e ce ne farà. E di fatto anche auspicabile, malgrado ciò che la cosa comporta, se si raffronta l’operazione allo schianto al quale stiamo comunque andando incontro. Le bancarotte sovrane sono in ogni caso dietro l'angolo. E sono inevitabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Paese che per primo ripudierà il debito darà scacco matto ai "signori del mondo" che, di fatto, dipendono non altro che dalla buona volontà di chi ha debiti nel continuare a pagarli. Siamo noi debitori, al momento, ad avere il coltello dalla parte del manico, se solo avessimo la voglia e la capacità di utilizzarlo nei confronti di chi attenta la nostra vita da decenni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trucco del debito, che di questo si tratta, sta in piedi infatti solo fino a che c'è qualcuno che comunque continua a pagare interessi (e a subire tagli alle proprie vite). Nel momento in cui si dice basta, i creditori rimangono con il cerino in mano. Tutti gli "attivi" che segnano ora sui propri libri, ovvero di crediti che devono esigere da noi, diverrebbero di colpo dei "passivi" irrecuperabili. Tratteremmo da "delinquenti" con quei "delinquenti" che fino a ora ci hanno succhiato le vite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, la cosa comporta in ogni caso momenti durissimi per i popoli. Immaginiamo una Grecia che decidesse di ripudiare il debito e di uscire dall'Euro. Farebbe fallire le Banche, nazionalizzerebbe il sistema finanziario ed economico (e la Bce lo prenderebbe in quel posto), la moneta tornerebbe di Stato, ovvero propria, e ricomincerebbe tutto da capo. La nuova Dracma sarebbe fortemente svalutata. Fatto dolorosissimo per la popolazione greca, ma solo temporaneamente. Perché quella nuova moneta - propria moneta, e non della Bce e di chi la possiede, ovvero dei privati - diverrebbe presto competitiva. Sacrifici e perdita di ricchezza monetaria imponente, sulle prime. Ma con un futuro davanti. Futuro che ora invece non c'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se la cosa si estendesse? Sarebbe in pratica una guerra mondiale dei creditori contro i debitori. Ma delle due l'una, i governi dei vari Paesi dovranno scegliere presto, in ogni caso, tra ripudiare i debiti e uscire dall'Euro oppure dissanguare le proprie popolazioni per ripagare i debiti. Brutalmente: scegliere se fare gli interessi delle Banche o quelli dei popoli. Probabilmente faranno quelli delle Ban&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kujElUIkev4/SUDaZ4hmA-I/AAAAAAAAAjw/OI1WOjMZFf8/s400/debito.gif"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 245px; height: 307px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kujElUIkev4/SUDaZ4hmA-I/AAAAAAAAAjw/OI1WOjMZFf8/s400/debito.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;che finché sarà possibile. Dopo di allora, però, sarà inevitabile il ripudio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei ricordare, a chi storce il naso di fronte a una soluzione così drastica, che ci sono dei precedenti piuttosto autorevoli. E per inciso, provengono proprio da chi può sembrare più insospettabile. Il ripudio del debito ha una tradizione molto antica proprio negli Stati Uniti. Nel decennio del 1840, Maryland, Pennsylvania, Illinois, Indiana, Michigan, Arkansas, Louisiana e Florida ripudiarono totalmente e in modo permanente il proprio debito pubblico, dopo il panico del 1837 e 1839 creato con un boom infazionistico dalla Second Bank of United States.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Specie per quei Paesi che hanno un debito detenuto da stranieri, dunque, sarebbe un bel colpo: da un giorno all'altro, a pagare il conto sarebbe proprio chi la crisi ha creato, ovvero chi detiene quei debiti pubblici. E certamente non sarebbero i cittadini a pagare il prezzo più alto. Di fronte a uno schianto inevitabile, dunque, dopo un prosciugamento inutile delle proprie esistenze, non è forse più logico, e comunque meno utopistico, ripudiare il debito con tutto ciò che esso comporta, ma con qualche prospettiva di salvezza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beninteso: nessuno lo farà finché non sarà costretto. E in questo è il male. Perché prendere quella decisione lì quando si sarà con le spalle al muro e dopo aver subito anni e anni di tagli e prosciugamenti - cosa comunque inevitabile - sarà molto, ma molto peggio che farlo ora, dove qualche margine di riuscita c'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però, anche facendo sacrifici (comunque destinati a una rinascita) non sarebbe male, ripudiare il tutto, e lasciare lor signori con tante cambiali con le quali potrebbero solo asciugarsi le lacrime, o no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valerio Lo Monaco&lt;br /&gt;www.ilribelle.com &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8ZdU1VsuKTE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/8ZdU1VsuKTE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-2979556601785207946?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/2979556601785207946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=2979556601785207946' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/2979556601785207946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/2979556601785207946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2010/06/ripudiamo-il-debito.html' title='RIPUDIAMO IL DEBITO'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kujElUIkev4/SUDaZ4hmA-I/AAAAAAAAAjw/OI1WOjMZFf8/s72-c/debito.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-5110626058282701976</id><published>2010-05-25T08:23:00.000-07:00</published><updated>2010-05-25T08:28:35.061-07:00</updated><title type='text'>Voi siete responsabili</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0px; word-spacing: 0px; line-height: 100%;" align="center"&gt; AUTORE:   Un dipendente della Marfin Bank, Atene  &lt;/p&gt;                                                                                                     &lt;br /&gt;                           &lt;blockquote dir="ltr"&gt; &lt;p dir="ltr" align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Sento  l'obbligo, riguardo i miei colleghi che sono morti ingiustamente oggi,  di parlare chiaro e di dire delle verità oggettive. Sto inviando questo  messaggio a tutti i media. Qualcuno che mostri ancora un po di coscienza  potrebbe pubblicarlo. I restanti possono continuare a tenere gioco al  governo.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p dir="ltr" align="justify"&gt;I pompieri non hanno  mai rilasciato alcuna licenza operativa per l'edificio in questione.  L'accordo per operare era sottobanco, come praticamente succede per ogni  azienda e compagnia in Grecia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'edificio in questione non ha  nessun meccanismo di sicurezza anti-incendio, nè pianificati nè  istallati, non ha spruzzatori a soffitto, uscite d'emergenza o idranti.  Ci sono solo degli estintori che, naturalmente, non possono essere  d'aiuto quando hai a che fare con incendi estesi in un edificio che è  stato costruito con standard di sicurezza ormai obsoleti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna  filiale della banca Marfin ha membri dello staff addestrati per casi di  incendio, e nemmeno all'uso dei pochi estintori presenti. La dirigenza  usa addirittura come un pretesto l'alto costo di un simile addestramento  e non prende le misure basilari per proteggere il suo staff.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non  c'è mai stata una singola esercitazione di evacuazione in nessun  edificio da parte dei lavoratori, nè c'è stata alcuna sessione di  addestramento da parte dei pompieri per dare istruzioni su come  comportarsi in situazioni come queste. Le uniche sessioni di  addestramento che hanno avuto luogo alla Marfin Bank riguardano scenari  di azioni terroristiche e specificatamente la pianificazione della fuga  dei dirigenti della banca dai loro uffici in situazioni del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'edificio  in questione non ha speciali stanze per ripararsi nei casi di incendio,  nonostante la sua struttura sia veramente vulnerabile in simili  circostanze e nonostante fosse riempita di materiali dal pavimento al  soffitto. Materiali che sono molto infiammabili, come carta, plastica,  cavi, mobili. L'edifcio è oggettivamente non idoneo ad ospitare una  banca proprio a causa della sua costruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun membro della  sicurezza ha alcuna conoscenza di primo soccorso o di spegnimento di  incendi, nonostante siano praticamente sempre incaricati della sicurezza  dell'edifcio. Gli impiegati della banca devono trasformarsi in pompieri  o security in base ai capricci del signor Vgenopoulos [padrone della  banca].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dirigenza della banca ha diffidato gli impiegati  dall'andarsene oggi, nonostante lo abbiano persistentemente chiesto  autonomamente fin da questa mattina presto - mentre hanno anche  costretto i dipendenti a bloccare le porte e hanno più volte confermato  al telefono che l'edificio sarebbe rimasto chiuso tutto il giorno. Hanno  anche bloccato l'accesso a internet per evitare che gli impiegati  comunicassero con il mondo esterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da diversi giorni c'è stato  un completo terrorizzare gli impiegati riguardo alle mobilitazioni di  questi giorni con la "proposta" a voce: o lavori o sei licenziato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I  due poliziotti in borghese che sono in servizio nella filiale in  questione per prevenire eventuali rapine non si sono fatti vedere oggi,  nonostante la dirigenza della banca abbia verbalmente promesso agli  impiegati che sarebbero stati presenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per concludere,  signori, fate dell'autocritica e smettetela di delirare fingendo di  essere scioccati. Voi siete responsabili di quello che è successo oggi e  in ogni stato legittimo (come quelli che vi piace citare di tanto in  tanto come esempio da seguire nei vostri show televisivi) sareste stati  già arrestati per le questioni di cui sopra. I miei colleghi oggi hanno  perso le loro vite per cattiveria: la cattiveria della Marfin Bank a del  signor Vgenopoulos che ha affermato esplicitamente che chiunque non  sarebbe venuto al lavoro oggi (giorno di sciopero generale) avrebbe  fatto meglio a non presentarsi al lavoro domani.&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3104/3118437658_781bec7176.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;“Prestano paura et riscuotono regali”&lt;br /&gt;Il Nonno&lt;br /&gt;Foto  &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Lien vers la galerie  de photos de Tilemahos Efthimiadis" href="http://www.flickr.com/photos/telemax/" target="new" rel="dc:creator cc:attributionURL" name="Account name"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Tilemahos Efthimiadis&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0ChOKvlecG0&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/0ChOKvlecG0&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="385" width="480"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hqJX0MFLHlw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/hqJX0MFLHlw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="385" width="480"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Originale da:&lt;a href="http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&amp;amp;article_id=1163959"&gt; Είστε οι υπεύθυνοι&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;traduzione: &lt;a href="http://roma.indymedia.org/node/19988"&gt;http://roma.indymedia.org/node/19988&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-5110626058282701976?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/5110626058282701976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=5110626058282701976' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/5110626058282701976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/5110626058282701976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2010/05/voi-siete-responsabili.html' title='Voi siete responsabili'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3104/3118437658_781bec7176_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-4289028712829899563</id><published>2010-02-25T06:36:00.000-08:00</published><updated>2010-02-25T06:39:10.367-08:00</updated><title type='text'>Il Clima: una questione di civiltà e destino</title><content type='html'>&lt;div class="body"&gt;                                         &lt;blockquote&gt; &lt;p style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;em&gt;Eduardo Zarelli&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 102, 51);"&gt;ilribelle.com&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Al di là del nulla della conferenza - “nulla”&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;tradotto in tutte le lingue del mondo -&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;la realtà è la seguente: stiamo già vivendo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;in condizioni atmosferiche&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;nelle quali l’uomo non ha mai vissuto.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="full-image-float-left ssNonEditable"&gt;&lt;span&gt;&lt;img style="width: 457px; height: 304px;" src="http://www.ilribelle.com/storage/rivista/16/cop15.jpg?__SQUARESPACE_CACHEVERSION=1262098618793" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il vertice sul clima recentemente svoltosi a Copenhagen ha certificato – quantomeno - la consapevolezza generalizzata della drammatica cesura tra la civilizzazione industriale e l’ambiente, tra cui i primi responsabili che sono gli Stati Uniti e la Cina. Ancora a Kyoto nel ’97 erano molti i riluttanti che si nascondevano dietro la stucchevole querelle tra scienziati scettici o persuasi schierati ad avanspettacolo, quando i più preveggenti, descrivono l’evoluzione possibile dello sconquasso climatico, parlando di guerra. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Guerre tra Stati, per metter le mani su acqua, combustibili, metalli scarseggianti. Non seguiremo quindi le percentuali stabilite sul taglio alle emissioni nel confronto tra necessità economiche, compatibilità ambientali e rapporti di forza internazionali, ma cercheremo la persuasione di un ragionamento consapevole.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ciascun nuovo rapporto proveniente dai climatologi di ogni latitudine ci fa capire che il cambiamento climatico è il problema più angosciante col quale ci siamo mai confrontati. Sembra ad esempio che stiamo già vivendo in condizioni atmosferiche nelle quali gli esseri umani non hanno mai vissuto prima: siamo, infatti, entrati in un territorio climaticamente sconosciuto. Il mutamento climatico sta procedendo a velocità superiore alle previsioni: l’obiettivo che fino a ieri sembrava sufficiente, un tetto di concentrazione di CO2 in atmosfera di 450 parti per milione, non ci protegge dal rischio della catastrofe.  &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nello studio “Il cambio climatico in Antartide e l’ambiente” redatto da nove scienziati (fra cui l’italiano Guido Di Prisco), con il contributo di oltre 100 ricercatori, per conto del Comitato Scientifico Internazionale per la Ricerca Antartica, si sostiene che i mari si alzeranno, di almeno 1,4 metri. Non si tratta di scienziati contro scienziati. La diversità di previsione riguarda la rapidità di scioglimento dei ghiacci artici rispetto a quelli antartici. Paradossalmente l’Antartide è rimasta inalterata negli ultimi decenni per lo strato di ozono compromesso dalle emissioni industriali, ma tutto questo sta finendo. &lt;/p&gt; &lt;blockquote style="text-align: justify;"&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;«La paura, ancorché caduta in un certo discredito morale e psicologico, fa parte della responsabilità altrettanto quanto la speranza, e noi dobbiamo perorarne la causa, poiché la paura è oggi più necessaria che in qualsiasi altra epoca in cui, animati dalla fiducia nel buon andamento delle cose umane, si poteva considerarla con sufficienza una debolezza dei pusillanimi e dei nevrotici»&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il cambiamento climatico che causa anche l’indebolimento della corrente del golfo, molto più velocemente di ciò che si pensava fino ad oggi, paradossalmente significa che il riscaldamento globale potrebbe far sì che le zone dell’Europa del Nord ed altre zone nel mondo si congelino - anche se la tendenza, a lungo termine, sarebbe quelle di andare incontro ad un aumento delle temperature. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ciò che è ancora più allarmante è che questi e altri cambiamenti potrebbero chiaramente avere luogo molto più velocemente di quello che pensiamo. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;I “ribaltamenti” climatici che portano a condizioni climatiche molto diverse tra loro, sembrano aver avuto luogo negli ultimi dieci anni. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nel frattempo siamo già testimoni di una nuova tendenza del clima nella quale si è notato un aumento di lunghi periodi di siccità, alternati a violenti temporali, alluvioni - una tendenza che potrà solo peggiorare all'aumentare delle temperature mondiali. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;I maggiori panieri del mondo, quali la Cintura del Mais americana, le Pianure canadesi e la Cintura di grano australiana, hanno subito grandi periodi di siccità negli ultimi anni. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Queste zone diventano sempre più secche, con una corrispondente riduzione delle risorse mondiali di cibo. In aggiunta, le risorse dei maggiori fiumi mondiali si trovano in zone montane quali le Montagne Rocciose negli USA e in Himalaia in Asia. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;In primavera le masse nevose ed i ghiacciai si sciolgono riempiendo i fiumi, tuttavia, le piogge stanno aumentando e sostituendo la neve ed i ghiacciai si stanno ritirando, e questo causa una corrispondente riduzione della portata stagionale dei fiumi e della possibilità dei contadini di irrigare i loro raccolti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Se questo non bastasse, l’aumento dei livelli dei mari fa stimare  - a cura del Pannello Intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) - che il 30% del terreno agricolo mondiale potrebbe essere saturato dall'acqua salmastra e delle alluvioni durante i distruttivi storm-surge  e le conseguenti onde anomale. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dobbiamo anche comprendere che il cambiamento climatico ha delle ripercussioni in ogni aspetto della nostra vita, non solo nel procurarci cibo, ma sulla nostra salute, poiché le zone temperate saranno invase dai vettori e dai patogeni delle malattie tropicali e, più in generale, di forme virali mutanti. Anche l'economia ne sarà seriamente affetta. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dobbiamo anche considerare che, anche senza un cambiamento climatico, dovremo sostituire i nostri consumi di petrolio poiché le riserve mondiali di petrolio, conveniente e accessibile, si stanno esaurendo rapidamente e ci si attende che la produzione raggiunga il suo apice entro i prossimi decenni. D’altra parte la domanda sta salendo vertiginosamente, soprattutto quale risultato della rapidissima industrializzazione della Cina, dell’India e d'altri paesi asiatici. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Data la correlazione economica e finanziaria con gli Stati Uniti e, più in generale, con l’Occidente, i prezzi saranno soggetti a speculazioni senza pari e le ristrettezze nelle riserve saranno all’ordine del giorno. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Che cosa fare? &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Chiaramente per prima cosa dobbiamo sganciarci dalla nostra dipendenza dal petrolio ed imparare a farne decisamente a meno. I deficit nelle scorte di petrolio possono causare una grave recessione, mentre un deficit permanente potrebbe causare un vero collasso economico dato che il petrolio non è solo un carburante per i trasporti ma anche la base chimica della maggior parte dei prodotti di trasformazione industriale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Questo significa soprattutto aumentare velocemente l’efficienza energetica. I veri tagli alle emissioni si possono realizzare eliminando gli sprechi e l’inefficienza. L’energia rinnovabile, in particolare quella eolica, ad oggi molto economica, dovrebbe giocare un ruolo come quella solare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Due regioni spagnole, la Navarra e l’Aragona, in dieci anni sono arrivate al 70 per cento di elettricità da fonti pulite. Perché non fare altrettanto?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Jeremy Rifkin parla poi dell’economia a idrogeno come propellente di una nuova rivoluzione industriale, trasmessa quindi su tre ruote motrici: le energie rinnovabili, gli edifici sostenibili e le reti intelligenti per distribuire l’energia secondo il modello del web, spostando il potere speculativo dalle oligarchie dell’energia fossile alle persone e quindi alle comunità partecipate. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="full-image-float-right ssNonEditable"&gt;&lt;span&gt;&lt;img style="width: 467px; height: 350px;" src="http://www.ilribelle.com/storage/immagini-articoli/inquinamento/ghiacci.jpg?__SQUARESPACE_CACHEVERSION=1262098647190" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Altri ecologisti hanno minori certezze sul futuro delle celle a combustibile legate all’idrogeno. In ogni caso, è oramai gioco forza proiettare la decisione politica su scenari di reale mutamento paradigmatico del modello di sviluppo, fino ad oggi pensato come illimitato. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non è infatti solo una questione di petrolio. Il mondo naturale, in particolare le sue foreste e tutta l’altra vegetazione, le zone umide, le sue terre e soprattutto i suoi oceani, sono in grado di assorbire fino al 50% delle emissioni di anidride carbonica. Come tutti sappiamo, vengono distrutte a una velocità senza precedenti e questo potrà solo ridurre drasticamente il loro potere di assorbire le emissioni di anidride carbonica. L’Hadley Centre ha considerato questo in un modello recente, che ha portato alla revisione delle stime fatte dall’IPPC, in cui si diceva che le temperature medie terrestri potrebbero salire fino a 5.80 centigradi entro la fine di questo secolo. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per riuscire a salvare il nostro pianeta, questa distruzione deve finire e finire molto velocemente mentre il resto del mondo naturale deve essere protetto coscienziosamente. Una severa conservazione, non lo sviluppo, devono essere all’ordine del giorno. Ad esempio, non si dovrà più permettere alla silvicoltura di abbattere foreste naturali ed in particolare le foreste tropicali. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Altre attività che prevedono la distruzione delle foreste, quali le attività di miniera e la costruzione di grandi dighe, dovrà essere seriamente ridotta, mentre al contrario, dobbiamo aumentare significativamente le zone di sottobosco. L’industria agricola dovrà fare a meno delle macchine pesanti e dovrà abbattere i propri arsenali, pieni di sostanze chimiche tossiche, che distruggono gli ecosistemi trasformando rapidamente il terreno fertile in polvere e rilasciando enormi quantità di carbonio nell’atmosfera. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il vero problema che si dovrebbe affrontare è: quanto tempo ci vorrà per assicurare questa transizione necessaria? L’agenda politica si muove su estensioni temporali non credibili all’oggi. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La scala di attuazione per decenni è un tempo troppo lungo poiché le nostre attività distruttive possono trasformare il mondo naturale in una sorgente di emissioni di anidride carbonica piuttosto che un fisiologico assorbitore, allo stesso modo dell’aumento delle temperature e se le temperature continuano ad aumentare alla velocità attuale, questo potrebbe accadere entro i prossimi 30-50 anni e noi potremmo trovarci ad un punto incontrollabile verso l’aumento inesorabile delle temperature. Per questo motivo, dobbiamo prendere provvedimenti adeguati ora. Non c'è più tempo da perdere. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Anche se dovessimo ridurre le emissioni del 60%-80% per prevenire la destabilizzazione climatica, la temperatura della superficie terrestre continuerà ad aumentare nei prossimi 150 anni, tempo in cui l’anidride carbonica rimane nell’atmosfera e per molto più tempo, nei mari e oceani. Conseguentemente, possiamo solo sperare che l’aumento delle temperature rallenti abbastanza da garantire che il nostro pianeta possa rimanere un luogo vivibile, una volta che il clima si dovesse stabilizzare. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La paura può trasformarsi in responsabilità politica. È la convinzione del filosofo Hans Jonas: «La paura, ancorché caduta in un certo discredito morale e psicologico, fa parte della responsabilità altrettanto quanto la speranza, e noi dobbiamo perorarne la causa, poiché la paura è oggi più necessaria che in qualsiasi altra epoca in cui, animati dalla fiducia nel buon andamento delle cose umane, si poteva considerarla con sufficienza una debolezza dei pusillanimi e dei nevrotici» (Il principio responsabilità, Einaudi 2009). Dobbiamo quindi creare un tipo di società che minimizzi l’utilizzo del combustibile fossile e ridefinisca nella sostenibilità il rapporto tra cultura e natura. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il solo tipo di società in grado di soddisfare queste condizioni è una società comunitaria in cui le attività economiche siano condotte su scala più ridotta, occupandosi principalmente dell’interdipendenza dei mercati locali e regionali, con un respiro continentale mediato dalla sussidiarietà e il pluralismo identitario.  L’Europa è storicamente l’avanguardia della battaglia per la difesa della biosfera, un motivo in più per sfruttare le sue grandi potenzialità in una visione geopolitica multilaterale dei destini mondiali.&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;                                               &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-4289028712829899563?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/4289028712829899563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=4289028712829899563' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/4289028712829899563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/4289028712829899563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2010/02/il-clima-una-questione-di-civilta-e.html' title='Il Clima: una questione di civiltà e destino'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-4775034385400706947</id><published>2009-12-21T11:44:00.000-08:00</published><updated>2009-12-21T11:45:20.861-08:00</updated><title type='text'>Dopo Copenhagen, innovazione e industria, politiche da ritrovare</title><content type='html'>&lt;span class="sommario"&gt;innovazione e industria, politiche da ritrovare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);" class="firma"&gt;Mario Pianta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;ilmanifesto.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;Il tasso di disoccupazione al 10% negli Stati Uniti e in molti paesi europei mostra quanto sia ancora grave la crisi. Quale sarà il volto dell'economia reale, delle strutture produttive, dopo la fine della recessione? I protagonisti - le grandi imprese - hanno licenziato, chiuso impianti e trasferito produzioni all'estero, hanno tagliato investimenti e ricerca, aperto la caccia alle acquisizioni di imprese in difficoltà, concentrato le attività nei centri produttivi maggiori e nei settori del core business. Queste strategie, nell'industria come nei servizi, creano ostacoli alla ripresa e mettono in pericolo economie locali, reti di subfornitura, occupazione e redditi.&lt;br /&gt;Sono problemi comuni ai paesi europei, ma particolarmente seri per gli anelli più deboli delle catene produttive, come l'Italia, dove da dieci anni la produttività del lavoro è ferma. Ad aggiornare quest'immagine ci sono i nuovi dati Istat sulle «Misure di produttività», che registrano, dopo variazioni del -0,3% in media tra il 2000 e il 2004, un +0,2% tra il 2004 e il 2008: i livelli di produttività del lavoro sono sostanzialmente fermi a quelli di dieci anni fa, e la crisi farà scivolare più in basso i dati del 2009. Tutto questo a fronte di tassi di crescita ben più sostenuti non solo nei nuovi paesi industriali, ma anche nei vecchi paesi del Nord Europa e in Germania.&lt;br /&gt;Il «decennio perduto» della produttività italiana è il risultato della scelta di lasciar fare alle imprese (o ai «miracoli» dei distretti), confidando che decisioni individuali di mercato potessero assicurare non solo maggior efficienza di breve periodo nell'allocazione delle risorse, ma anche sagge scelte di lungo termine nello sviluppo di nuove tecnologie, investimenti e produzioni. Le politiche industriali e dell'innovazione - che avevano avuto un ruolo centrale nello sviluppo dell'Europa del dopoguerra - sono state dimenticate, travolte dal pensiero unico liberista. Il risultato è stato soltanto il declino industriale. L'Italia, e buona parte dell'Europa, si ritrovano su traiettorie tecnologiche tradizionali, con vecchi prodotti, scarsa ricerca e innovazione, una bassa dinamica della domanda e un pesante impatto ambientale delle produzioni.&lt;br /&gt;Le decisioni sul futuro della struttura produttiva italiana ed europea devono essere riportate all'interno della sfera pubblica. Una nuova generazione di politiche può superare i «fallimenti» del passato e introdurre interventi creativi e selettivi. Gli obiettivi delle politiche industriali e dell'innovazione dovrebbero favorire lo sviluppo di conoscenze, tecnologie e attività economiche che migliorino le prestazioni economiche, le condizioni sociali e la sostenibilità ambientale. Favorendo attività e settori caratterizzati da processi di apprendimento, rapido cambiamento tecnologico e forte crescita di domanda e produttività. Un elenco preliminare delle attività da privilegiare può comprendere la conoscenza, l'informazione e comunicazione, l'ambiente e le energie rinnovabili, la salute e il welfare.&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Sul sito &lt;a href="http://www.sbilanciamoci.info/" class="smarterwiki-linkify"&gt;www.sbilanciamoci.info&lt;/a&gt; proponiamo forme e contenuti che le politiche industriali e per l'innovazione potrebbero assumere. Per fermare la scomparsa di attività produttive, per accelerare l'uscita dalla recessione, per spostarsi - dopo Copenhagen - su una traiettoria di sviluppo sostenibile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-4775034385400706947?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/4775034385400706947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=4775034385400706947' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/4775034385400706947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/4775034385400706947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2009/12/dopo-copenhagen-innovazione-e-industria.html' title='Dopo Copenhagen, innovazione e industria, politiche da ritrovare'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-8863731327384478551</id><published>2009-12-03T07:14:00.000-08:00</published><updated>2009-12-03T07:20:58.662-08:00</updated><title type='text'>Bhopal, eredità velenosa</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);" class="firma"&gt;Marina Forti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 0);"&gt;ilmanfesto.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;I rubinetti sono rari, negli slum operai sorti attorno al vecchio stabilimento della Union Carbide, della zona industriale di Bhopal, India: l'acqua si attinge per lo più da fontane pubbliche che pescano da pozzi, ma è contaminata. La cosa è nota da tempo, e due studi pubblicati di recente lo confermano: l'acqua pescata nel raggio di alcuni chilometri dalla fabbrica contiene sostanze tossiche in quantità di molto superiori alle soglie di legge.&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.carmillaonline.com/archives/bhopal2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 261px; height: 174px;" src="http://www.carmillaonline.com/archives/bhopal2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;Uno è lo studio pubblicato dal Centre for Science and Environment (Cse) di New Delhi: ha trovato pesticidi in concentrazioni 40 volte superiori alle norme di sicurezza indiane nell'acqua attinta a 3 chilometri dallo stabilimento. Poi c'è l'indagine del gruppo di studio britannico Bhopal Medical Appeal: ha trovato sostanze cancerogene come il carbonio tetrafluoruro in percentuali fino a 2.400 volte superiori alle linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità. La fonte della contaminazione non è un mistero: sta nella carcassa arrugginita del vecchio stabilimento di fertilizzanti e pesticidi, in disuso ormai da 25 anni.&lt;br /&gt;Già, è passato un quarto di sec&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;olo dalla notte che tutti a Bhopal ricordano come l'inferno. Era la notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984. L'impianto si era surriscaldato; una cisterna esplose lasciando uscire 40 tonnellate di sostanze chimiche. Il gas, «sparato» ad alta pressione, investì in pieno la borgata di Jayaprakash Nagar, proprio di fronte ai cancelli, e altri slum limitrofi. Migliaia di persone sono morte soffocate quella notte stessa - 1.600 secondo il conto ufficiale, quasi 6.000 per le organizzazioni che si occupano delle vittime. Molti di più sono morti in modo lento nei mesi e anni seguenti, consumati da tumori ai polmoni e altre malattie. I bilancio ha superato ormai le ventimila vittime. Per questo Bhopal, capitale dello stato di Madhya Pradesh, nell'India centrale, oggi sta all'industria chimica come Hiroshima sta all'olocausto nucleare.&lt;br /&gt;Il punto è che dopo tanti anni, l'eredità della «gas tragedy» resta pesante. Chi è sopravvissuto al gas convive con tumori, malattie respiratorie, nervose. Molti hanno perso i parenti. Nel 1989 il governo dell'India, c&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;ome unico rappresentante &lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;delle vittime in un processo contro Union Carbide accettò un patteggiamento: l'impresa versava 470 milioni di dollari come risarcimento. L'accordo è stato molto criticato. Sia perché il risarcimento era calcolato su 3.000 defunti e centomila sopravvissuti - ma i tribunali hanno poi riconosciuto oltre 574mila persone «gas affected»: cinque &lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;volte di più. Vicenda penosa, i risarcimenti: tra il '95 e il '96 le vittime riconosciute hanno ricevuto una tantum 15mila rupie ciascuno, circa 400 dollari di allora. Nessuna pensione per chi era rimasto invalido. E poi, con quel patteggiamento Union Carbide chiudeva le sue responsabilità. Solo più tardi la «Campagna internazionale per la giustizia a Bhopal» ha aperto p&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x08TLl4WFp8/RYpFgDDNcpI/AAAAAAAAAC0/qm0_iiVm7Ak/s320/Time_Bhopal.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 242px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x08TLl4WFp8/RYpFgDDNcpI/AAAAAAAAAC0/qm0_iiVm7Ak/s320/Time_Bhopal.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="testo"&gt;resso il tribunale di New York una causa legale contro Union Carbide - che nel 2001 è stata acquisita da Dow Chemical, escluso però il vecchio stabilimento di Bhopal, che ora appartiene al governo indiano. L'eredità è pesante anche perché in quello stabilimento arrugginito restano mi&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;gliaia di tonnellate di residui tossici esposti alle intemperie, mentre &lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;altre tonnellate di reflui sono stoccati in vasche mal isolate: sono quelli che contam&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;inano l'acqua. Ma la responsabilità della b&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;onifica viene rimpallata tra Dow Chemical, governo del Madhya Pradesh, governo centrale. Mentre decine di migliaia di abitanti continuano ad assorbire veleni: ma non rientrano tra le «gas affected&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt; people»&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-8863731327384478551?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/8863731327384478551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=8863731327384478551' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/8863731327384478551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/8863731327384478551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2009/12/bhopal-eredita-velenosa.html' title='Bhopal, eredità velenosa'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_x08TLl4WFp8/RYpFgDDNcpI/AAAAAAAAAC0/qm0_iiVm7Ak/s72-c/Time_Bhopal.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-9223180609284451612</id><published>2009-11-11T07:07:00.000-08:00</published><updated>2009-11-11T07:09:31.242-08:00</updated><title type='text'>Colpo di Stato ed Europa</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt; &lt;p style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;em&gt;Alessio Mannino&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;ilribelle.com&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mentre eravamo (quasi) tutti al mare, i nostri politici c’imponevano l’approvazione del Trattato di Lisbona. Da lì è cambiato molto, ma ancora oggi, molti non hanno idea della portata dell’evento.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="full-image-float-left ssNonEditable"&gt;&lt;span&gt;&lt;img style="width: 350px;" src="http://www.ilribelle.com/storage/immagini-articoli/politicavarie/ue1.jpg?__SQUARESPACE_CACHEVERSION=1256826515300" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Attenzione: stiamo perdendo praticamente in modo assoluto la sovranità nazionale. In Europa, se passasse del tutto il Trattato di Lisbona, si deciderebbe della nostra vita in tutto e per tutto. E le decisioni verrebbero prese da persone che siedono sugli scanni europei senza il diritto di farlo. Senza che gli italiani li abbiano scelti e mandati lì. Per ora, ad opporsi con forza alla cosa, c’è solo la Corte Costituzionale tedesca. E noi?&lt;/p&gt; &lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;Eurocrazia&lt;/h3&gt; &lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-size:12;" &gt;Segnatevi la data: il 31 luglio 2008, fra gli applausi scroscianti dei parlamentari e del governo, in Italia è avvenuto un colpo di stato: anche noi abbiamo rinunciato ad essere un paese a tutti gli effetti sovrano. Era in estate, la gente al mare, e dopo il Senato che lo aveva approvato il 23 di quel mese, anche la Camera adottava «all’unanimità»1 il Trattato di Lisbona, depositato ufficialmente il successivo 8 agosto. Un referendum, da noi, non è possibile perché la Costituzione lo vieta su materie come la politica estera. Piccolo particolare: qui non stiamo parlando di affari esteri, ma di affari nostri, perché Lisbona rappresenta il più grande attacco sferrato alla libertà dei popoli e degli individui dall’eurocrazia, al potere per diritto divino e non per volontà popolare. Dal golpe bianco di quei giorni, nessuno ha sentito più nulla fino al 2 ottobre scorso, quando l’Irlanda, impaurita dalla crisi e rassicurata dalle promesse degli euro-burocrati (non verrà obbligata a legalizzare l'aborto, non perderà controllo sulla fiscalità, non vedrà minacciata la propria neutralità) è andata alle urne per la seconda volta in due anni ribaltando il fiero no all’Europa del giugno 2008 in un netto sì (67% con un’affluenza del 58% degli aventi diritto). &lt;/span&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Prima osservazione: non bastava il primo no? Oppure quando il risultato è contrario a ciò che vuole il governo si deve tornare a votare ad oltranza fino a ribaltare la volontà popolare?&lt;br /&gt;Con l’adesione irlandese, invece, e il recente superamento delle diffidenze polacche, a frapporre ostacoli al cammino di ratifica di ciò che di fatto sarà la Carta costituzionale dell’Unione Europea oggi è solo la Repubblica Ceca guidata dal suo recalcitrante presidente, il poeta Vaclav Klaus. &lt;/p&gt; &lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Segretezza&lt;/h3&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;E ne ha ben donde. Il testo2 noto come “Trattato di Lisbona” vuole essere il cemento legislativo con cui dare vita agli Stati Uniti d’Europa: un Superstato nel quale l’indipendenza delle singole nazioni verrà requisita da uomini e istituzioni con sede a Strasburgo e Bruxelles. Dalle cui decisioni il cittadino comune, com’è logico, rimarrà rigorosamente escluso. Inaugurato con la conferenza di Laeken in Belgio nel 2001, il processo che ha portato a Lisbona è l’opera di una Convenzione di saggi, presieduti dall’ex presidente francese Valery Giscard d’Estaing e da Giuliano Amato, il quale candidamente rivendicò3 la scelta di produrre un ammasso informe e illeggibile di 2800 pagine fitte di rimandi, note e modifiche per evitare che qualcuno, a parte loro, ci capisse qualcosa. Dopo la sonora bocciatura dei referendum francesi e olandesi nel 2005, fu infatti a Lisbona nel 2007 che i capi dei ventisette stati europei decisero di dare alla nuova magna charta la veste definitiva: scritta in segreto, firmata in segreto, dai contenuti segreti perché impossibili da decifrare da un essere umano di media intelligenza, e da lasciare segreta grazie ai media compiacenti che non hanno mai spiegato quali epocali mutamenti esso comporti.&lt;br /&gt;Ad averlo fatto proprio sono stati per primi gli europeisti dell’ultim’ora, ovvero gli stati ex comunisti dell’Est (Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovenia, Slovacchia, Lettonia, Lituania), ma anche Austria, Danimarca, Malta e Portogallo. Tuttavia, Cechia a parte, l’incognita a cui si aggrappano coloro che hanno a cuore l’autodeterminazione dal basso è rappresentata dalla Gran Bretagna, che pare avviarsi al cambio della guardia a Downing Street fra l’attuale premier, il laburista Gordon Brown, e il conservatore Davide Cameron, i cui sostenitori vorrebbero addirittura l’uscita dal sistema europeo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;Potere assoluto&lt;/h3&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="full-image-float-right ssNonEditable"&gt;&lt;span&gt;&lt;img style="width: 300px;" src="http://www.ilribelle.com/storage/immagini-articoli/politicavarie/ue2.jpg?__SQUARESPACE_CACHEVERSION=1256826616677" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ma entriamo nel dettaglio. Il Trattato non è un corpo unico e lineare, ma una monumentale serie di cambiamenti ai due trattati fondamentali dell’Unione: il Trattato dell’Unione Europea (TEU) e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU), ai quali viene aggiunto il Trattato di Nizza del 2003. Sancisce il principio secondo il quale le leggi emanate dallo Stato unico europeo saranno superiori alle leggi nazionali (dichiarazione 17 e 27). I parlamenti dovranno sottostare alla fondamentale regola di fare gli interessi dell’Europa prima di quelli dei propri rappresentati (Art. 8c, TEU). Il potere di veto dei singoli Stati decadrà su 68 nuovi settori di competenza sovranazionale. Uno di questi sarà il controllo delle frontiere, sulle quali l’Unione deciderà a maggioranza i flussi d’entrata e d’uscita. Nel Consiglio Europeo, luogo istituzionale della presidenza, i membri di ciascun paese dovranno rappresentare l’Unione presso i paesi d’appartenenza, e non il contrario come è stato fino ad ora. La Commissione, sorta di esecutivo, vedrà aumentare i propri poteri in quasi tutti gli aspetti della vita dei cittadini, acquisendo quello, mostruosamente antidemocratico, di legiferare per decreto. I commissari suoi componenti, infatti, “proporranno” le leggi. A votarle sarà il Consiglio dei Ministri. Entrambi gli organi non sono elettivi, ma nominati dai governi. Il Consiglio, inoltre, potrà discutere solo il 15% delle proposte della Commissione, su tutto il resto non potrà fare altro che passivamente vidimare.&lt;br /&gt;Quest’ultima non avrà più un commissario per ciascun paese membro, ma ad ogni mandato vi parteciperanno a turno solo due terzi dei paesi,  «per cui potrà accadere che una legge sovranazionale e vincolante cancellerà di fatto una legge italiana senza che neppure un italiano l’abbia discussa o pensata»4. Il Parlamento sarà esautorato: non avrà diritto né di proposta né di adozione o respingimento autonomo ma solo di co-decisione (proprio così!) assieme al Consiglio dei Ministri, e, tanto per dirne una, non potrà votare neppure sulle tasse, fulcro storico della legittimità popolare di uno Stato. Esempio: se i parlamentari volessero bocciare una legge presentata dalla Commissione, dovranno o strappare il 55% dei voti nel Consiglio dei Ministri, o arrivare alla maggioranza assoluta nelle proprie file. Il che, come si sa, è alquanto faticoso visto che comprensibilmente le divisioni europee, a dispetto dei gruppi “popolari”, “socialisti” e “liberali”, rimangono sul crinale degli interessi nazionali, non ideologici. &lt;/p&gt; &lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Stato di polizia&lt;/h3&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Andiamo avanti. In politica internazionale il Superstato si comporterà in tutto e per tutto come gli Usa si comportano rispetto ai propri stati federati: firmerà accordi vincolanti per tutti i suoi membri anche se ce ne fosse qualcuno contrario, dichiarerà guerra anche senza il consenso dell’Onu lasciando ai singoli stati una misera «astensione costruttiva» (ovvero la non belligeranza, vietato sfilarsi dal patto d’acciaio continentale) e il Presidente dell’Unione fungerà da ministro degli esteri, al quale gli omologhi nazionali dovranno cedere il passo nei rapporti con Washington, Pechino o Mosca. In politica interna, è rafforzato il nucleo d’origine dell’Unione, cioè il mercato unico basato sulla «libera concorrenza senza distorsioni» (Protocollo 6). Senza distorsioni significa, per esempio, che uno Stato non potrà più favorire un certo settore della propria economia se in difficoltà. Misure di impulso statale sul modello neo-keynesiano saranno sanzionate. Su tutto, la Banca Centrale Europea situata a Francoforte sarà, nei fatti, legibus soluta: sarà rafforzato il suo ruolo di padrona incontrastata della politica monetaria, senza render conto a niente e a nessuno delle sue decisioni. Non c’è traccia di un indirizzo preciso sul sociale e sul fisco, nessuna parola su come finanziare il magro Capitolo Sociale. In materia giudiziaria punto di riferimento sarà la Corte di Giustizia Europa ospitata in Lussemburgo. Ciò che essa deciderà sarà più forte di qualsiasi norma di uno Stato (Art. 344). Il che vuol dire che potrà annullare leggi o sentenze regolarmente assunte entro i confini di una nazione scardinandone completamente l’autonomia. Anche i suoi giudici vengono nominati dai governi, e quindi avranno cucita addosso l’impronta politica di chi li ha scelti. Infine, la questione per eccellenza: la cittadinanza. Nell’Europa di Lisbona saremo italiani, tedeschi o francesi, ma «in aggiunta» anche cittadini del Superstato (Art. 17b.1 TEC/TFU). Prima, essere europei era considerato un «corredo» all’essere cittadini del proprio Paese. D’ora in poi avremo una doppia nazionalità, con due cittadinanze. Ma non paritarie: se diritti e doveri stabiliti, poniamo, in Italia dovessero entrare in conflitto con quelli dell’Europa, saranno questi ultimi a prevalere. Per capire la gravità della cosa, basterà dire che fra le pagine del  Trattato, insinuata  nella Dichiarazione riguardante le Spiegazioni della Carta dei Diritti Fondamentali, è ammessa la pena di morte «per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un'insurrezione». Chiaro il concetto? Siamo alla giustificazione della repressione poliziesca. &lt;/p&gt; &lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Speranza tedesca&lt;/h3&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Fortunatamente c’è un giudice a Berlino, anzi a Karlsruhe. Un barlume di speranza contro la tirannia eurocratica arriva proprio dalla Germania, cuore e motore dell’Unione. Il 30 giugno di quest’anno la Corte Costituzionale tedesca ha fatto rilievi molto pesanti all’esproprio di sovranità prospettato dal Trattato di Lisbona. Primo: le istituzioni europee hanno poteri solo in quanto delegate ad esercitarli su determinate aree di competenza dagli Stati. Secondo: il sommo tribunale avoca a sé, in quanto suprema corte tedesca, l’ultima parola su eventuali travalicazioni europee di leggi tedesche. Viene opposto così un deciso altolà alla Corte Europea. Terzo: la consulta di Karlsruhe invita gli Stati a tenersi stretti i campi d’azione e deliberazione più importanti, e insiste perché i parlamenti nazionali vengano coinvolti in tutti i casi in cui i singoli Stati perdano il potere di veto. Quarto: se i governi non troveranno spazio per una significativa democrazia nazionale nell’ambito dell’Unione, il Trattato diverrà incostituzionale, perché la Corte non riconosce che il Parlamento di Strasburgo, così come configurato nel Trattato, infondi una piena legittimità democratica alle leggi dell’Unione. Quinto: la cittadinanza “aggiuntiva” deve rimanere supplementare a quella nazionale, e non superiore ad essa. Perciò, per salvaguardare la sovranità della Repubblica Federale, la Corte ha proibito al Presidente tedesco di firmare il Trattato fino a quando il parlamento di Berlino non avrà legiferato in merito al proprio incoercibile diritto a dire la propria su tutto quanto viene deliberato nei palazzi di Eurolandia. Si chiede il danese Jens-Peter Bonde, ex deputato europeo: «Se… la ratifica del Trattato di Lisbona da parte della Germania viene giudicata illegale e in contraddizione con i principi democratici di base, lo stesso principio non dovrebbe trovare applicazione in tutti gli altri Stati membri che si fregiano della qualifica di democrazie?»5.&lt;br /&gt;Un’Europa che voglia dirsi dei cittadini e non di banchieri, multinazionali, dei loro burocrati e dei loro burattini politici dovrebbe fare come suggerisce un blogger sul sito OpenEurope: «Volete fare come gli Stati Uniti d'America? La loro Costituzione era comprensibile a tutti. Fate allora di dieci pagine massimo, questo trattato. Poi fatelo votare agli elettori nazionali. Solo così, con una Costituzione che contenga le disposizioni essenziali si potrà creare un'entità capace di sopravvivere alla prossima crisi, e soprattutto otterrà il benestare dei cittadini. Tutti i governi si reggono sul consenso, tacito o esplicito, dei governati. E rinunciare a tale consenso nella creazione dell'Unione Europea vuol dire andare in cerca di grane»6.&lt;br /&gt;Postilla finale: tale anonimo blogger non si è accorto che non tutti, bensì nessun governo europeo è in realtà retto sul consenso dei governati. E questo perché le democrazie rappresentative nazionali sono già di loro delle tirannidi mascherate. Tanto è vero che la nostra, per aver accettato entusiasticamente il monstrum di Lisbona, ha già violato come minimo due articoli fondamentali della Costituzione su cui si regge: l’1, secondo cui “la sovranità appartiene al popolo”, e l’11, che condanna la guerra come “strumento di offesa” e consente “limitazioni di sovranità”, ma solo se necessarie per “la pace e la giustizia fra le Nazioni”. Non per decretarne l’abolizione nel silenzio-stampa generale.&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note:&lt;br /&gt;1) «Un lungo applauso bipartisan ha accompagnato il sì della Camera che, come il Senato, ha approvato all'unanimità il Trattato», La Repubblica, 31 luglio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;2)LINK"&lt;a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/cg00014.it07.pdf" class="smarterwiki-linkify"&gt;http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/cg00014.it07.pdf&lt;/a&gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;3) «Fu deciso che il documento fosse illeggibile… Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum, perché avrebbe significato che c’era qualcosa di nuovo», Giuliano Amato, discorso tenuto al Centro per la Riforma Europea di Londra, 27 luglio 2007,  HYPERLINK "&lt;a href="http://www.euobserver.com/" class="smarterwiki-linkify"&gt;http://www.euobserver.com&lt;/a&gt;" &lt;a href="http://www.euobserver.com/" class="smarterwiki-linkify"&gt;www.euobserver.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;4) Paolo Barnard, “Il Trattato di Lisbona. Altro che Cavaliere.”, 25 settembre 2009,  HYPERLINK "&lt;a href="http://www.paolobarnard.info/" class="smarterwiki-linkify"&gt;http://www.paolobarnard.info&lt;/a&gt;" &lt;a href="http://www.paolobarnard.info/" class="smarterwiki-linkify"&gt;http://www.paolobarnard.info&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;5) Jens-Peter Bonde “La sentenza della Corte costituzionale tedesca chiama tutti ad agire contro il deficit di democrazia dell'UE”, 24 luglio 2009  HYPERLINK "&lt;a href="http://www.euobserver.com/" class="smarterwiki-linkify"&gt;http://www.euobserver.com&lt;/a&gt;" &lt;a href="http://www.euobserver.com/" class="smarterwiki-linkify"&gt;www.euobserver.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;6) Cit. in Luca Galassi, “Europa, il Trattato dei burocrati”, 5 ottobre 2009,  HYPERLINK "&lt;a href="http://it.peacereporter.net/" class="smarterwiki-linkify"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;" &lt;a href="http://it.peacereporter.net/" class="smarterwiki-linkify"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-9223180609284451612?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/9223180609284451612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=9223180609284451612' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/9223180609284451612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/9223180609284451612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2009/11/alessio-mannino-ilribelle.html' title='Colpo di Stato ed Europa'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-8005166843973182641</id><published>2009-10-18T15:17:00.000-07:00</published><updated>2009-10-18T15:19:11.906-07:00</updated><title type='text'>Le Sirene si vestono di verde</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt; &lt;p style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;em&gt;Francesco Bertolini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;ilribelle.com&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Ecco pronta la nuova grande illusione per chi è abituato ad abboccare all’amo. L’economia “verde” altro non è che la vecchia economia con vicino un aggettivo. Con buona pace di speculatori e parco buoi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="full-image-float-left ssNonEditable"&gt;&lt;span&gt;&lt;img style="width: 350px;" src="http://www.ilribelle.com/storage/immagini-articoli/socitaecostume/ulisse_sirene.jpg?__SQUARESPACE_CACHEVERSION=1254749288270" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ulisse, per salvarsi dalle sirene ordinò ai suoi uomini di tapparsi le orecchie con la cera; lui stesso si fece legare a un albero della nave, vietando ai compagni di slegarlo, qualunque supplica avesse loro rivolto. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le Sirene sono una personificazione dei pericoli del mare.  Secondo la leggenda, con il fascino della loro musica attiravano i marinai che passavano nelle vicinanze; le navi si avvicinavano allora pericolosamente alla costa rocciosa e si fracassavano, e le Sirene divoravano gli imprudenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non ci sono più le Sirene nell’immaginario collettivo; il loro canto armonioso è stato rimosso e sostituito dal progresso tecnico, unica conseguenza della centralità razionale del nostro tempo, con la conseguente aridità di pensiero che la accompagna.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dopo lo spavento di un armageddon finanziario, mai stato così vicino, la crisi rallenta e l’economia si sta riprendendo; brindiamo, è stato solo un brutto incubo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Si può ripartire; mentre il G8 indica al 2050 un obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica pari all’80% rispetto al livello di emissioni del 1990, il governo italiano annuncia il rilancio del nucleare e il piano casa, mentre per interessi nazionali concede permessi di trivellazione negli ultimi lembi di territorio protetto e posiziona l’Italia in coda nel mondo per quanto concerne la tutela ambientale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ma a qualcuno interessa realmente tutto ciò? I grandi organi di informazione sono controllati dai grandi gruppi economici, in un sistema fondato sul debito, un sistema quindi  che non ha nessuna intenzione di modificare alla radice le cause del possibile disastro che ci ha sfiorato; per questa ragione l’informazione, nel suo insieme, ci propina  la ripresa economica come un bene, come un rimettere le cose in ordine, magari in un armadio realizzato con legno riciclato, a testimonianza che l’ambiente è una reale preoccupazione e un impegno da prendere per le generazioni future.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente i grandi del mondo, definendo obiettivi al 2050, si preoccupano del futuro, forse un po’ troppo lontano, visto che ogni qualvolta si siano definiti obiettivi così ambiziosi da parte di organi transnazionali non si è fatto altro che una pessima figura, basti pensare alla banca mondiale che si è posta l’obiettivo di dimezzare la povertà nel mondo al 2015 o gli obiettivi del millennio delle Nazioni Unite.&lt;/p&gt; &lt;blockquote style="text-align: justify;"&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tutti obiettivi irraggiungibili, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;e sempre spostati nel tempo, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;per posticipare all’infinito il momento di fare i conti con la realtà. Che però ci raggiunge alle spalle. Inesorabilmente.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sono obiettivi irraggiungibili, in quanto non ci sono risorse sufficienti per garantire un aumento del livello di consumi per l’80% degli abitanti del pianeta, non ci sono nemmeno se l’economia si tingerà di verde. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="full-image-float-right ssNonEditable"&gt;&lt;span&gt;&lt;img style="width: 350px;" src="http://www.ilribelle.com/storage/immagini-articoli/economia/borsa.jpg?__SQUARESPACE_CACHEVERSION=1254749447651" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ma proprio l’innovazione tecnologica in chiave ambientale è presentata come la chiave per coniugare il rilancio dell’economia e la tutela dell’ambiente: una sostanziale e colossale barzelletta. Stiamo condannando a morte il pianeta, ma l’esecuzione sarà con una iniezione letale, non con la crudele e inquietante sedia elettrica, poco etica e con scarsa efficienza energetica.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;A volte si pensa di caratterizzare il progresso tecnico, per renderlo più attraente; si è assistito così a fasi focalizzate dalla rivoluzione industriale piuttosto che dalla rivoluzione informatica. Oggi si preannuncia la rivoluzione verde. Strano che fino a poco tempo fa investire in tecnologie ambientali non fosse così conveniente; la bacchetta magica del cambio di amministrazione americana ha trasformato il mondo e il sistema industriale in chiave ambientalista.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Come spesso succede, le bolle economiche nascono proprio in questo modo; si lancia sul mercato una grande illusione, su cui si riversano investimenti e aspettative che si autoalimentano a vicenda fino all’esplosione della bolla stessa; è capitato così dai tempi dei tulipani olandesi, fino a internet e al settore immobiliare negli Stati Uniti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sarà forse perché si crede sempre meno alle illusioni che ogni giorno 5 milioni di italiani fanno uso di psicofarmaci; l’Italia risulta essere, secondo l’International narcotis control board delle Nazioni Unite, il sesto paese al mondo per quanto concerne il consumo per abitanti di sedativi  e il trend continua a crescere, così come in tutto il mondo cosiddetto sviluppato; si cerca la scorciatoia della felicità, e ogni volta che l’uomo si muove alla ricerca della felicità finisce per perderne anche quel poco che ha, come colui che, intrappolato nelle sabbie mobili, si dibatte disperatamente e questo suo agitarsi è la causa del suo lento e continuo sprofondare.  &lt;/p&gt; &lt;blockquote style="text-align: justify;"&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tutto a posto: ora c’è l’economia verde. E se non credete a questa ennesima bolla niente paura: basta prendere un sedativo e uno psicofarmaco, e la felicità sarà a un passo...&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;È l’ultimo tentativo di uscire dalle sabbie mobili sembra essere l’economia verde, un aggettivo aggiunto che non modifica la questione di fondo. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="full-image-float-left ssNonEditable"&gt;&lt;span&gt;&lt;img style="width: 250px;" src="http://www.ilribelle.com/storage/immagini-articoli/crisisistema/inquinamento_c.jpg?__SQUARESPACE_CACHEVERSION=1254749579556" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;È anche vero che negli ultimi anni si assiste a una crescita di consumi e  stili di vita che vedono in un ritorno alla natura l’unica possibile via di uscita, ma le forze in campo sono purtroppo impari, come ormai accade spesso nelle guerre moderne, dove chi non si adegua al modello globale combatte con i sassi contro aerei telecomandati a distanza. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;È proprio così; la cultura ambientalista nel nostro paese mi ricorda i bambini palestinesi che usano la fionda contro i carri armati israeliani, che, pressati dalla comunità internazionale politically correct sanno di non poterli eliminare, ma di dover  trovare una soluzione condivisa, intorno a un tavolo. È lo stesso percorso della rivoluzione sostenibile;  si subisce senza sussulti l’avvio dei lavori della Brescia-Bergamo-Milano, ennesima colata di cemento per una autostrada che non farà altro che accelerare il degrado di quel territorio. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;È paradossale  integrare l’aggettivo ambiente in un sistema che con l’ambiente non ha niente a che fare; è utopia contrastare questo sviluppo,  ma forse la complicità è molto peggio.  Ulisse aveva fatto tappare le orecchie ai suoi uomini per non fargli ascoltare il canto delle sirene; oggi evitare l’informazione, pervasiva,  invadente e virale,   è purtroppo molto più complicato.&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="mailto:francesco.bertolini@unibocconi.it" class="smarterwiki-linkify"&gt;francesco.bertolini@unibocconi.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5343037157705093114-8005166843973182641?l=sadefenzasarda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/feeds/8005166843973182641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5343037157705093114&amp;postID=8005166843973182641' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/8005166843973182641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5343037157705093114/posts/default/8005166843973182641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenzasarda.blogspot.com/2009/10/le-sirene-si-vestono-di-verde.html' title='Le Sirene si vestono di verde'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5343037157705093114.post-1778756496258737206</id><published>2009-09-10T09:46:00.000-07:00</published><updated>2009-09-10T09:48:43.986-07:00</updated><title type='text'>Le Sette Sorelle della manipolazione</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt; &lt;p style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;&lt;em&gt;Alessio Mannino&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 102);"&gt;ilribelle.com&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Il presupposto di una stampa libera è che gli &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;editori facciano solo gli editori. Esattamente&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;il contrario di quello che avviene qui in Italia.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; &lt;p&gt;Benché di recente il governo Berlusconi abbia inferto un colpo alla trasparenza proprietaria delle aziende con una leggina1 che estende le società “fiduciarie”, cioè senza obbligo di dichiarare chi sono i possessori di azioni o obbligazioni, anche al settore dell’editoria, è ancora  possibile sapere chi sono i padroni dell’informazione in Italia. I padroni veri, in senso letterale. Basta una ricerca sul sito web della Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) e voilà l’azionariato, le partecipazioni rilevanti e persino i patti parasociali dei colossi che influenzano l’opinione pubblica del Paese. Esclusi perché marginali o azzoppati gli attori minori2, a controllare ciò che gli italiani devono o non devono sapere sono infatti sette grandi gruppi: Rcs Mediagroup, Mediaset-Mondadori, Gruppo L’Espresso, Gruppo Il Sole 24 Ore, Gruppo Riffeser, Gruppo Caltagirone, Telecom Italia Media. Le Sette Sorelle della (dis)informazione. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;«La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire», diceva George Orwell, che di Grandi Fratelli, essendone stato il coniatore e preveggente, se ne intendeva. La gente è imbevuta ogni giorno di notizie ma ignora completamente, o quasi, a quali poteri economici e finanziari rispondono coloro che le fabbricano. Gli interessi degli editori italiani non sono “puri”, cioè concentrati esclusivamente nell’ambito editoriale (come in Germania, ad esempio), ma si estendono ai campi più disparati. Questo dato basilare, che spiega perchè vengono resi noti certi fatti e altri no e rende possibile la loro decodificazione, viene scientificamente fatto rimanere nell’ombra. La notizia delle notizie è una non-notizia. Per questo noi ve ne diamo conto qui, in un excursus sommario ma che dà un’idea, ci auguriamo, sufficientemente chiara della cupola che manovra dall’alto il giornalismo tricolore. &lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Rcs&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;Rcs ha la proprietà del Corriere della Sera, tradizionalmente considerato il più importante giornale italiano. La holding è molto ramificata e spazia dall’editoria libraria (Rizzoli) ai quotidiani (oltre al già citato Corsera, la Gazzetta dello Sport e il free press City), ai periodici (gli allegati al Corriere come Magazine, Io Donna, Style, e poi Il Mondo, Anna, Amica, Novella 2000, Max, Sportweek, Astra, Brava casa, Casamica), alle radio (Play Radio, Agr Radio, Crn Radio, Rin Digital Radio). In Spagna fanno capo a Rcs le testate El Mundo, Expansion (economia) e Marca (sport). Il capitale sociale è in mano ad un ferreo patto di sindacato che detiene il 60% delle azioni, composto dai più grossi nomi della finanza e dell’industria italiana (il cosiddetto “salotto buono”): Mediobanca (banca d’affari), Fiat (auto), Gruppo Pesenti (cemento), Gruppo Ligresti (costruzioni), Diego Della Valle (abbigliamento), Pirelli (telecomunicazioni), Banca Intesa, Generali (assicurazioni), Capitalia, Sinpar (acciaio), Merloni Invest (finanziaria), Mittel (finanziaria), Eridano (finanziaria), Edison (energia), Gemina (finanziaria), Benetton (abbigliamento, autostrade, autogrill, telecomunicazioni), il costruttore romano Toti. Gli intrecci fra loro costituiscono un groviglio di potere in cui è ravvisabile tutto lo sfacciato imperversare dei conflitti d’interesse all’italiana. Qualche esempio. Mediobanca è partecipata da Mediolanum e dal Gruppo Fininvest, che ha fatto insediare nel board Marina Berlusconi, primogenita del premier Silvio, patron di Mediaset. Intesa partecipa alla Generali, in cui c’è anche Unicredit (e le stesse Capitalia e Mediobanca). Il Gruppo Fiat lo ritroviamo padrone unico dell’altro storico quotidiano nazionale, La Stampa. Del Gruppo Telecom, azionista del patto, è Telecom Italia Media, a sua volta una delle Sette Sorelle. Infine, Rcs ha una quota del 7,5% nella Poligrafici Editoriale, società che fa capo ad un altro gigante “rivale”, il Gruppo Riffeser. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Mediaset-Mondadori &lt;/h3&gt; &lt;p&gt;Mediaset è l’impero mediatico del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. I suoi tre canali analogici, Canale 5 Italia Uno e Retequattro, formano l’altra metà del cielo televisivo italiano. Le tre emittenti pubbliche della Rai sono comunque sottoposte ai desiderata del Cavaliere, in quanto capo del governo: difatti la scelta dei direttori di rete e dei tiggì passa per Palazzo Chigi e per le alchimie interne alla maggioranza del momento, con le conventicole di viale Mazzini col cappello in mano a reclamare poltrone. Quello berlusconiano è il primo gruppo privato in Italia e uno dei maggiori in Europa (in Spagna detiene il 20% dello share). La concessionaria di pubblicità, Publitalia, ha il primato della raccolta pubblicitaria, ed ha fornito i primi quadri di Forza Italia negli anni ’90. Attraverso la casa madre Fininvest, la famiglia Berlusconi possiede anche la Mondadori, principale editrice di libri del Paese, ed è presente in Mediobanca e Capitalia (e quindi in Rcs). Della galassia Mondadori fanno parte Einaudi, Sperling &amp;amp; Kupfer, Electa, Random House Mondadori. Periodici e radio: Panorama, Tv Sorrisi e canzoni, Chi, Donna moderna, Grazia, Auto oggi, Cambio, Casa viva, Confidenze, Economy, Flair, Focus, Guida Tv, Men’s Health, Prometeo, Starbene, Sale &amp;amp; Pepe, Cosmopolitan, Cucina moderna, Nuovi argomenti, Ciak, Radio 101. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come si vede, la presa sulla costruzione dell’immaginario collettivo, che passa anche se non soprattutto dai media di intrattenimento, vede una presenza preponderante del politico-editore Berlusconi. Il fratello del premier, Paolo, è il titolare del quotidiano Il Giornale. L’abnorme conflitto d’interessi che investe il nostro premier, unico al mondo (i suoi affari si allargano alla finanza, al business immobiliare, al cinema, al calcio), è diventato una barzelletta: mai risolto, anzi rivendicato sulla base del fatto che gli elettori lo votano comunque, è il cavallo di battaglia di un centrosinistra che non ha mai mosso un dito, neanche quand’era al potere, per porvi la parola fine. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Espresso&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;Rivale diretto dell’universo Mediaset è il Gruppo Espresso, il cui padrone è l’ingegner Carlo De Benedetti (il cui figlio Marco è il rappresentante italiano del fondo Carlyle, potente private equity americano nei settori delle armi, delle telecomunicazioni e dell’energia). Le testate controllate annoverano al primo posto il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e dal defunto Carlo Caracciolo, La Repubblica (con relativi allegati: Il Venerdì, D La repubblica delle donne, Salute, Trova Roma, Trova Milano, Metropoli, XL, Velvet, Affari&amp;amp;Finanza), e il settimanale L’Espresso. Inoltre: Micromega, Limes, National Geographic Italia, Le Scienze, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Messaggero veneto, Il Piccolo, Gazzetta di Mantova, Il Mattino di Padova, La Provincia Pavese, Il Centro, La Tribunadi Treviso, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, Nuova Gazzetta di Modena, La Nuova Venezia, La Città. Oltre a De Benedetti, altri soci rilevanti nell’azionariato sono le Generali (anche in Rcs), la Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste e la “zarina” Giulia Maria Crespi (protagonista del turbolento periodo anni ’70 del Corriere, oggi a capo del Fondo per l’Ambiente Italiano). Importanti sul mercato le controllate Radio Deejay e Radio Capital, la televisione All Music e la concessionaria di pubblicità A. Manzoni. Repubblica.it e Kataweb sono fra i siti internet più visitati. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Sole 24 Ore&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;Il Sole 24 Ore è il primo quotidiano economico italiano, ed è proprietà della Confindustria, nella quale ritroviamo, in qualità di imprenditori, molti dei nomi che popolano i vertici delle Sette Sorelle. Il Gruppo Sole 24 Ore ha anche un’agenzia di stampa, Radiocor, e un braccio radiofonico, Radio 24, quanto a informazione secondo solo alla radiofonia Rai. La Confindustria è tradizionalmente filo-governativa, posizionandosi a seconda di dove tira il vento: con Luca Cordero di Montezemolo vicino a Prodi, con l’attuale presidentessa Emma Marcegaglia vicino a Berlusconi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;
